Notizie dell’Ultima Ora

  • A2A presenta il “Progetto Teti”, in Valtellina la prima tecnologia subacquea in Italia per la gestione dei sedimenti negli invasi idroelettrici

    SONDRIO Ultima Ora / IPA – A2A porta per la prima volta in Italia una tecnologia che ridefinisce la manutenzione degli invasi idroelettrici: il Progetto Teti. Presso la diga di Cancano, in Valtellina, è in corso la sperimentazione pilota di un robot subacqueo in grado di rimuovere i sedimenti dal fondale del bacino senza necessità di svuotarlo, sviluppato in collaborazione con Watertracks, società francese specializzata in soluzioni robotiche avanzate. Una iniziativa che conferma il ruolo di A2A tra le aziende più innovative nella gestione sostenibile delle infrastrutture idroelettriche, in un momento in cui il cambiamento climatico rende sempre più urgente riconsiderare come tutelare l’acqua, risorsa strategica per l’energia, per l’agricoltura e per gli usi potabili.
    “L’idroelettrico rappresenta una fonte di energia rinnovabile strategica per l’Italia, e la disponibilità di acqua ne è la condizione essenziale – commenta Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A -. Di fronte agli effetti del cambiamento climatico, innovare significa ripensare la gestione delle nostre infrastrutture: utilizzare la robotica per rendere più efficiente la manutenzione degli invasi contribuisce a tutelare una risorsa preziosa come l’acqua, a beneficio sia della produzione di energia green sia dei territori. Conclusa con successo la sperimentazione presso la diga di Cancano, intendiamo mettere a disposizione il Progetto Teti a tutti i nostri impianti e potenzialmente estenderlo anche ad altri bacini idroelettrici sul territorio nazionale. Questa soluzione dimostra come l’innovazione possa tradursi in strumenti concreti a supporto dello sviluppo e della competitività del Paese: anche per questo lo scorso anno abbiamo lanciato A2A Life Ventures, il nostro veicolo societario integrato di open innovation”.
    Il cambiamento climatico mette sotto pressione la gestione degli impianti idroelettrici da due direzioni opposte: da un lato, periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati rendono ogni metro cubo d’acqua più prezioso; dall’altro, gli eventi meteorologici estremi intensificano l’erosione dei versanti montuosi e il conseguente accumulo di sedimenti negli invasi. È da questa duplice sfida – e da un percorso di Design Thinking sviluppato internamente ad A2A – che nasce il Progetto Teti: una soluzione pensata per tutelare l’acqua e, allo stesso tempo, rendere più efficiente la produzione di energia green. Il cuore dell’innovazione è un robot cingolato che opera direttamente sul fondale dell’invaso – nel caso di Cancano, a circa 80 metri di profondità – mantenendo l’impianto sempre operativo, senza fermi produttivi legati allo svuotamento del bacino.
    Due frese rotanti laterali smuovono il sedimento, che viene poi aspirato da una pompa e trasferito in un’area dedicata dell’invaso, lontano dalle prese d’acqua, evitandone l’ostruzione. Il sistema è inoltre dotato di sensori avanzati che permettono, tramite una control room, il monitoraggio da remoto e in tempo reale dei parametri operativi, come portata e concentrazione dei detriti aspirati. Un’innovazione a basso impatto sia sotto il profilo paesaggistico – poiché l’attività si svolge in modo sommerso e con un cantiere dagli spazi contenuti -, sia ambientale – perché evita l’intorbidimento dell’acqua salvaguardando la fauna lacustre – oltre ad essere alimentata interamente a energia elettrica. La sperimentazione ha già portato alla rimozione di oltre 10.000 metri cubi di sedimenti dal bacino di Cancano, un dato che conferma l’efficacia della tecnologia fin dalle prime fasi di test e apre la strada a una sua applicazione su scala più ampia. Fino ad oggi, la rimozione dei sedimenti è stata affidata prevalentemente alla fluitazione: un’operazione che richiede lo svuotamento dell’invaso e l’utilizzo dell’acqua stessa per trasportare a valle il materiale, con tempistiche spesso lunghe. Un intervento necessario per garantire la funzionalità delle infrastrutture, ma che riduce temporaneamente la disponibilità della risorsa idrica per la produzione di energia e per altri usi fondamentali, come quello idropotabile e agricolo, con ricadute anche sul paesaggio.
    Il Progetto Teti supera questi limiti, offrendo una gestione degli invasi più efficiente, continua e sostenibile. Oltre ai benefici immediati, il Progetto Teti apre una prospettiva di più ampio respiro: la possibilità di costruire una filiera strutturata per il trattamento e il riutilizzo dei sedimenti, superando la logica della semplice rimozione a favore di una loro valorizzazione secondo i principi dell’economia circolare. Forte dei risultati raggiunti a Cancano, A2A punta ora a estendere questa tecnologia pionieristica a tutti i suoi impianti idroelettrici e potenzialmente estenderlo anche ad altri bacini idroelettrici sul territorio nazionale, confermandosi come primo operatore in Italia a introdurre soluzioni robotiche subacquee per la gestione degli invasi.
    – foto ufficio stampa A2A –
    Ultima Ora / IPA.

