20.40
La contrada del Nicchio vince il Palio dell’Assunta 2026. A Piazza del Campo, dopo due rinvii a causa del maltempo, è l’eterno Giovanni Atzeni, meglio noto come Tittia, a trionfare.
Per il fantino è il successo numero 13, ottenuto sul cavallo Anda e Bola, in testa fin dall’inizio della corsa.
Il Nicchio non vinceva da 28 anni: l’ultimo successo il 16 agosto 1998.
Autore: Ultime Notizie
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Il Nicchio vince il Palio di Siena
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Usa, processo a Meta: tonfo in borsa
19.10
Meta perde il 3,53% a Wall Street e scivola a 548,89 dollari con l’avvio del processo legato alle accuse di favorire comportamenti di dipendenza tra bambini e adolescenti.
Dal processo potrebbero dipendere le sorti di Facebook e Instagram, le due app guida di Meta, ed eventuali, futuri risarcimenti.
Coinvolti i procuratori generali di 29 Stati Usa: “Meta ha reso i minori dipendenti e li ha sfruttati”. -
Colleferro, uccide la moglie a coltellate
Ultima Ora – Un uomo ha ucciso la compagna a coltellate a Colleferro, alle porte di Roma. L’ennesimo femminicidio si è consumato oggi pomeriggio intorno alle 15.30 e l’assassino è stato fermato dalla polizia a poca distanza dall’abitazione, dopo la chiamata della figlia.
“Ho ucciso io mia moglie” ha detto l’uomo, di origine straniera, ammettendo di essere l’autore del delitto. La vittima è una donna polacca di 50 anni. Il fermato vive in Italia da 20 anni e ha cinque figli insieme alla donna. Uno di questi avrebbe visto in diretta l’omicidio. Sul posto il pm della procura di Velletri diretta dal procuratore Carlo Villani.
Tensioni nella coppia
Secondo quanto si apprende, tra i due c’erano grandi tensioni da tempo. Sul posto è arrivato anche il pm della Procura di Velletri, diretta dal procuratore capo Carlo Villani.
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Riapre il Museo di Messina, drappi neri al posto delle opere trafugate di Antonello. Parla…
Ultima Ora – Ha riaperto oggi al pubblico il Museo regionale di Messina dove nella serata di Ferragosto si è verificato un clamoroso furto di opere di Antonello da Messina. Drappi neri sono stati installati laddove si trovavano le tavole trafugate.
Stamattina erano presenti una trentina di persone ma con il passare delle ore i visitatori sono aumentati. “È una grande perdita, siamo rimasti molto colpiti dal museo in sé per tutto quello che ha, però avrei voluto vedere le opere di Antonello, mi sarebbe piaciuto”, dice una turista. “Non siamo spinti dalla curiosità per quello che è accaduto, il museo con le opere di Antonello era una tappa in programma”, ha aggiunto rispondendo alle domande dei giornalisti. Tra coloro che hanno visitato il museo c’era un gruppo di turisti siracusani e palermitani, oltre a diversi messinesi rammaricati per la grave perdita delle opere di Antonello.
La testimone, “ho chiamato io il 112”
“Stavamo parcheggiando e i fari dell’auto hanno illuminato le due tavole che erano sul marciapiede, appoggiate sul muretto: le ho viste benissimo e le ho riconosciute all’istante”. Parla la testimone che ha trovato le due tavole di Antonello da Messina abbandonate dagli autori del clamoroso colpo al Museo regionale, da dove i ladri hanno portato via quattro opere del grande artista. “Abbiamo fatto le foto alle opere – racconta ancora alla Gazzetta del Sud – e chiamato all’istante il 112, erano le 21.02”.
I ladri, secondo quanto emerge dalle telecamere di videosorveglianza interne, erano entrati in azione alle 20.47: in due col volto coperto e vestiti di nero hanno preso il Polittico e frantumato con una mazza la teca blindata per poi arraffare la tavoletta bifronte. In servizio c’erano quattro custodi e l’allarme sarebbe scattato ma non sarebbe stato sentito dai guardiani.
