Notizie dell’Ultima Ora

  • Donna trovata morta in casa a Moncalieri. Si cerca il fratello

    Ultima Ora – Una donna di 79 anni è stata trovata senza vita nella serata dell’8 settembre nel suo appartamento in corso Roma 24 bis, a Moncalieri, alle porte di Torino. Nell’abitazione è stato rinvenuto anche un biglietto attribuito al fratello della vittima, nel quale l’uomo avrebbe ammesso di averla uccisa e di volersi togliere, a sua volta, la vita. I carabinieri lo stanno cercando.
    Il ritrovamento del corpo della donna morta a Moncalieri
    A lanciare l’allarme e una richiesta d’aiuto è stata una vicina di casa, che non vedeva la donna da diversi giorni e aveva avvertito anche un forte odore provenire dall’appartamento dell’anziana. Poco dopo le 22, i vigili del fuoco hanno forzato la porta e così trovato il corpo della 79enne a terra, senza vita. Sul corpo sarebbero stati riscontrati segni compatibili con un violento colpo alla testa. Sono già scattati gli accertamenti medico-legali e sarà l’autopsia a chiarire più da vicino le cause legate al decesso.
    La ricostruzione dell’omicidio e la ricerca del fratello
    Secondo quanto emerso, la 79enne sarebbe morta da diversi giorni prima di essere trovata dai soccorritori. Il corpo dell’anziana, infatti, era in stato di decomposizione. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Moncalieri, insieme al nucleo investigativo e alla squadra scientifica del comando provinciale. Nell’appartamento è stato trovato anche un tubo di ferro che potrebbe essere compatibile con l’arma utilizzata per uccidere la donna. Ora le ricerche si concentrano sul fratello. 

  • Orchestra Sinfonica Siciliana, riprendono i concerti dell’Estate Musicale

    PALERMO Ultima Ora / IPA – Dopo la pausa agostana, riprende l’Estate Musicale 2026 della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, con tre appuntamenti che riportano la musica a Palazzo Abatellis e a Villa Filippina e proseguono il percorso della FOSS sul territorio regionale con la tappa di Capo d’Orlando.
    Domani, alle ore 21, nell’Atrio storico di Palazzo Abatellis, torna la rassegna Note al Museo con Brio Bubbles, formazione composta da Floriana Franchina al flauto, Riccardo Scilipoti al pianoforte, Giuseppe D’Amico al contrabbasso e Giuseppe Mazzamuto alla batteria. In programma le due Suite for flute and jazz piano trio che Claude Bolling compose nel 1975 e nel 1987, simboliche dell’incontro fra scrittura classica e linguaggio jazzistico. Pianista, compositore e arrangiatore francese, Bolling ha fatto del dialogo tra generi uno dei tratti distintivi della propria produzione. Nelle due Suite, il flauto conserva eleganza e cantabilità proprie della tradizione classica, confrontandosi con la libertà ritmica e l’improvvisazione del trio jazz. Un repertorio particolarmente congeniale ai quattro interpreti, professori d’orchestra della FOSS con esperienze che attraversano ambiti differenti. Floriana Franchina, dal 2017 primo flauto, ha collaborato tra le altre con l’Orchestra Mozart fondata da Claudio Abbado, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e le Filarmoniche di Torino e Bologna, affiancando all’attività di flautista quella di pianista e compositrice. Riccardo Scilipoti, pianista, compositore e direttore d’orchestra, è pianista d’orchestra della FOSS e docente al Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo. Completano il quartetto Giuseppe D’Amico, contrabbassista della Sinfonica Siciliana dal 2002 con una consolidata esperienza anche nel jazz, e Giuseppe Mazzamuto, percussionista della FOSS dal 1998, compositore e arrangiatore attivo tra repertorio sinfonico, jazz, teatro e cinema.
    Venerdì 11 settembre, alle ore 21, a Villa Filippina torna protagonista l’Orchestra Sinfonica Siciliana, diretta da Jure Bucevic, con un programma che attraversa l’Europa musicale dell’Ottocento, dal teatro francese e italiano ai colori della Spagna di Manuel de Falla, per approdare alla luminosa Italiana di Mendelssohn. Il concerto sarà replicato sabato 12 settembre, sempre alle ore 21, nel Parco di Villa Piccolo a Capo d’Orlando. In apertura l’Ouverture da Zampa di Louis-Joseph-Ferdinand Hérold, pagina brillante nella quale confluiscono elementi della tradizione francese, italiana e tedesca. Segue la Sinfonia da Don Pasquale di Gaetano Donizetti, sintesi dello spirito dell’opera buffa e della sua inconfondibile invenzione melodica. Il programma cambia colore con la Suite n. 2 da El sombrero de tres picos di Manuel de Falla, nata dal celebre balletto creato per i Ballets Russes di Sergej Djagilev con le coreografie di Léonide Massine e scene e costumi di Pablo Picasso. Chiude la serata la Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 “Italiana” di Felix Mendelssohn-Bartholdy, ispirata dalle impressioni del viaggio compiuto dal compositore nella penisola e conclusa dal celebre e trascinante Saltarello. Direttore d’orchestra e violinista de croato, Jure Bucevic si è formato tra Spalato e Sarajevo e dal 2019 al 2023 è stato direttore dell’Opera del Teatro Nazionale Croato di Spalato. Ha diretto in istituzioni quali il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro Goldoni di Livorno e il Teatro Verdi di Busseto e ha collaborato, tra le altre, con la Filarmonica Arturo Toscanini, la Filarmonica di Zagabria e la stessa Orchestra Sinfonica Siciliana. Particolarmente legato al repertorio operistico italiano, nel 2026, come Principal Guest Conductor dell’Orchestra del Festival Puccini, ha diretto al Bucharest Opera Festival The Greatest of Puccini.
    – foto ufficio stampa Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana –
    Ultima Ora / IPA.