  • Ceuta, Fidanza “Da Parlamento Ue pragmatismo e non ideologia, avanti così”

    STRASBURGO (FRANCIA) Ultima Ora / IPA – La risoluzione del Parlamento Ue su Ceuta “è molto chiara: le regolarizzazioni di massa sono un pull factor, un fattore di attrazione, e per questo vengono giudicate negativamente dalla maggioranza di quest’Aula”. Lo ha detto il capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza, dopo il voto a Strasburgo. “L’unica strada per portare risposte concrete a quello che i cittadini chiedono in questo Parlamento è rafforzare la soluzione del centrodestra, che è l’unico che può dare risposte sui temi dell’immigrazione come sui temi del Green Deal. Quindi ci auguriamo che, forti di un ulteriore esempio come quello di oggi, si possa continuare a lavorare su questa piattaforma alternativa, che è l’unica che risponde con il
    pragmatismo all’ideologia”.
    xf4/sat/col4/gtr

  • Crisi idrica in Veneto, istituito il Tavolo tecnico regionale per gli invasi. Bond “La siccità non può essere affrontata solo quando arriva”

    VENEZIA Ultima Ora / IPA – “La siccità non può più essere affrontata soltanto quando arriva. Se la crisi idrica torna con una frequenza sempre maggiore, anche la programmazione deve cambiare passo: l’acqua va governata dodici mesi all’anno, quando c’è e quando può essere accumulata, per poterla utilizzare quando serve, L’acqua che oggi non accumuliamo è acqua che domani potremmo non avere”. È con questa impostazione che l’assessore regionale del Veneto all’Agricoltura Dario Bond ha riunito a Mestre le associazioni di categoria agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confederazione Agricola e Alimentare e Copagri) insieme ad ANBI Veneto, per il primo incontro del Tavolo tecnico regionale sulla crisi idrica, con l’obiettivo di coordinare gli interventi strutturali e le azioni necessarie per affrontare le sempre più frequenti situazioni di scarsità della risorsa, in particolare per l’agricoltura. Il Tavolo metterà quindi a sistema priorità, progettualità e fonti di finanziamento, definendo un percorso condiviso per rafforzare la sicurezza idrica del Veneto e garantire la disponibilità d’acqua per le imprese agricole. “Se affrontiamo una crisi idrica ogni due o tre anni, non possiamo più comportarci come se la siccità fosse un’eccezione – sottolinea Bond -. Dobbiamo ragionare come se fossimo chiamati a prevenire l’emergenza tutto l’anno. Significa sapere quanta acqua abbiamo, dove si trova, come viene utilizzata, quanto possiamo accumularne e come possiamo distribuirla nel momento del bisogno”.
    “La gestione dell’acqua non può iniziare quando i fiumi sono già bassi e i campi sono già in sofferenza”. Il nuovo Tavolo nasce quindi con un obiettivo molto concreto: definire una strategia condivisa per aumentare la resilienza del sistema irriguo veneto, attraverso un piano straordinario per l’individuazione, il recupero e la realizzazione di invasi e bacini di accumulo sull’intero territorio regionale: “Il confronto con il mondo agricolo e con ANBI ci consegna una responsabilità precisa – continua l’assessore -. Non partiamo da zero e non dobbiamo inventare oggi ciò che serve domani. Abbiamo già un quadro conoscitivo dei possibili bacini e un parco di progetti costruito negli anni insieme ai Consorzi di bonifica. Ora dobbiamo fare il passaggio successivo: individuare le priorità, trovare le risorse e trasformare i progetti in cantieri”. Il riferimento è al “Quadro conoscitivo sui bacini in cui invasare la risorsa idrica, ad uso irriguo ed ecosistemico”, elaborato dalla Regione in collaborazione con ANBI Veneto e approvato dalla Giunta regionale. Il documento costituisce la base strategica per la successiva progettazione degli interventi e per la loro candidatura alle diverse fonti di finanziamento. La strategia indicata dall’assessore si muove su due direttrici parallele: da una parte aumentare la capacità di accumulo, dall’altra migliorare immediatamente la gestione della risorsa disponibile: “Gli invasi sono indispensabili, ma da soli non bastano – spiega Bond – “Dobbiamo contemporaneamente risparmiare acqua, rendere sempre più efficienti i sistemi irrigui, ottimizzare le derivazioni e gestire in maniera dinamica le disponibilità. La strategia deve essere doppia: nel breve periodo governare meglio l’acqua che abbiamo; nel medio e lungo periodo averne di più da accumulare e distribuire”.
    “Dobbiamo conoscere l’acqua prima di doverla cercare – aggiunge l’assessore -. Per questo il Tavolo dovrà mettere insieme competenze e interessi diversi. Agricoltura, Consorzi di bonifica, territori e istituzioni devono parlare tra loro durante tutto l’anno, non soltanto nel momento della crisi. E’ l’unico modo per evitare che ogni siccità diventi una nuova emergenza e una nuova contrapposizione tra territori”. La questione riguarda in particolare anche la montagna, dove la disponibilità della risorsa idrica è diventata strategica. Bond sottolinea la necessità di intervenire sugli invasi esistenti, aumentandone l’efficienza e la capacità di accumulo, accanto alla realizzazione di nuovi bacini dove tecnicamente possibile. L’obiettivo è creare un sistema capace di conservare l’acqua durante i periodi di maggiore disponibilità e renderla disponibile nei mesi più critici, evitando di scaricare il peso della scarsità su un singolo territorio.
    “Non possiamo pensare di risolvere il problema semplicemente prendendo più acqua da dove ce n’è ancora – conclude Bond -. Dobbiamo aumentare la nostra capacità di conservarla. Ogni pioggia che oggi non riusciamo a trattenere è una risorsa che domani potrebbe mancare. Per questo dobbiamo lavorare sugli invasi, sui piccoli bacini, sul recupero delle strutture esistenti e anche sulla ricarica della falda. La vera sfida è passare dalla gestione dell’emergenza alla gestione della risorsa”.
    – foto di repertorio ufficio stampa Regione Veneto –
    Ultima Ora / IPA.

  • Cina: Yunnan, cultura del tè e turismo sul monte Jingmai (3)

    PU’ER (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Questa foto, scattata il 16 settembre 2026, mostra una veduta di un’antica foresta del tè sul monte Jingmai nella città di Pu’er, nella provincia sud-occidentale cinese dello Yunnan. Il Paesaggio culturale delle antiche foreste del tè del monte Jingmai a Pu’er, primo sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO dedicato al tè, attira i turisti in autunno con i suoi scenari pittoreschi e la cultura incentrata su questa bevanda.
    -Foto Xinhua-
    Ultima Ora / IPA.