L’allarme, in ogni caso, come segnalato con sorpresa dal presidente della Regione, Renato Schifani, non disponeva di alcun collegamento diretto con le forze di polizia: “Ho scoperto oggi che, fin dall’apertura del nuovo museo parziale nel 2016 e completa nel 2017, non è mai stato previsto alcun collegamento diretto con le forze di polizia. Una scelta grave e incomprensibile. Non cerco alibi nelle decisioni del passato: oggi la responsabilità è nostra e il sistema cambierà”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. “Le prime verifiche indicano che allarme e telecamere hanno funzionato: il segnale è scattato e le immagini ci sono. La criticità sembra quindi umana: segnali non letti o non gestiti. Un fatto grave su cui accerteremo senza indugio le responsabilità. Un custode non può essere soltanto un nome scritto sul turno. Custodire significa vigilare davvero e reagire subito a un allarme. Se la sala di controllo doveva essere presidiata ed era vuota, sarebbe molto grave. Non accetterò il gioco nel quale, alla fine, nessuno era competente e nessuno è responsabile”, ha proseguito Schifani, dopo aver annunciato che “da oggi i quattro custodi sono in ferie d’ufficio e vi resteranno finché i fatti non saranno chiariti. Non è una condanna anticipata, ma una misura organizzativa”.
La testimonianza sul ritrovamento
A segnalare il furto è stata invece una signora che ha scoperto all’esterno le opere abbandonate: “Quando è arrivata la polizia ha tentato di contattare il museo, ma non si trovava nessuno alle linee telefoniche. Dopo circa 20 minuti sono usciti due custodi. Uno di loro, al quale mi ero avvicinata, era sbalordito e spaventato e cercava con il telefonino di contattare qualcuno”. E chiarisce un altro aspetto della vicenda: le sbarre trovate divaricate, “in realtà lo erano da vari mesi e quindi non sono state manomesse quella sera”.
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Svizzera rimanderà migranti in Italia
18.08
Dopo quasi quattro anni di blocco, la Svizzera riprenderà i trasferimenti verso l’Italia dei richiedenti asilo arrivati dal nostro Paese e per i quali Roma è responsabile dell’esame della domanda.
“I primi voli sono stati prenotati”, conferma la portavoce della Segreteria di Stato sulla migrazione, Baker.
I trasferimenti dovrebbero riprendere alla fine di agosto. Al momento si tratta di casi isolati. -
La Siria accusa Israele di raid a Idlib
17.00
Un aereo non identificato ha colpito un aeroporto militare fuori servizio nel nord-ovest della Siria, dove si trovano forze del ministero della Difesa del Paese. Lo riferisce una fonte di sicurezza all’agenzia France Presse.
Lo scalo colpito è quello di Abu Duhur nella provincia di Idlib. “Raid israeliani”, accusa Damasco denunciando una “aggressione ingiustificata e flagrante violazione” di sovranità e territorio.
Barrack, inviato speciale Usa in Siria: atti ingiustificati,inutile escalation. -
La Siria accusa Israele di raid a Idlib
Un aereo non identificato ha colpito un aeroporto militare fuori servizio nel nord-ovest della Siria, dove si trovano forze del ministero della Difesa del Paese. Lo riferisce una fonte di sicurezza all’agenzia France Presse.
Lo scalo colpito è quello di Abu Duhur nella provincia di Idlib. “Raid israeliani”, accusa Damasco denunciando una “aggressione ingiustificata e flagrante violazione” di sovranità e territorio.
Barrack, inviato speciale Usa in Siria: atti ingiustificati,inutile escalation. -
MODRIC: “QUI SI DEVE VINCERE”
“Dopo la gara con il Cagliari ho provato frustrazione, visto che fino a marzo eravamo in lotta per il titolo. Non abbiamo raggiunto l’obiettivo, ma non ho mai pensato di non rinnovare. Sono sempre rimasto in contatto con la società.
Il Milan è allo stesso livello del Real Madrid. Qui si deve vincere, non puntare al quarto posto”. Così il centrocampista croato Luka Modric.
Il nuovo innesto rossonero Diego Moreira è arrivato a Milano per svolgere le visite mediche di rito e poi apporre la sua firma sul contratto che lo legherà ai meneghini fino al 2031.
Ultima Ora Calcio -
TERZIC PUO’ PARTIRE TITOLARE
In vista del debutto in campionato contro la Juventus, che andrà in scena domenica alle 18.30 allo Stirpe, il tecnico Massimiliano Alvini potrebbe confermare una buona parte della formazione che ha sconfitto la Juve Stabia nei trentaduesimi di Coppa Italia. Una delle novità potrebbe riguardare l’esordio dal 1′ in difesa di Aleksa Terzic, che potrebbe andare a completare la linea a quattro insieme a Oyono, Calvani e Monterisi.
