Categoria: Notizie Italia

Ultime notizie in Italia

  • Agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato

    Ultima Ora – Agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato sulla Terra, alla pari con luglio 2023, riportando dopo nove mesi la temperatura globale oltre la soglia di 1,5 gradi rispetto all’epoca preindustriale.
    La temperatura media globale dell’aria superficiale ha raggiunto 16,96 gradi, 0,85 gradi sopra la media 1991-2020 e 1,65 gradi sopra quella stimata per il periodo preindustriale 1850-1900.
    Il mese più caldo mai registrato 
    A rilevarlo è il Copernicus Climate Change Service (C3S), implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), nel nuovo bollettino climatico mensile.
    Agosto è stato il primo mese a superare nuovamente 1,5 gradi dal novembre 2025. Ma il dato non riguarda soltanto l’atmosfera. Nell’agosto 2026 la temperatura superficiale media del mare negli oceani extrapolari, tra 60 gradi Sud e 60 gradi Nord, ha raggiunto 21,07 gradi: è il valore più alto mai osservato per agosto, superiore ai 20,98 gradi del precedente record del 2023, e anche il valore mensile più elevato dell’intera serie, alla pari con marzo 2024.
    A contribuire al quadro eccezionale è anche il Pacifico tropicale, dove le temperature superficiali del mare sono rimaste molto elevate in presenza di condizioni di El Niño che, secondo le previsioni riportate da Copernicus, dovrebbero rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi, fino a poter diventare uno degli eventi più intensi mai registrati.
    La temperatura superficiale giornaliera degli oceani extrapolari ha toccato inoltre il record di 21,11 gradi.
    Battuto il primato del 2003
    Il primato di agosto chiude anche un’estate eccezionale. Il periodo giugno-agosto 2026 è stato il più caldo mai registrato a livello globale, alla pari con il 2024. In Europa l’estate è risultata invece la terza più calda della serie, dietro al 2024 e al 2022, ma nell’Europa occidentale è stato battuto il record assoluto: l’estate 2026 è stata la più calda mai osservata, superando il primato che resisteva dal 2003.
    La stagione è stata caratterizzata da una successione di ondate di calore eccezionalmente precoci, persistenti e intense. “L’agosto 2026 è stato un mese significativo nella storia climatica globale”, ha dichiarato Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’ECMWF. “È stato sia l’agosto più caldo che il mese più caldo mai registrato”, con temperature globali arrivate a 1,65 gradi sopra i livelli preindustriali.
    Il problema della siccità in Europa
    Secondo Burgess, il ritorno oltre 1,5 gradi, insieme alle temperature marine record e al primato dell’estate nell’Europa occidentale, mostra come il cambiamento climatico stia producendo fenomeni estremi nell’atmosfera e negli oceani, con effetti sempre più evidenti “nelle comunità, nelle economie e negli ecosistemi di tutto il mondo”.
    In particolare, in Europa il caldo è stato accompagnato da una diffusa scarsità d’acqua. I suoli superficiali hanno raggiunto livelli di umidità eccezionalmente bassi nelle zone colpite dalla siccità, mentre aridità e incendi hanno interessato diverse regioni del continente.
    Particolarmente significativo il segnale proveniente dai fiumi. Danubio, Reno, Bug meridionale e Dnepr hanno registrato portate eccezionalmente basse. Anche Vistola, Glomma, Rodano, Senna e Po hanno raggiunto livelli eccezionalmente bassi, prima di una leggera ripresa determinata dalle precipitazioni di fine agosto. Considerando l’intera estate, ampi tratti della Senna, del Rodano, della Loira e del Glomma hanno fatto segnare le portate stagionali più basse dall’inizio della serie di dati nel 1992, mentre condizioni di minimo storico si sono estese lungo l’intero corso del Danubio, della Vistola e del Reno.
    Le ripercussioni sui mari
    Anche il Mediterraneo occidentale compare tra le aree maggiormente interessate dalle anomalie marine: le temperature superficiali del mare hanno raggiunto valori record per agosto, in concomitanza con diffuse ondate di calore marine classificate come intense o gravi.
    Sul fronte dei ghiacci, l’estensione del ghiaccio marino artico si è classificata al dodicesimo posto tra le più basse mai registrate in agosto, mentre quella antartica è risultata la quarta più bassa per il mese. Nell’Artico la copertura è stata particolarmente ridotta a nord della Terra di Francesco Giuseppe e della Severnaya Zemlya; in Antartide le anomalie maggiori hanno interessato il Mare di Amundsen e il settore dell’Oceano Indiano. 
    Il quadro complessivo restituito da agosto 2026 combina dunque tre elementi eccezionali: il record della temperatura globale dell’aria, quello delle acque oceaniche extrapolari secondo ERA5 e l’estate più calda mai osservata nell’Europa occidentale.

  • Bambina di 2 anni muore in ospedale a Milano, aveva dolori addominali

    Ultima Ora – Una bambina di 2 anni è morta nella notte all’ospedale pediatrico Buzzi di Milano dopo essere trasferita d’urgenza dal pronto soccorso di Rho. La piccola era stata portata ieri pomeriggio dai genitori perché lamentava dolori addominali legati ad apparente condizione di costipazione. Con il passare delle ore, le sue condizioni si sono rapidamente aggravate tanto da andare in arresto cardiaco.
    Stamattina una dottoressa del Buzzi ha segnalato l’episodio al pm di turno. Tra i prossimi passaggi ci sarà il sequestro della cartella clinica e la disposizione dell’autopsia della bambina per chiarire le cause del decesso nell’ambito di un fascicolo aperto con l’ipotesi di omicidio colposo.
    Le dichiarazioni di Bertolaso e la commissione di verifica
    “È un evento estremamente doloroso di fronte al quale esprimo la più sincera vicinanza alla famiglia. Abbiamo chiesto che la vicenda venga approfondita in ogni suo aspetto e che siano verificate con attenzione le procedure adottate e il percorso seguito dalla bambina. Come da prassi in casi come questo, abbiamo inoltre immediatamente trasmesso notifica alla Procura della Repubblica”. Lo afferma l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.
    Su disposizione della Direzione generale Welfare di Regione Lombardia, Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la costituzione di una Commissione di verifica sulle procedure adottate.

  • Frana in Alto Adige, la circolazione ferroviaria sul Brennero in graduale ripresa

    Ultima Ora – In Trentino Alto Adige, una frana caduta nel corso della notte tra Fleres e Colle Isarco ha portato alla sospensione della circolazione ferroviaria sulla linea del Brennero nel tratto tra Vipiteno e il Brennero. 
    La circolazione poi è ripresa gradualmente nel pomeriggio di mercoledì 9 settembre. I treni viaggiano su un binario e quindi a senso unico alternato. Lo rende noto Rfi. L’operatività della circolazione ferroviaria su entrambi i binari è prevista per la serata di domani giovedì 10 settembre. 
    Frana in Alto Adige
    Lo smottamento si è verificato durante l’ondata di maltempo che ha colpito l’Alto Adige. Nelle prossime ore è previsto un sopralluogo per verificare le conseguenze della frana e le condizioni dei binari. È stato istituito un servizio sostitutivo di autobus. La frana è stata contenuta dalle reti di contenimento presenti. 

  • “Ora cammini nella luce”. Chiesa gremita a Squinzano per l’ultimo saluto a Lorena Isceri

    Ultima Ora – “Ora cammini nella luce”. Chiesa “Maria Regina” gremita a Squinzano, in provincia di Lecce, per l’ultimo saluto a Lorena Isceri uccisa a 45 anni dal suo ex Federico Vella che il 3 settembre scorso l’ha lanciata da un cavalcavia sulla A1 – all’altezza di Barberino di Mugello – dopo averla rapita sotto casa a Firenze e chiusa nel bagagliaio dell’auto.  
    In migliaia ai funerali di Lorena
    In migliaia sono arrivati da ogni dove, oltre che dai comuni del Salento della donna anche assistendo attraverso un maxi schermo alla celebrazione dei funerali.   In chiesa, ai primi banchi, oltre ai familiari della donna, le autorità militari al completo e il prefetto di Lecce, Natalino Domenico Manno.

