Notizie dell’Ultima Ora

  • È morto Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose

    Ultima Ora – Si è spento all’età di 83 anni fratel Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e adesso della Fraternità della Madia, vicino a Ivrea. Bianchi è morto all’ospedale Molinette di Torino. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni, per uno scompenso renale che lo aveva portato in coma metabolico.
    L’eredità spirituale di Enzo Bianchi attraversa il dialogo ecumenico, la riscoperta della Parola e una sofferta vicenda ecclesiale che lo portò all’allontanamento dal monastero da lui creato. Papa Francesco lo stimò profondamente, pur affidando al cardinale Parolin il difficile compito (non riuscito) di ricomporre una crisi mai del tutto sanata.
    Il monaco piemontese lascia un vuoto profondo nel cristianesimo contemporaneo. Con lui scompare una delle figure più originali del cattolico europeo, accanto al cardinale Carlo Maria Martini, come lui: un uomo capace di parlare ai credenti e ai non credenti, di costruire ponti tra le Chiese cristiane e di riportare la Sacra Scrittura al centro della vita spirituale di migliaia di persone.
    Le origini di Bose: un laboratorio di ecumenismo
    Per oltre mezzo secolo Bose è stata la sua creatura, un laboratorio di ecumenismo dove cattolici, ortodossi e protestanti hanno condiviso la stessa vita monastica, anticipando molte delle intuizioni che sarebbero poi maturate nella Chiesa universale.
    La storia di Enzo Bianchi comincia nel 1965, quando, poco più che ventenne e studente di Economia all’Università di Torino, decide di ritirarsi in una cascina abbandonata a Magnano, nel Biellese. Non era e non volle essere sacerdote, ma un laico animato dal desiderio di vivere il Vangelo nella radicalità della vita comune. Attorno a lui, lentamente, si raccolsero uomini e donne appartenenti a diverse confessioni cristiane.
    Nacque così la Comunità di Bose, riconosciuta come una delle esperienze monastiche più innovative del secondo Novecento. La liturgia curata, il silenzio, lo studio biblico e l’accoglienza fecero del monastero una meta di pellegrinaggi spirituali e un punto di riferimento per teologi, vescovi e intellettuali di tutta Europa.
    Bianchi è stato consultore di diversi dicasteri vaticani, ha partecipato ai Sinodi dei vescovi convocati da Benedetto XVI e collaborato con numerosi patriarchi ortodossi, diventando uno dei principali interpreti del dialogo ecumenico inaugurato dal Concilio Vaticano II. Le sue opere – tradotte in decine di lingue – hanno avvicinato generazioni di lettori alla Bibbia con un linguaggio semplice, rigoroso e profondamente umano.
    Le dimissioni, le tensioni e il decreto di allontanamento
    La grandezza spirituale di Enzo Bianchi convive, tuttavia, con una delle pagine più dolorose della storia ecclesiale recente.
    Della Comunità monastica di Bose, Bianchi era stato priore fino al 2017, quando rassegnò volontariamente le dimissioni consegnando l’incarico a Luciano Manicardi, pur rimanendo all’interno del monastero. Quella successione, che avrebbe dovuto segnare un passaggio naturale, si trasformò invece in una lunga stagione di tensioni interne.
    Divergenze sulla gestione della comunità, sull’autorità e sulla convivenza fraterna portarono la Santa Sede a disporre una visita apostolica nel 2019, rilevando come ci fosse un turbamento del clima fraterno all’interno della comunità.
    Fu Papa Francesco a prendere in mano personalmente il dossier. Il Pontefice, che aveva sempre manifestato stima nei confronti del fondatore di Bose e ne apprezzava il contributo al dialogo tra le Chiese, affidò però al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, il delicatissimo compito di dare esecuzione alle decisioni maturate dopo la visita canonica.
    Nel maggio 2020 un decreto della Santa Sede dispose l’allontanamento di Enzo Bianchi e di altri membri dalla comunità, ritenendo necessario ristabilire la serenità della vita fraterna. Quella decisione (profondamente ingiusta) provocò un profondo turbamento nel mondo ecclesiale. Molti la considerarono una ferita dolorosa, altri la giudicarono indispensabile per il bene della comunità. Lo stesso Bianchi obbedì dopo mesi difficili, senza mai nascondere l’amarezza per una vicenda che definì una delle prove più dure della sua esistenza monastica.
    Le cronache di quegli anni raccontano anche le incomprensioni con gli organismi vaticani chiamati a gestire il caso. Se Francesco continuò a distinguere tra la persona e il problema comunitario, mantenendo nei confronti del monaco rispetto e attenzione, il rapporto con la Segreteria di Stato e con il cardinale Parolin fu inevitabilmente segnato dalla complessità dell’attuazione del provvedimento. Una frattura che non cancellò però il riconoscimento del valore ecclesiale dell’opera costruita a Bose.
    La Fraternità della Madia: “Ricomincio come un monaco”
    Lontano da Bose, Enzo Bianchi non smise di essere monaco. Negli ultimi tempi, nel 2023, diede vita alla Fraternità della Madia, una piccola comunità nei pressi di Ivrea, scegliendo deliberatamente una dimensione essenziale.
    “Ricomincio come un monaco”, disse presentando quella nuova esperienza. Non cercava una rifondazione di Bose, ma un ritorno alle origini: poche persone, preghiera, lavoro manuale, ospitalità e ascolto della Parola. Era il tentativo di trasformare una sconfitta personale in un nuovo cammino spirituale.
    Anche negli ultimi mesi continuò a scrivere. Nella sua rubrica pubblicata alla fine del 2024 rifletteva sul tempo presente con la lucidità che lo aveva sempre contraddistinto: parlava della pandemia, della crisi culturale dell’Europa, del ritorno della guerra e del rischio che il cristianesimo occidentale si riducesse a semplice patrimonio culturale. “Ciò che mi interessa è l’umanità”, scriveva, ribadendo che il Vangelo non appartiene a una categoria religiosa, ma alla vita concreta delle donne e degli uomini.
    L’eredità spirituale
    La sua eredità va ben oltre la vicenda di Bose. Enzo Bianchi ha contribuito come pochi a rendere familiare la lectio divina, ha restituito dignità al dialogo con l’ebraismo e con l’ortodossia, ha parlato della fede senza moralismi e della fragilità senza retorica. Per molti è stato un padre spirituale; per altri un intellettuale capace di abitare le domande del nostro tempo senza rinunciare alla radicalità evangelica.
    La sua morte chiude una stagione irripetibile del monachesimo italiano, ma lascia aperta una domanda che ha attraversato tutta la sua vita: come vivere il Vangelo nella fraternità, senza trasformare la Chiesa in una fortezza e senza perdere il coraggio del confronto?
    Forse è proprio questa la sua eredità più preziosa. Non l’immagine di un uomo senza conflitti, ma quella di un credente che ha conosciuto la gloria del riconoscimento ecclesiale e il dolore dell’incomprensione, rimanendo fino all’ultimo fedele alla propria vocazione di monaco.

