La squadra giallorossa ha già ottenuto 6 punti nelle prime cinque giornate di campionato e dopo la sosta proverà subito a incrementare il proprio bottino.
I ragazzi di mister Di Francesco, però, dovranno fare attenzione ai loro prossimi avversari che potrebbero celare diverse insidie. L’11 ottobre i salentini ospiteranno il Bologna di Raffaele Palladino, che probabilmente sarà più rodato rispetto a qualche settimana fa grazie allo stop per le Nazionali.
A seguire arriveranno la trasferta del Bluenergy Stadium con l’Udinese e l’impegno casalingo contro la Juventus.
Ultima Ora Calcio
Notizie dell’Ultima Ora
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RIPRESA INSIDIOSA PER I SALENTINI
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Tragedia a Bolzano, bimba di 5 anni investita da un furgone muore in ospedale
Ultima Ora – Una bambina di 5 anni, originaria di Bolzano, è morta all’ospedale ‘San Maurizio’ di Bolzano dopo essere stata investita da un furgone in pieno centro. L’incidente è avvenuto nella mattinata di martedì 29 settembre davanti al centro commerciale WaltherPark, difronte alla stazione ferroviaria.
Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, la piccola era arrivata al pronto soccorso in condizioni gravissime.
L’incidente
Secondo una primissima ricostruzione, la bambina sarebbe sfuggita al controllo della mamma nei pressi dell’ingresso del centro commerciale WaltherPark in via Garibaldi. La piccola è stata travolta da un furgoncino addetto al carico e scarico delle merci. L’incidente si è verificato martedì 29 settembre, poco prima delle 10.20. Le condizioni della bambina erano apparse subito molto gravi. Soccorsa sul posto e trasportata urgentemente in ospedale, i medici hanno cercato di salvarla, ma le lesioni si sono rivelate troppo gravi. I rilievi sono stati affidati agli agenti del Nucleo Infortunistica della Polizia Municipale. Sul posto sono arrivati anche vigili del fuoco e polizia. -
Ustica: 46 anni fa la strage senza responsabili
Ultima Ora – L’ultimo colpo di scena – l’asserita disponibilità della Francia a collaborare, ufficializzata ieri – alimenta nuove speranze di poter dare finalmente un nome ai responsabili della strage della sera del 27 giugno 1980 quando un Dc9 dell’Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, all’altezza dell’isola di Ustica uscì dagli schermi radar e venne dato per disperso. Solo il giorno dopo vennero avvistate le prime vittime che alla fine saranno 81, tutti quelli che erano a bordo.
Le numerose rogatorie internazionali – indirizzate a Usa, Belgio, Germania, Francia e per finire anche al governo transitorio della Libia dopo la caduta del regime di Gheddafi – che la procura di Roma ha avviato negli anni scorsi, nell’ambito dell’inchiesta bis aperta per strage contro ignoti, non hanno consentito di arrivare a risultati concreti: alcuni Paesi hanno fornito informazioni senza alcuna rilevanza penale mentre altri hanno totalmente ignorato la richiesta. Queste le tappe principali della vicenda giudiziaria:
GIUGNO ’80 – Gli atti urgenti dell’indagine sono affidati al pm di Roma Giorgio Santacroce. Le prime ricostruzioni parlano di cedimento strutturale del velivolo, ma c’è chi ipotizza che a causare l’esplosione siano stati una bomba o un missile.
18 LUGLIO ’80 – Sui monti della Sila, in località Timpa delle Magare, viene ritrovato ufficialmente il relitto di un Mig 23 libico: si pensa che l’aereo sia precipitato la sera del 27 giugno e abbia avuto un ruolo nella tragedia del Dc9.
25 NOVEMBRE ’80 – John Macidfull, esperto dell’ente Usa per la sicurezza del volo, consegna al magistrato una perizia in cui si rivela la presenza di un caccia sconosciuto accanto al Dc9 al momento dell’esplosione.
PRIMAVERA ’82 – La commissione ministeriale scarta l’ipotesi del cedimento strutturale e sposa quella dell’esplosione: esterna (missile) o interna (bomba).
NOVEMBRE ’84 – Il giudice istruttore Vittorio Bucarelli affida una nuova perizia a una commissione coordinata dall’ingegner Massimo Blasi. Si decide il recupero del relitto.
ESTATE ’86 – Parte l’operazione recupero, affidata a due navi e a un sottomarino di una società’ francese che risulterà legata ai servizi segreti.
MARZO ’89 – La commissione Blasi sposa la tesi del missile.
PRIMAVERA ’90 – Due dei cinque esperti della commissione cambiano idea e parlano di bomba.
LUGLIO ’90 – Bucarelli, accusato dall’ex ministro Amato di essere un bugiardo, si dimette. Gli subentra Rosario Priore.
INVERNO ’92 – Incriminazione per una settantina tra ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica militare per depistaggi, distruzione di prove e falso. Per sette generali si profila l’aggravante dell’alto tradimento.
LUGLIO ’94 – Il collegio Misiti parla di un ordigno che sarebbe stato nascosto nella toilette dell’aereo. Ma i magistrati accusano gli esperti di una serie di errori e snobbano la perizia.
GIUGNO ’97 – Sul tavolo di Priore arriva il dossier completo di 17 anni di lavoro: 700 cartelle di analisi sui dati radar e 3.000 pagine di allegati. L’ipotesi che emerge è quella che il Dc9, la sera dell’incidente, volò per un’ora all’interno di un vero e proprio scenario di guerra.
DICEMBRE ’97 – Un supplemento di perizia conferma l’affollamento di velivoli nei cieli italiani la sera della tragedia. Quasi tutti i velivoli in volo quella notte avevano i transponder spenti per evitare di essere identificati. 31 DICEMBRE ’97 – Si chiude l’indagine. Priore deposita un milione e mezzo di atti.
31 LUGLIO ’98 – La Procura formula le sue richieste.
31 AGOSTO ’99 – Priore dispone 9 rinvii a giudizio: quattro generali dell’Aeronautica sono accusati di attentato agli organi costituzionali con l’aggravante dell’alto tradimento, cinque devono rispondere di falsa testimonianza.