Il tridente d’attacco, invece, dovrebbe essere formato da Ghedjemis, Raimondo e Kvernadze.
260Altri Sport 299Brevi Sport -
MONTIPO’-LELLA, OPERAZINOI DEFINITE
Mister Giovanni Stroppa a breve abbraccerà il suo nuovo portiere. La società arancioneroverde, infatti, ha raggiunto l’intesa con l’Hellas Verona per chiudere una doppia operazione che coinvolgerà Lorenzo Montipò e Nunzio Lella. Il classe 1996, esperto estremo difensore, arriverà in Laguna per fare il secondo di Filip Stankovic, ma non è da escludere che possa giocarsi le sue carte e lottare per essere titolare.
Lella, invece, lascia Venezia dopo aver raccolto 42 presenze complessive con i lagunari e si trasferisce a titolo definitivo al Verona.
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BONUS DEL 50% SULLA RIVENDITA
Dopo diversi giorni di trattative, ora è arrivata la fumata bianca. La società capitolina ha raggiunto un accordo con il Porto per il trasferimento in Italia di Rodrigo Mora. Il talento portoghese classe 2007 dovrebbe arrivare alla corte del mister Gian Piero Gasperini per 25 milioni di euro più bonus e il 50% della futura rivendita in favore della compagine lusitana.
Per sbloccare l’operazione sono risultate decisive soprattutto la pressione del tecnico giallorosso e l’intervento diretto dei Friedkin, che volevano accontentare Gasperini.
Ultima Ora Calcio -
VISITE MEDICHE PER FAVASULI
Dopo aver atteso qualche giorno in più del previsto, per Costantino Favasuli è arrivato il momento di sottoporsi alle visite mediche presso Villa Stuart. Il nuovo esterno della squadra campana arriva dal Catanzaro in prestito oneroso da 1 milione di euro con obbligo di riscatto fissato a 6,2 milioni, a cui si potrebbe aggiungere 1 milione di bonus.
Prosegue la marcia di avvicinamento degli azzurri verso la prima giornata di Serie A contro il Genoa. Seduta mattutina incentrata su lavoro di forza, attivazione tecnica e partitella. Beukema parzialmente in gruppo.
Ultima Ora Calcio -
Lo storico driver di Varenne: “Io e lui eravamo una macchina perfetta”
Ultima Ora – “La storia l’ha scritta lui, io non ho fatto altro che stargli dietro. Se oggi la gente mi riconosce per strada lo devo a Varenne. Abbiamo costituito insieme un connubio e una macchina perfetta. Gli sarò riconoscente per tutta la vita”. Giampaolo Minnucci, lo storico driver del ‘Capitano’, ricorda così all’Ultima Ora il trottatore più forte di sempre, scomparso oggi all’età di 31 anni nell’allevamento di Eboli, con cui conquistò trionfi in tutto il mondo.
L’incontro casuale e il lungo sodalizio
Un legame indissolubile nato da un acquisto quasi casuale insieme al proprietario Enzo Giordano (“Cosa vista, piaciuta e comprata”) e proseguito ben oltre l’addio alle piste: “Ha chiuso gli occhi a 31 anni e io non ho mai saltato un suo compleanno. L’ho visto per l’ultima volta proprio quel giorno, lo scorso 19 maggio. Non riesco a spiegare l’emozione tra di noi in ognuno di questi incontri, la tengo per me”.
Quando gli si chiede della prima gara insieme, il driver ammette: “Non pensavo nemmeno che si avvicinasse al 30-40% di quello che ha poi fatto. Ci bastava fosse un ottimo acquisto, da lì a diventare il campione del mondo c’è di mezzo un abisso. Ho vinto quasi 6 mila corse in carriera e lui ne ha vinte 62, ma non ho mai ritrovato un cavallo così”.