  • Stati Uniti “Distrutte cinque petroliere iraniane”. Teheran lancia 20 missili in Giordania

    ROMA Ultima Ora / IPA – Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) hanno distrutto cinque petroliere iraniane, dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) aveva preso di mira una nave da guerra della Marina statunitense con missili balistici in due occasioni negli ultimi due giorni. A renderlo noto è lo stesso Centcom, che spiega: “La nave da guerra statunitense è riuscita a evitare i tentativi di attacco iraniani e ha proseguito il pattugliamento delle acque della regione. Nessun membro del personale americano è rimasto ferito”.
    Nel dettaglio il Centcom ha distrutto le petroliere dell’IRGC M/T Kaviz, M/T Charminar, M/T Horizon 1 e M/T Riesco nel Golfo di Oman, nonché la M/T Derya nei pressi dell’isola di Kharg.
    “Le forze americane hanno ordinato agli equipaggi di abbandonare le navi prima che queste venissero colpite e rese inservibili – prosegue il comunicato -. L’Iran ha utilizzato queste petroliere nell’ambito di una rete occulta multimiliardaria che finanzia l’IRGC (il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, ndr) e i suoi gruppi affiliati nella regione. L’Iran non dispone di mezzi per difendere tali imbarcazioni”.
    Il 5 settembre scorso, le forze del CENTCOM avevano già distrutto tre petroliere iraniane dopo che l’IRGC aveva tentato di attaccare una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili statunitensi. “Tutti i tentativi dell’IRGC contro le navi da guerra della Marina statunitense sono falliti”, sottolinea il Centcom.
    LANCIATI 20 MISSILI DALL’IRAN IN GIORDANIA, 18 DISTRUTTI
    I sistemi di difesa aerea giordani hanno intercettato 20 missili balistici lanciati dall’Iran e diretti verso il territorio giordano, 18 dei quali sono stati abbattuti e distrutti, mentre due sono caduti in zone prive di centri abitati. Lo afferma un portavoce ufficiale delle Forze armate giordane citato dall’agenzia di stampa Petra.
    – foto da video sito Centcom –
    Ultima Ora / IPA.

  • Colagrande “La guerra in Ucraina sta cambiando la Nato”

    ROMA Ultima Ora / IPA – “La guerra in Ucraina sta cambiando la Nato”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il generale Aurelio Colagrande, vicecomandante Supremo Alleato per la trasformazione della Nato. “Quello che stiamo imparando dalle crisi internazionali è che l’innovazione nel campo della difesa a cui eravamo abituati, ovvero sviluppare sistemi d’arma che impiegavano anni prima di poter essere usati sul terreno dal momento in cui venivano concepiti, è qualcosa che non ci possiamo più permettere – spiega Colagrande -. Dobbiamo velocizzare la capacità dell’Alleanza non soltanto di innovarsi e quindi di capire quali sono i trend e le evoluzioni sul campo, ma anche di trasformarli in sistemi d’arma che possono essere utilizzati. Anche perché stiamo vedendo in Ucraina che l’evoluzione non è più in termini di anni ma di mesi, se non addirittura a volte di settimane”. “I droni sono il caso più evidente ma non l’unico, si parla anche delle modalità di comando e controllo e dell’implementazione dell’Intelligenza artificiale – prosegue -: tutte cose che stiamo imparando da quello che sta succedendo in Ucraina, che ci porta a dover essere più veloci nel trasformare le capacità operative dell’Alleanza. È qualche cosa che dobbiamo affinare, abbiamo già fatto molto, però non basta, dobbiamo coinvolgere in maniera più anticipata l’industria della difesa, in particolar modo europea”.
    Il conflitto in Ucraina “sta cambiando” la Nato, “ed è importante che impariamo, come stiamo facendo, tutto quello che succede sul fronte ucraino, non perché ci aspettiamo che il prossimo conflitto sia identico, ma ci dà la possibilità di prevedere trend futuri – sottolinea Colagrande -. In Polonia abbiamo un centro che ho visitato recentemente, “Joint Analysis Training & Education Center”, dove operatori ucraini e della Nato lavorano insieme per analizzare e trasformare in attività le lezioni apprese quasi giornalmente sul campo di battaglia ucraino, in modo che la Nato rimanga al passo con i trend”. E le lezioni apprese dalla guerra in Iran? “Che le minacce di tipo sofisticato possono venire da tanti attori diversi e su domini diversi: cyber, Intelligenza artificiale, spazio…”.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Allegrini “Ora più che mai è importante che la Niaf agisca come ponte tra Usa e Italia”