24 SETTEMBRE 2000 – Prima udienza del processo davanti alla terza Corte d’assise di Roma, presidente Giovanni Muscarà.
1 DICEMBRE 2000 – La Corte rimette gli atti ai pm relativamente alle posizioni dei cinque militari accusati di falsa testimonianza: saranno processati con il rito previsto dal nuovo codice di procedura penale. Il processo prosegue per i quattro generali dell’Aeronautica.
19 DICEMBRE 2003 – I pm Erminio Amelio, Maria Monteleone e Vincenzo Roselli chiedono la condanna a sei anni e nove mesi di reclusione, di cui quattro anni da condonare, dei generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri e l’assoluzione di Corrado Melillo e Zeno Tascio.
30 APRILE 2004: La seconda Corte d’assise di Roma derubrica il reato di attentato agli organi costituzionali con l’aggravante dell’alto tradimento. Dopo tre giorni di camera di consiglio, viene disposto il non doversi procedere nei confronti di Bartolucci e Ferri. Assolti Melillo e Tascio.
15 DICEMBRE 2005 – La prima Corte d’assise d’appello assolve “perché il fatto non sussiste” i generali dell’Aeronautica Bertolucci e Ferri dall’accusa di aver depistato le indagini. I pm annunciano ricorso in Cassazione.
10 GENNAIO 2007 – Assoluzione definitiva per Bartolucci e Ferri: la prima sezione penale della Cassazione conferma la sentenza d’appello e sono quindi esclusi risarcimenti.
27 GIUGNO 2007 – 27 anni dopo, i resti del relitto vengono ricomposti nel ‘Museo della memorià a Bologna.
4 GIUGNO 2008 – Nel processo per la strage di Ustica “non è mai stato opposto il segreto di Stato”, “nè risulta che tale vincolo sia stato apposto su atti o documenti inerenti il caso”. Ad assicurarlo è il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
24 MAGGIO 2010 – In un film inchiesta il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, racconta di un “aereo francese” che “si era messo sotto il Dc9, per non essere intercettato dal radar dell’aereo libico che stava trasportando Gheddafi. Ad un certo punto lancia un missile per sbaglio, volendo colpire l’aereo del presidente libico”.
1 LUGLIO 2010 – Il ministero della Giustizia, su richiesta della Procura di Roma, che ha aperto una nuova indagine sulla strage, inoltra quattro rogatorie internazionali negli Stati Uniti, Francia, Belgio e Germania.
22 NOVEMBRE 2010 – Aurelio Misiti, presidente della Commissione dell’inchiesta tecnica sulla strage di Ustica, spiega in una conferenza stampa a Bologna di aver “individuato l’esplosione interna come causa della caduta dell’aereo”.
17 GIUGNO 2011 – C’erano 21 aerei militari in volo (5 sconosciuti, gli altri americani e inglesi) nei cieli di Ustica la notte del 27 giugno 1980. Lo afferma la Nato in un documento ufficiale che il giornalista Andrea Purgatori mostra per la prima volta in un programma di Rai3.
28 GENNAIO 2013 – La tesi che fu un missile ad abbattere il Dc9 dell’Itavia ad Ustica “è abbondantemente e congruamente motivata”. Lo afferma la sentenza con la quale la terza sezione civile della Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dal ministero della Difesa e delle Infrastrutture e ribadisce che i parenti delle vittime del disastro vanno risarcite.
22 OTTOBRE 2013 – Ancora la Cassazione stabilisce che la Itavia potrebbe essere fallita in seguito alla “significativa attività di depistaggio” sviluppatasi attorno al disastro.
29 GIUGNO 2017 – La prima sezione civile della corte d’appello di Palermo boccia il ricorso dell’Avvocatura dello Stato e nel confermare i risarcimenti stabiliti sei anni prima dal tribunale sancisce che più di 17 milioni di euro siano destinati ai familiari di alcune delle vittime.
22 MAGGIO 2018 – Le sezioni unite civili della Cassazione stabiliscono un risarcimento di oltre 265 milioni di euro che i ministeri delle Infrastrutture e della Difesa devono versare alla compagnia aerea Itavia per i danni patiti a seguito del disastro aereo.
6 DICEMBRE 2018 – La terza sezione civile della Cassazione dispone che vada oltre la somma di 265 milioni di euro il risarcimento che i ministeri di Difesa e Infrastrutture devono a Itavia. Dopo la pronuncia delle Sezioni unite relativa al danno per la perdita dell’aeromobile (escluso perché già coperto da indennizzo assicurativo), la Suprema Corte quantifica pure il risarcimento legato al danno da revoca delle concessioni in volo.
SETTEMBRE 2023 – In un’intervista al quotidiano La Repubblica Giuliano Amato spiega che “la versione più credibile” è che ad abbattere il Dc9 dell’Itavia fu un missile francese: “Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione e il piano prevedeva di simulare una esercitazione della Nato, con molti aerei in azione”. “Abbiamo già fornito tutti gli elementi a nostra a disposizione”, la posizione ufficiale francese.
MARZO 2025 – La Procura di Roma chiede al gip l’archiviazione dell’ultima inchiesta ma l’associazione dei parenti delle vittime protesta ritenendo che “ci siano ancora indagini da fare” ed elementi da approfondire.
GIUGNO 2025 – Il governo, tramite l’Avvocatura dello Stato, annuncia che si opporrà alla richiesta di archiviazione.