    L’omelia del parroco: “L’amore è libertà” 
    “Siamo qui per Lorena, accanto a Franco, Antonietta, Danilo. Noi da qui salutiamo Lorena e la mettiamo nelle mani di Maria e di Gesù. Ci frullano in testa domande alle quali almeno oggi non sappiamo dare risposta. Forse la prima cosa che possiamo fare è esserci. Siamo qui, siamo in tanti, non solo perché la conoscevamo e le volevamo bene ma anche perché vorremmo prenderci un pezzo del dolore di questa famiglia. Vorremmo togliere una parte della sofferenza a mamma, papà e a suo fratello e dire loro che non sono soli”.  A dirlo, durante l’omelia del rito funebre a Squinzano per Lorena Isceri, don Vanni Bisconti, parroco della chiesta di Maria Regina.   
     “Chi uccide si assume sempre una grande responsabilità – sottolinea il celebrante – ma tutti come chiesa famiglia comunità scuole associazioni istituzioni, dobbiamo chiederci quale idea dell’amore stiamo infondendo ai nostri ragazzi e ragazze? C’è differenza tra amore e pretesa, amore e possesso, amore e diritto di decidere della vita di un altro. L’amore è libertà.
    Intorno ai nostri giovani circolano messaggi che mischiano dipendenza, passione, controllo, dipendenza affetto…non possiamo essere convinti che passerà perché se certi passaggi diventano mentalità portano a effetti devastanti. A te, Lorena, dico che è impossibile parlare di te al passato, te che sei figura viva in mezzo a noi. La morte ci sembra assurda, guardiamo la bara e la nostra fede è messa duramente alla prova. Non sei passata nel nulla, non diventerai un ricordo, la tua vita tragicamente spezzata è custodita da Dio. Ti accoglie zia Angela che hai amato quaggiù, tu però prega e resta accanto ai tuoi”.
    L’omaggio dei genitori 
    Prima dell’inizio del rito funebre, padre di Lorena, Franco Isceri si è chinato tra le lacrime sulla bara della figlia e l’ha baciata. La bara è stata ornata con una corona di anthurium rossi. La madre ha portato con sé anche l’orsacchiotto che era stato regalato a Lorena quando era bambina. Intanto, le strade di Squinzano sono state addobbate con drappi e fiocchi rossi in occasione dell’ultimo saluto alla donna.
    Di fronte alla chiesa, su un muro, gli amici di via De Pietro, la strada dove Lorena viveva con la famiglia, hanno affisso uno striscione: “Lorena sei cresciuta con noi, ora cammini nella luce, ma resterai per sempre qui, dove sei amata. La tua via De Pietro”.

    L’arrivo della salma a Squinzano 
    La  salma di Lorena è arrivata a Squinzano nella tarda mattinata. Il feretro è stato accolto da concittadini, amici e parenti in un silenzio carico di dolore, rotto soltanto dal suono delle campane della chiesa Maria Regina. Ad attendere Lorena anche i carabinieri.
    La salma è stata accompagnata all’interno della chiesa, dove resterà per tutta la giornata per l’ultimo saluto della comunità.  Squinzano oggi si ferma per Lorena. Il Comune ha proclamato il lutto cittadino.
    Il professore di matematica delle scuole medie 
    Davanti alla parrocchia di Squinzano, tra gli altri, è arrivato anche il professore di matematica che per tre anni ha avuto Lorena come studentessa alle scuole medie.
    Parla a bassa voce, in lacrime, mentre ricorda quella che descrive come una ragazza “buona e deliziosa, rispettosa”. “Era come i suoi genitori. Li conosciamo tutti in paese, in una comunità piccola come la nostra ci si conosce tutti. È una tragedia, è incredibile, doloroso, assurdo”. Il professore ricorda Lorena come una studentessa brillante ma lontana dai riflettori.
    “Non si è mai messa in mostra anche se a scuola era bravissima”, dice. Poi, con la voce rotta dal pianto, sottolinea quello che considera l’aspetto più doloroso della vicenda: “Ed è stata buona fino alla fine, difendendo l’uomo che l’ha uccisa”.
    Il sindaco: “Vittime femminicidio non vanno lasciate sole” 
    “L’appello di Franco Isceri, padre di Lorena, è stato struggente. Tutti, sia come istituzioni sia come parte politica, dobbiamo lavorare insieme con le famiglie, le scuole, il mondo dell’associazionismo, gli oratori: tutti quanti dobbiamo lavorare insieme per affrontare e risolvere questa piaga dei giorni nostri, la piaga dei femminicidi”. Lo ha detto il sindaco di Squinzano, Mario Pede, prima dei funerali di Lorena.
    “Occorre puntare sull’educazione affettiva, ma anche creare una rete, con delle sentinelle che possano consentirci di intervenire tutti insieme quando ci sono dei segnali di relazioni, amori e comportamenti tossici e potenzialmente pericolosi”, ha aggiunto.
    “Non dobbiamo lasciare sole le vittime. Purtroppo non c’è un vademecum, non c’è una strada, una ricetta che vada bene per ogni caso, ma sono convinto che lavorando tutti insieme e soprattutto intervenendo tutti insieme possiamo fare di più”, ha concluso Pede. 
     
     

  • Uomo tenta di dar fuoco alla ex e al nuovo compagno

    Ultima Ora – I carabinieri di Seregno hanno arrestato in flagranza di reato con le accuse di incendio, tentato femminicidio e tentato omicidio un uomo per avere cercato di dare fuoco alla sua ex e al nuovo fidanzato. La donna di 42 anni, che aveva chiamato i soccorsi, ha riportato ustioni su gran parte del corpo e il suo attuale compagno, un 36enne uruguaiano, a gambe e braccia. Anche l’ex convivente della donna, 50 anni, italiano, è rimasto ferito. Della notizia, anticipata dal “Giorno” e dal “Corriere della Sera”, riferisce in un comunicato oggi la Procura di Monza.
    L’intervento a Carate Brianza e i soccorsi
    I fatti risalgono alla mattina del 4 settembre quando i militari sono intervenuti a Carate Brianza allertati dalla donna che ha riferito di essere stata aggredita dal compagno. Da un appartamento della palazzina si sprigionava una densa colonna di fumo scuro e nel piazzale di fronte c’erano i tre feriti. Vista la gravità e l’estensione dell’incendio che minacciava l’intero stabile, i carabinieri hanno allertato i soccorsi e fatto evacuare tutti gli occupanti del condominio. I Vigili del Fuoco hanno domato le fiamme e messo in sicurezza la struttura.
    La 42enne e il 36enne sono stati portati in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano. La donna è stata ricoverata in terapia intensiva con una prognosi di 45 giorni, mentre il 36enne ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Il 50enne e una ragazza 22enne, rimasta intossicata dai fumi, sono in cura al San Gerardo di Monza.
    La ricostruzione della dinamica e i precedenti dell’indagato
    Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe aggredito la coppia per poi appiccare il fuoco con un accendino all’interno dell’appartamento. Dalla nota della Procura emerge che l’indagato era già stato destinatario di un provvedimento di ammonimento del Questore di Monza Brianza per i comportamenti molesti assunti nei confronti dell’ex compagna. Il gip ha convalidato l’arresto e applicato la misura cautelare della custodia in carcere per gravi indizi.

  • Genova: bimbo di 5 anni cade dalla finestra e muore

    Ultima Ora – E’ morto il bambino caduto questa mattina dalla finestra di un appartamento di una palazzina a Begato, quartiere di Genova. Il piccolo, che aveva 5 anni, è precipitato dal terzo piano. Sul posto Vigili del fuoco, polizia e soccorsi. Sono in corso le indagini per verificare la dinamica dell’accaduto.
    Il testimone che ha provato a salvarlo
    Ha le lacrime agli occhi Carlo Busso. Tutti qui lo conoscono come Romano. E’ lui la prima persona che ha tentato di soccorrere il bimbo. L’uomo si è accorto della caduta del piccolo e ha provato a rianimarlo, chiamando immediatamente i soccorsi. “Non sono riuscito – dice ai cronisti – arrivare ad 80 anni e assistere a una cosa del genere senza poter fare davvero niente, è…”. Non finisce la frase, lo choc è enorme. La mamma del piccolo, di origine nigeriane, è stata soccorsa perché si è sentita male. Il marito era invece al lavoro, a Nervi, nel levante genovese. La famiglia viveva nello stabile da almeno 4 anni. Il signor Busso voleva regalare una bici al piccolo. Ma non ha fatto in tempo.

  • L’Amerigo Vespucci concluderà il suo tour mondiale a Trieste

    Ultima Ora – Dopo il grande successo della Campagna in Nord America, il veliero Amerigo Vespucci sta per rientrare in Italia, dove concluderà il suo viaggio a Trieste in occasione della 58esima edizione della Barcolana.
    Il veliero fu costruito nel 1931 a Castellammare di Stabia (Napoli) affinché diventasse una scuola di addestramento per gli allievi ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno, ma il suo porto di assegnazione è quello di La Spezia.
    Le tappe del tour 2026
    Il Vespucci farà tappa a Cagliari da domenica 13 a martedì 15 settembre, per poi approdare a Castellammare di Stabia (17-19 settembre), a Napoli (20-25 settembre), a Venezia (2-7 ottobre) e infine a Trieste (8-12 ottobre). Alla conclusione del Tour Mondiale Amerigo Vespucci-Campagna Nord America 2026, il veliero omaggerà con una sosta anche Ravenna, eletta Capitale Italiana del Mare 2026. Le informazioni per le visite a bordo saranno disponibili sul sito www.tourvespucci.it
    Il Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026è è stato annunciato nel settembre 2025 dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, anche su iniziativa della Marina Militare, prodotta da Difesa Servizi S.p.A. e sviluppata in collaborazione con i Ministeri degli Esteri, della Cultura, per lo Sport e i Giovani, e per le Disabilità.
    Il Vespucci ospiterà i team dell’America’s Cup
    Dopo la sosta a Cadice (Spagna), la prima tappa del rientro in Italia sarà in Sardegna: dal 13 al 15 settembre la Nave Scuola della Marina Militare sarà ormeggiata a Cagliari, presso il Molo Ichnusa. In occasione della sosta cagliaritana, nei pomeriggi del 13 e del 14 settembre il Vespucci sarà aperto al pubblico. Dal 17 al 19 settembre la seconda sosta a Castellammare di Stabia, nel cui cantiere navale nel 1931 è stata costruita e varata. Il 20 settembre Nave Amerigo Vespucci raggiungerà Napoli, dove sosterà fino al 25 settembre e ospiterà i team dell’America’s Cup, impegnati negli stessi giorni nella Louis Vuitton 38 America’s Cup Regata Preliminare Napoli, in programma dal 24 al 27 settembre.
    Il Simposio veneziano
    Dopo la sosta campana, l’Amerigo Vespucci raggiungerà la Laguna di Venezia e dal 2 al 7 ottobre ormeggerà presso Riva di San Biasio – di fronte al Museo Storico Navale – in occasione della 15esima edizione del Trans-Regional Seapower Symposium (T-RSS) che si terrà il 6 e 7 ottobre 2026 presso l’Arsenale della Marina Militare di Venezia. Il Simposio riunisce ogni due anni i vertici delle Marine estere, rappresentanti del mondo accademico, dell’industria, della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica.
    La Barcolana
    Il Vespucci terminerà la Campagna 2026 a Trieste in occasione della Barcolana, la regata più partecipata del mondo con oltre 2.000 imbarcazioni, e dell’arrivo del Marina Militare Nastro Rosa Veloce, la competizione velica internazionale più lunga del Mediterraneo, con oltre 1.500 miglia no stop da Genova a Trieste, che alla sua sesta edizione arriva per la prima volta nel capoluogo giuliano. Accanto a Nave Vespucci a Trieste ci sarà anche il Villaggio IN Italia dall’8 al 12 ottobre, che ospiterà un palinsesto ricco di appuntamenti. 