    ROMA Ultima Ora / IPA – “Ora più che mai è importante che la Niaf agisca come ponte tra Stati Uniti e Italia”. Lo afferma Robert Allegrini, presidente della National Italian American Foundation (Niaf), in un’intervista al Corriere della Sera. “Ero nel board da molti anni, coinvolto dagli anni ’80 in organizzazioni italoamericane, anche come dirigente. Uno dei miei obiettivi è assicurarmi che gli italoamericani apprezzino appieno la ricchezza della loro storia. In molti casi i loro nonni che arrivarono qui non conoscevano la storia italiana – spiega Allegrini -. Venivano da paesini, conoscevano la cucina e la chiesa, che sono molto importanti, ma ci sono tante altre cose importanti nella cultura italiana. Ai giovani italoamericani dico che possono rendere l’America migliore rendendola più italiana, perché gli italiani hanno un senso della famiglia che si sta rapidamente perdendo in questo Paese, e un grande senso di umanità (non a caso l’Italia contribuisce tanto alle missioni di peacekeeping). Vogliamo essere un’organizzazione che guarda al futuro e non solo al passato e rappresentare una visione dell’italoamericano moderno. Mi fa infuriare quando i giornalisti americani parlano degli alleati europei citando solo Gran Bretagna, Francia e Germania, come se l’Italia non esistesse”.
    “Abbiamo sostenitori come Maria Bartiromo, Mike Pompeo, Nancy Pelosi… gente che normalmente non avrebbe niente in comune, ma li unisce il fatto che sono italiani – spiega Allegrini -. Il chairman, John Calvelli, ha passato gran parte della sua vita nella politica democratica e questo non ci impedisce di lavorare bene insieme. È la prima volta da 50 anni che sia il chairman che il presidente parlano italiano, il che ci dà più credibilità in Italia. Abbiamo lavorato per assicurare che il consolato Usa restasse aperto a Firenze quando c’erano voci di chiusura per i tagli di Doge (il dipartimento di Elon Musk, ndr), abbiamo raccolto 14 firme bipartisan della delegazione italoamericana al Congresso per rimuovere i dazi sulla pasta. Mandiamo studenti universitari italoamericani a visitare per la prima volta l’Italia, perché possano scoprire la terra dei loro antenati e adesso portiamo giovani professionisti al forum Ambrosetti a Cernobbio e a Roma ad incontrare i parlamentari – prosegue -. Saranno i futuri leader della nostra fondazione e se dovessero imparare cos’è l’Italia dalla tv sarebbe una visione molto distorta. Vogliamo assicurarci che ne abbiano una rappresentazione accurata”.
    – foto di repertorio ufficio stampa NIAF –
    Ultima Ora / IPA.