  • Cina: presentate misure per ampliare e migliorare il consumo di beni

    PECHINO (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – La Cina ha presentato una serie di misure per ampliare e migliorare il consumo di beni, con l’obiettivo di portare il totale delle relative vendite al dettaglio a circa 60.000 miliardi di yuan (circa 8.850 miliardi di dollari USA) entro il 2030, secondo una linea guida attuativa resa pubblica ieri.
    La linea guida, pubblicata congiuntamente da sette dipartimenti governativi, tra cui il ministero del Commercio e la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, prevede la creazione di mercati da 10.000 miliardi di yuan in settori quali i consumi ecologici, intelligenti e legati alla salute entro il 2030.
    Si prevede inoltre che le vendite al dettaglio di categorie di prodotti dal valore di 1.000 miliardi di yuan, tra cui automobili, elettrodomestici, apparecchiature per le comunicazioni, prodotti tessili e abbigliamento, continuino a crescere, con questi mercati che rimarranno tra i più grandi al mondo.
    La linea guida delinea quattro compiti principali per promuovere il consumo di beni: favorire il consumo di beni durevoli, migliorare la qualità dei beni di consumo di uso quotidiano, sostenere il consumo di prodotti di nicchia e favorire la domanda di prodotti di fascia superiore.
    Il documento specifica inoltre delle misure che comprendono l’espansione del consumo di automobili lungo l’intera catena industriale, la promozione delle applicazioni per un’abitazione smart, il sostegno al consumo di prodotti destinati agli anziani e ai bambini e l’incremento del consumo di prodotti ecologici, intelligenti e legati alla salute.
    La linea guida chiede inoltre di migliorare le strutture per i consumi nelle aree urbane e rurali e gli standard dei prodotti di consumo, rafforzare lo sviluppo dei marchi e il sostegno fiscale e finanziario e mantenere l’ordine nel mercato dei beni di consumo.
    Il documento arriva dopo la pubblicazione, a luglio, del primo piano quinquennale della Cina dedicato esclusivamente all’espansione dei consumi. Il piano mira a sfruttare meglio il potenziale dell’ampio mercato del Paese, ottimizzando la struttura dei consumi e migliorando le condizioni di vita della popolazione.
    Nell’ambito delle iniziative volte a sostenere i consumi quest’anno, la Cina prevede di destinare 250 miliardi di yuan in titoli di Stato speciali a lunghissima scadenza per i programmi di trade in dei beni di consumo e di istituire un fondo speciale di coordinamento fiscale-finanziario da 100 miliardi di yuan per favorire l’espansione della domanda interna.
    Nella prima metà dell’anno, i programmi di trade in dei beni di consumo hanno generato vendite per 1.100 miliardi di yuan, a beneficio dei consumatori in 150 milioni di occasioni. Nel periodo, sono state oggetto di trade in 3,71 milioni di automobili e 63,27 milioni di elettrodomestici, mentre gli acquisti di prodotti digitali e intelligenti hanno raggiunto 79,1 milioni di unità, secondo il ministero del Commercio.
    Nei primi sette mesi di quest’anno, le vendite al dettaglio complessive di beni di consumo in Cina hanno raggiunto 28.770 miliardi di yuan, in aumento dell’1,2% su base annua.
    Ultima Ora / IPA.

  • È morto a 26 anni il giovane rimasto ustionato da un incendio divampato nel Palermitano, Schifani: “Nessuna pietà per chi appicca il fuoco”

    PALERMO Ultima Ora / IPA – E’ morto Salvatore Giglia, il giovane di 26 anni rimasto gravemente ustionato mentre tentava di spegnere un incendio divampato nei pressi della sua abitazione, a Ciminna, in provincia di Palermo. Il decesso è avvenuto stamane nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo, dove era stato ricoverato in gravi condizioni.
    “E’ volato in cielo un angelo, un dolore immenso! La nostra comunità è oggi profondamente colpita dalla prematura scomparsa di Salvatore Giglia, giovane di appena 26 anni – scrive su Facebook il sindaco Vito Filippo Barone -. Di fronte a una perdita così dolorosa e ingiusta, le parole sembrano non essere sufficienti. È difficile accettare che una vita così giovane, con ancora tanti sogni, progetti e speranze davanti a sé, sia stata spezzata così presto. In questo momento di immenso dolore, desideriamo esprimere la nostra più sincera vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che gli hanno voluto bene e che oggi ne piangono la scomparsa, facendoci interpreti del dolore e della commozione dell’intera comunità. In occasione delle esequie funebri sarà proclamato il lutto cittadino. A nome di tutta la comunità, le più sentite condoglianze alla famiglia”.
    SCHIFANI “NESSUNA PIETA’ PER CHI APPICCA FUOCO”
    “La morte di Salvatore Giglia, a soli 26 anni, colpisce profondamente tutti noi. Ha perso la vita mentre cercava di difendere la sua terra e la sua casa dalle fiamme. Alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la comunità di Ciminna esprimo la mia vicinanza e il più sincero cordoglio di tutti i siciliani”. Lo dichiara il presidente della Regione Renato Schifani. “Al dolore – prosegue – si aggiunge una rabbia profonda. Se sarà accertata la natura dolosa dell’incendio, i responsabili dovranno essere individuati e puniti con la massima severità prevista dalla legge. Chi appicca un incendio non compie una bravata: mette deliberatamente a rischio vite umane, distrugge territori, minaccia case e comunità intere. Di fronte a comportamenti di questa gravità non possono esserci attenuanti, indulgenze o esitazioni. Servono pene esemplari, controlli serrati e un’azione dello Stato inflessibile contro chi usa il fuoco come strumento di devastazione e di morte”. 
    L’ARCIVESCOVO DI PALERMO PRESIEDERA’ I FUNERALI DI DOMANI
    Sarà l’Arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, a presiedere i funerali del giovane Salvatore Giglia, morto per le gravi ustioni riportate nel tentativo di arginare il fuoco durante l’incendio divampato tre giorni fa alle porte di Ciminna. La celebrazione avrà luogo domani, alle ore 16, nella Parrocchia Santa Maria Maddalena, Chiesa Madre di Ciminna, in provincia di Palermo. E’ quanto si legge in una nota dell’Arcidiocesi.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Cina: ChemELLM per ingegneria chimica potenziato nell’esecuzione di compiti

