Garlasco, parla il consulente: “Ecco perché l’impronta 33 non è di Sempio”

Ultima Ora – “Non sto difendendo Sempio” nel caso Garlasco ma “sto difendendo un principio dattiloscopico. La dattiloscopia è come la matematica: quello che vedo io lo devono vedere tutti. E quello che si vede è che l’impronta 33 non è attribuibile né a Sempio né ad altri”. Luigi Bisogno, il dattiloscopista incaricato dalla difesa di Andrea Sempio di analizzare l’ormai notissima impronta 33 e che ha effettuato più di mille identificazioni nei suoi 25 anni di carriera, spiega all’Ultima Ora i contenuti della relazione che sarà depositata nei prossimi giorni, entro il 18 ottobre, come replica alle conclusioni della Procura di Pavia.
I magistrati guidati dal procuratore Fabio Napoleone che hanno riaperto il caso ritengono invece che l’orma sul muro della villetta dei Poggi sia riconducibile all’indagato per l’omicidio di Chiara sulla base della consulenza affidata ai propri esperti.
Le minuzie contestate e i punti di corrispondenza
Il presupposto del ragionamento di Bisogno, frutto di una lunga esperienza nella polizia scientifica come dattiloscopista in ambito giudiziario, è che non bastino le 15 minuzie che riscontrerebbero, per l’accusa, una corrispondenza tra la traccia e il palmo della mano destra di Sempio. “Sì, è vero che ci sono questi 15 punti ma me li devi dimostrare uno per uno. Non basta il dato quantitativo, bisogna valutare la qualità delle minuzie secondo le linee guida in materia. È necessario che sussistano anche i requisiti della qualità e della rarità che in questo caso non ci sono”.
“Non si evince un minimo di rappresentabilità di questi punti tra l’impronta latente e quella della persona – sottolinea -. Ognuno di noi ha la propria e unica impronta. Io ho trovato 10 punti di corrispondenza che tuttavia non stabiliscono un’identità dattiloscopica perché il buon dattiloscopista non guarda quello che c’è ma quello che non c’è, cioè le difformità. Le corrispondenze di dettaglio che servono per l’identificazione in questo caso non ci sono. Per esempio, i punti in basso ai margini dell’immagine della 33 sono tutti posti a sinistra dove le linee si interrompono e l’immagine non esiste più”. E qui Bisogno lancia una provocazione: “Cosa facciamo, mettiamo in galera Sempio sulla base di questi elementi? Allora può andarci chiunque, in galera, anche io”.
Garlasco, la richiesta di una perizia super partes
I parametri, afferma l’esperto, “non sono i punti di corrispondenza in sé. Devono essere valutati dal punto di vista di forma, posizione e direzione, non ci devono essere dubbi sulla particolarità del dettaglio”. In linea generale, Bisogno afferma di avere accettato nella sua carriera “consulenze di verità e credibilità nella direzione della giustizia” e rimarca l’importanza che “l’indagine scientifica non porti a trascurare quella tradizionale, quella del poliziotto di strada”. Nel caso dell’inchiesta che potrebbe portare a un processo nei confronti di Sempio, è convinto che l’unica strada sia quella di “una perizia super partes” da svolgersi eventualmente in udienza preliminare per eliminare ogni dubbio.