  • Sette arresti per l’omicidio di Diabolik, ci sono i presunti mandanti

    ROMA Ultima Ora / IPA – Su delega della Procura di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, gli agenti della Polizia di Stato e i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 7 soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, di omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra, tentato omicidio e associazione finalizzata al narcotraffico. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Roma. Al centro dell’indagine vi è la ricostruzione della regia criminale dietro l’esecuzione di Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, avvenuta il 7 agosto 2019 al parco degli Acquedotti.
    La complessa e premeditata organizzazione del delitto, eseguita in pieno giorno, è stata qualificata dal gip del Tribunale di Roma come azione con metodo mafioso, finalizzata ad agevolare il clan Senese, egemone nell’area in cui il delitto è stato consumato. L’omicidio ha generato nel territorio romano un diffuso clima di assoggettamento ed omertà, palesato dall’evidente reticenza dei testimoni oculari e dei sodali più stretti della vittima. Attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e l’analisi di chat criptate, gli inquirenti hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un accordo criminoso integrato tra diverse compagini delinquenziali operanti a Roma, volto a tutelare i rispettivi interessi nel lucroso mercato del narcotraffico.
    Le indagini che hanno portato all’emissione dell’ordinanza che dispone le misure cautelari, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia, individua, in particolare, gravi indizi di reità a carico di tre esponenti di primo piano della criminalità romana, gravemente indiziati di essere i promotori e mandanti dell’omicidio. Si tratta di Michele Senese (indiziato quale mandante apicale): storico capo dell’omonimo clan, avrebbe fornito l’assenso preventivo determinante per l’uccisione di Piscitelli. L’azione punitiva serviva a riaffermare il potere del clan su un proprio affiliato che, resosi autonomo nel traffico di stupefacenti insieme a Fabrizio Fabietti, rifiutava di corrispondere la dovuta quota sui profitti delle sue attività illecite, versando somme irrisorie (circa 2.000-3.000 euro mensili a fronte di ingenti quantitativi di droga commercializzati). Leandro Bennato (indiziato quale mandante e organizzatore): al vertice del gruppo criminale operante su tutta la città di Roma con propaggini che dall’estrema periferia di Roma Sud/Est (Tor Bella Monaca) si prolungano sino a quelle di Roma Nord-Ovest (zona Casalotti/Primavalle). Avrebbe deliberato l’eliminazione di Piscitelli per estrometterlo, considerato un concorrente scomodo sul mercato della cocaina e conquistare il controllo criminale della zona della Tuscolana. Bennato avrebbe pianificato la logistica sul luogo, effettuando sopralluoghi preliminari e, il giorno del delitto, avrebbe fornito supporto diretto scortando il killer Raul Esteban Calderon a bordo di uno scooter rubato. Alessandro Capriotti (indiziato quale gancio e mandante): noto broker di cocaina, avrebbe agito in concorso, concordando la trappola mortale. Capriotti avrebbe infatti fissato un appuntamento fittizio con Piscitelli presso la panchina del parco di via Lemonia alle ore 19.00 del 7 agosto 2019, attirandolo scientemente nel raggio d’azione del sicario, già travestito da runner e appostato nell’area.
    Le indagini degli agenti della Squadra Mobile di Roma e dei Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno consentito di raccogliere elementi indiziari circa l’antefatto che avrebbe innescato la reazione omicidiaria. Il contrasto tra Alessandro Capriotti ed il gruppo capeggiato da Piscitelli risalirebbe a due distinte truffe commesse dal Capriotti (soprannominato ‘il Fornaro’ o ‘il Miliardero’) nell’acquisto di carichi di cocaina da fornitori albanesi nel 2016 (14 chili per un valore di 420.000 euro) e nel 2018 (10 chili). Piscitelli, storicamente legato ai broker albanesi, si era inserito con violenza nella vicenda per esigere con la forza il pagamento del debito non onorato di 300.000 euro. Il picco di tale scontro si è registrato il 23 febbraio 2019 a Rocca di Papa, quando Arindi Boci ed Enea Carka, su mandato dello stesso Piscitelli, avrebbero eseguito un violento attentato intimidatorio esplodendo quattro colpi di fucile d’assalto mitragliatore AK-47 (Kalashnikov) contro la porta d’ingresso della villa di Capriotti, mentre all’interno si trovava la figlia minore dello stesso indagato. Questo grave atto di forza avrebbe spinto Capriotti a pretendere la protezione da parte di Giuseppe Molisso (consegnandogli in cambio orologi di lusso) e a deliberare l’uccisione del rivale. La Faida successiva ed il tentato omicidio di Giuseppe Molisso La morte di Piscitelli non ha placato la spirale di sangue nella Capitale. Subito dopo l’omicidio, i fedelissimi di ‘Diabolik’, riconducibili alla fazione albanese guidata da Elvis Demce, avrebbero avviato una fitta attività di ricerca e pedinamento per individuare e uccidere i mandanti, individuati fin da subito dagli ambienti criminali in Molisso e Bennato. L’impalcatura probatoria costruita ha consentito agli investigatori di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza dell’astio che, all’indomani del delitto, il Gruppo di Albanesi nutriva nei confronti Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, nonché di delineare anche diversi propositi omicidiari orditi da entrambe le fazioni che si concretizzava attraverso: il tentato omicidio di Leandro Bennato; i tentativi di omicidio di Fabrizio Fabietti e di Matteo Costacurta; il tentato omicidio di Giuseppe Molisso, pianificato nei minimi particolari dall’albanese Elvis Demce, dai suoi sodali e da Costacurta; l’aggressione commessa in carcere ai danni di Raul Esteban Calderon perpetrata dagli albanesi.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Scoppio Cassino, salgono a due i morti

    10.00
    Sono due le vittime di una esplosione, avvenuta il 24 agosto a Cassino (FR),in un appartamento totalmente distrutto.
    Poi è crollato il tetto dello stabile.
    S’ipotizza una fuga di gas in cucina.
    La donna, ricoverata con ustioni sul 70% del corpo, è morta stanotte. Dieci giorni fa era deceduto il compagno con il quale condivideva l’appartamento.
    Lei, 40 anni, era una operatrice sociosanitaria. Lui, 54 anni, era un infermiere: aveva ustioni sul 90% del corpo.
    Entrambi erano stati trasferiti da Cassino al Sant’Eugenio di Roma.

  • Sicilia, crolla un balcone: muore donna

    9.25
    A Mazara del Vallo (Trapani) è crollato un balcone di un’abitazione che ha causato la morte della proprietaria. Al momento del cedimento la donna si trovava affacciata. Aveva 86 anni.
    Un volo di 4 metri. Poi trasportata in ospedale. Dopo alcune ore è deceduta per le gravissime ferite riportate.
    In via precauzionale, per le precarie condizioni dell’immobile, il palazzo è stato evacuato: tre le famiglie accolte in una struttura a carico del Comune.