28 SETTEMBRE 2026 – Alla vigilia della nuova udienza di opposizione all’archiviazione davanti al gip del tribunale di Roma per la strage di Ustica, la procura è pronta a ritirare la richiesta. Decisiva la disponibilità offerta dalle autorità francesi al trasferimento della documentazione, anche del ministero della Difesa, che copre un periodo che va fino ai primi anni ’90. -
Concluso il rientro dei militari italiani dall’Iraq
Ultima Ora – Con partenza degli ultimi soldati si è conclusa in Iraq la missione dei militari italiani. “Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si conclude oggi la presenza delle nostre Forze armate in Iraq”. Ad annunciarlo è il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
La Nato Mission Iraq
“L’Operazione Inherent Resolve (OIR) della Coalizione internazionale e la Nato Mission Iraq continueranno a operare da altri Paesi – spiega il ministro -. La Nato Mission Iraq, in particolare, rimarrà operativa dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della Nato. Come concordato con le Autorità di Baghdad, le forze armate italiane, insieme a quelle degli altri Paesi della Coalizione e della Nato presenti in Iraq, hanno lasciato il territorio iracheno entro la scadenza del 30 settembre.
Da domani, quindi, viene meno la nostra presenza militare in Iraq. Non per una decisione italiana, ma perché entriamo in una fase diversa, concordata con le Autorità irachene e con i Paesi partner, che prevede la piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza irachene”.
Crosetto: “Si conclude un impegno di 12 anni”
“Si conclude così un impegno durato dodici anni – continua il ministro della Difesa -, nel corso dei quali migliaia di nostri militari hanno operato in Iraq, contribuendo alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alla formazione delle Forze armate irachene e delle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno. Il rientro delle nostre forze armate non significa però la fine del rapporto con un Paese importante e amico, né preclude future forme di collaborazione e cooperazione. Al contrario, vogliamo rafforzare questo legame”.
“Formazione e scambio di competenze”
“Cambia la forma del nostro rapporto: meno presenza militare sul terreno e sempre più collaborazione, formazione, scambio di competenze e sviluppo delle capacità delle Forze armate irachene. È una nuova fase, nella quale l’Iraq assume direttamente una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza del proprio territorio e nella quale l’Italia intende continuare a fare la sua parte”.
“Ringrazio gli uomini e le donne delle nostre Forze armate – conclude Crosetto – che hanno servito in Iraq in questi dodici anni. Hanno fatto il loro dovere con professionalità, spirito di sacrificio e senso di responsabilità. A tutti loro va la mia gratitudine”.
Le tappe della missione in Iraq
Il rientro italiano era già in larga parte completato dal marzo 2026. Nelle ultime settimane sono rimasti in Iraq soltanto i team necessari al recupero e al trasferimento dei materiali.
Come confermato nei recenti colloqui tra il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e il capo di Stato maggiore della Difesa irachena, generale Abdul Amir Yarallah, Italia e Iraq intendono preservare e sviluppare il rapporto bilaterale, proseguendo lo scambio di competenze ed esperienze e i programmi di formazione e sviluppo delle capacità.
Restano, inoltre, in Iraq due Carabinieri italiani impegnati nell’ambito della missione dell’Unione europea Euam Iraq, autorizzata dal governo iracheno -
Med-Or Italian Foundation firma accordo di collaborazione con la Repubblica Democratica del Congo
ROMA Ultima Ora / IPA – Il 29 settembre, presso la sede di Med-Or Italian Foundation a Roma, è stato firmato un Memorandum d’intesa tra la Fondazione e il Governo della Repubblica Democratica del Congo. Secondo quanto precisa una nota di Med-Or, l’accordo è stato sottoscritto dal presidente di Med-Or, Marco Minniti, e, per il Governo congolese, da Thérèse Kayikwamba Wagner, ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Internazionale, della Francofonia e della Diaspora congolese. In particolare, l’intesa prevede la promozione del dialogo strategico, l’organizzazione di seminari e iniziative congiunte, nonché l’individuazione di progetti finalizzati al rafforzamento delle capacità settoriali, alla formazione e alla cooperazione. La Repubblica Democratica del Congo rappresenta un partner di particolare rilevanza nel continente africano, sia per il suo significativo potenziale economico sia per il ruolo che riveste nel più ampio contesto regionale. Con una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti, il Paese occupa una posizione centrale nello sviluppo delle catene del valore delle materie prime critiche e nei processi legati alla transizione energetica.
La Repubblica Democratica del Congo dispone inoltre di un vasto potenziale agricolo, con oltre 80 milioni di ettari di terre coltivabili, che offrono importanti opportunità per lo sviluppo agricolo, la sicurezza alimentare e la crescita delle filiere agroalimentari. L’accordo con la Repubblica Democratica del Congo – inserita quest’anno tra i Paesi target del Piano Mattei – si colloca nel più ampio impegno di Med-Or Italian Foundation in Africa, volto a rafforzare il dialogo con i principali Paesi del continente e a promuovere iniziative nei settori della formazione, del capacity building e della cooperazione strategica.
– foto logo Med-Or Italian Foundation –
Ultima Ora / IPA. -
Schillaci “Sulle malattie cardio-cerebrovascolari consolidiamo la prevenzione”
ROMA Ultima Ora / IPA – “Le malattie cardio-cerebrovascolari continuano a rappresentare una delle maggiori cause di mortalità e disabilità. Allo stesso tempo, sappiamo quanto sia possibile incidere sulla loro insorgenza e sulle loro conseguenze attraverso la prevenzione, la diagnosi precoce e una presa in carico tempestiva e appropriata. E’ questa la direzione nella quale abbiamo lavorato, mettendo la prevenzione al centro delle politiche sanitarie”. Lo afferma il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un videomessaggio agli Stati Generali della Salute Cardiovascolare.
“Con il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 abbiamo consolidato un modello che punta a intervenire sui principali fattori di rischio modificabili e a promuovere la salute in tutte le fasi della vita. Un obiettivo che, nel campo cardiovascolare, significa innanzitutto diffondere stili di vita sani, a partire da una corretta alimentazione e dall’attività fisica, ma anche favorire l’individuazione precoce delle condizioni di rischio – prosegue -. In questa prospettiva si inserisce anche il potenziamento dell’assistenza territoriale. Le Case della Comunità finanziate con il PNRR, già operative in molte Regioni, consentono di avvicinare i servizi ai cittadini e di integrare prevenzione, diagnosi, cura e assistenza, con particolare attenzione alle persone con patologie croniche”.