  • Svelata l’eredità di Guccini, alla moglie le case e alla figlia il 50 per cento dei diritti d’autore

    Ultima Ora – Raffaella Zuccari, moglie del cantautore Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto scorso all’età di 86 anni, erediterà la casa di via Paolo Fabbri 43, a Bologna, e quella di Pavana, sull’Appennino tosco-Emiliano. La figlia Teresa, invece, tutte le quote di partecipazione nella società Limentra srl, il 50 per cento dei diritti d’autore, la chitarra, l’orologio e un anello del padre di Guccini.
    Questo è il contenuto del testamento pubblico del cantautore, che risale al 19 gennaio 2022 ma che è stato registrato soltanto martedì 8 settembre. 
    Il contenuto del testamento
    “Spetterà esclusivamente all’erede universale ogni aspetto relativo alla gestione, allo sfruttamento e all’amministrazione dei diritti derivanti dalla mia attività artistica di cantautore, scrittore ecc.”, si legge nelle ultime volontà di Guccini, registrato ieri, martedì 8 settembre, davanti al notaio bolognese Luigi Stame. Una prerogativa affidata alla moglie, “fermo restando che il 50 per cento di tutti proventi derivanti dalla mia attività artistica dovrà essere destinato alla legataria Teresa Guccini”.
    Il cantautore ha precisato, inoltre, che la figlia “potrà anche attivarsi al fine di ricevere direttamente dai vari Enti e soggetti la propria quota di spettanza pari al 50 per cento”. Alla moglie Guccini lascia invece il restante 50 per cento dei diritti patrimoniali d’autore riferibili alle sue attività professionali di cantautore e scrittore. Le attribuzioni in favore di Raffaella Zuccari, ha stabilito infine il testamento, graveranno sulla sua quota di legittima e, per l’eccedenza, sulla quota disponibile.
    L’amore per Bologna e il ritorno a Pavana
    “Trasferirmi a Bologna è stato un cambiamento totale della mia vita e devo tantissimo a questa città, una città meravigliosa, che ricordo con grande affetto e nostalgia. È dal Duemila che abito a Pavana, a Bologna ho passato 40 anni di vita, di amicizie, di canzoni, non mi riferisco a quelle dei miei dischi, ma penso alle canzoni cantate con gli amici in vari posti, tante sere con le chitarre e un po’ di vino, le ragazze, sono stati i tempi più belli”, ha raccontato Guccini in un’intervista di quattro anni fa.
    Guccini, poeta “modenese volgare”, arrivò a Bologna negli anni Sessanta tra “salami e gioielli in vetrina”, dove ci rimase per quattro decenni. Il maglione rigorosamente della taglia sbagliata d’inverno, la camicia sbottonata d’estate. I concerti super loquaci tra aneddoti e sorsi di rosé (“non era Lambrusco”) per non seccare la gola. Anche sui tavoloni di legno macchiati di unto e vino compose invettive contro i benpensanti, i teleimbonitori, i nani di statura morale.
    Mai il ‘maestrone’ rinunciò al ‘verbo’ delle osterie, pieno di una filosofia più anarchica che comunista. Tra i portici di “mamma Bologna” il cantastorie un po’ Cirano e un po’ Don Chisciotte studiò nella facoltà di magistero. Completò gli esami senza conseguire la laurea (poi ne ricevette due ad honorem). Guccini ha consegnato alla storia della musica anche una strada della Cirenaica (quartiere popolare e di periferia), ovvero via Paolo Fabbri (dove abitò per anni), meta di pellegrinaggi da tutta Italia.
    Quarant’anni dopo il concertone
    “Sono venuto ad abitare a Bologna negli anni Sessanta. Una città meravigliosa. Piena di studenti di tutte le nazionalità. Tutte le sere cantavamo e suonavamo in un’osteria diversa. Era una città aperta, grande stupenda. Mi accolto con grande generosità”, disse Guccini tornato sul palco di piazza Maggiore il 17 giugno 2024 per aprire la rassegna “Sotto le stelle del cinema”, a 40 anni dallo storico concertone del 21 giugno 1984.
    L’ultima esibizione
    L’ultimo concerto di Guccini a Bologna è nel dicembre 2011, all’Unipol Arena. Sul finale non si sentì bene. E l’ultima esibizione dal vivo (in assoluto) è sempre nel capoluogo emiliano. L’artista si esibì il 25 giugno 2012 allo stadio Dall’Ara per il “Concerto per l’Emilia” terremotata.

  • L’Italia nella morsa del maltempo: in arrivo nubifragi, grandine e aria fredda

    Ultima Ora – Ondata di maltempo in arrivo sull’Italia: una vasta saccatura depressionaria, estesa tra Scandinavia, Mare del Nord ed Europa occidentale, sta spingendo correnti umide verso le nostre regioni settentrionali. L’alta pressione sul Mediterraneo centro-occidentale è in evidente cedimento, aprendo la strada a una fase di spiccata instabilità accompagnata da un generale calo delle temperature su tutta la Penisola.
    Oggi temporali e rischio nubifragi al Nord
    La giornata odierna vedrà condizioni meteo fortemente instabili o perturbate al Nord. Sono attesi acquazzoni e temporali anche di forte intensità, sia al mattino sia al pomeriggio, con il rischio concreto di locali nubifragi e grandinate.
    Giovedì e venerdì: il piovasco scende al Centro-Sud
    L’evoluzione della perturbazione toccherà il resto del Paese nei prossimi giorni:

    Giovedì: la rottura del tempo raggiungerà le regioni centrali con fenomeni a tratti intensi, particolarmente accentuati lungo i settori tirrenici.

    Venerdì: le precipitazioni si estenderanno anche al Sud. Contestualmente, l’ingresso di aria più fresca sul bacino del Mediterraneo favorirà una decisa flessione termica, riportando i valori nella media stagionale o leggermente al di sotto.

    La mappa del tempo per oggi: temporali al Nord, regge il Sud

    Nord: giornata perturbata con molte nuvole e rovesci diffusi. Possibilità di temporali intensi in movimento da ovest verso est, con rischio di locali nubifragi e grandinate. Il maltempo proseguirà diffuso anche in serata.

    Centro: tempo in prevalenza asciutto durante il giorno con nubi alternate a schiarite e isolati piovaschi sull’Appennino. In serata e durante la notte rapido peggioramento a partire dalla Toscana con temporali in estensione.

    Sud e Isole: condizioni stabili con ampie schiarite e nubi sparse. Locali fenomeni pomeridiani limitati ai rilievi appenninici. Temperature in flessione al Nord, stazionarie altrove.

    Le previsioni per domani: il maltempo conquista Centro e Sud

    Nord: piogge già dal mattino su Liguria, Piemonte, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. Nel pomeriggio il fronte si estende a tutto il Settentrione, con fenomeni intensi su Emilia-Romagna e Triveneto. Graduali schiarite da sera a partire dal Nord-Ovest.

    Centro: prime piogge al mattino tra Toscana e Umbria. Nel pomeriggio temporali intensi su alta Toscana e Lazio, in progressiva estensione entro la serata anche al versante adriatico.

    Sud e Isole: mattinata soleggiata, seguita da isolati piovaschi pomeridiani sulle zone interne di Calabria e Basilicata. Peggioramento marcato nella notte a partire dalla Campania.

    Tendenza weekend: crollo termico poi arriva l’Anticiclone
    Il passaggio perturbato sarà accompagnato dall’ingresso di aria più fresca che determinerà un calo generalizzato delle temperature minime e massime al Centro-Nord e sulla Sardegna.
    Secondo gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano, nel corso del fine settimana si assisterà a un graduale miglioramento grazie alla rimonta dell’anticiclone delle Azzorre, che riporterà condizioni di tempo più stabile da ovest.