  • Ucraina, raid russo al confine Moldavia

    Un attacco di droni russi contro un valico di frontiera tra Ucraina e Moldavia ha causato morti e feriti.
    Lo hanno dichiarato le guardie di frontiera ucraine.
    Il valico di frontiera ha subito danni e le sue attività sono state sospese.
    Le autorità moldave sono state informate dell’attacco.
    Il governatore della regione di Odessa Oleg Kiper ha riferito di almeno “due persone rimaste uccise e tre feriti”.

  • Omicidio ‘Diabolik’, arrestate 7 persone e individuati i mandanti

    Ultima Ora – I carabinieri del Nucleo Investigativo e i poliziotti della Squadra Mobile, su delega dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato 7 persone accusate, a vario titolo, dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik’, avvenuto il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti, a Roma. 

  • Omicidio Piscitelli, sette arresti

    8.45
    Sono stati arrestati i presunti mandanti dell’omicidio dell’ultrà della Lazio Fabrizio Piscitelli,noto come Diabolik, ucciso nel Parco degli Acquedotti a Roma il 7 agosto del 2019. Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone.
    Indiziato come mandante apicale Michele Senese, storico capo dell’omonimo clan che, secondo gli inquirenti, avrebbe fornito l’assenso preventivo determinante per l’uccisione di Piscitelli. L’ azione punitiva serviva a riaffermare potere del clan su un proprio affiliato

  • Ucraina, raid russo al confine Moldavia

    8.02
    Un attacco di droni russi contro un valico di frontiera tra Ucraina e Moldavia ha causato morti e feriti.
    Lo hanno dichiarato le guardie di frontiera ucraine.
    Il valico di frontiera ha subito danni e le sue attività sono state sospese.
    Le autorità moldave sono state informate dell’attacco.
    Il governatore della regione di Odessa Oleg Kiper ha riferito di almeno “due persone rimaste uccise e tre feriti”.

  • Iran: attaccate navi Usa nel Golfo

    Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato 2 navi statunitensi, otto petroliere e altre dieci imbarcazioni, per rappresaglia.
    “In risposta all’aggressione delle forze militari statunitensi che hanno attaccato cinque petroliere iraniane nel Golfo Persico – si legge in un comunicato riportato dall’agenzia Irna la Marina del Corpo delle Guardie delle Rivoluzione Islamica ha preso di mira 2 navi Usa e 8 petroliere infliggendo loro danni considerevoli. Colpite altre 10 imbarcazioni”. Missili Teheran verso base Usa in Giordania.

  • Di Battista operato a Cuba. “Non vede l’ora di riprendere le sue battaglie”

    Ultima Ora – È arrivato un nuovo aggiornamento sullo stato di salute di Alessandro Di Battista, operato all’Avana dai medici cubani. Lo rende noto l’associazione Schierarsi in una nota pubblicata su Instagram, in cui ringrazia “con tutto il cuore” i sanitari “per lo straordinario lavoro svolto, per la professionalità e per la dedizione con cui hanno affrontato una situazione estremamente delicata, confermando ancora una volta l’eccellenza della sanità cubana”.
    Un ringraziamento particolare, si legge nella nota, va al reparto di Neurochirurgia dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, che si è preso cura di Di Battista in questi giorni. Un ringraziamento sincero è stato rivolto anche alle autorità italiane, all’Unità di Crisi della Farnesina e, in particolare, all’ambasciatrice Simona De Martino, che ha seguito e gestito “con grande attenzione e sensibilità ogni fase di questo momento così delicato per Alessandro e per la sua famiglia”. Ringraziamenti sono andati anche alle autorità cubane “per l’attenzione e il supporto garantiti nel corso dell’intera vicenda”.
    Secondo quanto riferito dall’associazione, Di Battista “non vede l’ora di riprendere le sue battaglie” e sta affrontando “nel migliore dei modi” la fase successiva all’intervento. La nota si chiude con un appello alla “massima prudenza nella diffusione delle informazioni”.