“Abbiamo investito inoltre nella telemedicina, uno strumento particolarmente utile anche nella gestione delle patologie cardiovascolari. Il telemonitoraggio e gli altri servizi digitali permettono di seguire i pazienti a domicilio, facilitano il follow-up e contribuiscono a garantire continuità nell’assistenza – sottolinea Schillaci -. Sul fronte specifico della prevenzione cardiovascolare, abbiamo finanziato progetti degli IRCCS della Rete Cardiologica che utilizzano anche le nuove tecnologie per individuare precocemente il rischio e promuovere comportamenti salutari. Sono interventi che rispondono a una visione precisa: tutelare la salute prima che insorga la malattia e, quando la patologia è presente, assicurare una presa in carico tempestiva, integrata e vicina alla persona”.
– Foto IPA Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Hi-Tech & Innovazione Magazine – 29/9/2026
ROMA Ultima Ora / IPA – In questa edizione:
– Le imprese investono sempre più in innovazione
– Il dissesto idrogeologico si previene con droni e sensori
– Otto aziende italiane su 10 non usano l’Intelligenza artificiale negli uffici
fsc/gtr -
Bozzetti “Sarà una MiArt rinnovata e con un nuovo premio per artisti italiani”
MILANO Ultima Ora / IPA – “Sarà una Miart rinnovata che incontrerà sempre di più i desiderata del mondo dell’arte e delle gallerie d’arte per rendere sempre più forte il connubio tra Milano, la Lombardia, la fiera e l’arte”. Così Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, al Museo del Novecento per la presentazione di MiArt 2027, in calendario dal 9 all’11 aprile all’Allianz MiCo. “Con un nuovo premio da 50 mila euro dedicato agli artisti italiani mid-career, Fondazione Fiera Milano rafforza il proprio impegno al fianco di MiArt e sceglie di investire ancora di più nell’arte e nella cultura italiana”, ha aggiunto Bozzetti.
xu6/col5/gsl -
Lavrov “L’Europa sta conducendo una guerra contro la Russia”
MOSCA (RUSSIA) Ultima Ora / IPA – “I paesi europei stanno conducendo una guerra contro la Russia, non c’è dubbio”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, a margine del Valdai International Discussion Club. “Beh, se ammettete che ci stanno sparando addosso con le loro armi e noi le abbattiamo, chiamatelo come volete. Ma non ho dubbi che questa sia una guerra che l’Europa sta conducendo contro di noi. Ne parliamo da molto tempo”, ha detto Lavrov citato dall’agenzia russa Tass.
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Corruzione e caporalato nei lavori della Tav Napoli – Bari, 20 misure cautelari
Ultima Ora – La Guardia di finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali nell’ambito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Delle 20 misure cautelati, sono state disposte per 10 persone gli arresti domiciliari, per altre 7, è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, 3 alla misura interdittiva della sospensione totale dell’esercizio di un pubblico servizio per 1 anno.
Operazione della Gdf di Napoli, i reati contestati agli indagati
Tra i reati contestati: corruzione, caporalato e emissione di fatture per operazioni. Su richiesta del pm, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione. In cambio dei favori, sarebbero stati corrisposti denaro e altre utilità, come orologi o telefoni cellulari nascosti nei box natalizi.
L’inchiesta sullo sfruttamento dei lavoratori
Un altro filone dell’inchiesta ha riguardato lo sfruttamento dei lavoratori, in particolare extracomunitari, con turni di lavoro che duravano anche 20 ore e retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali oltre, secondo le accuse, a violazioni delle norme sulla sicurezza.
Imprenditori e pubblici ufficiali
Al centro dell’indagine si sospetta un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti.
Irregolarità sui permessi di soggiorno
Relativamente alle norme sulla sicurezza del lavoro l’indagine ha messo in luce possibili irregolarità relative ai permessi di soggiorno e alla documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Un altro filone ha riguardato la qualità del calcestruzzo, la gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti di cantiere. -
Omicidio Custra non è prescritto, Ventura deve scontare la pena
Ultima Ora – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha stabilito che Raffaele Ventura, ex componente delle Formazioni Comuniste Combattenti e che vive in Francia, dovrà scontare una pena residua di 14 anni di reclusione per l’omicidio del brigadiere Antonio Custra, avvenuto a Milano il 14 maggio 1977.
I giudici hanno accolto la richiesta della procuratrice generale Francesca Nanni di revocare la prescrizione relativa a quel delitto, per il quale Ventura era stato condannato a 22 anni e 8 mesi di reclusione.
La decisione sulla prescrizione della pena
La pg ha portato avanti la tesi, e la Corte le ha dato ragione, che il trascorrere della prescrizione si bloccò nel 2017 quando Ventura venne sottoposto a un “arresto provvisorio” per sei ore da parte della polizia francese su mandato delle autorità italiane. Questo episodio ha bloccato la prescrizione della pena, che e’ ripartita appunto dal 2017 ed è ancora attuale.
Il ricorso annunciato dalla difesa
“Fino alla Cassazione sarà libero di andare e venire dalla Francia – spiega il suo legale Davide Steccanella -. Andrò in Cassazione per farmi spiegare come sia possibile ritenere l’inizio dell’esecuzione della pena per l’omicidio Custra del 14 maggio 1977 una sosta di 3 ore in una stazione di polizia senza vedere un giudice, in forza, si legge, di un mandato di arresto europeo dove vengono indicate condanne per fatti commessi fino al 1976. Quindi un anno prima e senza alcun riferimento non solo a Custra ma neppure al reato di omicidio”.