  • Donna trovata morta in casa a Moncalieri. Si cerca il fratello

    Ultima Ora – Una donna di 79 anni è stata trovata senza vita nella serata dell’8 settembre nel suo appartamento in corso Roma 24 bis, a Moncalieri, alle porte di Torino. Nell’abitazione è stato rinvenuto anche un biglietto attribuito al fratello della vittima, nel quale l’uomo avrebbe ammesso di averla uccisa e di volersi togliere, a sua volta, la vita. I carabinieri lo stanno cercando.
    Il ritrovamento del corpo della donna morta a Moncalieri
    A lanciare l’allarme e una richiesta d’aiuto è stata una vicina di casa, che non vedeva la donna da diversi giorni e aveva avvertito anche un forte odore provenire dall’appartamento dell’anziana. Poco dopo le 22, i vigili del fuoco hanno forzato la porta e così trovato il corpo della 79enne a terra, senza vita. Sul corpo sarebbero stati riscontrati segni compatibili con un violento colpo alla testa. Sono già scattati gli accertamenti medico-legali e sarà l’autopsia a chiarire più da vicino le cause legate al decesso.
    La ricostruzione dell’omicidio e la ricerca del fratello
    Secondo quanto emerso, la 79enne sarebbe morta da diversi giorni prima di essere trovata dai soccorritori. Il corpo dell’anziana, infatti, era in stato di decomposizione. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Moncalieri, insieme al nucleo investigativo e alla squadra scientifica del comando provinciale. Nell’appartamento è stato trovato anche un tubo di ferro che potrebbe essere compatibile con l’arma utilizzata per uccidere la donna. Ora le ricerche si concentrano sul fratello. 

  • Omicidio ‘Diabolik’, arrestate 7 persone e individuati i mandanti

    Ultima Ora – I carabinieri del Nucleo Investigativo e i poliziotti della Squadra Mobile, su delega dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato 7 persone accusate, a vario titolo, dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik’, avvenuto il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti, a Roma. 

  • Di Battista operato a Cuba. “Non vede l’ora di riprendere le sue battaglie”

    Ultima Ora – È arrivato un nuovo aggiornamento sullo stato di salute di Alessandro Di Battista, operato all’Avana dai medici cubani. Lo rende noto l’associazione Schierarsi in una nota pubblicata su Instagram, in cui ringrazia “con tutto il cuore” i sanitari “per lo straordinario lavoro svolto, per la professionalità e per la dedizione con cui hanno affrontato una situazione estremamente delicata, confermando ancora una volta l’eccellenza della sanità cubana”.
    Un ringraziamento particolare, si legge nella nota, va al reparto di Neurochirurgia dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, che si è preso cura di Di Battista in questi giorni. Un ringraziamento sincero è stato rivolto anche alle autorità italiane, all’Unità di Crisi della Farnesina e, in particolare, all’ambasciatrice Simona De Martino, che ha seguito e gestito “con grande attenzione e sensibilità ogni fase di questo momento così delicato per Alessandro e per la sua famiglia”. Ringraziamenti sono andati anche alle autorità cubane “per l’attenzione e il supporto garantiti nel corso dell’intera vicenda”.
    Secondo quanto riferito dall’associazione, Di Battista “non vede l’ora di riprendere le sue battaglie” e sta affrontando “nel migliore dei modi” la fase successiva all’intervento. La nota si chiude con un appello alla “massima prudenza nella diffusione delle informazioni”.

     

     

     

     

    View this post on Instagram

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    A post shared by Schierarsi (@schierarsi_ufficiale)

    Il rinvio del rientro in Italia da Cuba
    L’operazione ha costretto l’ex parlamentare a rinviare il rientro in Italia. A confermare lo slittamento del volo era stata la stessa associazione Schierarsi, in una nota precedente diffusa sui canali social e condivisa dai profili ufficiali di Di Battista: “Il rientro di Alessandro è stato rinviato. Chiediamo a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza nella diffusione di informazioni, in attesa di ulteriori aggiornamenti”.
    Le condizioni di Di Battista sono costantemente monitorate dal personale medico cubano, mentre la diplomazia italiana si è attivata fin dai primi momenti dell’emergenza. L’ambasciatrice De Martino si è recata la settimana scorsa presso l’ospedale di Santa Clara per verificare di persona il quadro clinico e assicurare il necessario raccordo con le autorità e la struttura sanitaria locali.
    Alessandro Di Battista, da leader M5S a reporter
    Alessandro Di Battista, 48 anni, è stato uno dei volti più riconoscibili del Movimento 5 Stelle nella sua prima stagione parlamentare, quando il M5S era ancora guidato dai fondatori Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Eletto deputato nel 2013, è rimasto alla Camera fino al 2018, diventando uno dei principali esponenti dell’ala più movimentista del partito. Al termine della legislatura ha deciso di non ricandidarsi, continuando però a partecipare alle successive campagne elettorali del Movimento. La rottura definitiva con il M5S è arrivata nel 2021, dopo la scelta dei pentastellati di sostenere il governo Draghi. Negli ultimi anni Di Battista si è dedicato soprattutto al giornalismo d’inchiesta, firmando reportage per Il Fatto Quotidiano e realizzando documentari e servizi televisivi dall’estero.

  • Traffico di droga e omesso sequestro, arrestati 5 poliziotti di Anzio

    Ultima Ora – D’intesa con alcuni complici, organizzarono una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 kg di cocaina, omettendo il successivo sequestro di una intera partita di 50 kg: nel corso dell’operazione, nell’incidente stradale occorso durante un inseguimento, perse la vita un cittadino albanese, addetto al trasporto dell’ingente carico di stupefacente.
    I reati contestati ai cinque poliziotti
    È una delle accuse mosse ai cinque poliziotti in servizio al Commissariato di Anzio-Nettuno destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Roma. Gli indagati sono indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso in cessione di sostanze stupefacenti e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.
    I dettagli delle indagini svolte dalla DDA
    Le indagini, condotte dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma e delegate alla locale Sezione investigativa dello SCO (SISCO) con il supporto della Squadra mobile capitolina, hanno ricostruito le attività illecite ascritte a pubblici ufficiali che, tra il 2024 e il 2025, anche attraverso la gestione illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in alcuni episodi di cessione di sostanze stupefacenti.
    L’attività si è innestata nell’ambito di più ampie indagini svolte nei confronti di un sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, operante sul territorio di Anzio – Nettuno, composto da italiani e albanesi. Acquisite prove in ordine all’appropriazione indebita di somme di denaro sottratte a soggetti arrestati per spaccio di stupefacenti: somme che non venivano sequestrate, pur costituendo provento dell’attività illecita.

  • Gettata giù dal cavalcavia dell’A1 dall’ex, domani l’ultimo saluto a Lorena Isceri

    Ultima Ora – Squinzano si prepara a stringersi intorno alla famiglia Isceri per il funerale di Lorena. Il sindaco Mario Pede ha proclamato il lutto cittadino per domani in occasione dei funerali della donna, in programma alle 17 nella chiesa Maria Regina.
    All’inizio della cerimonia, alla quale sarà presente il gonfalone della città, la cittadinanza è invitata a osservare un minuto di raccoglimento.
    Proclamato il lutto cittadino a Squinzano
    Il Comune ha inoltre invitato gli esercizi commerciali e le attività produttive ad abbassare le saracinesche durante il funerale, in segno di rispetto e partecipazione. Per l’intero mese di settembre, la facciata del Palazzo dell’Orologio, in piazza Plebiscito, sarà illuminata di rosso in memoria di Lorena. Un gesto simbolico con cui la comunità intende esprimere vicinanza alla famiglia e ribadire il proprio rifiuto della violenza contro le donne. 
    L’esito dell’autopsia: “Lorena era ancora viva quando è precipitata”
    Lorena Isceri era ancora in vita quando è stata precipitata dal viadotto dell’autostrada A1 all’altezza di Barberino di Mugello. A compiere il gesto è stato l’ex fidanzato Federico Vella, che subito dopo si è tolto la vita lanciandosi nel vuoto. È quanto confermano i primi riscontri dell’autopsia eseguita presso l’Istituto di medicina legale di Firenze sui corpi della 47enne esperta di marketing e del 36enne impiegato in un autonoleggio.
    I dettagli emersi dall’esame autoptico hanno tratteggiato il contorno di un piano premeditato: nel pomeriggio di giovedì 3 settembre, Vella ha atteso il rientro della donna nel garage di casa a Firenze. Lì l’ha immobilizzata, aggredita e bloccata all’interno del bagagliaio della propria auto. Un errore dell’aggressore ha però permesso alla vittima di reazione: nello stesso vano, infatti, l’uomo aveva lasciato uno zaino contenente un telefono cellulare.
    Nonostante le ferite e l’isolamento, attorno alle 14 Lorena era riuscita a effettuare due disperate richieste d’aiuto, contattando il 112 e un amico fidato per gridare “aiuto, aiuto”. Interrotta la comunicazione, la centralina della Questura ha attivato il tracciamento GPS dello smartphone, individuando il veicolo in movimento lungo il tratto autostradale.