     

     

     

     

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    Il rinvio del rientro in Italia da Cuba
    L’operazione ha costretto l’ex parlamentare a rinviare il rientro in Italia. A confermare lo slittamento del volo era stata la stessa associazione Schierarsi, in una nota precedente diffusa sui canali social e condivisa dai profili ufficiali di Di Battista: “Il rientro di Alessandro è stato rinviato. Chiediamo a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza nella diffusione di informazioni, in attesa di ulteriori aggiornamenti”.
    Le condizioni di Di Battista sono costantemente monitorate dal personale medico cubano, mentre la diplomazia italiana si è attivata fin dai primi momenti dell’emergenza. L’ambasciatrice De Martino si è recata la settimana scorsa presso l’ospedale di Santa Clara per verificare di persona il quadro clinico e assicurare il necessario raccordo con le autorità e la struttura sanitaria locali.
    Alessandro Di Battista, da leader M5S a reporter
    Alessandro Di Battista, 48 anni, è stato uno dei volti più riconoscibili del Movimento 5 Stelle nella sua prima stagione parlamentare, quando il M5S era ancora guidato dai fondatori Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Eletto deputato nel 2013, è rimasto alla Camera fino al 2018, diventando uno dei principali esponenti dell’ala più movimentista del partito. Al termine della legislatura ha deciso di non ricandidarsi, continuando però a partecipare alle successive campagne elettorali del Movimento. La rottura definitiva con il M5S è arrivata nel 2021, dopo la scelta dei pentastellati di sostenere il governo Draghi. Negli ultimi anni Di Battista si è dedicato soprattutto al giornalismo d’inchiesta, firmando reportage per Il Fatto Quotidiano e realizzando documentari e servizi televisivi dall’estero.

  • Iran: attaccate navi Usa nel Golfo

    7.02
    Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato 2 navi statunitensi, otto petroliere e altre dieci imbarcazioni, per rappresaglia contro gli attacchi Usa.
    “In risposta all’aggressione delle forze militari statunitensi che hanno attaccato cinque petroliere iraniane nel Golfo Persico – si legge in un comunicato riportato dall’agenzia Irna la Marina del Corpo delle Guardie delle Rivoluzione Islamica ha preso di mira 2 navi Usa e 8 petroliere infliggendo loro danni considerevoli”.

  • Londra: sanzioni a coloni Cisgiordania

    Il segretario degli Esteri britannico Miliband ha annunciato sanzioni sugli insediamenti in Cisgiordania,attaccando la ‘pulizia etnica’ da parte dei ‘terroristi’ nelle aree contese e annunciando misure che vietano le importazioni. Il comunicato è stato seguito da una dichiarazione congiunta di 11
    Paesi, tra cui Francia e Canada.Sanzionati i commerci con i coloni israeliani
    Immediata la reazione del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Gvir: “Chiudiamo il loro Consolato”.
    Israele lo ha chiuso e ha annunciato l’espulsione di alcuni funzionari Gb.

  • Iran:esplosioni a Kharg e porto di Jask

    I media iraniani riferiscono di una esplosione vicino all’isola di Kharg, e l’agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie della Rivoluzione, dà notizia di altre due esplosioni nella città portuale di Jask, vicino allo Stretto di Hormuz.
    Teheran minaccia di colpire di nuovo le basi militari Usa in Medio Oriente se le petroliere iraniane continueranno ad essere prese di mira.

  • CHIVU: “NON SONO ARRABBIATO”

    “Non sono arrabbiato, sono felice della mia squadra, che ha dimostrato coraggio e personalità. I ragazzi hanno superato momenti difficili, poi gli errori fanno parte del gioco. A me la cosa che interessa di più è la reazione, come si sta in campo. Abbiamo fatto una buona prestazione, cercando di essere dominanti al Bernabeu”. Lo dichiara Cristian Chivu in seguito alla sconfitta subita in Champions contro il Real Madrid.
    “Quando sbagli, ne paghi il prezzo. Due errori ci sono costati due gol, ma abbiamo giocato al loro livello”, afferma Lautaro Martinez.
    Ultima Ora Calcio

  • Onu, Rahman nuovo presidente “Non siamo più nel ’45, dobbiamo cambiare”