Le competizioni vinte insieme al ‘Capitano’
Tra i trionfi leggendari – dall’Elitloppet al Prix d’Amérique, fino ai record del mondo negli Usa e alla Lotteria di Agnano – il ricordo più vivido resta però l’ultima uscita insieme: “Scelgo la gara in Canada, quando lo retrocessero per una squalifica nell’ultima curva. Me la tengo stretta insieme a tutte le vittorie”. Oggi Minnucci torna in pista a Cesena per un torneo internazionale di driver da tutto il mondo, ma con il pensiero rivolto al suo compagno di una vita: “I cavalli hanno un cuore e un cervello pensante. Non so se sia stato lui a cercare me o io lui, ma so che è lui ad avermi trovato. Ci siamo incontrati e insieme abbiamo fatto la storia. Dico grazie per sempre al Capitano”, ha concluso commosso. -
Stress test per Trump: primarie clou
Si va alle urne negli Usa in vista del voto di metà mandato del prossimo 3 novembre, in cui i repubblicani si giocano il controllo del Congresso e i democratici mirano a ribaltare 4 seggi per aggiudicarsi il Senato.
Date più rilevanti: Alaska, Florida e Wyoming il 18 agosto. Poi, 25 agosto South Carolina, 1 settembre Massachusetts e l’8 New Hampshire. In Alaska, Peltola è la deputata favorita alle primarie (perse nel 2024): sfiderebbe poi il senatere in carica Sullivan. In Florida è sfida aperta per l’incarico di governatore. Wyoming resta GOP. -
“Caro caffè”, in 5 anni quasi +25%
15.45
Un espresso costa oggi quasi il 25% in più rispetto a 5 anni fa. Prezzo medio 1,29 euro (+24,2%) con molta differenza lungo la Penisola: Bolzano la più cara con 1,51 euro. Messina la più economica con 1,06 euro.
Il Centro di formazione e ricerca sui consumi, con Assoutenti, analizza i dati del Mimit. Sui rincari pesano anche l’aumento dei costi energetici e di gestione dell’esercente e -per il caffè colombiano- la grave interruzione logistica causata dal sisma di magnitudo 7.4 nel Paese. -
Addio a Varenne, trottatore-leggenda
14.10
E’ morto Varenne, leggenda del trotto mondiale.A maggio aveva compiuto 31 anni, nell’allevamento LJ di Eboli. Infarto fulminante nella notte, si legge nel profilo social ufficiale.
Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, ha vinto 62 delle 73 corse disputate.
Nel 2001 e 2002 il Grande Slam: Prix d’ Amérique, Lotteria Agnano e Elitloppet.
Lasciato l’agonismo, il “Capitano” è stato per anni stallone e ha generato oltre duemila figli. -
Iran:Trump “delirante”su Stretto Hormuz
14.40
Non si fa attendere la risposta iraniana al post su Truth in cui il presidente Trump definisce lo Stretto di Hormuz “nuovo territorio degli Stati Uniti”.
Il vice ministro degli Esteri Gharibabadi rileva che,nella mappa pubblicata, “Trump ha scritto correttamente il nome dell’eterno Golfo Persico”, per poi aggiungere: “Presto” anche “la sua illusione” riguardo alla titolarità dello Stretto “verrà corretta, oppure saremo noi a correggere le illusioni di quest’ uomo delirante”. -
Israele:”Due gruppi di lavoro per Gaza”
Due gruppi di lavoro per Gaza, per la smilitarizzazione e la salute pubblica.
Li annuncia l’ufficio di Netanyahu: a concordarli il premier israeliano e l’ inviato Usa Kushner, dopo l’incontro a Gerusalemme cui hanno partecipato anche il rappresentante del Board of Peace, Mladenov, e l’ex premier inglese Blair.
Nell’incontro Israele ha ribadito che non lascerà Gaza prima del completo disarmo di Hamas. Ma il gruppo, pur ribadendo il proprio impegno, ribalta la questione: Israele via, poi disarmo, -
È morto Varenne, il più grande trottatore di sempre
Ultima Ora – È morto Varenne. Il cavallo italiano, che era nato a Copparo nel 1995, è stato un grande trottatore, ritenuto da molti il più forte di tutti i tempi. Il “Capitano”, questo uno dei suoi soprannomi, ha vinto tanti titoli durante la carriera, in particolare ha centrato il Grand Slam per due volte, nel 2001 e nel 2002, vincendo le tre corse di Gruppo 1 più prestigiose d’Europa, ovvero il Prix d’Amérique, il Gran Premio Lotteria e l’Elitloppet.
