La Corte penale internazionale (Cpi) respinge “con fermezza” le sanzioni imposte contro l’istituzione dagli Stati Uniti, dopo l’assegnazione del premio Nobel per la Pace all’ex giudice della Corte, Navi Pillay.
E’ “un attacco allo Stato di diritto e alle fondamenta stesse dell’ordine giuridico internazionale”, afferma.
La Corte invita gli Stati membri ad adottare “misure concrete” per garantirne la continuità operativa e assicurare le risorse necessarie.
Notizie dell’Ultima Ora
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Cpi:”Usa attaccano lo Stato di diritto”
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Favoriti McNulty,Del Toro,Evenepoel
Va in scena sabato il 120° Lombardia, ultima Classica Monumento dell’anno, su un percorso di 239km con partenza da Bergamo e arrivo a Como.
Si apre la caccia al successore di Tadej Pogacar che, dopo cinque trionfi di fila,è stato messo ko da una caduta alla recente Vuelta.Tra i grandi favoriti al successo nella Classica delle Foglie Morte figurano Brandon McNulty, fresco di titolo iridato su strada, Isaac Del Toro e Remco Evenepoel,secondo nel 2024 e 2025.Occhio anche a Primoz Roglic,neo campione europeo a cronometro, e Thomas Pidcock. L’Italia punta su Ciccone,Scaroni, Piganzoli e Pellizzari. -
Soltanto settimo tempo per Antonelli
201Calcio 299Brevi
Max Verstappen (Red Bull) conquista la pole nelle qualifiche sprint del Gp di Singapore. Il campione olandese chiude con il tempo di 1’31″153, davanti alla Mercedes di George Russell, Verstappen a rischio sanzione per non aver rispettato una bandiera gialla.
Terzo tempo e seconda fila per la Ferrari di Charles Leclerc seguito da Piastri, quarto; quinto posto per l’altra McLaren di Lando Norris.
Sesto Hamilton con l’altra Ferrari, appena davanti alla Mercedes del leader mondiale Kimi Antonelli, settimo crono.
Sabato gara sprint alle 11, qualifiche alle ore 15. -
SQ1,Antonelli soltanto nono tempo
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Max Verstappen (Red Bull) svetta nelle SQ1 del Gp di Singapore: per lui un crono di 1’33″477, La Ferrari brilla: con Leclerc,staccato di soli 18 millesimi da Verstappen.
Terzo tempo per la Mercedes di George Russel, staccato di 96 millesimi. Subito accanto a lui c’è l’altra Ferrari di Hamilton a 271 millesimi.
Non brilla il leader mondiale Kimi Antonelli:non va oltre la nona posizione a quasi 1″ da Verstappen. Fra gli eliminati Sainz e Lindblad. -
Antonelli soltanto nono tempo
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Max Verstappen (Red Bull) svetta nelle SQ1 del Gp di Singapore: per lui un crono di 1’33″477, La Ferrari brilla: con Leclerc staccato di soli 18 millesimi da Verstappen.
Terzo tempo per la Mercedes di George Russel, staccato di 96 millesimi. Subito accanto a lui c’è l’altra Ferrari di Hamilton a 271 millesimi.
Non brilla il leader mondiale Kimi Antonelli:non va oltre la nona posizione a quasi 1″ da Verstappen. Fra gli eliminati Sainz e Lindblad. -
Antonelli sotanto nono tempo
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Max Verstappen (Red Bull) svetta nelle SQ1 del Gp di Singapore: per lui un crono di 1’33″477, La Ferrari brilla: con Leclerc staccato di soli 18 millesimi da Verstappen.
Terzo tempo per la Mercedes di George Russel, staccato di 96 millesimi. Subito accanto a lui c’è l’altra Ferrari di Hamilton a 271 millesimi.
Non brilla il leader mondiale Kimi Antonelli:non va oltre la nona posizione a quasi 1″ da Verstappen. Fra gli eliminati Sainz e Lindblad. -
NICO GONZALEZ RINNOVA FINO AL 2030
Da esubero a punto fermo per il futuro.
Nico Gonzalez, rientrato in estate dal prestito all’Atletico Madrid, sembrava non avesse più spazio in bianconero ma è riuscito a conquistarsi un ruolo da protagonista nello scacchiere di Spalletti, al punto da rinnovare fino al 30 giugno 2030 il contratto che lo lega alla Juventus.
La squadra, intanto, continua a preparare la sfida della Unipol Domus contro il Cagliari fissata per le 20.45 di domenica. Anche Jhon Lucumì, l’ultimo reduce dagli impegni con la sua selezione, è tornato a disposizione.
Ultima Ora Calcio -
MILLER VERSO LA QUINTA DI FILA DAL 1′
Lennon Miller, complice l’infortunio di Piotrowski, sta trovando sempre maggiore spazio nello scacchiere del tecnico Kosta Runjaic. Il centrocampista scozzese, infatti, è reduce da quattro partite consecutive da titolare tra Coppa Italia e campionato e ora viaggia verso la sua quinta maglia dal 1′ di fila, in occasione della trasferta dell’Olimpico Grande Torino contro i granata,prevista lunedì sera.