    SHENYANG (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – L’ultima versione del primo modello linguistico di grandi dimensioni della Cina dedicato all’industria chimica è stata presentata ieri, segnando un significativo passo avanti dall’acquisizione di conoscenze all’esecuzione intelligente di compiti nel settore chimico e fornendo un nuovo supporto per la gestione di operazioni chimiche complesse, come riferito dall’Istituto di fisica chimica di Dalian (DICP), nel nord-est della Cina, che fa capo all’Accademia cinese delle scienze.
    Il Modello linguistico di grandi dimensioni per l’ingegneria chimica (ChemELLM) 3.0 Pro è stato sviluppato congiuntamente dal DICP, da iFlytek, da Alibaba Cloud Computing e da altre istituzioni e imprese.
    Il ChemELLM è una componente chiave del nuovo sistema del DICP per la ricerca e lo sviluppo intelligenti nel settore chimico, volto a colmare il divario tra la ricerca di laboratorio e la produzione industriale. Ad oggi, oltre 300 imprese chimiche, università e istituti di ricerca si sono registrati per utilizzare il modello, con un numero cumulativo di chiamate API superiore a 14 milioni.
    L’ultima versione di ChemELLM si è evoluta da semplice assistente per l’acquisizione di conoscenze a partner ingegneristico intelligente in grado di collaborare con i professionisti su compiti complessi, offrendo una nuova base per la trasformazione intelligente della ricerca e dello sviluppo nel settore chimico, della progettazione ingegneristica e delle operazioni di produzione.
    L’industria chimica comprende materiali complessi, ampie varietà di scale operative, diverse tipologie di dati e rigorosi vincoli ingegneristici, rendendo difficile per i modelli di grandi dimensioni di uso generale soddisfare le esigenze professionali.
    La nuova versione si discosta dal modello applicativo convenzionale incentrato su domande e risposte basate sulla conoscenza e sulla generazione di contenuti, introducendo un’architettura a quattro livelli composta da un modello di grandi dimensioni, agenti intelligenti, competenze e strumenti professionali e scenari applicativi.
    In questa architettura, il modello di grandi dimensioni funge da nucleo cognitivo, responsabile della comprensione delle conoscenze professionali, dell’analisi delle informazioni multimodali, della generazione di soluzioni e della pianificazione dei compiti. Gli agenti intelligenti agiscono come entità esecutive, occupandosi della scomposizione dei processi, dell’utilizzo degli strumenti, della verifica dei risultati e degli adeguamenti dinamici in funzione degli obiettivi dei compiti, formando un ciclo chiuso che integra cognizione, ragionamento, pianificazione, esecuzione e convalida.
    Secondo le valutazioni effettuate da un sistema di valutazione specifico per il settore chimico, ChemELLM 3.0 Pro ha raggiunto un’accuratezza dell’81,96% nelle domande e risposte testuali e dell’80,75% in quelle multimodali, con punteggi complessivi che hanno registrato miglioramenti rispettivamente del 20,2% e del 31,4% rispetto alla versione 3.0.
    Il DICP ha affermato che svilupperà ChemELLM 4.0 con capacità potenziate di ragionamento e di pianificazione collaborativa multi-strumento. Utilizzando come scenari di validazione processi chimici tipici e consolidati, come la conversione del metanolo in olefine, l’istituto integrerà fasi chiave tra cui la ricerca di laboratorio, la progettazione ingegneristica e le operazioni degli impianti, per creare un nuovo paradigma che consenta una transizione senza soluzione di continuità “dal laboratorio alla fabbrica” in un unico passaggio.
    Ultima Ora / IPA.

  • Istat: inflazione ai massimi da 3 anni

    13.40
    Il tasso di inflazione registrato ad agosto (3,3%) è il più alto da quasi 3 anni. Bisogna infatti risalire a settembre 2023, fa sapere l’Istat, per avere un tasso di variazione tendenziale più elevato della stima preliminare registrata ad agosto 2026. A settembre 2023 l’inflazione aveva toccato il 5,3%
    Il Codacons lamenta “una nuova fiammata dell’inflazione” e -da propri datiprevede, a parità di consumi, una spesa annua di +1.091 euro per la famiglia tipo e di +1.507 euro per un nucleo con due figli.

  • Istat: a luglio 2026 +307mila occupati

    13.03
    A luglio 2026 +2mila occupati su giugno e +307mila rispetto a luglio 2025, a quota 24 milioni 370mila. Così l’Istat.
    La crescita annua interessa soprattutto gli over 50 e gli under 25, mentre si registra un calo tra i 25-34 anni e fra i 35-49 anni.
    Tasso di occupazione stabile su giugno al 63,2%, mentre cala quello di disoccupazione, -0,1 punti al 5,8% e i disoccupati sono un milione 490mila.
    Sale la disoccupazione giovanile (18,9% e +0,2 punti).

  • Mercoledì derby Paolini-Stefanini

    Us Open Primo turno
    Paolini (19) b. Erjavec 63 36 64
    Stefanini (q) b. Yastremska 63 46 61
    Siniakova b. Cocciaretto 63 62 Secondo turno
    Paolini (19) c. Stefanini (q) mercoledì
    ALCARAZ Positivo il rientro dello spagnolo (ora n.3 Atp) dopo quasi 5 mesi di stop per l’infortunio al polso destro. Nel primo turno elimina Safiullin con un triplo 64 in 2h22′. All’ingresso in campo a New York, Alcaraz è stato accolto da un’ovazione del pubblico.