Nato il 19 maggio 1995 nell’allevamento di Zenzalino, a Copparo, in provincia di Ferrara, Varenne era figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz e doveva il suo nome alla rue de Varenne di Parigi, la strada dove si trova l’ambasciata italiana in Francia. Soprannominato “Il Capitano”, è considerato uno dei più grandi, se non il più grande, trottatore della storia dell’ippica mondiale.
Gli esordi e la carriera
La sua carriera cominciò in maniera curiosa il 4 aprile 1998 a Bologna: all’esordio venne squalificato per una rottura al galoppo, ma impressionò comunque per la rimonta compiuta dopo aver perso terreno. Affidato all’allenatore finlandese Jori Turja e accompagnato per quasi tutta la carriera dal driver romano Giampaolo Minnucci, Varenne avrebbe poi dominato le più importanti corse del trotto internazionale. In 73 partenze ottenne 62 vittorie, sei secondi posti e due terzi posti, accumulando oltre 6 milioni di euro di premi, cifra che lo rese il trottatore più vincente al mondo.
Il palmarès
Nel suo palmarès figurano il Derby italiano del trotto del 1998, il Gran Premio delle Nazioni del 1999, tre Gran Premi Lotteria di Agnano consecutivi dal 2000 al 2002, due Prix d’Amérique a Parigi nel 2001 e nel 2002, due Elitloppet a Stoccolma negli stessi anni e la Breeders Crown del 2001 negli Stati Uniti. Proprio al Meadowlands di New York, nella finale della Breeders Crown, stabilì sul miglio il tempo di 1’51″1, allora record mondiale, con una media di 1’09″1 al chilometro. Il 2001 fu l’anno della definitiva consacrazione: Varenne riuscì a vincere nello stesso anno le più prestigiose corse del calendario internazionale, un’impresa senza precedenti nel trotto. Fu inoltre proclamato “Cavallo dell’anno” in tre diversi Paesi: in Italia nel 2000, 2001 e 2002, in Francia nel 2001 e 2002 e negli Stati Uniti nel 2001.
Il ritiro e la vita da riproduttore
Chiuse la carriera agonistica il 28 settembre 2002 a Montréal, nella tappa finale della World Cup, dove una sconfitta non gli impedì comunque di conquistare il trofeo grazie ai risultati ottenuti nelle prove precedenti. Terminata l’attività in pista, iniziò una lunghissima carriera da riproduttore, generando più di duemila figli. Dopo aver vissuto in diversi allevamenti, da Vigone nel Torinese all’Equicenter Monteleone nel Pavese e alla tenuta Il Cigno di Villanterio, nel marzo 2025 era stato trasferito all’allevamento LJ di Dario De Angelis a Eboli, dove trascorreva la pensione. -
Il ricordo di Fausto Brizzi: “Era l’algoritmo, insieme abbiamo cambiato la commedia”
Ultima Ora – “Fulvio ha rappresentato un prima e un dopo nella mia vita. Per me se ne va un pezzetto della mia esistenza, che tra i pezzetti era quello che reggeva tutto il resto”.
Così il regista e sceneggiatore Fausto Brizzi ricorda all’Ultima Ora il produttore Fulvio Lucisano, scomparso oggi all’età di 98 anni.
Brizi e Lusciano, un sodalizio inespugnabile
Con lui ha firmato cinque successi al botteghino, a partire da ‘Notte prima degli esami’ per il quale vinse il David di Donatello come miglior regista esordiente.
“Insieme con quel film abbiamo dimostrato che si poteva fare un nuovo modo di fare commedia, anche senza le parolacce”, racconta Brizzi. “Ci ispiravamo più alla commedia inglese che a quella italiana classica basata solo sul comico: pensavamo a Richard Curtis, Love Actually, Notting Hill, storie dove la trama conta più della battuta facile. Il produttore di una volta si ‘fidanzava’ con un autore, lo sceglieva e gli metteva a disposizione i mezzi per seguirne le idee, difendendo la scelta fino alla fine. Oggi c’è un algoritmo che ti dice a ogni step se l’idea o la sceneggiatura funzionano. L’algoritmo era Fulvio”, sottolinea, spiegando il valore visionario e la grande competenza di Lucisano.