  • Ceuta, Ue: preoccupa operato Sanchez

    15.35
    La plenaria del Parlamento Ue ha approvato con 339sì, 225no e 16 astenuti la risoluzione sulla crisi migranti Ceuta.
    Il testo è quello del Ppe, con inserito l’emendamento dell’eurodeputata Kanko (del partito di centro-destra Ecr) che esprime preoccupazione per le politiche di Sanchez: “Regolarizzazione su larga scala fa da fattore di attrazione e invia messaggio sbagliato. Ingresso irregolare non deve mai dìventare scorciatoia”.Bocciato emendamento dei Socialisti e democratici che lamentava lo stop a Schengen deciso da Roma e poi Madrid.

  • Card.Zuppi in missione umanitaria Mosca

    15.00
    A margine della presentazione dei festeggiamenti per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, il 4 ottobre, il card.Zuppi, presidente dei vescovi italiani, ha parlato anche di Ucraina.
    “Stiamo lavorando, spero di andare a Mosca per la parte umanitaria, dopo l’ importantissima visita di mons.Gallagher di due settimane fa, per continuare a curare la parte umanitaria”.
    “Dobbiamo definire il programma”, ha quindi precisato il presidente CEI.

  • ZANIOLO E ZANOLI PRONTI AL RIENTRO

    Arrivano ottime notizie dall’infermeria per Kosta Runjaic che, in occasione del match contro il Cagliari previsto sabato alle 15, dovrebbe ritrovare a disposizione due giocatori fondamentali come Nicolò Zaniolo ed Alessandro Zanoli. Il classe 1999 ex Roma ha smaltito il suo infortunio, però probabilmente partirà dalla panchina lasciando ancora spazio dal 1′ ad Unai Gomez, per poi eventualmente entrare a gara in corso.
    Zanoli, invece, è reduce da un lunghissimo stop di circa 8 mesi e per questo potrebbe ritornare tra i convocati, ma senza scendere in campo.
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  • ATTA DA VALUTARE PER DOMENICA

    In queste ore le attenzioni della compagine toscana sono rivolte soprattutto sulle condizioni di due giocatori: Radu Dragusin e Arthur Atta. Per il difensore romeno filtra un certo ottimismo, dunque, dovrebbe essere regolarmente a disposizione di mister Paolo Vanoli per il big-match casalingo contro il Napoli di domenica.
    L’ex centrocampista dell’Udinese, invece, è stato risparmiato martedì scorso in Coppa Italia per cercare di gestirlo al meglio e ora punta ad essere arruolabile per il lunch match contro i campani.
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  • CACCIAMANI PUO’ TORNARE TITOLARE

    A due giorni dalla partita del Dall’Ara contro il Bologna, in calendario sabato alle 15, mister Ignazio Abate sta studiando la possibile formazione da mandare in campo. Davanti a Perri dovrebbe essere confermato il terzetto difensivo composto da Comuzzo, Coco e Comert. In mezzo al campo c’è un ballottaggio tra Gineitis e Braganca per affiancare Madragora e Fitz-Jim; sulle fasce potrebbero esserci Belghali e Cacciamani, reduce dalla panchina con la Roma.
    In attacco out l’infortunato Che Adams, così il tandem offensivo dovrebbe essere formato da Vlasic e Simeone.
    Ultima Ora Calcio

  • JURIC: “SERVE ESSERE PIU’ ATTENTI”

    “Secondo me adesso stiamo giocando molto meglio rispetto all’inizio. Per me è stato fatto un lavoro eccellente, anche se non mi è piaciuto l’atteggiamento in difesa della scorsa partita. C’è bisono di essere più attenti e più presenti nei 90′”. Lo dice Ivan Juric alla vigilia del match contro il Sassuolo. “Zeballos? Sta lavorando bene, ma ha bisogno di tempo. Dobbiamo stare attenti ad inserirlo, nelle prossime settimane lo metteremo in condizione”, assicura.
    Sul reparto offensivo: “Dany Mota e Cutrone stanno bene, abbiamo diverse opzioni”, evidenzia il croato.
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  • ANGUISSA LAVORA ANCORA A PARTE

    Prosegue la marcia di avvicinamento dei ragazzi guidati da Massimiliano Allegri verso il prossimo match contro la Fiorentina, che andrà in scena al Franchi domenica alle 12.30. La squadra campana ha sostenuto una seduta di allenamento mattutina: dopo l’iniziale fase di riscaldamento, focus su un lavoro tecnico-tattico. Frank Anguissa ha fatto ancora una sessione personalizzata in palestra e in campo.
    Il centrocampista camerunese, dunque, è ancora in dubbio per la sfida contro i toscani: in caso di forfait, possibile maglia dal 1′ per Gilmour.
    Ultima Ora Calcio

  • Verona, bimbo di due anni cade dal balcone a Grezzana: è in terapia intensiva

    Ultima Ora – Un bambino di due anni si trova ricoverato in condizioni gravissime al Polo Confortini dell’ospedale di Borgo Trento a Verona, dopo essere precipitato dal balcone di un’abitazione a Grezzana, nei pressi della Lessinia.
    L’incidente si è verificato nella giornata di oggi. Secondo le prime ricostruzioni, il piccolo è caduto da un terrazzo situato al secondo piano di una palazzina residenziale. Restano ancora da chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e le cause che hanno portato alla caduta.
    I soccorsi e il ricovero in Terapia Intensiva
    Immediato l’allarme lanciato dai familiari. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del Suem 118, che hanno stabilizzato il piccolo sul luogo dell’impatto per poi trasferirlo d’urgenza in codice rosso verso il nosocomio veronese.
    All’arrivo in ospedale a Borgo Trento, il bambino è stato affidato alle cure del reparto di Terapia intensiva pediatrica. Le sue condizioni sono giudicate estremamente critiche dai medici, che mantengono la prognosi riservata. Sono in corso gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine per ricostruire i momenti immediatamente precedenti all’incidente.

