Ultima Ora – “Un nodulo al polmone circoscritto, se operabile come in questo caso, si può risolvere senza strascichi. Proprio la sua operabilità è una buonissima notizia, significa che non ci sono altre lesioni e la stessa conformazione del nodulo consente la sua totale asportazione in sicurezza”. Lo pneumologo Vinicio Magliacani, già direttore della Riabilitazione polmonare al San Camillo di Roma, commenta con l’Ultima Ora la notizia dell’intervento cui si sottoporrà Papa Leone XIV, che da domani sarà ricoverato al Gemelli.
“Premesso che ovviamente non conosciamo la cartella clinica del Papa – spiega Magliacani – possiamo dire qualche cosa sui noduli polmonari, che sono molto diffusi. È fondamentale la diagnosi precoce. Non danno sintomi fino a che in genere non è troppo tardi”.
L’identikit dei noduli polmonari
Il loro ‘identikit’, generalmente, non è difficile da stabilire: “Sotto il centimetro sono al 95% benigni, se sono più grandi aumenta il rischio che si tratti di un tumore maligno. È una questione di dimensioni ma anche di forma, se hanno i contorni sfrangiati, frastagliati ecc. il rischio aumenta. La TAC poi è in grado di stabilire se si tratta di un nodulo primitivo o secondario, ossia la metastasi di un altro tumore nato altrove. Poi in genere si fa una biopsia tramite broncoscopia, con esame istologico, per individuare esattamente la natura della lesione”.
L’importanza del tempo nella diagnosi
Il tempo, insomma, è cruciale, e la guerra si vince solo prendendo decisioni drastiche in fretta: “Non sempre si arriva in tempo alla diagnosi. Ed è vero – spiega l’esperto – che questa è una guerra, che non sempre vinciamo purtroppo. Teniamo conto che il tumore al polmone è la terza neoplasia nell’uomo dopo prostata e colon, è una malattia tutt’altro che rara per la quale perlomeno chi ha fattori di rischio, o legati allo stile di vita o familiari, dovrebbe sottoporsi a screening. In questo senso è un bene che il nodulo del Papa sia stato individuato precocemente e venga subito operato. L’intervento chirurgico è l’unico trattamento che consente di debellare il problema, le terapie non bastano”.
Recupero e controlli dopo l’intervento
Una volta operato, spiega ancora lo pneumologo, “in genere non serve al paziente una terapia chemioterapica di supporto. Se l’esame istologico conferma che si trattava di un nodulo localizzato al primo stadio basta uno screening periodico, controlli di follow-up per sincerarsi che non ci siano recrudescenze. In genere in 15-20 giorni il paziente torna a una vita perfettamente normale. E il Papa sarà curato al Gemelli che per le patologie polmonari (e non solo) è una struttura di assoluta eccellenza”.
Perché l’operazione del Papa può essere anche una buona notizia. Lo spiega lo pneumologo
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