  • Ranucci attacca Piervincenzi e Presutti: “Disumano condurre Report senza meriti”

    Ultima Ora – “Mediocre non è la vostra professionalità, che non metto in discussione, mediocre è la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana”: inizia così il lungo post su Facebook con cui Sigfrido Ranucci ha replicato a Daniele Piervincenzi, il nuovo conduttore di ‘Report’ insieme a Giulia Presutti, che sul quotidiano ‘Domani’ si era lamentato per l’attacco rivoltogli dal suo predecessore.
    La polemica sul merito e sulla successione
    “È umano, per un giornalista, desiderare di condurre il programma più importante della televisione italiana”, ha scritto Ranucci. “È disumano pensare di farlo senza averlo meritato, camminando indifferenti sulle sue macerie. È disumano mortificare le professionalità straordinarie che da trent’anni lo hanno reso grande, anche rischiando la propria incolumità. Per questo non posso non tornare al concetto di mediocrità che tanto vi ha irritato. Non è mediocre chi non ce l’ha fatta. E’ mediocre chi ce l’ha fatta senza essersela guadagnata”.
    L’ex conduttore contesta l’esperienza di Piervincenzi nel programma: “Un servizio realizzato per Report peraltro mai andato in onda, e da me risistemato un paio di volte non fa di nessuno un conduttore”, insiste, “del resto la tua precedente conduzione di Popolo Sovrano, nella primavera del 2019, segnò performance dal 2,4% al 3,8%”.
    Il riferimento all’inchiesta sul caso Attanasio
    Ranucci ridimensiona anche l’inchiesta di Piervincenzi in Congo sul caso del diplomatico ucciso in Congo, Attanasio: “L’ho accettata perché me l’hai chiesta tu, perché avevi bisogno di lavorare, e perché ho ancora la romantica abitudine di dare una mano a chi me la chiede”. “Ma tu lo sai meglio di chiunque altro: quel lavoro rientrava nei Lab, i contributi che stanno fuori da Report, non dentro”, aggiunge. 
     

     
    Le critiche alla Rai e al concorso
    “Mi hai scritto che comprendi il mio stato psicologico, e che per questo mi perdoni per le critiche”, scrive ancora l’ex conduttore di Report, “ti risparmio la fatica: non credo che tu possa comprendere cosa significhi essere bersaglio di 2800 articoli di fango, il cui unico scopo era delegittimare me, la mia storia, le persone che mi sono vicine e Report stesso, insieme a tutti i professionisti che l’hanno reso grande. La Rai ha giustificato la vostra nomina a conduttori richiamando un concorso vinto. Si è dimenticata di specificare quale: un concorso pensato per coprire i buchi di organico nelle redazioni dei Tg regionali, che valuta la capacità di stare in video e leggere un testo di un minuto”.
    Quindi Ranucci ricorda tutti i suoi 36 anni in Rai con “scoop nazionali come l’intervista smarrita di Paolo Borsellino e uno scoop internazionale, quello sull’uso delle armi chimiche a Falluja, in Iraq, da parte degli americani”. Da allora, sottolinea, “per dieci anni, sono stato coautore di Milena Gabanelli, ho respirato la sua stessa aria. Ho imparato da lei il rigore, la lealtà, la dedizione al servizio pubblico. Ho imparato come si resiste alle pressioni della politica, difendendo il lavoro dei colleghi invece di scaricarlo”.
    Quei colleghi di Report che definisce “ruvidi, anche un po’ stronzi non hanno mai fatto sconti a nessuno, tantomeno a me, come raccontano le cronache di questi giorni ma sempre leali con il pubblico”. Poi di nuovo una frecciata a Piervincenzi: “Non ho avuto la disgrazia di prendere una testata da un mafioso, né ho avuto la passione per il rugby. Ma alla fine di sedici anni di Rai, passati in ruoli diversi, non sono stato calato dall’alto, ma sono stato accettato da un gruppo perché scelto da Milena Gabanelli, l’unica persona in grado di capire davvero cosa servisse a Report”.
    L’ex conduttore se la prende anche con Giulia Presutti che aveva riportato a lavorare con lui, rimproverandole l’ingratitudine: “Pur sapendo da settimane che sarebbe stata la nuova conduttrice di Report ha mentito in maniera seriale a me e ai suoi colleghi anche quelli più vicini tenendo nascosto l’accordo che aveva già chiuso. Giulia sa bene di averla fatta grossa: da quando la notizia è uscita, non mi ha risposto più al telefono. Il coraggio e la tenuta psicologica non sono le sue migliori qualità. Se la cava meglio con opportunismo e furbizia”.
    Unirai, “Ranucci non insulti i colleghi del concorso”
    Unirai-Figec interviene “a difesa dei colleghi della Tgr, della loro professionalità, dell’importanza del servizio pubblico a cui adempiono ogni giorno e stigmatizza l’intervento di Sigfrido Ranucci sui social volto a sminuire il lavoro quotidiano di giornalisti e conduttori della Tgr. Ancora una volta – si legge in una nota del sindacato – Ranucci, che non è entrato in Rai per concorso, come da lui stesso scritto oggi sui post, getta fango su una selezione che ha portato all’assunzione di 127 giornalisti professionisti precari. Stabilizzazione che Ranucci, dall’alto del suo compenso da vicedirettore, ha più volte aspramente criticato. Accordo sottoscritto dai due sindacati dei giornalisti Rai, mentre lui è entrato in Rai grazie alle lezioni di tennis che diede alla segretaria di “un pezzo grosso”, come dichiarato da lui stesso in un’intervista a Giovanna Cavalli del Corriere della sera, il 7 febbraio 2024, ancora disponile online”.
    Unirai-Figec “non vuole puntare il dito contro il percorso professionale di Ranucci, ma lo invita almeno a non scagliare il suo livore contro i professionisti che lavorano e fanno grande la Rai ogni giorno, con spirito di abnegazione, lontano dalle luci della ribalta”.

  • Addio a Bianchi,fondatore comunità Bose

    12.11
    E’ morto all’età di 83 anni Enzo Bianchi, tra i fondatori della comunità monastica di Bose e a lungo suo priore, nel Biellese.
    Saggista, esperto di biblismo,fondatore delle Edizioni Qiqajon, Bianchi aveva lasciato nel 2017 la guida della comunità, nata nel 1965. Da allora si era progressivamente ritirato, anche a causa di problemi di salute.
    Nato nel 1943 a Castel Boglione, nell’ Astigiano, è stato un punto di riferimento spirituale per intere generazioni

  • Nepal:oltre 1000 morti e 4mila dispersi

    Ha superato quota mille il bilancio delle vittime della piena che mercoledì ha colpito l’Himalaya tra Nepal e Tibet
    L’autorità nepalese per le emergenze ha riferito oggi che i morti in Nepal sono saliti a 987; aggiungendo le 16 vittime registrate in Cina, il bilancio arriva a 1.003 morti
    Restano inoltre disperse 4.462 persone:
    3.916 in territorio nepalese e 546in Tibet. Tra i dispersi figurano diverse centinaia di turisti (3 italiani), pellegrini, lavoratori stranieri. In Nepal irreperibili 583 cittadini di oltre 30
    Paesi, mentre sul versante cinese 261.