  • Lucarelli torna con Blu Notte: “Io narratore puro”

    Ultima Ora – Il pioniere del ‘true crime’ in Italia, Carlo Lucarelli, torna a indagare sui lati oscuri e sui grandi irrisolti del nostro Paese con “Misteri dimenticati – Blu notte”. La docuserie in sei puntate, prodotta da Rai Cultura con Ruvido, andrà in onda da sabato 19 settembre in prima serata su Rai 3, riaprendo celebri “cold case” italiani accaduti tra gli anni Settanta e i Duemila. A introdurre il ritorno di un format storico che ha presidiato la rete per 14 anni è il direttore di Rai Cultura, Fausto Zappi: “Non è un’operazione nostalgia.
    Il racconto dei crimini, come lo fa Lucarelli, è estremamente attuale, capace di parlare allo spettatore in maniera emotivamente calda ma senza mai venir meno al rigore e alla ferma attinenza ai fatti, senza morbosità”.
    Al centro della scena c’è sempre lui, Carlo Lucarelli, in una veste visiva rinnovata dalla regia di Cristian Biondani e dalle illustrazioni di Salvatore Garzillo: “Vi ricordate la prima volta che ho fatto Blu Notte, nel 1998? Avevamo le sagome di cartone, se le mettevi troppo avanti cadevano”, ricorda con ironia lo scrittore. “Alla fine”, osserva Lucarelli, “le cose da aspettarsi sono sempre quelle: io che esco fuori dal buio con le mani così, e racconto una storia che fa paura. Manteniamo un certo tipo di rigore, senza inventarci niente, con rispetto per il personaggio principale del romanzo giallo, che è la vittima. Perchè non è l’assassino, che non sappiamo chi è, a interessarci, e a volte neanche il detective. E’ la vittima: cosa ci fa sdraiata lì per terra? Chi è? Cosa è successo?”.
    Io narratore puro
    Lucarelli rivendica il suo ruolo di narratore puro: “Prendo un fatto vero e seleziono gli elementi dal punto di vista narrativo per capire quella storia, mettendo in scena i sentimenti della vittima. Mi mancava questo programma. A me piace raccontare storie, ci sono storie vere che quando le incontri dici ‘questa ve la devo raccontare’, e bruci se non trovi qualcuno a cui raccontarla”. Per Lucarelli il successo del ‘true crime’ non è una novità: “Noi italiani siamo sempre stati così, non c’è un’attenzione alla cronaca nera superiore a quella del 1945. Quando fecero il processo per Wilmo Montesi nel ’53 c’erano le cariche dei carabinieri perchè era pieno di gente. Una volta queste cose erano sul giornale, poi in televisione, adesso sui social.
    Garlasco
    Il nocciolo è sempre quello: raccontiamo storie che sono dei gialli”. Esiste pero’ un confine netto tra cronaca e narrazione, motivo per cui casi recenti non troveranno spazio: “Non raccontiamo Garlasco semplicemente perchè è un altro mestiere. Garlasco è un caso di cronaca aperto, roba per giornalisti e per talk show. Io sono un narratore di storie: noi siamo quelli che arrivano dopo, a bocce ferme. La realtà non è come la fiction. Se c’è da fare il Dna nel mio romanzo dura una riga, nella realtà ci vuole un sacco di tempo. Dobbiamo abituarci ai tempi della cronaca”.
    Il mostro di Firenze
    Assente anche il Mostro di Firenze: “L’avevo già raccontata con Blu Notte, in due puntate. Non escludo che prima o poi sia da raccontare di nuovo, ma non avevamo il punto di vista giusto adesso”. Pieno spazio invece a vicende avvolte nell’ombra, come la sparizione del magistrato Paolo Adinolfi: “Abbiamo raccontato tutto, compresi gli ultimi scavi. Io ho sempre più paura delle indagini non fatte, dei processi non fatti, che di quelle fatte che poi non sono arrivate da nessuna parte”. Ad affiancare Lucarelli nell’analisi dei casi – dai delitti del Dams a via Poma, dai serial killer di Udine e Modena al giallo di Posillipo e alla scomparsa di Federico Caffè – ci saranno tre esperti: l’ex dirigente di Polizia Silio Bozzi, la criminologa Margherita Carlini e il medico legale Mirella Gherardi. 

  • Garlasco, ok a archiviazione per ex Pm

    14.35
    Il Gip del tribunale di Brescia ha accolto la richiesta della Procura di archiviare la posizione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti
    L’uomo era accusato di avere incassato denaro per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio nell’inchiesta del 2017 sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. “L’ipotesi di reato resta intatta, ma riguarda altre persone”, riferiscono all’Ansa fonti di Palazzo di Giustizia.
    “Per questo motivo gli atti saranno trasferiti a Pavia” .

  • Pedopornografia online, 17 arresti

    14.05
    Agenti della Polizia postale hanno scoperto migliaia di file di materiale illecito: 22mila video, 34mila immagini e oltre 280 Gb di contenuti illegali.Un agente della Polizia ha lavorato sotto copertura per ricostruire la rete dell’ organizzazione criminale dedita alla diffusione online di materiale pedopornografico. Sono 17, di cui dieci in flagranza, le persone arrestate nell’ambito dell’operazione Fly trap.
    “Siamo in presenza di un commercio indegno di minori”, ha commentato il procuratore di Roma Lo Voi.