La vicenda giudiziaria tra Italia e Francia
La Suprema Corte aveva accolto il ricorso della procuratrice Nanni contro l’ordinanza che due anni fa aveva dato la possibilità a Ventura, che vive da decenni in Francia sulla base della cosiddetta “dottrina Mitterrand”, di rientrare in Italia da libero, se volesse. Ventura era uno dei 10 ex terroristi che sarebbero dovuti tornare in Italia dalla Francia nel 2021, dopo un accordo politico tra i due Paesi, per scontare le pene, ma i giudici francesi bocciarono le richieste di estradizioni. Dalla Cassazione si era poi arrivati ai giudici della Corte d’Appello che oggi hanno revocato la prescrizione. E’ improbabile comunque che, anche in caso della conferma in Cassazione della decisione dei giudici milanesi, la Francia dia l’ok all’estradizione del 76enne Ventura. -
Morte avvelenate con la ricina, perquisito lo studio di Gianni Di Vita a Pietracatella
Ultima Ora – I poliziotti della Squadra Mobile di Campobasso e gli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato sono entrati per una perquisizione nello studio di commercialista di Gianni Di Vita a Pietracatella, marito e padre di Antonella e Sara, morte per avvelenamento da ricina. L’ufficio si trova di fronte l’abitazione della famiglia Di Vita-Di Jelsi.
Al momento l’uomo non risulta indagato per la morte delle due donne, avvenuta il 26 dicembre scorso.
La vicenda
Mamma e figlia sono all’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso il 26 dicembre scorso, non in seguito a un’intossicazione alimentare, bensì per avvelenamento. Nonostante l’iniziale ipotesi di morte per intossicazione alimentare, la Procura di Larino ha poi aperto le indagini per duplice omicidio contro ignoti sulla morte della 15enne Sara Di Vita e della 50enne Antonella Di Jelsi. La morte è avvenuta per avvelenamento con la ricina, una proteina presente nei semi della pianta del ricino che, se ingeriti, sono in grado di causare la morte cellulare bloccando l’attività della sintesi proteica.
L’autopsia
La sera del 26 dicembre scorso, la famiglia Di Vita aveva mangiato cozze, vongole, seppie e baccalà e i sospetti erano caduti anche su una confezione di funghi champignon. Gli inquirenti avevano svolto degli accertamenti anche su alcune farine. Anche Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, era stato ricoverato in condizioni stabili allo Spallanzani di Roma. Invece la figlia maggiore Alice, di 18 anni, non aveva cenato con la famiglia. Dai risultati dell’autopsia svolta al Policlinico di Bari, effettuata dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca, su fegato e pancreas “ci sono delle alterazioni compatibili con l’intossicazione acuta”, aveva reso noto il medico legale. -
Etna, ripristinate le attività di volo all’aeroporto di Catania
CATANIA Ultima Ora / IPA – La SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania, comunica che, a seguito del passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche da RED a ORANGE, sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania con effetto immediato. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Sequestrati 133 kg di droga e 48 mila euro, 47enne arrestato nel Modenese
FORMIGINE (MODENA) Ultima Ora / IPA – Un ingente carico di sostanze stupefacenti, dal valore stimato sul mercato al dettaglio di oltre 2 milioni di euro, è stato intercettato dai Carabinieri nel Modenese. Nel pomeriggio del 24 settembre scorso, a Formigine, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo e della Stazione locale hanno arrestato in flagranza un 47enne residente del posto, accusato di detenzione illecita di stupefacenti aggravata dall’ingente quantità. L’operazione è scattata nell’ambito di un mirato servizio antidroga. Attorno alle 15:00, un dispositivo in abiti civili ha notato l’uomo scendere da un’autovettura: alla vista dei militari, l’indagato ha insospettito gli operanti tentando una rapida fuga verso il veicolo. La perquisizione immediata ha condotto al rinvenimento, all’interno del garage di sua pertinenza, di tre grossi involucri contenenti circa 124 chilogrammi di hashish suddivisi in numerose panette.
I controlli sono stati quindi estesi all’abitazione e alla cantina con il supporto dell’unità cinofila della Polizia Locale di Sassuolo. Nella cantina i Carabinieri hanno recuperato ulteriori 9,5 chilogrammi di cocaina suddivisi in sedici involucri, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Nell’appartamento sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati circa 48mila euro in contanti, nascosti tra lo zaino e i divani del soggiorno. Su disposizione della Procura della Repubblica, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale “Sant’Anna” di Modena. Nella giornata di ieri, il Giudice per le Indagini Preliminari di Modena ha convalidato l’arresto applicando la custodia cautelare in carcere, fermo restando il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
Ultima Ora / IPA. -
Trovato con manuali per ordigni e attentati terroristici, arrestato 17enne
VERONA Ultima Ora / IPA – La Polizia di Stato ha arrestato un ragazzo di 17 anni, residente in provincia di Trento, indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’operazione è stata condotta dagli investigatori della D.I.G.O.S. della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con il supporto della D.I.G.O.S. di Trento, nell’ambito di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura presso il Tribunale Ordinario di Venezia.L’indagine della DIGOS scaligera è partita nell’autunno del 2025 dal monitoraggio dei canali d’estrazione suprematista. Sui social l’internauta, distintosi per la forte radicalizzazione ideologica e la propensione alla violenza, definiva “eroi” i terroristi bianchi e inneggiava al gruppo Atomwaffen Division. Il giovane ricopriva inoltre il ruolo di “Vice Capo” e referente operativo del gruppo social “F.F.I. Fronte Fascista Italiano”, occupandosi della selezione dei nuovi membri.Risaliti all’identità del 17enne, i poliziotti hanno perquisito la sua abitazione rinvenendo vessilli neonazisti, armi bianche – tra cui katane, machete, coltelli e balestre -, repliche di armi da fuoco e manoscritti con simboli estremisti. L’analisi dei telefoni cellulari ha poi permesso di recuperare manuali per la fabbricazione di ordigni artigianali, guide per attentati con veicoli pesanti, elenchi di veleni, istruzioni per l’eliminazione di bersagli umani e il video integrale della strage di Christchurch del 2019.Dalle conversazioni analizzate sono emersi anche chiari propositi di un imminente passaggio all’azione nei confronti di ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici. Ieri l’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto in flagranza e il minore è stato trasferito presso la C.P.A. di Treviso.