  • Us Open,Cocciaretto ko con Siniakova

    Us Open Primo turno
    Paolini (19) b. Erjavec 63 36 64
    Stefanini (q) b. Yastremska 63 46 61
    Siniakova b. Cocciaretto 63 62 Secondo turno
    Paolini (19) c. Stefanini (q)
    ALCARAZ Positivo il rientro dello spagnolo (ora n.3 Atp) dopo quasi 5 mesi di stop per l’infortunio al polso destro. Nel primo turno elimina Safiullin con un triplo 64 in 2h22′. All’ingresso in campo a New York, Alcaraz è stato accolto da un’ovazione del pubblico.

  • Famiglia nel bosco, i giudici: “Sì al ricongiungimento con un percorso graduale”

    Ultima Ora –  Sul caso giudiziario della famiglia nel bosco ok al ricongiungimento famigliare ma seguendo un percorso progressivo monitorato dai servizi sociali. E’ quanto ha deciso il Tribunale per i minori dell’Aquila.
    I giudici hanno dunque dato il via libera al ritorno a casa dei bambini ma seguendo una sorta di ‘cammino’ a tappe e graduale che culminerà (in data da definirsi) con l’uscita definitiva dalla comunità di Vasto dove i fratelli Trevallion sono ospitati da oltre 10 mesi. 
    Il decreto dei giudici, come spiega Simone Pillon legale dei coniugi anglo-australiani, “corregge parzialmente le precedenti decisioni  e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e – da ottobre – con pernotti in famiglia nel fine-settimana”.  
    Una decisione che non soddisfa pienamente la famiglia nel bosco perché ritenuta “un passo avanti” ma ancora lontana “dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare”. Tanto che sarà presentato un ricorso in appello. 
    I bimbi della famiglia del Bosco in comunità da novembre 
    Dal 20 novembre scorso i bambini vivono in una comunità educativa di Vasto. Nella struttura era stata accolta inizialmente anche la madre, Catherine, che però il 6 marzo è stata trasferita dopo contrasti con la direzione della casa famiglia.
    Gli incontri protetti con la madre Catherine 
    Da allora i rapporti con i figli proseguono attraverso incontri protetti organizzati a Gissi, mentre il padre, Nathan, è l’unico genitore autorizzato ad accedere alla comunità e raggiunge quasi quotidianamente Vasto da Palmoli per trascorrere alcune ore con i bambini. La pronuncia del tribunale era attesa da settimane. 
    L’insegnante in pensione 
    I piccoli Trevallion hanno trascorso l’estate nella casa protetta impegnati anche in alcune lezioni con un insegnante in pensione che li ha aiutati a fare i compiti. Il loro percorso didattico è stato seguito dalla maestra Lidia Camilla Vallarolo, e i bambini hanno superato gli esami per l’ammissione alla seconda e alla quarta classe della scuola primaria.
    La richiesta di ricongiungimento 
    La richiesta di ricongiungimento esaminata dai giudici risale al 25 giugno seguita dal un sollecito del 7 agosto. Con il ritorno sui banchi ormai alle porte, in ballo c’è appunto l’iscrizione dei fratelli Trevallion a scuola.  O la possibilità dell’istruzione parentale (preferita dai genitori).
    L’iscrizione dei minori a scuola spetta attualmente alla tutrice nominata dal tribunale, l’avvocata Maria Luisa Palladino. Sebbene i termini ordinari siano scaduti, la normativa consente comunque un’iscrizione tardiva attraverso la procedura cartacea, con successivo inserimento manuale nel sistema ministeriale.
    La scuola a Palmoli e a Vasto 
    Le lezioni riprenderanno il 14 settembre a Palmoli e il 16 settembre negli istituti di Vasto. Due appuntamenti ormai imminenti, ma che per i tre minori, separati dai genitori da quasi un anno dopo la sospensione della responsabilità genitoriale, dipendono appunto dalla pronuncia dei giudici. 
    La nota dell’avvocato della famiglia nel bosco 
    La posizione della famiglia nel bosco è espressa in una nota diffusa dall’avvocato Simone Pillon. “Con tutto il rispetto per il Tribunale, la difesa dei coniugi Birmingham-Trevallion non può infatti esimersi dal rappresentare alcuni ulteriori aspetti che a suo avviso meritano di essere corretti nel superiore interesse dei minori:
    In primo luogo, a causa del ritardo nella decisione è stato di fatto negato il diritto dei minori a trascorrere almeno qualche giorno di vacanza con mamma e papà. Si auspica che tali periodi siano presto recuperati.
    In secondo luogo non sono stati presi in considerazione dai giudicanti i ripetuti richiami degli esperti della NPI, della difesa, della stessa CTU e in misura diversa anche delle altre parti in ordine alla necessità di un immediato e definitivo rientro in famiglia e al rischio per la salute dei minori causato dal permanere del collocamento extrafamiliare.
    In terzo luogo la eccessiva gradualità e l’incertezza sul ricongiungimento non sono giustificabili con la situazione familiare che non è affatto a rischio abusi e ha ampiamente risolto le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate. È come se il Tribunale fosse rimasto ancorato a precedenti valutazioni che ormai sono ampiamente superate dai fatti.
    In quarto luogo infine si reputa contrario all’art. 30 della Costituzione e a tutte le convenzioni sovranazionali in tema di libertà educativa l’emanato ordine che sembra essere orientato a mantenere i minori in casa famiglia finchè i genitori non mostreranno di aver accettato l’iscrizione dei bambini alla scuola pubblica, in luogo dell’istruzione parentale preferita dalla coppia.
    Come certamente ben noto, il collocamento extrafamiliare è una misura gravemente invasiva, che può essere giustificabile solo in presenza di condotte di abuso o violenza, ma non certo per imporre ai genitori di rinunciare alla libertà di scelta del percorso scolastico per i loro figli.
    Per questa e per altre ragioni, la difesa presenterà reclamo alla Corte di Appello.  In ogni caso sarà garantita da parte di tutti la piena collaborazione con la tutrice, la curatrice e il servizio affidatario nell’applicazione provvisoria del decreto”.