  • Agli azzurri bastano 2 set

    Stasera l’Italia affronta la Slovenia per il primato del Girone A.Agli azzurri è sufficiente vincere 2 set per raggiungere l’obiettivo.Alla vigilia parla berto Ciamarra, vice del ct Fefé De Giorgi: “Siamo molto contenti di questa prima fase e anche consapevoli che si tratta di una competizione molto importante sia per il pass che mette in palio per i Giochi Olimpici, sia per continuare il percorso di questa squadra sotto il profilo qualitativo”.
    Girone A (Modena) Svezia (4)-Slovacchia (0) 3-1
    Rep.Ceca (8)-Slovenia (9) 1-3
    Slovacchia (0)-Grecia (6) giovedì
    Italia (12)-Slovenia (9) Rai2 ore 21.05

  • Corsini: “Ranucci resta una risorsa Rai. Il provvedimento disciplinare non è di mia competenza”

    Ultima Ora – «Non posso rilasciare dichiarazioni su questa posizione perché le procedure disciplinari passano per le Risorse Umane e l’Organizzazione. Non è mia competenza questo tipo di intervento, io mi occupo di aspetti editoriali». Lo ha chiarito il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, rispondendo a una domanda sulle tempistiche del provvedimento disciplinare avviato dall’azienda nei confronti di Sigfrido Ranucci, a poche ore dal ricorso d’urgenza per il reintegro presentato dall’ex conduttore di Report.
    La coincidenza temporale tra i due eventi
    Sulla vicinanza temporale tra i due eventi, Corsini precisa: «Penso sia solo un caso. Sono procedimenti che richiedono tempo». A chi gli chiede se la situazione sia ormai irrecuperabile, il direttore sottolinea: «Ranucci è una risorsa di questa azienda, un dipendente, un vicedirettore ad personam, un giornalista, una firma. Però la valutazione si è spostata su un piano legale e disciplinare che non mi attiene».
    Le scelte editoriali e il ritorno di Report
    «Io ho fatto le mie scelte editoriali tempo fa e stiamo lavorando: l’8 novembre torna Report in prima serata su Rai 3 la domenica, con la replica il sabato pomeriggio. Questo vi posso dire, perché è quello di cui mi occupo, sinceramente».

  • Carney a Trump: “Canada più forte è un partner migliore per gli Usa”. Il discorso al Parlamento Ue: “All’Europa ci lega un’affinità elettiva”