  • Una nocciola nei bronchi per due settimane, salvata una bimba di 20 mesi

    Ultima Ora – Una nocciola rimasta nei bronchi per due settimane. Una bambina di appena 20 mesi. Un intervento complesso e delicatissimo per salvarla. È la storia di una piccola paziente di nazionalità albanese, residente in Alto Adige, arrivata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dopo un episodio di soffocamento avvenuto mentre era in vacanza in Albania con i genitori. La bambina aveva mangiato una nocciola quando aveva improvvisamente iniziato a tossire e a respirare con difficoltà. Dopo alcuni minuti sembrava essersi ripresa. Nei giorni successivi, però, i genitori hanno notato che qualcosa non andava: durante la respirazione la piccola emetteva continui sibili.
    Gli accertamenti eseguiti in Albania avevano evidenziato un modesto enfisema polmonare destro. Il sospetto era che un frammento di nocciola fosse stato inalato. I genitori hanno quindi deciso di rientrare urgentemente in Italia e di rivolgersi direttamente al Ca’ Foncello, dove la bambina è arrivata nella tarda serata del 21 agosto, circa due settimane dopo l’episodio. All’indomani, durante i controlli, il sospetto è diventato realtà e la piccola è stata trasferita immediatamente in sala operatoria.
     

     
    L’intervento per togliere la nocciola dai bronchi
    A operarla è stato il dottor Massimo Sonego, responsabile dell’Unità operativa semplice di Chirurgia endoscopica del Distretto ORL dell’ospedale Ca’ Foncello. Fondamentale anche il supporto del dottor Mario Ferro, chirurgo pediatra, che ha messo a disposizione indicazioni e attrezzature specifiche per l’intervento su una paziente così piccola. “Queste situazioni possono essere sottovalutate, ma sono in realta’ molto gravi e pericolose. La permanenza di un corpo estraneo nel bronco puo’ provocare complicanze importanti e la sua rimozione è indispensabile”, spiega Sonego.
    L’intervento è durato oltre un’ora e mezza. La nocciola, rimasta per circa due settimane nel polmone, si era ormai frammentata in sei parti. L’infiammazione aveva inoltre ristretto ulteriormente il bronco e aumentato il rischio di sanguinamento, rendendo ancora più difficile la visualizzazione e l’estrazione.
     

     
    Un intervento delicato su una paziente di 10 chili
    In una bambina di circa 10 chilogrammi, il broncoscopio rigido utilizzato per raggiungere i bronchi mette a disposizione del chirurgo un lume operativo di appena 3,5 millimetri. Attraverso quello è necessario individuare ed estrarre il corpo estraneo, mentre l’anestesista deve contemporaneamente garantire la ventilazione della piccola paziente. La procedura si è conclusa con successo. Tutti i frammenti della nocciola sono stati rimossi. Dopo l’intervento la bambina è stata ricoverata in Terapia intensiva e successivamente trasferita in reparto, dove è rimasta altri tre giorni per le terapie e l’osservazione. È stata quindi dimessa completamente guarita.
     
     

  • Arriva il primo assaggio d’autunno, con il maltempo esteso su tutta l’Italia fino al weekend

    Ultima Ora – La giornata odierna vedrà condizioni meteo ancora per lo più asciutte in Italia, a eccezione di qualche temporale pomeridiano su Alpi e Appennino. Da domani, mercoledì 9 settembre, il maltempo arriverà al Nord con molte nuvole in transito associate a rovesci e temporali che localmente risulteranno anche intensi e a carattere di nubifragio. La situazione rimane ancora per lo più stabile al Centro-Sud, ma tra giovedì e venerdì, secondo gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano, è previsto il transito della saccatura, con una goccia d’aria fredda in quota sul Mediterraneo centrale.
    Il maltempo sarà diffuso soprattutto al Centro-Nord, con temperature in generale diminuzione su tutta la Penisola e si riporteranno in linea con le medie del periodo.
    Nel secondo weekend di settembre instabilità ancora protagonista con fenomeni soprattutto sulle regioni del Centro-Sud. La prossima settimana potrebbe vedere un’espansione dell’alta pressione delle Azzorre ma la seconda decade del mese sembra piuttosto dinamica.
    Le previsioni per oggi
    Al Nord, al mattino ci sarà tempo stabile con sole prevalente su tutte le regioni. Al pomeriggio instabilità in aumento su Alpi occidentali e Appennino settentrionale, qualche innocuo addensamento tra Piemonte e Lombardia; sereno o poco nuvoloso su Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Liguria; in serata e in nottata nuvolosità in progressivo aumento con precipitazioni in transito sul nord-est. 
    Al Centro cieli sereni o poco nuvolosi su tutti i settori durante la mattinata, ma nel pomeriggio sono previsti temporali localizzati sulle zone interne dell’Abruzzo, mentre ci saranno condizioni più asciutte su Toscana, Lazio e Marche. In serata ci sarà un rapido miglioramento con ampie schiarite ovunque.
    Al Sud e sulle Isole, al mattino tempo stabile con sole prevalente su tutti i settori, ma nel pomeriggio temporali a partire dalle zone interne di Campania, Molise e Basilicata con possibili sconfinamenti verso le zone occidentali. In serata e in nottata tempo in deciso miglioramento con ampie schiarite. Le temperature minime rimangono stabili o in lieve diminuzione e le massime saranno in calo al Centro-Nord, ma generalmente stazionarie al Sud.
    Le previsioni per domani
    Al Nord le condizioni di tempo saranno instabili nel corso della giornata, con molte nuvole in transito sia al mattino che al pomeriggio. Prevista la possibilità di piogge e temporali anche di forte intensità dai settori occidentali verso quelli orientali: una condizione che persisterà anche in serata.
    Al Centro tempo asciutto nel corso della giornata, ma con nuvolosità in transito alternata a schiarite sia al mattino che al pomeriggio e locali fenomeni possibili sull’Appennino. In serata e nottata nuvolosità in aumento e temporali a partire dalla Toscana.
    Al Sud e sulle Isole la giornata sarà all’insegna del tempo asciutto, con nubi sparse e ampie schiarite sia al mattino che al pomeriggio. Da segnalare solo locali fenomeni pomeridiani sull’Appennino. In serata e nottata ancora tempo stabile con nuvolosità in aumento. Le temperature rimangono stazionarie o in generale diminuzione su tutta la Penisola, specie al Nord.

  • Studenti ai minimi storici, crollo in matematica e lettura

    Ultima Ora – Gli studenti dei Paesi valutati dal rapporto Pisa hanno registrato “il livello medio di rendimento più basso mai osservato”, con un deterioramento particolarmente marcato nella lettura e nella matematica. È quanto emerge dalla nuova edizione dello studio dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha valutato circa 760 mila studenti di 15 anni in 91 Paesi e territori.
    Per gli studenti calo di oltre 20 punti in matematica e lettura
    “I risultati nelle scienze rimangono approssimativamente stabili, ma c’è un calo di oltre 20 punti nella lettura e nella matematica”, ha spiegato Eric Charbonnier, esperto di istruzione dell’Ocse. Secondo l’organizzazione, una variazione di 20 punti equivale approssimativamente a un anno di scolarizzazione. Tra il 2015 e il 2025, nei Paesi Ocse i punteggi nelle scienze sono diminuiti in media di sette punti. In matematica la flessione raggiunge invece i 22 punti, contro gli otto registrati nel resto dei sistemi educativi esaminati.
    Ancora più marcato il deterioramento nella lettura: nell’ultimo decennio i risultati sono scesi di 28 punti nei Paesi Ocse e di 16 negli altri Paesi partecipanti. Una tendenza definita “particolarmente preoccupante” dall’organizzazione, perché la capacità di leggere e comprendere rappresenta la base di gran parte dell’apprendimento scolastico, dal risolvere un problema di algebra all’analizzare una fonte storica o interpretare un esperimento scientifico. 
    Le cause
    Tra le possibili cause, l’Ocse indica il crescente utilizzo degli schermi, la perdita di interesse dei giovani per la lettura e i cambiamenti nel rapporto degli studenti con la scuola dopo la pandemia di Covid-19. Il rapporto ha analizzato anche l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle aule, rilevando che un utilizzo più intenso di questi strumenti è generalmente associato a risultati peggiori nelle scienze. Allo stesso tempo, però, alcuni dei sistemi scolastici con le migliori prestazioni, come Singapore e Macao, figurano tra quelli in cui gli studenti dichiarano di utilizzare più frequentemente l’IA.
    A dominare ancora una volta la classifica è l’Asia
    Le regioni cinesi di Pechino, Shanghai, Jiangsu e Zhejiang occupano i primi posti nelle scienze e nella matematica, mentre Singapore guida la classifica della lettura. Tra i migliori risultati figurano anche Macao, Taiwan, Giappone e Corea del Sud. In Europa, Estonia, Regno Unito, Finlandia e Irlanda si collocano al di sopra della media Ocse, così come Canada e Nuova Zelanda fuori dal continente. “Il quadro generale è cupo”, riconosce l’Ocse, sottolineando tuttavia che i progressi registrati da alcuni sistemi educativi dimostrano che invertire la tendenza resta possibile.
    L’Italia sopra la media Ocse. Valditara: “Sistema solido”
    La scuola italiana è in ripresa e scala diverse posizioni nell’ultimo rapporto Ocse Pisa. I dati evidenziano una situazione di solidità per il sistema di istruzione dell’Italia che supera significativamente per la prima volta la media Ocse in comprensione dei testi scritti (lettura) e la supera pure in matematica come anche in scienze, dove le competenze migliorano rispetto ai dati del 2022. In scienze, ambito principale di Pisa 2025, gli studenti italiani raggiungono 483 punti, con la media Ocse pari a 482. Di particolare importanza il risultato dell’Italia in lettura: gli studenti italiani raggiungono i 474 punti, rispetto ai 461 della media Ocse.
    “Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale”, commenta il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, “il punteggio medio italiano è superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito”. “In matematica raggiungiamo risultati migliori di Francia, Germania, Usa e Svezia”, ha aggiunto Valditara, “il punteggio italiano è pari a 468 punti, a fronte di una media Ocse di 463”. Anche la quota di studenti che ottiene almeno il livello di base è leggermente superiore a quella Ocse.
    La rilevazione attesta pure la riduzione dei divari fra Nord e Sud del Paese. “Si confermano i segnali positivi già emersi nella ultima rilevazione Invalsi”, sottolinea il ministro, “la scuola italiana si è mostrata un sistema solido. In un contesto complesso, che ha visto arretrare in modo preoccupante diversi Paesi, il nostro sistema scolastico ha saputo lavorare sulle criticità, riuscendo peraltro a ridurre i divari storici tra Nord e Sud. Diventiamo un riferimento internazionale importante, lasciandoci alle spalle vecchi pregiudizi. Continueremo lungo la strada tracciata per potenziare le misure a supporto dei docenti e degli studenti”, ha concluso Valditara.