  • Sintomi da stress digitale per quasi 7 italiani su 10

    Ultima Ora – Quasi sette italiani su 10 (il 68,6%) negli ultimi sei mesi hanno sperimentato almeno qualche volta sintomi di stress o affaticamento legati alle tecnologie professionali – mal di testa, stanchezza oculare, ansia o altri disturbi – e il 33,8% li ha avuti spesso o sempre.
    Tra chi usa sempre intensamente il digitale sul lavoro, l’85% ha registrato almeno qualche episodio e il 46,2% una frequenza elevata; fra chi non ne fa un uso intensivo le quote scendono al 34,9% e al 13,4%, “con un nesso che evidenzia una relazione molto forte fra intensità tecnologica, reperibilità e sintomi percepiti”.
    È quanto emerge dall’indagine Eurispes su “Tecnologie digitali e salute mentale”. Il digitale è ormai strutturale nel lavoro: il 48,2% svolge un’attività che richiede un uso intensivo di dispositivi e applicazioni, il 28,4% ne ha bisogno in alcune occasioni e soltanto il 23,4% non è esposto in modo rilevante.
    La reperibilità fuori orario e l’iperconnessione
    La tecnologia estende il lavoro oltre il suo orario formale con il 77,3% del campione che controlla email o messaggi professionali fuori dall’orario almeno qualche volta e il 43,5% lo fa spesso o sempre. Il 75,2% risponde durante il tempo libero, con una frequenza elevata per il 38,5%; il 68,1% risponde anche durante le ferie, il 34,7% di loro lo fa spesso o sempre.
    Il 71,1% si è sentito almeno qualche volta obbligato a rispondere immediatamente, con il 38% in modo frequente; il 72,9% ha avuto difficoltà a staccare mentalmente e il 37,6% le sperimenta spesso o sempre.
    Le differenze professionali e le cause del sovraccarico
    L’esposizione è molto diversa tra le professioni. Il controllo frequente fuori orario raggiunge il 62,1% fra dirigenti e quadri, il 57,2% fra liberi professionisti e il 51,1% fra autonomi; fra gli operai il 57,3% non lo fa mai. La reperibilità in ferie è particolarmente marcata per i liberi professionisti (67,9%, con il 30,4% sempre), seguiti da dirigenti (48,3%) e imprenditori (45,5%). La difficoltà frequente a staccare mentalmente raggiunge il 60,3% fra dirigenti e quadri e il 50% fra liberi professionisti.
    Il sovraccarico non dipende soltanto dal tempo, ma anche dalle caratteristiche delle tecnologie digitali: il 37,6% si sente appesantito dal numero di strumenti e piattaforme da usare per lavoro, il 36,7% fatica a seguire aggiornamenti e nuovi software, il 35% ritiene che email, notifiche e chiamate compromettano la concentrazione e il 39,3% si sente mentalmente affaticato dall’uso costante delle tecnologie. Al tempo stesso, il 59,6% ritiene di riuscire a separare tempo lavorativo e personale, mentre il 22,2% considera eccessivo il tempo assorbito dalle videoriunioni.

  • 22 anni fa la scomparsa di Denise Pipitone, i genitori: “Continuiamo a lottare con amore e speranza”

    MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) Ultima Ora / IPA – “Amore nostro, dal 1° settembre 2004, il giorno in cui sei stata rapita quando avevi quasi 4 anni, la nostra vita è cambiata per sempre.“ È quanto si legge nella nota a firma di Piera Maggio e Pietro Pulizzi, genitori di Denise Pipitone, rapita 22 anni fa a Mazara del Vallo e mai più ritrovata.
    “Da quel giorno continuiamo a lottare con amore e speranza, con il desiderio più grande di poterti riabbracciare e riportarti a casa” -continua la nota- “Denise, ovunque tu sia, vogliamo che tu sappia che non sei mai stata dimenticata. Il nostro amore per te non ha mai avuto confini e continueremo a cercarti finché non ti troveremo e finché non avremo quella risposta che aspettiamo da tanti anni. Denise, noi ti aspettiamo. Non smetteremo mai di cercarti”. 
    IL SINDACO DI MAZARA DEL VALLO “FERITA ANCORA APERTA E DOLOROSA”
    “Il rapimento di Denise Pipitone, avvenuto il primo settembre di 22 anni fa, è una ferita aperta e dolorosa innanzitutto per la famiglia di Denise ma anche per tutta quella parte sana della nostra comunità, che è la stragrande maggioranza, che è rimasta profondamente scossa dal quel gesto criminale ancora senza giustizia”. Lo scrive in una nota il Sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci nel giorno del 22 anniversario della scomparsa di Denise Pipitone. “Ritrovare un giorno Denise sana e salva, poterla riabbracciare, è il sogno dei suoi cari e tutti noi e la speranza non è mai tramontata nonostante siano trascorsi ben 22 anni” -continua il primo cittadino. “in questo triste giorno rinnoviamo la vicinanza e l’affetto ai genitori, Piera Maggio e Piero Pulizzi, al fratello di Denise, Kevin, ma anche a tutti coloro che con Denise hanno vissuto i quasi 4 anni della sua vita prima del rapimento e che oggi soffrono per la sua scomparsa. Mi riferisco ai nonni, agli zii, ai cuginetti ed anche a Tony Pipitone che pur non essendo il padre naturale di Denise l’ha cresciuta e amata come sua figlia. Del resto Denise è diventata idealmente la figlia di tutti noi. Di quella Mazara del Vallo sana e laboriosa che nulla a che fare con coloro i quali – certamente pochi ed interessati – che forse avrebbero potuto dare un contributo alle indagini ed invece non lo hanno fatto” – conclude – “La comunità di Mazara del Vallo continua a gridare Verità e Giustizia per Denise e spera un giorno di poterla riabbracciare!”. 
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Algeria, incendio in un edificio ad Ain Defla: 20 feriti

    ALGERI (ALGERIA) Ultima Ora / IPA – Venti persone sono rimaste ferite in seguito a un incendio divampato durante la notte in un edificio residenziale nella città di Aïn Defla, nell’omonima provincia dell’Algeria. Secondo quanto riferito dalla Protezione civile algerina, l’incendio è scoppiato alle 1:57 dai contatori elettrici in un edificio di otto piani situato nel complesso residenziale AADL Ech-Challah. Le persone coinvolte, di età compresa tra 4 e 70 anni, si trovavano in stato di shock e sono state soccorse e trasportate all’ospedale locale. Le squadre della Protezione civile sono intervenute con tre ambulanze, un’autopompa e un’autoscala meccanica.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Kallas “Inviare più intercettori a Kiev e colmare le lacune europee”