    STRASBURGO (FRANCIA) Ultima Ora / IPA – “La libertà va difesa ogni giorno”. Lo ha detto il premier canadese Mark Carney, nel suo intervento al Parlamento Europeo. Carney ha citato l’esempio della Quercia di Goethe per parlare dei “valori e del progresso che passano dall’Atlantico. Abbiamo valori comuni per i quali abbiamo sempre lottato e che dobbiamo continuare a difendere, restando vigili. Riteniamo che un’economia forte non sia fine a se stessa, ma un mezzo per arrivare a una società giusta”, ha aggiunto.
    “Nei suoi scritti, Goethe ha utilizzato una parola usata dai chimici della sua epoca: affinità elettive. Le affinità elettive dei vari elementi che si combinano perché si attirano reciprocamente, Europa e Canada non sono legate dalla geografia, anche se gli amici danesi sanno che condividiamo un confine di tremila chilometri nell’Artico. Siamo legati da un’affinità elettiva, scelta, rinnovata e in questo modo più forte”. Carney ha citato l’esempio della Quercia di Goethe per parlare dei “valori e del progresso che passano dall’Atlantico. Abbiamo valori comuni per i quali abbiamo sempre lottato e che dobbiamo continuare a difendere, restando vigili. Riteniamo che un’economia forte non sia fine a se stessa, ma un mezzo per arrivare a una società giusta”, ha aggiunto.
    “La sovranità richiede resilienza: la capacità di resistere agli shock. La sovranità va oltre la capacità di provvedere autonomamente al cibo, all’energia e alla difesa. Oggi richiede un accesso sicuro a intelligenza artificiale, semiconduttori, minerali critici, sistemi di pagamento, tecnologie per l’energia pulita, vaccini e comunicazioni spaziali – ha spiegato Carney -. Tutti noi presentiamo lacune significative in queste capacità strategiche e dipendiamo da singole nazioni o aziende per colmarle. Ciò crea vulnerabilità, in particolare quando aziende apparentemente “globali” rivelano una natura nazionale nei momenti critici. Colmare queste lacune non è possibile agendo da soli, ma è un obiettivo pienamente raggiungibile attraverso un’azione collettiva. L’Europa e il Canada sono forti individualmente. Insieme, lo sono ancora di più”.
    “Oggi le nostre società sono scosse da nuove tempeste”. Carney ha citato “i drammatici cambiamenti climatici, all’utilizzo del commercio come arma, l’erosione delle istituzioni democratiche, i dazi usati ,come uno strumento di pressione i meccanismi finanziari come strumenti di coercizione. le piattaforme tecnologiche aspirano alla sovranità. Questa combinazione rappresenta una tempesta violenta, un singolo albero potrà essere abbattuto, ma non una foresta – ha aggiunto -. Sul terreno le radici di una quercia sono intrecciate con quelle degli alberi vicini. Canada e Unione Europea possono ancorare il terreno. La sovranità presuppone la resilienza. Abbiamo tutti dei divari come stati nazionali, e questo crea vulnerabilità. I divari si possono colmare collettivamente. Europa e Canada insieme sono più forti”.
    “Ieri, la Presidente von der Leyen ha parlato di andare oltre il CETA per passare a un’Alleanza per il futuro, aprendo la strada affinché il Canada diventi il primo membro associato dell’Unione Europea. Accogliamo con favore questa ambizione: i sondaggi mostrano che la stragrande maggioranza dei canadesi è favorevole a legami molto più stretti”, ha detto.
    “Presidente Metsola, lei ha detto che se non ci occupiamo noi del futuro lo faranno altri con una narrativa molto diversa. Sono d’accordo con questa determinazione. Il futuro è nostro, dobbiamo appropriarcene, sono qui perché insieme possiamo costruire il nostro futuro”. “Dobbiamo avere autonomia strategica e rafforzare la nostra resilienza e sovranità“, ha proseguito Carney.
    “È l’inizio di un processo. Ci sarà un dibattito e ci sarà un voto del Parlamento”, ha detto rispondendo alla domanda se il nuovo partenariato con l’Ue sarà sottoposto a un voto del Parlamento canadese.
    Canada membro associato dell’Unione Europea o alleanza? “La presidente von der Leyen ha usato entrambi i termini, alleanza per il futuro e membro associato. La definizione spetta all’Ue, la cosa fondamentale è che tutti i presidenti a livello Ue e in Canada condividano il merito, la sostanza”. “Ci sono diverse opportunità, queste sono al centro. Spetta all’Europa, il Canada non può chiedere di entrare nell’Ue. Parlamento canadese ed europeo condividono valori e storia“, ha aggiunto.
    “La profondità dei nostri legami non si misura sulla base degli scambi commerciali, né è scritta nei nostri trattati: i nostri legami sono profondamente radicati nelle nostre terre”, ha detto. “La libertà è stata conquistata grazie all’eroismo della resistenza europea durante la guerra, è stata coltivata dai fondatori della comunità europea del carbone e dell’acciaio il giorno dopo la guerra, è stata favorita dalla creazione della Comunità Europea, è stata preservata dalle istituzioni dell’Unione Europea e si è sviluppata, grazie al suo ampliamento, dopo la caduta del muro di Berlino”.
    “Valori, commercio, persone, progresso: questa è l’essenza del partenariato europeo, che passano avanti e indietro attraverso l’atlantico, questo da secoli”. “Noi non siamo alleati solo nei momenti facili, non portiamo avanti solo impegni a somma zero – ha aggiunto Carney -. Il nostro impegno nello stato di diritto, la nostra difesa incrollabile della dignità umana, della libertà individuale, della democrazia, condividono le stesse radici profonde, la stessa devozione incrollabile, noi deteniamo valori comuni per i quali abbiamo sempre lottato, e che dobbiamo continuare a difendere”.
    “I dati economici parlano chiaro: il potere contrattuale di chi domina in una relazione di sfruttamento crolla ben prima che si raggiunga la piena indipendenza. La diversità è un vantaggio. L’obiettivo non è l’autosufficienza, bensì la resilienza collettiva. Questo vantaggio reciproco è alla base della proposta di un partenariato più profondo tra Canada ed Europa”. “L’Europa apporta forza di mercato, eccellenza nella ricerca, manifattura avanzata, la capacità di definire standard spesso adottati a livello globale e una base industriale della difesa in fase di rapida ricostruzione – ha aggiunto Carney -. Il Canada offre energia su vasta scala e in tutte le forme richieste dalla transizione; possiede una delle maggiori riserve mondiali di minerali critici e competenze avanzate nei settori spaziale, dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie quantistiche”.
    “Un’alleanza tra Canada e Unione Europea rappresenterebbe un faro per le altre democrazie”. “Un’alleanza definita non da ciò a cui ci opponiamo, ma da ciò che sosteniamo: libertà, solidarietà, prosperità, sostenibilità. Un’alleanza che costruisce resilienza grazie a ciò che ci consente di fare per i nostri cittadini, e a ciò che permette ai cittadini di fare per se stessi – ha spiegato Carney -. Un’alleanza abbastanza forte da impedire a chiunque di dettare le nostre scelte. Abbastanza aperta da accogliere nuove adesioni. Abbastanza salda nei principi da far sì che la nostra forza rafforzi il diritto internazionale anziché sostituirlo”.
    “Un’alleanza è un processo positivo. Lo dico al presidente degli Stati Uniti: un Canada più forte e resiliente è un partner migliore anche per gli Stati Uniti. Questo processo rafforzerà il Canada e l’Unione Europea”, ha infine detto rispondendo a una domanda sulle nuove minacce di dazi da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
    METSOLA “OGGI TAPPA FONDAMENTALE CAMMINO CONDIVISO”
    “L’amicizia tra l’Unione europea e il Canada affonda le radici nei nostri valori e nella nostra visione condivisi. Si fonda sulla stessa consapevolezza che unì i canadesi nel 1867 e gli europei nel 1951: quella di essere sempre più forti quando lavoriamo insieme. Il nostro partenariato è duraturo. Si basa sulle storie dei nostri popoli. Molti di coloro che hanno contribuito a costruire la vostra nazione erano europei in cerca di una vita migliore. E nei momenti più bui del nostro continente, i canadesi sono stati al nostro fianco“. Lo ha detto la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, aprendo la seduta della plenaria a Strasburgo nella quale interviene il primo ministro canadese Mark Carney. “Nel 1914, quando la guerra sconvolse il nostro continente, i canadesi combatterono fianco a fianco con noi nelle trincee fangose di Ypres, della Somme e di Passchendaele – ha aggiunto –. Sulla cresta di Vimy, dove veglia il vostro monumento nazionale, un angolo d’Europa rimarrà per sempre canadese. Una generazione più tardi, nel 1944, i vostri ragazzi vennero di nuovo in nostro aiuto, assaltando le spiagge della Normandia insieme a britannici e americani per contribuire a liberare l’Europa dal fascismo”.
    “I nostri sono rapporti solidi Possiamo approfondire la nostra collaborazione in tanti ambiti, dalle materie prime critiche all’intelligenza artificiale, alla difesa”. “Si apre un nuovo capitolo, costruiremo un futuro più equo e roseo per i canadesi e gli europei”, ha aggiunto.
    – foto Parlamento Ue –
    Ultima Ora / IPA.

  • Remtech 2026, Semataf presenta il progetto di rigenerazione dell’area di Bagnoli