  • Scambiano le salme all’obitorio, 87enne viene cremato per sbaglio

    Ultima Ora – Un 87enne, deceduto a Firenze giovedì 3 settembre, è stato cremato per errore due giorni fa all’obitorio al posto di una donna. Questa è la macabra scoperta fatta dal figlio dell’anziano, Bernardo Bonazzi, pochi minuti prima di celebrare il funerale nella chiesa di San Francesco e Santa Chiara a Montughi, gremita di amici e parenti accorsi per dare l’ultimo saluto a Leonardo.
    L’incredibile vicenda è accaduta sabato 5 settembre e a riportarla è il quotidiano La Nazione.
    La scoperta pochi minuti prima del funerale
    La salma dell’87enne era stata consegnata dall’obitorio di Careggi per la cremazione al posto di quella di una donna e l’errore è venuto alla luce quando i familiari dell’anziano sono stati convocati urgentemente all’associazione incaricata di celebrare le esequie. Ad aspettare l’arrivo del feretro di Leonardo Bonazzi, però, c’erano già tante persone nella chiesa di San Francesco e Santa Chiara a Montughi, ma la cerimonia è stata rimandata dopo l’amara scoperta. Il corpo era stato scambiato con quella di una donna e avviato alla cremazione: un’opzione scelta anche dai parenti del defunto, ma soltanto dopo che si sarebbero celebrati i funerali. “Non mi hanno dato l’opportunità di rivedere mio padre per l’ultima volta, di dargli l’estremo saluto, di celebrare in sua memoria una messa in suffragio”, ha detto il figlio al quotidiano La Nazione che ha dato la notizia. L’uomo ha espresso anche dispiacere per la famiglia della donna, “che si ritrova con le ceneri di mio padre”. 
    L’istruttoria al Comune di Firenze
    Ora la famiglia Bonazzi sta cercando di capire se ci siano gli estremi per un’azione penale e civile nei confronti di chi ha scambiato la salma del padre, impedendo alla famiglia di celebrarne il funerale. Infatti, nel mirino dell’istruttoria avviata dal Comune di Firenze per ricostruire l’accaduto sono le procedure seguite all’obitorio di Careggi e il comportamento dei diversi soggetti coinvolti: da una parte i dipendenti dell’ufficio cimiteriale chiamati a effettuare i controlli, dall’altra l’impresa funebre incaricata di occuparsi dell’altra defunta. 

  • Femminicidio Lorena Isceri, i primi esiti dell’autopsia: “Gettata dal viadotto ancora viva”

    Ultima Ora – Lorena Isceri era ancora in vita quando è stata precipitata dal viadotto dell’autostrada A1 per mano dell’ex fidanzato Federico Vella, che si è poi tolto la vita lanciandosi nel vuoto. È quanto emerge dai primi esiti dell’autopsia effettuata all’Istituto di medicina legale di Firenze sui corpi delle due vittime del femminicidio avvenuto giovedì scorso.
    L’inchiesta della Procura e i quesiti del medico legale
    L’accertamento autoptico è stato disposto dal pubblico ministero Antonio Natale nell’ambito del fascicolo aperto dalla Procura capoluogo toscano con le ipotesi di sequestro di persona finalizzato all’omicidio e femminicidio aggravato dalla premeditazione.
    Gli esami dovranno determinare con esattezza se i traumi fatali risalgano all’impatto dovuto alla caduta dal ponte oppure se la 38enne avesse riportato lesioni mortali già prima di essere rinchiusa nel bagagliaio dell’automobile.
    Esami tossicologici e l’ultimo saluto a Squinzano
    Sui resti dell’ex compagno saranno condotti anche approfondimenti tossicologici per accertare un’eventuale assunzione, nelle ore precedenti al delitto, di sostanze stupefacenti, psicofarmaci o anabolizzanti. I consulenti tecnici della Procura depositereanno la relazione conclusiva entro il termine di 90 giorni. Nessuna delle parti legali ha nominato propri consulenti di parte.
    Una volta ottenuto il nulla osta da parte dell’autorità giudiziaria e liberata la salma, i resti di Lorena Isceri faranno rientro a Squinzano, in provincia di Lecce, suo paese d’origine, dove tra le giornate di mercoledì e giovedì si terranno i funerali.

  • I fedeli di Genazzano chiedono la ‘grazia’ al Papa: “Faccia vincere lo scudetto alla Roma”

    Ultima Ora – “Papa Leone XIV ci facci la grazia di vincere questo scudetto #DajeRomaDaje”. È quanto si legge su un foglio (con disegnato lo stemma del lupetto della Roma) attaccato lungo la strada che il Pontefice ha percorso in golf car al centro del paese. 
    L’insolito appello dei fedeli di Genazzano è arrivato in occasione della visita di Papa Leone XIV al Santuario della Madre del Buon Consiglio a Genazzano per presiedere la messa, alla vigilia della festa della Natività della Madonna, che si è svolta lunedì 7 settembre. Il Pontefice si era già recato a Genazzano, nei Castelli Romani, due giorni dopo la sua elezione al soglio petrino. Nel luogo di culto agostiniano è stato inaugurato anche un dipinto che ritrae il Pontefice in orazione davanti all’effige della Madonna, come tutti i suoi predecessori venuti a pregare nell’antica basilica. Dopo l’arrivo a Genazzano nel pomeriggio di lunedì 7 settembre, Papa Leone XIV è stato accolto al Santuario della Madonna del Buon Consiglio, dove ha presenziato la celebrazione eucaristica. Dopo la messa, il Pontefice ha fatto un giro in papamobile attraverso il centro storico e su piazza della Repubblica.
    Il legame tra Papa Leone XIV e il Santurio della Madre del Buon Consiglio
    Come religioso agostiniano, Prevost, ha frequentato per decenni il Santuario della Madre del Buon Consiglio. Lo ha visitato per la prima volta quando era giovane studente a Roma, nei primi anni Ottanta, poi spesso da priore generale e ancora da vescovo di Chiclayo e come cardinale. L’ultima volta, prima di essere eletto Papa, c’era stato in occasione della festa della Madre del Buon Consiglio, il 25 aprile 2024, e nella sua omelia aveva esortato i fedeli a ispirarsi a Maria per diffondere la pace e la riconciliazione nel mondo. Il giorno della sua elezione, inoltre, l’8 maggio 2025, Leone XIV, prima di affacciarsi dalla Loggia Centrale della Basilica di San Pietro, in preghiera nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, si è trovato dinanzi all’immagine della Madre del Buon Consiglio, posta alla destra dell’altare.
    La storia del Santuario
    Il Santuario della Madre del Buon Consiglio sorge lì dove già nel XIII secolo esisteva la piccola chiesa di Santa Maria, mentre i frati agostiniani vivevano in un piccolo convento fuori le mura della cittadina di Genazzano. Nel 1356 i Colonna, che ne erano i signori, affidarono la cura pastorale del luogo di culto ai religiosi, all’inizio del XV secolo decisero di ricostruirlo e ampliarlo insieme all’attiguo convento. Al progetto cooperò, vendendo tutti i suoi beni, una vedova terziaria agostiniana, Petruccia, che derisa poiché non disponeva di denari sufficienti per portare a termine l’opera, affermava sempre che sarebbero stati la Beata Vergine e sant’Agostino a portarla a compimento. Il 25 aprile del 1467, miracolosamente, sopra una parete della chiesa in costruzione apparve un’immagine della Beata Vergine Maria, riconosciuta poi da due pellegrini albanesi come quella venerata a Scutari, in Albania, e distaccatasi dal luogo dove era venerata. L’evento destò stupore e richiamò migliaia di fedeli e furono registrati miracoli e grazie e grazie alle elemosine che affluirono si riuscirono a completare i lavori della chiesa e del convento agostiniano. Prima di Leone XIV, nel corso dei secoli hanno visitato il santuario di Genazzano i Papi Urbano VIII, Pio IX, Giovanni XIII e Giovanni Paolo II. Le loro immagini sono raffigurate sui muri della piccola cappella del Santuario.