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (STATI UNITI) Ultima Ora / IPA – “Questo non è il 1945. Il mondo è andato avanti. Anche l’Organizzazione deve andare avanti”. Con queste parole Khalilur Rahman, ministro degli Esteri del Bangladesh, ha inaugurato oggi la sua presidenza dell’81esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, raccogliendo il testimone dalla tedesca Annalena Baerbock e indicando nella ricostruzione della fiducia verso l’ONU la priorità del suo mandato. Rahman ha assunto la guida dell’Assemblea Generale in una fase particolarmente difficile per il multilateralismo, tra guerre, crisi umanitarie, cambiamento climatico e crescenti divisioni fra le grandi potenze.
    Il tema scelto per la nuova sessione è infatti “Restoring trust, managing transformation: A United Nations that delivers for all”: recuperare fiducia, governare la trasformazione e costruire un’ONU capace di produrre risultati per tutti. “Il multilateralismo dell’ONU viene messo alla prova in modi che non abbiamo mai visto prima”, ha detto Rahman nel suo primo incontro con i giornalisti dopo il giuramento. Il nuovo presidente, che arrivò per la prima volta alle Nazioni Unite come delegato nel 1985, ha però ricordato che accanto alle crisi esistono opportunità che quarant’anni fa non c’erano, a cominciare dalle nuove tecnologie e dalla governance dell’intelligenza artificiale.
    La parola chiave sarà “dialogo”. “Non sono così ingenuo da pensare che tutto possa essere risolto rapidamente e amichevolmente”, ha riconosciuto. Alcune questioni resteranno irrisolte e altre richiederanno tempo, “ma questo non deve impedirci di cercare un terreno comune ovunque sia possibile”. La sua presidenza, ha assicurato, resterà completamente fedele alla Carta delle Nazioni Unite. Rahman vuole però anche provare ad “aprire” maggiormente il Palazzo di Vetro. Ha richiamato le prime parole della Carta Onu, “We the peoples”, sottolineando che non dicono “We the States”: “L’Organizzazione è più grande degli Stati membri”.
    Società civile, media, università, imprese e comunità dell’innovazione, secondo il nuovo presidente, continuano troppo spesso a essere trattati dall’ONU come “gli altri”. “Unlocking the UN”, aprire l’ONU alle loro voci, sarà quindi uno degli obiettivi della sua presidenza. Una visione che Rahman collega direttamente alla crisi di credibilità delle Nazioni Unite.
    Interrogato sulla riforma dell’Organizzazione, ha promesso di sostenere il processo UN80 avviato dal Segretario Generale Antonio Guterres, ma ha avvertito che non saranno sufficienti aggiustamenti marginali. “Le riforme devono essere significative” e devono contribuire a recuperare la fiducia dell’opinione pubblica. “Abbiamo una situazione in cui la fiducia è in deficit”, ha aggiunto.
    “L’Organizzazione deve intraprendere riforme più profonde per essere adatta al futuro, non soltanto all’oggi ma al domani. Questo non è il 1945, non stiamo facendo la Conferenza di San Francisco. Siamo all’81esima sessione. Il mondo è andato avanti. L’Organizzazione deve andare avanti e io aiuterò questo processo”.
    Rahman assume però la presidenza con una particolarità: almeno fino ad oggi mantiene formalmente anche l’incarico di ministro degli Esteri del Bangladesh, assunto lo scorso febbraio. Lo ha confermato lui stesso durante lo stakeout quando, a un giornalista che gli chiedeva della politica estera di Dhaka, ha risposto di non voler affrontare questioni nazionali nella sua nuova veste: “Non sono qui nella mia capacità nazionale”. Poi ha precisato: “Sono ancora il ministro degli Esteri. Vi parlerò separatamente”. Una doppia veste particolare per chi ha appena promesso di essere “il presidente di tutti i Paesi”, indipendentemente da chi lo abbia votato.
    Rahman ha comunque tracciato oggi una netta distinzione tra le due funzioni, chiedendo ai giornalisti di rivolgersi a lui, quando si trova all’ONU, nella sua capacità di presidente dell’Assemblea Generale. Il sito ufficiale del governo del Bangladesh continua al momento a indicarlo come ministro degli Esteri. Tra i dossier più delicati che attraverseranno la sua presidenza ci sarà la scelta del successore di Guterres. Alla domanda se il prossimo Segretario Generale debba essere finalmente una donna, Rahman non si è sbilanciato: la Carta, ha ricordato, stabilisce che il Consiglio di Sicurezza raccomandi un candidato e che l’Assemblea Generale lo nomini.
    Ha però promesso di lavorare strettamente con gli Stati membri e con le presidenze del Consiglio affinché si arrivi “a un nome il prima possibile”, garantendo una transizione efficace e senza vuoti nella leadership dell’Organizzazione.
    Rahman, eletto lo scorso 2 giugno con 99 voti contro i 91 ottenuti dal candidato di Cipro Andreas Kakouris, ha una lunga esperienza diplomatica e all’interno delle stesse Nazioni Unite. Prima di diventare ministro degli Esteri era stato consigliere per la sicurezza nazionale e Alto rappresentante per la questione Rohingya. Proprio parlando dei Rohingya ha ribadito oggi che “We the peoples” significa tutti i popoli, compresi quelli senza uno Stato o senza una propria voce all’ONU.
    Rahman ha ricordato la visita di Guterres nei campi che ospitano i Rohingya e la loro richiesta di poter tornare a casa: “Abbiamo portato la loro voce alle Nazioni Unite. Continuerò a farlo”.
    Baerbock, chiudendo l’80esima sessione, ha invece difeso con forza l’istituzione che lascia dopo un anno alla guida dell’Assemblea: nonostante tutti i suoi limiti, ha detto, “non un solo giorno, non un solo Paese starebbe meglio senza le Nazioni Unite”. Rahman raccoglie dunque il martelletto con la sfida di dimostrare che un’Organizzazione nata dalle macerie della Seconda guerra mondiale può ancora adattarsi a un mondo profondamente diverso da quello per cui fu progettata.
    – Foto Onu –
    Ultima Ora / IPA.