    FERRARA Ultima Ora / IPA – Il progetto di bonifica e rigenerazione dell’area di Bagnoli è stato al centro del convegno “La rigenerazione di Bagnoli – Bonifica, infrastrutture e futuro del territorio”, promosso da Semataf, azienda del Gruppo EcoEridania specializzata nelle bonifiche di siti contaminati e nella gestione dei rifiuti industriali e tra i principali operatori del settore in Italia, nell’ambito di RemTech Expo 2026, l’evento di riferimento dedicato alle bonifiche, alla rigenerazione dei territori e alla sostenibilità ambientale.
    La tavola rotonda, tenutasi oggi, giovedì 17 settembre, presso la Yellow Room del quartiere fieristico di Ferrara, ha messo a confronto istituzioni, imprese ed esperti sulle sfide legate alla bonifica e alla rigenerazione di Bagnoli, approfondendo in particolare il tema degli investimenti, dei tempi di realizzazione e del coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.
    Nel corso del dibattito, è stato richiamato il dato di circa 16.000 siti ancora in fase di notifica, evidenziando la necessità di intervenire sul piano amministrativo e del coordinamento. Lucia Leonessi, Direttore Generale di Confindustria Cisambiente, a tal proposito, ha avanzato la proposta di istituire un Ministero delle Bonifiche. A partire dal caso Bagnoli, Andrea Giustini, Presidente di EcoEridania, ha sottolineato la necessità di fare di interventi come questo un modello di riferimento e non un’eccezione, trasformando la bonifica in una leva di sviluppo e di riuso sostenibile delle aree industriali dismesse del Paese.
    Tra i partecipanti del panel Andrea Giustini, Presidente EcoEridania; Enrico Fusco, Business Unit Investimenti Pubblici, Invitalia; Lucia Leonessi, Direttore Generale Confindustria Cisambiente e Paola Ficco, giurista ed esperta di normativa ambientale di ReteAmbiente. La tavola rotonda, dopo i saluti istituzionali di Enzo Massari, Amministratore Delegato di Semataf, è stata moderata da Caterina Giustini, Responsabile Ufficio Comunicazione & Marketing del Gruppo EcoEridania.
    -Foto Community-
    Ultima Ora / IPA.

  • Mattarella “La difesa deve fondarsi su strumenti militari avanzati”

    ROMA Ultima Ora / IPA – “Viviamo una fase storica di particolare criticità, imprevista fino a qualche anno addietro, segnata dall’aggravarsi di conflittualità che sempre più frequentemente producono conflitti dolorosi con vittime innocenti e con devastazioni. Speriamo che sia una fase che si concluda al più presto”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al poligono militare di Monte Romano, in provincia di Viterbo. “La difesa, allo scopo di garantire la pace, deve necessariamente fondarsi su uno strumento militare che sia avanzato tecnologicamente, che sia coeso e integrato in ambito di risorse a livello nazionale, che sia interoperabile con i nostri alleati e partner. In un quadro europeo che consenta sinergie, economie di scala e migliori capacità”, ha proseguito Mattarella. “Al centro di tutto rimane la persona umana, il soldato, con il calore umano, il coraggio, il senso del dovere, lo spirito di sacrificio che anima ogni vostra azione che assicura forza autentica allo strumento militare nel nostro paese”, ha sottolineato. “Sono i valori fondamentali di fedeltà alla Repubblica, di lealtà e onore che vi guidano e che fanno dell’esercito italiano un punto di riferimento riconosciuto e credibile per l’intera Italia”, ha proseguito il presidente, rivolgendo “il plauso più sincero e il più grande ringraziamento” ai militari e ai loro familiari. “La Repubblica sa di poter contare su tutti voi e guarda al vostro operato con vero orgoglio e con grande riconoscenza. Grazie per quanto fate”, ha concluso.Ultima Ora / IPA
    – foto: ufficio stampa Quirinale –

  • Traffico illecito di beni culturali, sequestrate a Palermo opere per 400 mila euro

    PALERMO Ultima Ora / IPA – Un ingente patrimonio artistico e archeologico, dal valore stimato di circa 400.000 euro, è stato recuperato dai Carabinieri del Nucleo TPC di Palermo al termine di un’articolata indagine che ha portato alla denuncia di due persone per furto e ricettazione di beni culturali.
    L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palermo, è scattata a seguito della denuncia presentata nel 2024 da un antiquario palermitano, vittima del furto di numerose opere risalenti a un arco temporale compreso tra l’VIII e il XVI secolo. Monitoraggi e analisi tecniche hanno consentito agli investigatori di individuare i presunti responsabili e far scattare i sequestri.
    Tra i beni recuperati figurano tre anfore da trasporto di età Romana e Greco-Italica (V-IV secolo a.C.), una scultura egizia in legno, una statuetta funeraria ushabti, una testa in marmo di età arcaica di produzione greco-orientale e un elemento dorato di area pompeiana.
    Rilevanti anche i ritrovamenti in ambito archivistico e bibliografico: tra questi spiccano una raccolta di antichi manoscritti del Monastero di San Giovanni l’Origlione di Palermo (1554-1655), un editto del Regno delle Due Sicilie del 1835 con timbro del Comune di Avellino e il carteggio personale della duchessa Beatrice Mantegna dell’Arenella (prima metà del ‘900) relativo allo “Studio del Cavalluccio”, opera in passato attribuita a Leonardo da Vinci.
    Alle operazioni e alle perizie per accertare il valore e l’autenticità dei reperti hanno collaborato l’Arma territoriale, la Soprintendenza per i Beni culturali di Palermo, l’Archivio di Stato, esperti di egittologia della Soprintendenza di Torino e docenti degli atenei di Palermo ed Enna “Kore”.
    – foto ufficio stampa Carabinieri –
    Ultima Ora / IPA.