– Foto: Ufficio stampa Polizia di Stato – Ultima Ora / IPA. -
Sea Watch, almeno due morti e numerosi dispersi nel naufragio di un gommone nelle acque tra Libia e Tunisia
ROMA Ultima Ora / IPA – Sono due i morti accertati dopo il naufragio di un gommone nelle acque tra Libia e Tunisia. Lo riferisce Sea Watch, che è intervenuta con la nave Aurora dopo una segnalazione lanciata da Alarm Phone. Il gommone è stato trovato quasi sgonfio. “A bordo c’erano 5 persone e 2 corpi senza vita. Altre 25 si erano aggrappate alla piattaforma di Hasdrubal per sfuggire al naufragio. Due donne hanno riferito di aver perso i propri figli tra le onde”, si legge nel post su X di Sea Watch. “Il gommone si trovava sul confine della Sar libica e tunisina, e sono stati i 5 superstiti a dirci che altre persone sarebbero riuscite a raggiungere la piattaforma petrolifera dopo il naufragio. Tra i due corpi senza vita c’era quello di un bambino, forse uno dei due dispersi”, si legge ancora.
– foto di repertorio IPA Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Al Ghais “Accordo di Algeri del 2016 ha poto le basi per l’Opec+”
ALGERI (ALGERIA) Ultima Ora / IPA – L’Accordo di Algeri del 28 settembre 2016 rappresenta una tappa storica per l’Opec e per i mercati energetici mondiali e ha posto le basi per l’attuale alleanza Opec+. Lo ha affermato il segretario generale dell’Opec, Haitham Al Ghais, in un’intervista alla televisione algerina in occasione della sua visita ad Algeri per il decimo anniversario dell’accordo.
Secondo Al Ghais, l’accordo ha rappresentato la “prima pietra” del processo che avrebbe portato alla cooperazione tra i Paesi dell’Opec e dieci produttori non appartenenti all’organizzazione, creando il quadro dell’attuale alleanza Opec+.
Al Ghais ha ricordato anche il ruolo storico dell’Algeria all’interno dell’Opec, dalla conferenza dei capi di Stato e di governo del 1975 all’incontro di Orano del 2008, che portò a importanti riduzioni della produzione, fino all’Accordo di Algeri del 2016. “Questo accordo sarà ricordato dalla storia come una lezione per tutti coloro che si interessano di energia e dei mercati petroliferi mondiali”, ha affermato.
Fonte: IPA
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Trento, inneggiava al suprematismo e progettava di costruire un ordigno: arrestato un 17enne [VIDEO]
Ultima Ora – Inneggiava sui social a suprematismo e neonazismo, scaricava manuali sulla fabbricazione di ordigni e meditava di passare all’azione contro “ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici” il 17enne, residente nella provincia di Trento, arrestato dalla Polizia di Stato di Verona con l’accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Le indagini sono iniziate nell’autunno del 2025, quando le forze dell’ordine hanno iniziato a monitorare alcuni canali di stampo suprematista online e nel mirino è finito un utente “con marcata radicalizzazione ideologica” ed “una significativa proiezione verso la violenza”, che manifestava ripetutamente esplicita ammirazione per i cosiddetti “terroristi bianchi”, definendoli “eroi” e legittimandone le azioni con riferimenti alla “difesa della razza bianca”.
Vessilli neonazisti e armi da taglio
Inoltre, l’utente – che poi sarebbe stato identificato nel 17enne – avrebbe pubblicato numerosi contenuti di natura propagandistica e celebrativa riferibili al noto gruppo terroristico dell’Atomwaffen Division, distinguendosi – tra l’altro – nel ruolo di ‘vice capo’ del gruppo di un noto social network ‘Fronte Fascista Italiano’, quale ‘referente operativo’ che di fatto selezionava aspiranti aderenti alla community. Il 17enne indagato è stato inchiodato durante una perquisizione della casa dove viveva insieme ai genitori, in cui – oltre a diversi vessilli neonazisti e suprematisti – sono state rinvenute armi bianche come katane, machete e coltelli di varie dimensioni, nonché balestre, pistole e fucili soft air. Accanto alle armi, gli agenti hanno trovato anche del materiale propagandistico come fogli in formato A4 contenenti disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista.
L’ordigno e la celebrazione dell’attentato a Christchurch
Dopo il sequestro dei cellulari utilizzati dal giovane, gli inquirenti hanno individuato non solo contenuti social di propaganda suprematista, accelerazionista e neonazista, ma anche manuali per fabbricare ordigni artigianali: un testo tradotto dal cirillico contenente indicazioni relative a sostanze chimiche aggressive, una guida operativa per il compimento di attentati terroristici con l’utilizzo di veicoli pesanti, un elenco dei veleni mortali, manuali su come maneggiare armi da fuoco e un documento contenente istruzioni e tecniche operative per il pedinamento, l’attacco e l’eliminazione di bersagli umani. È stato trovato anche il video integrale dell’attentato terroristico a Christchurch nel 2019 da Brendon Tarrant, corredato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare, e il manifesto Haters Handbook redatto dal collettivo terroristico MMC (Maniacs Murder Cult).L’arresto
Tra le conversazioni rilevate sui cellulari, hanno spiegato gli investigatori, “sono emersi seri propositi di immediato passaggio all’azione, con espliciti riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e violenze nei confronti di specifiche categorie di soggetti”. Gli agenti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione e con il supporto del personale della Digos di Trento, hanno eseguito il decreto di perquisizione personale, locale, domiciliare e informatica emesso dalla Procura di Venezia, culminato – nella mattinata di lunedì 28 settembre – nell’arresto in flagranza del 17enne, poi convalidato dall’autorità giudiziaria.
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Garlasco, svolta sul Dna della bici: “Chiederemo la revisione, la condanna di Stasi è disintegrata”
Ultima Ora – Svolta sul delitto di Garlasco: la difesa di Alberto Stasi annuncia l’intenzione di chiedere la revisione del processo. La decisione arriva dopo il deposito delle consulenze della Procura di Pavia, secondo cui sarebbero state omesse due analisi sul DNA che certificavano la non presenza di tracce di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta sequestrata. L’avvocata Giada Bocellari attacca: “Elementi nuovi che disintegrano la condanna”.