  • Partenza falsa dell’Inter in Champions, vince il Real 2-1

    MADRID (SPAGNA) Ultima Ora / IPA – Debutto in Champions amaro per l’Inter, che esce dal Bernabeu sconfitta per 2-1. Sono le reti di Mbappè e Valverde a regalare la prima gioia europea della stagione al Real Madrid di Mourinho. Un risultato maturato soprattutto nel primo tempo e causato da due gravi errori in impostazione commessi dai nerazzurri, prima da Jones poi da Martinez: quest’ultimo si è fatto perdonare nella ripresa con diverse parate decisive. Nel finale è stato Carlos Augusto ad accorciare le distanze per i nerazzurri.Avvio di personalità per l’Inter che nei primi minuti domina il possesso palla, costringendo il Real a difendersi con un blocco basso. La prima chance della serata per i nerazzurri arriva al 3′ e nasce da una percussione di Diouf sulla destra: la conclusione di Thuram è potente, ma non abbastanza angolata per superare Courtois. Dopo un rischio autogol di Hujsen, è Lautaro al 13′ a scaldare i guantoni del portiere belga. Sembra procedere tutto per il verso giusto, ma, nel giro di una decina di minuti, i ragazzi di Chivu si rovinano da soli la serata. Al 14′, infatti, una palla sanguinosa di Jones manda in crisi Bisseck che non la controlla e viene bruciato dall’arrivo di Brahim Diaz: Mbappè riceve l’assist dell’ex Milan e sigla l’1-0. Gli orrori, però, non sono finiti qui. Il secondo errore della serata arriva al 23′, quando Martinez riceve il retropassaggio di Pavard: il portiere interista prova a dribblare con la suola Valverde che però capisce tutto e tocca di rapina il pallone per il 2-0. Gli ospiti provano a reagire, ma le ripartenze del Real sono micidiali e tra finale di primo tempo e inizio ripresa Martinez si fa perdonare, negando il tris a Bellingham e Mbappè. L’Inter le prova tutte per riaprire il discorso, ma sbatte a più riprese contro un Courtois in stato di grazia, decisivo sui tentati di Jones, Lautaro e Bastoni. Dall’altra parte, invece, i giocatori del Real in contropiede fanno a gara a chi si mangia più gol. Al 58′ Bellingham decide di controllare il pallone a porta vuota, consentendo il recupero di Martinez: pochi minuti più tardi, il tiro di Diaz da distanza ravvicinata termina di poco a lato. Il Real spreca e trema al 77′, quando Carlos Augusto sigla il 2-1 su assist di Lautaro. Un Inter stremata ha l’ultima chance all’89’, ma Courtois è ancora decisivo, stavolta su Mkhitaryan. Esordio pieno di rimpianti per i ragazzi di Chivu, attesi nel prossimo turno dall’impegno casalingo contro il Bruges.– foto Image –Ultima Ora / IPA.

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  • Sversamento nel Naviglio, Sala “Valutiamo cosa fare anche a livello legale” / Video

    MILANO Ultima Ora / IPA – “Stiamo vedendo, ci sono anche delle verifiche in corso”. Cosi il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della conferenza stampa di presentazione della Fashion Week, a chi gli chiedeva dell’ipotesi che il Comune di Milano, insieme agli altri Comuni coinvolti nello sversamento di sostanze inquinanti nel Naviglio Grande, si costituiscano parte civile. “Innanzitutto devo ringraziare tutti quelli che ci hanno lavorato, credo che l’assessore Granelli mi abbia fatto otto telefonate da quando è successo all’una di notte – ha sottolineato poi il primo cittadino – . Ma, al di là di Granelli, ringrazio anche la Regione e tutti quelli che si sono dati da fare. Che ci sia un atto doloso è possibile, se non probabile, vanno fatte indagini, dopodiché, nel momento in cui si capiranno le ragioni, vedremo un attimo cosa fare anche a livello legale”.


    – Foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • Automotive, Angelilli “Portate a istituzioni europee le istanze del territorio”

    BRUXELLES (BELGIO) Ultima Ora / IPA – “Abbiamo consegnato un documento congiunto sottoscritto dalle Regioni italiane dell’automotive, dove abbiamo fissato le priorità del territorio, delle aziende, dell’indotto e dei lavoratori, soprattutto guardando al prossimo bilancio comunitario”. Così la vice-presidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli in un punto stampa al Parlamento europeo di Bruxelles a termine della giornata che l’ha vista in missione per portare le istanze del settore automotive, insieme alla Conferenza delle Regioni per il Tavolo automotive. La vice-presidente ha tenuto una serie di incontri con il responsabile di unità della Dg Clima della Commissione europea, Edoardo Taruano, con il Rappresentante permanente aggiunto d’Italia presso l’Unione Europea, l’Ambasciatore Marco Canaparo, nonché con il vice-presidente esecutivo della Commissione Ue Raffaele Fitto. Su questo punto specifica: “È stato uno scambio costruttivo anche sul bilancio comunitario. Come Regioni abbiamo chiesto di continuare a essere protagonisti in quanto enti più vicini a cittadini e imprese. Si continuerà a lavorare per un bilancio partecipato con i territori al centro”.
    xf4/trl/mca3

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