  • Von der Leyen lancia il Kids Act: “Niente social sotto i 13 anni” / Video

    STRASBURGO (FRANCIA) Ultima Ora / IPA – La Commissione europea ha adottato l’EU KIDS Act per migliorare la sicurezza online dei bambini in tutta l’Unione. La proposta vieta alle piattaforme di social media di consentire l’accesso ai minori di 13 anni e stabilisce un’età minima a livello UE (15 anni) per l’apertura di un account personale, garantendo così un approccio graduale.
    Il KIDS Act inverte inoltre l’onere della prova: d’ora in poi, i fornitori di servizi dovranno dimostrare che i loro servizi sono sicuri fin dalla progettazione (“safe by design“) e adeguati all’età. “Oggi i nostri figli interagiscono con le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono state concepite pensando al loro benessere. Il nostro KIDS Act inverte l’onere della prova: spetta alle piattaforme dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione. Inoltre, restituiamo ai genitori un ruolo centrale, fornendo loro gli strumenti per aiutare i figli a muoversi in un mondo online più sicuro”, ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.
    La proposta di EU KIDS Act si articola su quattro pilastri:
    1. Differimento dell’accesso ai social media L’EU KIDS Act propone che i bambini possano creare account autonomi sui social media solo a partire dai 15 anni di età. Per i minori di età compresa tra i 13 e i 15 anni, la proposta prevede il controllo parentale, consentendo ai tutori di creare “mini-account” accessibili tramite l’account del tutore stesso. Ciò permetterebbe loro di accedere a social media e piattaforme di condivisione video adeguati alla loro età. Inoltre, i servizi disponibili tramite i mini-account devono essere progettati includendo misure di tutela, come la limitazione dei contatti sociali e del tempo trascorso davanti allo schermo (massimo un’ora al giorno), riconoscendo così il ruolo dei tutori nel sostenere uno sviluppo autonomo e sicuro dei figli online. I bambini di età compresa tra i 3 e i 13 anni non possono accedere ai social media, ma possono utilizzare servizi di condivisione video appositamente concepiti per loro, tramite account gestiti dal tutore. A tal fine, le piattaforme devono offrire a genitori o tutori uno strumento di facile utilizzo per limitare l’uso del dispositivo dell’adulto ai soli servizi adatti ai bambini – quando il dispositivo viene affidato a loro – e per limitare l’esposizione del minore a un massimo di un’ora al giorno.
    2. Sicurezza fin dalla progettazione (Safety-by-design) L’EU KIDS Act impone una serie di obblighi a tutti i servizi online che offrono social media, condivisione di video, videogiochi online, compagni basati sull’IA e chatbot a utenti di età inferiore ai 18 anni. Tra questi figurano il divieto di funzionalità che creano dipendenza e di feed di raccomandazione basati sulla profilazione che trascinano i minori in “spirali” (o “rabbit holes”) di contenuti dannosi. È inoltre vietato lo scorrimento infinito (“infinite scroll“) privo di punti di interruzione, l’uso di meccanismi di ricompensa ingannevoli, l’invio di notifiche push durante le ore notturne e il contatto non richiesto da parte di estranei. Inoltre, i compagni basati sull’IA e i chatbot devono essere disattivati per impostazione predefinita e non possono simulare relazioni interpersonali in modo da creare dipendenza emotiva. I profili dei minori devono essere privati per impostazione predefinita, con la geolocalizzazione e l’accesso a fotocamera e microfono disattivati. I servizi online devono inoltre offrire ai minori strumenti semplici per bloccare e silenziare altri utenti, strumenti efficaci per la gestione del tempo e sistemi di raccomandazione sicuri che i minori possano controllare, regolare e ripristinare.
    3. Verifica dell’età nel rispetto della privacy Ai sensi dell’EU KIDS Act, i servizi online e gli app store devono utilizzare strumenti di verifica dell’età. Possono, ad esempio, avvalersi dell’app dell’UE per la verifica dell’età, la quale non conserva documenti d’identità né dati biometrici, garantendo così i più elevati standard di tutela della privacy. Gli Stati membri saranno strettamente coinvolti nella creazione di questo ecosistema. Inoltre, i fornitori di servizi di social media e di piattaforme di condivisione video saranno tenuti a effettuare la verifica dell’età al momento dell’apertura di un nuovo account da parte dell’utente. Per quanto riguarda gli account esistenti, i fornitori dovranno stimare l’età dell’utente basandosi su indicatori ragionevoli (ad esempio, la data di creazione dell’account o i dati della carta di credito).
    4. Efficace applicazione delle norme La proposta inverte l’onere della prova, imponendo ai fornitori di piattaforme online di dimensioni molto grandi l’obbligo di dimostrare che i loro servizi sono “sicuri sin dalla progettazione” (“safe by design”). Le piattaforme saranno tenute a presentare un piano di conformità alla Commissione e a un revisore indipendente, incaricato di valutare approfonditamente il nuovo servizio, la nuova caratteristica o la nuova funzionalità. La Commissione potrà richiedere al fornitore di proporre misure correttive qualora, sulla base della relazione del revisore, ritenga che il piano di conformità presenti delle carenze.
    Il quadro di applicazione si fonda sulle strutture già esistenti nell’ambito del regolamento sui servizi digitali (Digital Services Act) e del regolamento sull’intelligenza artificiale *Artificial Intelligence Act), avvalendosi di meccanismi consolidati e competenze già acquisite. La proposta introduce procedure di applicazione accelerate nei confronti dei fornitori in caso di mancata conformità all’EU KIDS Act, prevedendo che la Commissione concluda le indagini entro 90 giorni. La proposta legislativa è stata trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio, per avviare l’iter legislativo per il loro esame e la loro adozione. “Data la chiara richiesta di un intervento urgente e globale a livello dell’Unione, è fondamentale che l’atto venga adottato rapidamente”, sottolinea la Commissione.
    IL VIDEO


    -Foto sat/Italpress-
    Ultima Ora / IPA.

  • Mattarella:basta guerre,morti innocenti

    13.25
    Siamo in una fase di “particolare criticità, imprevista fino a qualche anno fa”, con “conflittualità che sempre più frequentemente producono vittime innocenti e devastazioni. Speriamo sia una fase che si chiuda al più presto”. Così il Presidente a Monte Romano (VT) all’ esercitazione Aegis 2026 dell’Esercito.
    Questo,dice,dev’essere “avanzato tecnologicamente”,”coeso e integrato” e “interoperabile in un quadro europeo che consenta sinergie, economie di scala, migliori capacità”. Il nostro Esercito un “punto di riferimento e orgoglio”.

  • Carney a Europarlamento:noi simili a Ue

    “Canada ed Europa simili per affinità”.
    “Insieme siamo più forti”. Così il premier canadese, Carney, intervenendo all’Eurocamera. “Non sto proponendo un terzo blocco-ha detto-con l’ obiettivo di diventare una potenza rivale. Non cerchiamo potere per dominare gli altri. Al contrario,perseguiamo la resilienza così nessuno possa controllare i nostri mercati,la nostra sovranità,minacciare la nostra integrità territoriale e le nostre democrazie”.
    “Un’alleanza Canada-Ue costituirebbe un faro per le altre democrazie”,sostiene.

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