  • Attentato Ranucci, Lavitola dal carcere: “Dovevo proteggerlo e gli ho detto di potenziare la scorta”

    Ultima Ora – “Mi assumo tutte le responsabilità rispetto all’attentato, Gomes non ha precisato che avrebbe messo una bomba ma che ci avrebbe pensato lui in ragione della sua esperienza in merito alla sicurezza militare. Avevo la necessità di proteggere Ranucci perché sono suo amico e, per questo, per due mesi, gli ho rappresentato che la sua scorta doveva essere potenziata. Non esiste nessun movente politico, anche perché Ranucci non ha mai manifestato l’intenzione di candidarsi ed entrare in politica”. Lo ha detto Valter Lavitola, rilasciando dichiarazioni spontanee in video collegamento dal carcere di Rebibbia, dove è recluso dal 10 agosto scorso perché accusato e reo confesso di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto davanti all’abitazione del conduttore, a Campo ascolano (Pomezia), il 16 ottobre del 2025.
    Nel frattempo, si è svolta oggi, lunedì 7 settembre, l’udienza davanti al tribunale del Riesame di Roma dove i legali hanno depositato una memoria di 72 pagine chiedendo la scarcerazione dell’ex editore de l’Avanti! Entro il 10 settembre ci sarà la decisione. 
    Gli avvocati: “Nessun movente politico, Lavitola voleva riaffermare la sua reputazione in società”
    “Sono tre le questioni di diritto che abbiamo posto e che hanno a oggetto l’inefficacia dell’ordinanza di custodia cautelare, la competenza territoriale perché noi riteniamo che sia incompetente la Procura di Roma e infine l’aggravante contestata del metodo mafioso. La nostra intenzione è dimostrare che non esistono esigenze cautelari in relazione al pericolo di fuga, e in ordine all’inquinamento probatorio” ha commentato l’avvocato di Lavitola, Sergio Cola (che rappresenta l’ex editore dell’Avanti! insieme al figlio Arturo, ndr), a Piazzale Clodio dove si è svolta l’udienza del tribunale del Riesame.
    Il legale ha poi aggiunto: “Valter Lavitola ha dato un mandato in bianco a Gomes, che si è assunto la responsabilità del gesto. Quest’ultimo, essendo un esperto, ha fatto a modo suo. Il rapporto di amicizia tra Ranucci e Lavitola rimane molto sincero e il conduttore non sapeva nulla, né ha mai sospettato. Il movente politico è da escludere”. Per poi sottolineare: “L’unica indicazione che Lavitola ha dato a Gomes è che non si sarebbe dovuto fare male nessuno, Per il resto, invece, l’amicizia tra Ranucci e Lavitola nasceva dal desiderio del mio cliente di riprendere la sua reputazione sociale, frequentando giornalisti e imprenditori, era questo ciò a cui aspirava il dottor Lavitola: poter riaffermare la sua reputazione nella società e non essere considerato come un delinquente abituale. L’amicizia tra i due nasce proprio dal fatto che il conduttore gli avrebbe garantito vantaggi in tal senso”.
    Lavitola aggredito in carcere, i legali: “Chiediamo la scarcerazione o i domiciliari in Basilicata”
    Per quanto riguarda la detenzione nel carcere di Rebibbia, i penalisti Arturo e Sergio Cola hanno presentato al tribunale del Riesame una memoria scritta per chiedere la scarcerazione del loro assistito, o in subordine gli arresti domiciliari, rimarcando come “la custodia in carcere non appaia in alcun modo necessaria”. Gli avvocati scrivono che “la disponibilità di un domicilio fuori Regione Lazio e Campania (quindi in Basilicata), lontano da tutta la rete di conoscenze dell’indagato e anche da possibili vie di fuga, elidono tutti i pericoli di cui all’articolo 274 c.p.p”. E cioè in sostanza i legali ritengono che, in caso di concessione degli arresti domiciliari, non vi sarebbe il pericolo di inquinamento delle prove e, quindi, come hanno riferito gli stessi avvocati ai cronisti all’uscita dal tribunale di piazzale Clodio: “La scelta è ricaduta su Noepoli, piccolo comune in provincia di Potenza dove Lavitola è cresciuto con la famiglia, lontano dalla sua rete”. 
    “L’arresto degli esecutori materiali non può aver ingenerato nel Lavitola alcun timore di essere arrestato perché, come emerso dagli atti di indagine e dagli interrogatori dei co-indagati, detti esecutori avevano avuto rapporti con il solo Clesio Tavares e non conoscevano l’identità del mandante, del quale, infatti, parleranno in carcere solo dopo la pubblicazione della notizia della perquisizione patita dall’odierno ricorrente”. La richiesta è stata motivata con il fatto che, “in ragione della sua confessione, il Lavitola è stato aggredito da detenuti, e che circa l’aggressione subita avrebbe redatto una annotazione la Polizia Penitenziaria presso il carcere di Rebibbia e avrebbe reso dichiarazioni anche il co-indagato D’Avino nel corso del suo ultimo interrogatorio al pm”.
    Vespa all’AGI: “Il problema di Ranucci non sono le cene con Riina, ma con Lavitola”
    Parlando con Agi, a margine della conferenza stampa di questa mattina – lunedì 7 settembre – che ha presentato la 32esima edizione della trasmissione televisiva Rai ‘Porta a porta’ e di ‘Cinque minuti’ (in onda da lunedì 21 settembre, ndr) il giornalista Bruno Vespa ha detto: “Il problema di Ranucci non sono le cene con Riina, ma – se posso permettermi- quelle con Lavitola. Sette anni di ‘amicizia fraterna’ senza averne mai preso le distanze. Si pensi per un momento se quelle cene e tutto il resto le avessi fatte io. Ci sta che per capire una vicenda un giornalista, specie se investigativo, vada a cena anche con Riina. Io anche con il diavolo…”.
    L’intervista a Salvo Riina e a Saddam Hussein
    Vespa ha ricordato l’intervista al figlio di Totò Riina, Giuseppe detto ‘Salvo’, andata in onda a ‘Porta a porta’ nel 2016, grazie alla quale “capimmo quanto fosse stata devastante e sterminata la rete di complicità nella latitanza del padre”. Vespa ha anche ricordato che a suo tempo intervistò Saddam Hussein: “Il governo italiano fece di tutto per impedirlo, e sono orgoglioso di quell’intervista”. E ha aggiunto: “Tra l’altro, quando c’è un dittatore che comanda e influenza la storia del mondo, va intervistato. E credo anche sia stato un errore ucciderlo”. Il celebre talk show sarà un racconto che da domani sera, martedì 8 settembre, e fino al prossimo 27 maggio spazierà tra tensioni geopolitiche, ricadute economiche sull’Italia e non solo, guerre ai confini dell’Europa tutta, chiamata a nuove sfide. In onda il martedì, il mercoledì e il giovedì in seconda serata su Rai 1, nell’anno che condurrà il Paese alle elezioni politiche. E torna anche l’appuntamento con ‘Cinque minuti’, la striscia quotidiana in cui Vespa affronta i maggiori temi di attualità della giornata, con un format che dal 21 settembre e fino al prossimo 11 giugno sarà in onda dal lunedì al venerdì subito dopo il Tg1 delle 20, con interviste a personaggi della politica interna e internazionale, ma anche del mondo economico, culturale, artistico, sportivo e dello spettacolo.
     