Il legale di Stasi: “Omesse 2 analisi sul Dna, chiederemo la revisione”
“Stasi è molto lucido, l’unica cosa che mi ha detto è che spera che si assumano le loro responsabilità, che si faccia piena luce su quello che è successo”. Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, sintetizza cosi’ lo stato d’animo e le richieste del suo assistito alla luce della consulenza della Procura secondo la quale sarebbero stati nascosti due analisi che certificavano la non presenza del dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta ‘Umberto Dei’ sequestrata alla famiglia del condannato.“Queste corse elettroforetiche del 20 settembre, e questo è un dato documentale, oggettivo e non smentibile, non sono state messe a disposizione del pubblico ministero all’epoca e non sono in atti. Non ci sono nel fascicolo, non sono state messe a disposizione delle parti – prosegue Bocellari che ha parlato coi cronisti fuori dal Tribunale di Pavia dove si è recata a prendere le consulenze depositate con la chiusura dell’inchiesta -. Sono state fatte anche delle indagini difensive di cui adesso non parlo”.
Senza Dna viene meno tutta la condanna
Bocellari spiega poi quali conseguenze avrebbe avuto l’omissione dei test negativi. “La cosa a nostro giudizio più grave è il fatto che nel 2009 venne fatta una perizia con due periti nominati dal giudice Vitelli che chiesero al consulente del pubblico ministero di trasmettere i dati relativi alle analisi sui pedali perché, come sapete benissimo tutti, sono vent’anni che parliamo di questo DNA sui pedali. Si è costruita poi tutta la fantasiosa teoria dello scambio che è diventata una sostituzione”.
“Noi possiamo andare a chiedere la revisione con questi elementi a discarico di Stasi con quegli elementi nuovi che disintegrano la sentenza condanna. Se viene meno il dna sui pedali viene meno tutta la condanna. Che quello fosse l’elemento centrale credo che lo capisca chiunque”. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari parlando coi cronisti a Pavia.
Svolta e veleni sul delitto di Garlasco: la difesa di Alberto Stasi annuncia la richiesta di revisione del processo, mentre arrivano le prime precisazioni sul giallo delle analisi mai trasmesse. Dopo le rivelazioni sulle consulenze della Procura di Pavia relative al DNA escluso sui pedali della bicicletta, il genetista Giorgio Portera (ex RIS di Parma) prende le distanze: “Attività del tutto marginale, non ho mai analizzato o interpretato quei profili genetici”.
La precisazione dell’ex Ris
“Non ho eseguito personalmente l’analisi genetica del campione nè ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il periodo del mio servizio presso il RIS di Parma”. Lo scrive in una nota Giorgio Portera, genetista e ufficiale in congedo dei carabinieri, in merito alla consulenza della Procura di Pavia che ipotizza la non trasmissione dei dati sui pedali dai Ris di Parma ai magistrati nel 2007. Dati che, è l’ipotesi, avrebbero scagionato Stasi.
“In relazione alle notizie recentemente diffuse circa un mio presunto coinvolgimento nelle analisi genetiche relative al caso Garlasco, ritengo opportuno precisare quanto segue – è il testo del comunicato -. è importante distinguere con chiarezza l’attività tecnica su uno strumento dalla responsabilità dell’analisi, della valutazione e dell’interpretazione dei profili genetici, attività che, nel caso specifico, non sono mai state da me svolte. Non ho infatti mai svolto alcun sopralluogo, nè firmato verbali o referti del caso Garlasco”.
“Nello specifico, il collegamento della mia persona alle attività analitiche del campione BU_P deriva dalla registrazione di un accesso effettuato con la mia user personale nell’ambito dell’ultima fase di lavorazione della specifica traccia. Preciso che non ho eseguito personalmente l’analisi genetica del campione nè ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il periodo del mio servizio presso il RIS di Parma. L’attività a cui puo’ essere ricondotto il mio accesso consisteva esclusivamente nella fase finale di caricamento del campione sul sequenziatore. Non posso oggi stabilire con certezza se tale operazione sia stata materialmente eseguita da me oppure da un collega che ho fatto accedere allo strumento utilizzando la mia user. Si trattava, pertanto, di una mera attività tecnica e strumentale, ossia l’inserimento di un campione già lavorato da altri, attività priva di qualsiasi interpretazione dei risultati, inserita nell’ambito della gestione di una delle numerose tracce sottoposte ad analisi. La natura del tutto marginale di tale attività è ulteriormente confermata dal fatto che solo oggi, a distanza di anni e a seguito della divulgazione dei dettagli relativi ai raw data, ho ricondotto quell’accesso al campione in questione, ricordando un episodio che, all’epoca, rientrava nella normale gestione quotidiana di numerosi campioni”.
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Anche Q8 applicherà un tetto al prezzo dei carburanti dall’1 ottobre, Meloni “Segnale di attenzione alle famiglie”
ROMA Ultima Ora / IPA – Q8 Italia, “accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”. È quanto si legge in una nota. “Il price cap avrà durata di 30 giorni a partire dal 1° ottobre ed è volto a generare benefici tangibili per gli automobilisti. Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’Azienda“.
Q8 Italia “supporterà opportunamente i gestori ed i partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera”, si legge ancora. “Una decisione coerente con il comportamento responsabile concretamente adottato dall’Azienda anche negli ultimi mesi, orientato alla tutela dei consumatori e al mantenimento della propria competitività. In un momento particolarmente delicato per il sistema energetico, caratterizzato da un’imprevedibile volatilità del mercato internazionale, e per i consumatori, Q8 Italia rinnova, quindi, il proprio impegno a fare la propria parte, coniugando attenzione ai prezzi, investimenti industriali, innovazione e responsabilità sociale”.
MELONI RINGRAZIA “SEGNALE DI ATTENZIONE ALLE FAMIGLIE”
“Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”, conclude.
Fonte: IPA
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Egitto, il governo punta ad aumentare il contributo del settore minerario al pil
IL CAIRO (EGITTO) Ultima Ora / IPA – L’Egitto punta ad aumentare il contributo del settore minerario al prodotto interno lordo e al prodotto nazionale lordo, valorizzandolo come industria ad alto valore aggiunto e settore strategico per il futuro dell’economia.