    WICKLOW (IRLANDA) Ultima Ora / IPA – La difesa aerea dell’Ucraina resta la priorità immediata dell’Unione europea, mentre Bruxelles accelera sul rafforzamento delle capacità militari necessarie a rendere più credibile la propria deterrenza. È il quadro tracciato dall’Alta rappresentante Kaja Kallas all’apertura della riunione informale dei ministri della Difesa Ue a Wicklow, in Irlanda. “Il problema principale è la difesa aerea. Gli ucraini hanno bisogno di intercettori”, ha affermato Kallas, ricordando che luglio e agosto sono stati i mesi più letali per i civili dall’inizio della guerra. L’Alta rappresentante ha invitato gli Stati che dispongono di missili intercettori prossimi alla scadenza a trasferirli a Kiev: “Sarebbe molto positivo se li dessero all’Ucraina, affinché possa utilizzarli per proteggere la propria popolazione”. Bruxelles sta cercando disponibilità anche presso Paesi extra-Ue e, parallelamente, punta a sviluppare capacità europee insieme all’industria ucraina. Sul piano finanziario resta aperta la partita dei 6,6 miliardi di euro dell’European Peace Facility, finora bloccati. Kallas ha spiegato che l’Ue sta esercitando “una forte pressione” per renderli disponibili, pur dovendo ancora definire quale quota sarà restituita agli Stati membri e quale destinata direttamente alle esigenze ucraine.
    Il confronto di Wicklow guarda però oltre il sostegno immediato a Kiev. Per Kallas l’Europa presenta ancora “lacune critiche nelle capacità” che devono essere colmate più rapidamente per aumentare la credibilità della deterrenza di fronte alla crescente pressione russa. Sulle indiscrezioni relative al sabotaggio di Lipsia, l’Alta rappresentante ha evitato attribuzioni premature, chiedendo di attendere che Berlino condivida la propria intelligence, ma ha osservato che in diversi Paesi “i russi stanno aumentando sempre di più le provocazioni”. La questione, ha aggiunto, è stabilire “che cosa possiamo fare per dissuaderli dall’andare oltre”. Tra i dossier strategici figura anche lo spazio, definito “un abilitatore fondamentale della difesa”, settore nel quale l’Ue deve intensificare gli investimenti per conservare capacità autonome. Sul fronte marittimo, Kallas ha richiamato la protezione delle infrastrutture critiche sottomarine e la crisi dello Stretto di Hormuz. “La libertà di navigazione deve essere rispettata”, ha affermato, precisando che gli sforzi diplomatici non hanno finora prodotto risultati e che sulle rotte precedentemente aperte non devono essere imposti “pedaggi o tariffe”. Ucraina, spazio e sicurezza marittima delineano così un’unica esigenza: accelerare la costruzione di capacità europee in grado di proteggere territorio, infrastrutture e libertà di accesso ai domini strategici.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Tunisia, Saied “Rivedere l’accordo di associazione con l’Unione europea”

    TUNISI (TUNISIA) Ultima Ora / IPA – Il presidente tunisino Kaïs Saied ha ribadito la necessità di rivedere l’accordo di associazione tra la Tunisia e l’Unione europea, affinché sia “più equilibrato e più giusto”. Lo ha affermato durante l’incontro con il ministro federale degli Esteri tedesco Johann Wadephul, ricevuto il 31 agosto al Palazzo di Cartagine, secondo quanto riportato sulla pagina ufficiale della Presidenza della Repubblica tunisina.
    Nel corso dell’incontro, Saied ha sottolineato l’importanza di rafforzare la cooperazione tra Tunisia e Germania, in particolare nei settori dell’istruzione superiore, della ricerca scientifica, della formazione professionale, dell’energia e dell’innovazione tecnologica. Il presidente tunisino ha inoltre sollevato la questione della conversione dei prestiti in investimenti, sostenendo che il popolo tunisino non avrebbe beneficiato adeguatamente di tali finanziamenti e che parte delle risorse sarebbe stata destinata diversamente, con costi rilevanti per il Paese.
    Saied ha infine evidenziato la storicità dei rapporti di amicizia tra Tunisia e Germania, che quest’anno celebrano il 70° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche, sottolineando la necessità di nuovi approcci fondati sulla libertà e sulla giustizia per garantire stabilità e sicurezza.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Cremona, arrestati due giovani di 21 e 23 anni per tentato omicidio

    CREMONA Ultima Ora / IPA – La Polizia di Stato di Cremona ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal gip del Tribunale di Cremona su richiesta della Procura, nei confronti di due giovani di 21 e 23 anni, entrambi indagati, tra l’altro, per tentato omicidio in concorso ai danni di due minorenni.
    Il provvedimento è il risultato dell’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Cremona, in collaborazione con il Commissariato di Crema e sotto la direzione della Procura della Repubblica di Cremona, dopo la grave aggressione avvenuta la sera del 1° agosto nei pressi della stazione ferroviaria di Crema.
    Quella sera gli agenti del Commissariato erano intervenuti dopo la segnalazione della presenza di un giovane gravemente ferito. Secondo quanto emerso dalle indagini, i due indagati si sarebbero recati alla stazione e avrebbero aggredito due ragazzi di 16 anni.
    Il 23enne sarebbe stato armato di un machete lungo complessivamente 52 centimetri, con una lama di 36 centimetri, mentre il 21enne avrebbe partecipato all’aggressione colpendo le vittime a mani nude e utilizzando un bastone.
    Una delle due vittime sarebbe stata inizialmente fatta cadere a terra e poi colpita ripetutamente, anche con il machete, alla testa, alla schiena, alla spalla e agli arti. L’aggressione sarebbe proseguita anche durante il tentativo di fuga del ragazzo, provocandogli diverse lesioni.
    L’azione, secondo gli investigatori, sarebbe stata caratterizzata da un chiaro intento omicidiario e non si sarebbe conclusa con la morte della vittima per cause indipendenti dalla volontà degli aggressori, tra cui l’intervento di terze persone, la fuga del ragazzo e il tempestivo soccorso dei sanitari.
    Durante la stessa aggressione sarebbe stato colpito anche il secondo sedicenne. Il 23enne lo avrebbe raggiunto al collo con un fendente, provocandogli una ferita da taglio di circa 10 centimetri che avrebbe interessato e reciso il muscolo sottocutaneo.
    Anche in questo caso, secondo la ricostruzione investigativa, si sarebbe trattato di un’azione potenzialmente letale. Il ragazzo sarebbe stato salvato dal tempestivo intervento dei soccorritori e dall’operazione chirurgica d’urgenza alla quale è stato sottoposto dopo il trasporto in ospedale.
    Alcuni amici delle due vittime sarebbero intervenuti nel tentativo di fermare l’aggressione, utilizzando anche bastoni e catene. Il 23enne, sempre secondo la ricostruzione della Polizia, avrebbe continuato a brandire il machete, sferrando diversi fendenti contro chiunque tentasse di avvicinarsi.
    Avrebbe inoltre raccolto da terra un bastone, arrivando a colpire con il machete anche l’automobile sulla quale altri ragazzi del gruppo erano saliti nel tentativo di allontanarsi. Si tratta di fatti ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria e per i quali, nei confronti degli indagati, vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
    Nell’ambito delle diverse condotte violente riconducibili allo scontro tra i due gruppi, sono state denunciate anche altre persone per ulteriori ipotesi di reato. Complessivamente sono stati adottati 36 avvisi orali, un Daspo urbano (Dacur) e due ammonimenti, oltre a una proposta per l’applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.
    Per quanto riguarda, infine, la posizione sul territorio nazionale degli stranieri maggiorenni coinvolti a vario titolo nell’attività investigativa, sono state avviate procedure di espulsione nei confronti di 12 persone: otto cittadini egiziani, due marocchini, un moldavo e un senegalese. 
    -Foto screenshot video Polizia di Stato-
    Ultima Ora / IPA.