  • Estate 2026 la più calda dal 1950, temperatura media record di 24,3 °C

    Ultima Ora – L’estate 2026 è stata la più calda registrata in Italia dal 1950, con una temperatura media sull’intero territorio nazionale di 24,3 gradi Celsius a due metri dal suolo. A indicarlo sono le analisi dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), realizzate a partire dal dataset ERA5-Land dell’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF).
    Il primato dell’estate si accompagna a quello di agosto, che con una temperatura media nazionale di 25,6 °C ha superato di 5,2 gradi la media climatica del periodo 1951-1980 e di 3,5 gradi quella del trentennio 1991-2020. Secondo il ricercatore del Cnr-Ibe Lorenzo Arcidiaco, i dati disponibili fino ad agosto fanno inoltre “presagire che il 2026 possa concludersi come l’anno più caldo dal 1950”.
    Lo scostamento termico e il confronto con il passato
    Le elaborazioni del Cnr-Ibe mostrano che nei primi otto mesi del 2026 tutti i mesi hanno registrato temperature in rialzo rispetto all’anno precedente. Lo scostamento maggiore è stato raggiunto proprio in agosto: i 25,6 °C di temperatura media nazionale si confrontano con i 20,4 °C della climatologia 1951-1980 e con i 22,1 °C della climatologia 1991-2020.
    Il valore registrato nell’agosto di quest’anno rappresenta anche un netto superamento dei precedenti estremi della serie. “La media di 25,6 gradi Celsius registrata ad agosto 2026 supera i precedenti record di 24,6 °C del 2024 e di 24 °C raggiunti nell’agosto 2017”, ha spiegato Arcidiaco. Un’altra caratteristica del 2026 emerge dalle Heat Map utilizzate dai ricercatori per costruire una classifica delle temperature medie mensili dal 1950 a oggi. “Le Heat Map mostrano per la prima volta consecutivamente il luglio e l’agosto più caldi in assoluto”, ha sottolineato il ricercatore.
    La primavera record e l’impatto sul territorio
    Il caldo eccezionale non è iniziato con l’estate. Già la primavera aveva raggiunto una temperatura media stagionale record di 12,1 °C a due metri dal suolo, eguagliando il valore registrato nel 2024, indicato dal Cnr-Ibe come l’anno più caldo dell’intera serie iniziata nel 1950.
    Le anomalie termiche interessano inoltre una quota molto ampia del territorio italiano. Considerando il periodo compreso tra gennaio e agosto, circa il 70% del territorio nazionale presenta anomalie delle temperature superiori a un grado, mentre su circa il 40% del territorio lo scostamento supera i due gradi. “Le superfici esposte ad anomalia termica sono molto significative”, ha osservato Arcidiaco, indicando una particolare concentrazione nelle aree di pianura del Nord-Ovest e nelle zone appenniniche. Una distribuzione che può avere conseguenze dirette sulle attività agricole. “In gran parte si tratta di superfici coltivate che, esposte a una temperatura superiore e in alcune aree a un periodo di siccità, fa sì che il settore primario sia quello più colpito”, ha spiegato il ricercatore.
    Le ondate di calore nelle città e le prospettive annuali
    Le elaborazioni condotte sui dati GSOD, Global Summary of the Day, e OGIMET, basato prevalentemente sui dati NOAA, permettono inoltre di osservare quanto accaduto in alcune delle principali città italiane. Roma, Firenze e Torino sono state tutte interessate più volte da ondate di calore durante giugno, luglio e agosto 2026. Nelle analisi considerate dal Cnr-Ibe, un’ondata di calore corrisponde a un periodo nel quale le temperature massime superano il 90esimo percentile per almeno sei giorni consecutivi. Tutte e tre le città hanno registrato più episodi con queste caratteristiche nel corso dell’estate.
    Il quadro dei primi otto mesi dell’anno mette così insieme tre elementi: il record stagionale dell’estate, quello mensile di agosto e l’estensione territoriale delle anomalie. A questi si aggiunge il primato già raggiunto in primavera e la successione, mai osservata prima nella serie analizzata, di luglio e agosto entrambi al primo posto nella rispettiva classifica mensile dal 1950. Se l’andamento dei prossimi mesi confermerà quello osservato fino ad agosto, secondo il Cnr-Ibe il 2026 potrebbe quindi chiudersi superando il 2024 e diventando l’anno più caldo registrato in Italia dall’inizio della serie considerata.

  • Sogin apre le visite agli impianti nucleari della Casaccia per la Notte europea dei ricercatori

    Ultima Ora – Sogin ha aperto le iscrizioni sul sito www.sogin.it per partecipare alle visite guidate negli impianti nucleari di Sogin e Nucleco presenti nel centro ricerche Casaccia di Roma. L’iniziativa si svolgerà venerdì 25 settembre nell’ambito della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori, promossa dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini alla scienza e far conoscere da vicino le attività del Gruppo Sogin nella gestione degli impianti nucleari in dismissione e dei rifiuti radioattivi.
    Tre percorsi di visita negli impianti Opec e Nucleco
    Sono previsti tre tour, ciascuno della durata di circa un’ora, per un totale di 304 visitatori.
    Nel primo percorso, all’interno dell’impianto Opec‑1, i partecipanti assisteranno a una simulazione delle operazioni di manipolazione del combustibile nucleare irraggiato, nelle stesse aree che ospitarono le prime attività di ricerca italiane nel settore.
    Il secondo tour riguarda la sala controllo e le aree esterne del deposito Opec‑2, dove verrà mostrato come si misura la radioattività e come vengono utilizzate le tende di contenimento durante lo smantellamento di componenti contaminati.
     

    Nucleco: laboratori e gestione dei rifiuti radioattivi
    Il terzo percorso, in Nucleco, è dedicato alle aree di laboratorio, alla caratterizzazione radiologica e alla gestione dei rifiuti radioattivi provenienti dagli impianti italiani in dismissione e dalle attività quotidiane di medicina, industria e ricerca.
    Le iscrizioni sono aperte fino a lunedì 21 settembre, fino a esaurimento posti. Ogni partecipante può prenotarsi a un solo percorso, scegliendo uno dei turni disponibili tra le 15:30 e le 20:30, inserendo i propri dati personali e una copia del documento di identità.
    A due dei tre tour potranno accedere anche i minori dai cinque anni in su, se accompagnati.
    Sogin al NET Village: scienza e divulgazione
    Venerdì 25 e sabato 26 settembre, Sogin sarà presente anche al NET Village presso la Città dell’Altra Economia di Roma, all’interno del progetto NET – Science Together, insieme ai principali enti pubblici di ricerca e ad alcune università. Uno spazio espositivo dedicato permetterà ai cittadini di conoscere in modo informale le attività del Gruppo e il percorso di dismissione nucleare in Italia.
    L’iniziativa conferma l’impegno di Sogin e Nucleco nella divulgazione scientifica e nella diffusione della conoscenza in campo nucleare, con particolare attenzione alle nuove generazioni. L’obiettivo è avvicinare il pubblico alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), fondamentali per alimentare la ricerca, sostenere l’innovazione e contribuire alla competitività del Paese.
     

  • Crolla il solaio di una palazzina a Roma, soccorse quattro persone. Nessun ferito [VIDEO]

    Ultima Ora – E’ crollato il solaio di un negozio all’interno di una palazzina in fase di ristrutturazione in via Cola di Rienzo, nel centro di Roma. Sul posto due squadre dei vigili del fuoco e un’autoscala impegnate nelle operazioni di ricerca e messa in sicurezza della struttura.

    Verifiche tuttora in corso: solo quattro persone sono state soccorse ma non hanno riportato ferite. Al lavoro anche nuclei specializzati Usar (Urban search and rescue), cinofili, Polizia di Stato e personale del 118.
    Il video dei vigili del fuoco 

     
     
     

  • Rapinatore seriale arrestato a Scampia, tradito da un video nell’ascensore

    Ultima Ora – Tradito da scarpe, orologio e tatuaggi, e fermato dai carabinieri della stazione di Scampia. Ha 35 anni, è già noto alle forze dell’ordine ed è indagato per aver 3 rapine con un modus operandi quasi inedito, scegliendo come vittime donne anziane.
    La prima il 27 agosto scorso, quando una donna 83 anni sta per entrare nell’androne del palazzo dove vive. Zoppica, cammina lentamente e si guarda intorno smarrita. Il 35enne arriva in scooter, casco e scaldacollo calzati. La minaccia, poi le strappa la borsa facendola cadere a terra; 5 i giorni di prognosi per le contusioni subite. Il 35enne agisce nuovamente il 2 settembre. Le immagini delle telecamere restituiscono la dinamica.

    La vittima ha 73 anni e sta rientrando in casa con le buste della spesa; l’uomo si avvicina, le apre il portone del palazzo lasciandole la precedenza con gentilezza, poi la solleva del peso di una delle buste e la aiuta fino all’ascensore. È lì che colpisce: la fa entrare nella cabina, lì dove non ha via d’uscita, impugna una pistola e, puntandola contro l’anziana terrorizzata, afferra la sua borsa.
    Lesioni e giorni di prognosi
    La donna sbatte la testa e la schiena sul pavimento e i medici indicano in 7 i giorni di prognosi per le lesioni subite.
    Indagini e identificazione del rapinatore
    Raccolte le denunce e analizzate le immagini di videosorveglianza, i carabinieri della stazione nel quartiere di Scampia riescono a tracciare un profilo del presunto rapinatore. Acquisiscono il suo identikit e la targa del veicolo utilizzato per fuggire. Organizzano un servizio di osservazione, cinturando il parco dei Ciliegi, in via Fratelli Cervi, luogo che il 35enne sembra prediligere per i suoi colpi. Durante l’appostamento incrociano la sua auto e lo fermano. Addosso una pistola giocattolo con tappo rosso e 1145 euro in contanti.
    Terza rapina e arresto
    I militari scopriranno che poco prima aveva verosimilmente commesso la terza rapina all’isolato B di via Fratelli Cervi al civico 108. Il fermato – documenteranno i carabinieri – entra in ascensore con una donna di 63 anni. Al terzo piano fa per uscire, ma blocca la porta che dà sul ballatoio condominiale, punta la pistola contro la donna e prova a strapparle la fede, non riuscendoci ma sottraendole un bracciale e degli orecchini in oro. Grazie alla descrizione fornita dalla vittima, i carabinieri riescono ad attribuire al 35enne anche quella rapina. Determinante il confronto dei tatuaggi e del suo abbigliamento, distintamente ripresi dalle telecamere. L’uomo è stato portato in carcere, in attesa dell’udienza di convalida.