Il successo di “Notte prima degli esami”
Ripercorrendo la genesi del loro successo più iconico, Brizzi rivela: “‘Notte prima degli esami’ è stato un lavoro durato tre anni. Fu scritto nel 2004 e nessun regista voleva girarlo. Dopo un anno di tentativi con vari colleghi, Fulvio propose la regia a me. Lo abbiamo girato nell’estate 2005 ed è uscito nel 2006: ci siamo trovati di fronte a un evergreen inconsapevole. Per noi era soltanto il nostro piccolo progetto del cuore, non immaginavamo che sarebbe andato in onda per i vent’anni successivi”.
L’opera più amata
Nonostante l’impatto generazionale del film d’esordio, l’orgoglio più grande condiviso con il produttore resta un altro titolo: “Il film a cui eravamo più affezionati era ‘Ex’, fatto un paio d’anni dopo. È stato il mio esame di maturità, cercavo di creare un titolo dal nulla senza appoggiarmi a un successo pregresso. Ci ha dato una soddisfazione ancora maggiore: invece di fare un facile ‘Notte prima degli esami 2’, che sarebbe stato un gol a porta vuota, decidemmo di tirare da più lontano. E Fulvio mi ha seguito in un progetto che all’epoca era produttivamente molto impegnativo”, conclude con commozione. -
Trump posta:Hormuz nuovo territorio Usa
13.48
Il presidente Usa pubblica sul suo social Truth una mappa dello Stretto di Hormuz. La didascalia: “Nuovo territorio degli Stati Uniti”.
Trump aveva lanciato venerdì l’idea di rivendicare agli Usa lo Stretto, ribadendola ieri dallo Studio Ovale.
Lo Stretto si trova fra Iran e Oman e i due Paesi stanno trattando separatamente per la cogestione del tratto marino, cruciale per il transito di merci e di petrolio.”L’Oman non si immischi o sarà bombardato”, ha avvertito ieri Trump. -
Israele:”Due gruppi di lavoro per Gaza”
13.20
Due gruppi di lavoro per Gaza, per la smilitarizzazione e la salute pubblica.
Li annuncia l’ufficio di Netanyahu: a concordarli il premier israeliano e l’ inviato Usa Kushner, dopo l’incontro a Gerusalemme cui hanno partecipato anche il rappresentante del Board of Peace, Mladenov, e l’ex premier inglese Blair.
Nell’incontro Israele ha ribadito che non lascerà Gaza prima del completo disarmo di Hamas. Ma il gruppo, pur ribadendo il proprio impegno, ribalta la questione: Israele via, poi il disarmo -
Lo sfogo della mamma di Tania, strangolata dall’ex: “Lo avevamo denunciato 7-8 volte”
Ultima Ora – Tania Terrin è morta strangolata dal suo ex, Dino Kerber, che si è tolto la vita subito dopo, nonostante 7 – 8 denunce. Dino, che ad aprile aveva stretto le mani attorno al collo di Tania così forte da farle perdere i sensi, non ha messo nemmeno il braccialetto elettronico. E’ lo sfogo al Corriere della Sera di Mariella Forner, mamma della 39enne strangolata la sera di ferragosto in casa a Camponogara dall’ex compagno, 43enne, di Dolo, nel Veneziano.
“Lo abbiamo denunciato sette o otto volte, tre io, tre lei dai carabinieri e due o tre anche suo padre, che non vive con me. Siamo separati. C’è stato anche l’ammonimento del questore. Tania si era convinta a querelarlo dopo i fatti accaduti ad aprile. Era Pasqua. Lui l’aveva convinta a riprovarci, sembrava andasse meglio e invece quando poi Tania era andata a casa sua, Dino le aveva stretto le mani attorno al collo così forte da farle perdere i sensi”, ha raccontato la donna al Corriere, che fa poi un appello ai carabinieri: “Chiedo di dire alle donne che denunciano le violenze che si facciano subito la valigia, che lascino tutto, la casa, il lavoro e che spariscano. Devono dire alle donne la verità. Perché non esiste altro modo per proteggere una donna che sporge denuncia verso il compagno. Deve rinunciare a tutto, alla sua vita, alla famiglia. Deve abbandonare il proprio paese e far perdere le sue tracce. Diversamente, deve mettere in conto che potrebbe morire”.Quello tra Tania e Dino era un rapporto molto turbolento che durava, tra tira e molla, da due anni. “Si erano lasciati e ripresi molte volte”. Poi la prima aggressione: “Lui le aveva tirato un pugno, graffiandola e facendole male a un timpano. Si separavano, ma Dino stava distante da lei un mese al massimo, poi tornava. Lei lo perdonava e riprendeva a tartassarla. Messaggi, telefonate, scene di gelosia, controllo del telefono, pedinamenti. “Guarda che a me i talebani non piacciono”, gli ho detto una volta. E a Tania dicevo: guarda che prima o poi quello tira fuori un coltello”.