Lo ha riferito il sito egiziano Maspero, citando il portavoce del ministero del Petrolio, Mahmoud Nagi. Secondo Nagi, la quinta edizione dell’Egypt Mining Forum, inaugurata alla presenza del presidente Abdel Fattah Al Sisi, ha confermato l’importanza attribuita dal governo allo sviluppo del settore.
Il portavoce ha sottolineato tra le principali riforme la trasformazione dell’Autorità per le risorse minerarie da ente di servizio a ente economico, con maggiore flessibilità nei rapporti con gli investitori e incentivi in linea con gli standard internazionali. La riforma mira inoltre a ridurre gli adempimenti burocratici e i tempi necessari per ottenere le licenze e avviare le attività.
Fonte: IPA
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Crosetto “AI e nuove tecnologie siano strumento di sicurezza”
ROMA Ultima Ora / IPA – “Parlare di cybersecurity e intelligenza artificiale significa parlare concretamente della sicurezza futura del nostro Paese perché oggi la sicurezza non riguarda più soltanto terra, mare e cielo, ma riguarda anche lo spazio digitale, le reti, le infrastrutture dalle quali dipende la nostra vita quotidiana”. Lo afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un videomessaggio inviato in occasione di “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale” promossa dall’ANGI.
“L’intelligenza artificiale offre possibilità straordinarie, può aumentare le nostre capacità, può aiutarci a conoscere, a prevenire e a proteggere. Ma ogni grande innovazione porta con sé anche rischi – prosegue – , le stesse tecnologie possono essere utilizzate per scopi illeciti, per attaccare le nostre infrastrutture e manipolare informazioni, colpire le nostre istituzioni e, più in profondità, mettere in discussione alcuni dei valori fondamentali sui quali si fondano le nostre società: libertà, democrazia, sicurezza delle persone. Per questo dobbiamo investire nella tecnologia, ma soprattutto nelle competenze e nella capacità di lavorare insieme. Il punto, quindi, non è avere paura della tecnologia, il punto è sapere come usare e fare in modo che l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie siano strumenti di progresso, di sicurezza e di libertà e non strumenti nelle mani di chi vuole eliminare le nostre società, è una responsabilità che riguarda tutti noi”, conclude.
Fonte: IPA
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Pirelli, il Governo esercita il Golden Power sull’accordo con Abet Hts: “Rilevanza strategica per il sistema della difesa”
ROMA Ultima Ora / IPA – In relazione al Procedimento Golden Power avviato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a seguito della notifica da parte di Pirelli, unitamente ad ABET HTS, si rende noto che “le due società hanno ricevuto comunicazione del provvedimento, approvato in data 24 settembre 2026, con cui il Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali”. È quanto si legge in una nota, in cui si ricorda che l’oggetto della notifica “era anche l’accordo per lo sviluppo congiunto di tecnologie finalizzate alla realizzazione di veicoli elettrici terrestri a guida remota da impiegare come mezzi di soccorso in superfici e ambienti particolarmente impervi ed estremi, comunicato lo scorso 5 agosto”.
“Il DPCM ha considerato che rivestono rilevanza strategica per il sistema della difesa, l’attività svolta nel settore difesa sia da Pirelli che da ABET HTS, nonché l’Accordo di Cosviluppo. Con un criterio di massima precauzione e a tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale, il DPCM ha disposto prescrizioni di carattere tecnico-organizzativo nei confronti di Pirelli e ABET HTS, al fine di salvaguardare i diritti di proprietà industriale, il know-how, i prodotti e i relativi dati di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale e per garantire la continuità e lo standard delle attività di ricerca e sviluppo di Pirelli e ABET HTS per tutte le attività svolte, e che verranno svolte, in tale settore”. Pirelli e ABET HTS “prendono favorevolmente atto della decisione adottata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri”, conclude la nota.
Fonte: IPA
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Istat, a luglio fatturato dell’industria in aumento dell’1,7% e +4,8% su base annua
ROMA Ultima Ora / IPA – A luglio 2026 il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, è stimato in aumento dell’1,7% in valore e dello 0,6% in volume rispetto a giugno. Lo rileva l‘Istat. La crescita in valore è dell’1,3% sul mercato interno, dove il volume cala dello 0,4%, e del 2,3% su quello estero, con un incremento del 2,5% in volume. Per i servizi si stima un aumento congiunturale dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume, sintesi di una diminuzione del commercio all’ingrosso (-0,1% in valore e -0,8% in volume) e di una crescita degli altri servizi (+0,5% in valore e +0,3% in volume).
Su base annua, a luglio il fatturato industriale aumenta del 4,8% in valore e diminuisce dello 0,6% in volume.
Sul mercato interno la crescita in valore è del 3,8%, con un calo del 2% in volume, mentre sull’estero gli incrementi sono rispettivamente del 6,7% e dell’1,9%. Per i servizi, la crescita tendenziale è del 3,1% in valore e dello 0,1% in volume. L’energia segna infine un aumento annuo del 26,9% in valore. Tra i raggruppamenti principali di industrie, a luglio il fatturato in valore registra l’aumento più marcato per l’energia (+6,7%), seguito dai beni strumentali (+2,4%), dai beni di consumo (+0,8%) e dai beni intermedi (+0,6%). Nel trimestre maggio-luglio, il fatturato dell’industria cresce dell’1% in valore ma cala dello 0,7% in volume. Per i servizi gli incrementi sono dello 0,6% in valore e dello 0,1% in volume.
Fonte: IPA
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Teheran: su Hormuz attesa risposta Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aspettarsi oggi una risposta formale dagli Stati Uniti sulle proposte di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Lo riportano i media statali, citando intermediari del Qatar.
I mediatori qatarioti “hanno presentato delle idee e noi le abbiamo discusse; devono sottoporre nuovamente la questione alla parte Usa, dopodiché la risposta definitiva degli Stati Uniti ci verrà comunicata tramite il mediatore del Qatar”, ha affermato Araghchi che ha partecipato all’Assemblea dell’Onu.