  • Caro carburante, la benzina sale ancora

    11.50
    Crescono ancora i prezzi dei carburanti: la benzina self supera i 2,1 euro al litro in autostrada (ieri 2,097) mentre il diesel resta a 2,204.
    Nei dati dell’Osservatorio Mimit sui prezzi dei carburanti, lungo la rete stradale benzina a 2,022 euro al litro (2,017 il prezzo di ieri) e diesel invariato a 2,13 euro al litro.

  • Famiglia del bosco, ok ricongiungimento

    11.10
    Il Tribunale aquilano dei Minori ha dato il via libera al percorso per il ricongiungimento della ‘famiglia del bosco’, marito e moglie e i loro 3 figli.
    Disposto un iter a tappe monitorato dai servizi sociali che dovranno certificare il reinserimento dei minori, portati in casa-famiglia dopo una intossicazione da funghi nel bosco in cui vivevano isolati.
    Inizialmente con loro c’era la madre, poi allontanata perché poco collaborativa con gli operatori della struttura.

  • Il primo weekend di Settembre parte col “Super Caldo”: l’alta pressione porta temperature …

    Ultima Ora – Inizia l’autunno meteorologico, ma l’estate non sembra intenzionata a cedere il passo. Nonostante il calendario segni la fine dell’estate meteorologica (conclusasi il 31 agosto), un vasto anticiclone sul Mediterraneo continua a dominare la scena, portando con sé importanti anomalie positive di temperatura su tutto il Paese.
    Previsioni meteo per oggi: dove rischio temporali?
    Nel corso della giornata odierna il tempo sarà prevalentemente asciutto, con cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte d’Italia. Tuttavia, durante le ore pomeridiane non mancheranno locali episodi d’instabilità: acquazzoni e temporali di calore potranno interessare:

    Le Alpi centro-orientali;

    L’Appennino settentrionale;

    L’Appennino meridionale, in particolare tra Campania, Basilicata e Calabria.

    Evoluzione nei prossimi giorni: lieve flessione ma poca variazione
    Nei prossimi giorni il quadro meteorologico rimarrà sostanzialmente invariato. È prevista soltanto una lieve flessione delle temperature in quota a causa del passaggio di una blanda saccatura verso i Balcani, con brevi fenomeni instabili limitati al pomeriggio.
    Tendenza meteo Primo Weekend di Settembre: temperature fino a +7°C
    Sul finire della settimana gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano confermano un ulteriore rinforzo dell’alta pressione in espansione da ovest verso est. Il primo weekend di settembre trascorrerà quindi con condizioni dal sapore pienamente estivo:

    Tempo stabile e asciutto su quasi tutte le regioni;

    Temperature superiori alla media stagionale di circa 5-7°C.

    Quando cambia il tempo?
    Gli scenari a medio termine non mostrano segnali di svolta significativi: il blocco anticiclonico e il clima caldo dovrebbero proseguire almeno fino alla seconda decade di settembre.

  • Ue: dare a Kiev i missili in scadenza

    10.35
    “Luglio e agosto sono stati i mesi più duri per la popolazione civile in Ucraina dal punto di vista della mortalità, la Russia sta davvero alzando il tiro: gli ucraini hanno bisogno di intercettori, alcuni Paesi Ue li hanno e stanno scadendo”.
    Così l’Alta rappresentante Ue Kallas arrivando al Consiglio informale Difesa “Sarebbe quindi davvero ottimo se venissero forniti all’Ucraina,in modo che siano utilizzati per proteggere la loro popolazione”. “Stiamo chiedendo anche a Paesi extraeuropei, ma è difficile”.

  • A Bolzano sequestrati 43 chili di droga, quattro arresti

    BOLZANO Ultima Ora / IPA – Sequestrati 43 chilogrammi di sostanze stupefacenti, per un totale stimato di circa 600 mila dosi, e quattro persone arrestate. È il bilancio di un’operazione condotta dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Bolzano al termine di una prolungata attività di osservazione e pedinamento. L’indagine, avviata a seguito di ripetuti sequestri di droga effettuati in provincia, ha portato inizialmente al controllo, a Bolzano, di un’auto con a bordo due italiani di 28 e 27 anni, entrambi residenti a Merano.
    La perquisizione ha consentito di sequestrare 3 chili di hashish, suddivisi in 30 panetti, e una carabina ad aria compressa, replica di un fucile d’assalto. Gli ulteriori accertamenti hanno portato i militari a individuare un’abitazione utilizzata, secondo l’ipotesi investigativa, come punto di stoccaggio della droga.
    In due successive perquisizioni sono stati sequestrati altri 8 chili di hashish, nella disponibilità di una donna italiana di 66 anni, e 31 chili di hashish e 110 grammi di marijuana, nella disponibilità di una donna italiana di 34 anni, entrambe residenti a Merano.
    Gli accertamenti del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti hanno evidenziato un’elevata concentrazione di THC. Secondo la stima degli investigatori, l’intero quantitativo avrebbe potuto essere suddiviso in circa 600 mila dosi destinate al mercato clandestino. I quattro arresti sono stati convalidati dal Gip.
    Per i primi due indagati, inizialmente condotti in carcere, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari; per gli altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
    -Foto ufficio stampa Carabinieri-
    Ultima Ora / IPA.

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