L’ultimo ritorno
Qualche giorno fa, prosegue la mamma della vittima, “Dino era tornato alla carica. Il 14 agosto lui era a Rimini con degli amici e ha iniziato a mandarle raffiche di messaggi, a tempestarla di telefonate. Mia figlia mi ha detto, l’indomani, che non aveva potuto chiudere occhio perché Dino non mollava. Lei era a casa di suo papà. Poi ci siamo viste e abbiamo trascorso il pomeriggio del Ferragosto assieme fino alle 17. “Mamma, forse vado a una festa alle 18, con una ventina di amici”, ha detto. Poi ho scoperto che la sera di sabato in realtà non si è mossa di casa. Io non l’ho voluta disturbare. Ma solo dopo che me l’ha ammazzata ho capito che lui era tornato da Rimini e deve averla raggiunta a casa, con un pretesto. Mia figlia gli ha aperto la porta. Alle 23.45 sabato sera Tania ha fatto il suo ultimo accesso a WhatsApp. Tutti i messaggi che le ho mandato la mattina e nel pomeriggio di domenica sono rimasti senza le spunte blu.
La scoperta del cadavere
Tra le 17 e le 18, con il cuore in gola, sono andata da lei. Ho bussato. “Tania, apri, è la mamma”. Nulla. Ho bussato ai vicini, a tutte le porte. Ho chiamato i carabinieri. Dopo venti minuti è arrivata una pattuglia da Stra”
A quel punto “dono riusciti ad accedere a casa di Tania saltando dalla terrazza della vicina. La luce era accesa, e non era da lei. La finestra era aperta. Non mi hanno lasciato entrare. Ho implorato che mi facessero vedere Tania. Mi dicevano: “Dopo, signora”. Ma se mia figlia era dentro e l’ambulanza non arrivava… Ho capito tutto, subito. Non me l’hanno fatta salutare. Quando hanno aperto da dentro l’ho intravista di scorcio. Era seduta sul divano, con il suo bellissimo abito rosso. Era pronta per uscire”.
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Tragedia in carcere, un detenuto dà fuoco al materasso in cella e muore per le esalazioni
Ultima Ora – Dramma al carcere di Pordenone.
Un detenuto di 19 anni, cittadino egiziano, è morto a causa del fumo inalato dopo aver dato fuoco al proprio materasso nel carcere del Castello di Pordenone.
La morte in carcere
Il giovane, che si trovava in una cella singola, poco prima delle 23 ha sbarrato l’ingresso della stanzetta con una sedia e ha appiccato il fuoco. Nonostante l’intervento della polizia penitenziaria, il giovane è morto poco dopo l’arrivo del personale della centrale operativa Sores Fvg.
L’intervento delle forze dell’ordine
Sul posto anche i vigili del fuoco che hanno spento, assieme agli agenti della polizia penitenziaria, il rogo in pochi minuti, rimanendo poi sul posto per tutta la notte per analizzare la qualità dell’aria e per scongiurare altri rischi. Altri due detenuti hanno riportato una lieve intossicazione e sono stati trasportati precauzionalmente al Pronto soccorso. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri.
Il ragazzo, che aveva piccoli precedenti, era stato arrestato alcune settimane fa per resistenza a pubblico ufficiale in seguito a una rissa avvenuta nel centro di Pordenone. -
Morti in ambulanza, processo immediato
12.10
Giudizio immediato per Luca Spada, ex autista soccorritore della Croce Rossa accusato dalla Procura di Forlì di aver ucciso anziani pazienti trasportati in ambulanza.
Udienza in Corte d’Assise a Forlì il 15 ottobre, per la morte dell’85enne Deanna Mambelli il 25 novembre scorso.
Per questo decesso Spada è in carcere, con l’ipotesi di omicidio. Per altre 5 morti le indagini sono ancora in corso.