Il bilancio dei friulani con Miller in campo non è stato molto positivo, viste le tre sconfitte subite in Serie A, ma ora sperano di invertire la rotta.
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PELLEGRI PUO’ TORNARE FRA I CONVOCATI
In vista della partita casalinga contro l’Udinese, in programma lunedì sera all’Olimpico Grande Torino, mister Ignazio Abate potrebbe convocare anche Pietro Pellegri. L’attaccante, reduce dall’ennesimo pesantissimo infortunio con la rottura del legamento crociato, si è completamente ristabilito e durante la lunga sosta di campionato è tornato a lavorare con il gruppo.
Per Pellegri sarebbe un rientro atteso quasi un anno, visto che ha giocato la sua ultima partita il 21 dicembre 2025 contro il Mantova, quando indossava la maglia dell’Empoli in Serie B.
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IDEE CHIARE PER MISTER DE ROSSI
Mister Daniele De Rossi ha avuto tanti giorni a disposizione per lavorare con la squadra e sembra avere le idee chiare sulla formazione da schierare contro la Fiorentina. Davanti a Bijlow il terzetto formato da Marcandalli, Ostigard e Vasquez; a centrocampo spazio a Baldanzi, Amorim e Frendrup, con Ehizibue ed Ellertsson sulle fasce. Coppia d’attacco composta da Osmajic e Vitinha.
Sul fronte dirigenziale si va verso una rivoluzione. Diego Lopez è a un passo dall’addio direzione Championship e, al suo posto, dovrebbero arrivare Stefano Melissano e Francois Modesto.
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CONTINUITA’ PER COPPIA MALDINI-MENDY
In vista dell’impegno casalingo contro la Juventus, che andrà in scena domenica sera alla Unipol Domus, mister Fabio Pisacane non dovrebbe apportare grossi cambiamenti nel suo undici iniziale. In attacco il tecnico dovrebbe dare continuità alla coppia composta da Maldini e Mendy, con il supporto di Fazzini sulla trequarti. In mezzo al campo spazio per Romano, Winks e Adopo.
Anche nel reparto arretrato ci sono solo certezze per Pisacane: Caprile è intoccabile tra i pali, davanti a lui una linea a quattro formata da Obert, Mina, Rodriguez e Zé Pedro.
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Garlasco, l’ex consulente di Stasi: “Il riesame sul dispenser può smontare la condanna”
Ultima Ora – “Quegli accertamenti sul dispenser chiesti dalla difesa di Alberto Stasi vanno fatti perché potrebbero smontare uno dei pilastri della condanna”. Ne è convinto Oscar Ghizzoni, che nel 2017, da consulente dei legali di Stasi, svolse le analisi sul portasapone del bagno di casa Poggi nell’inchiesta su Andrea Sempio, poi archiviata a Pavia.
La richiesta dei legali di Stasi: serve riesame sul dispenser
Il tema ora è tornato attuale perché, com’è emerso dagli atti depositati con l’indagine in corso, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis hanno sollecitato alla Procura l’opportunità di effettuare nuovi “specifici accertamenti” sull’oggetto. Il pensiero di Ghizzoni è che potrebbero essere trovate impronte “dei familiari di Chiara o anche di persone che frequentavano la casa in quel periodo”. “Non sono in grado di dire se il reperto ci sia ancora. All’epoca – ricorda nell’intervista all’Ultima Ora – analizzammo una fotografia scattata dai Ris di pochissimi centimetri quadrati e rilevammo due impronte attribuite a Stasi e, cosa molto interessante, contai nove impronte in totale, comprese le due di Stasi, e in più rilevai delle colature di sapone”.
Un dettaglio, quest’ultimo, sul quale Ghizzoni insiste: “Le colature di sapone derivavano dal normale uso di un dispenser col detergente liquido e ci fecero capire che non era stato lavato. Le colature e la presenza di altre impronte dimostravano con certezza che il dispenser non era stato lavato e smontavano la tesi dell’accusa, poi accolta nella sentenza di condanna, secondo la quale l’autore del delitto si era lavato le mani insanguinate nel lavandino. Ma se avesse lavato accuratamente il lavandino le impronte e le colature di sapone sarebbero state cancellate”. Quanto alla ‘rilettura’ dell’inchiesta della Procura di Pavia, Ghizzoni non manifesta dubbi: “Quelli di adesso sono accertamenti molto più approfonditi rispetto a quelli del 2007. Non c’è confronto: penso per esempio all’analisi di tracce e impronte che non venero ritenute utili come l’impronta 33, a quelle sulla spazzatura e alla questione del numero delle scarpe. Direi che sono emersi errori abbastanza evidenti fatti nella prima indagine”. -
Doppia tromba d’aria nel Trapanese: devastazione tra Marsala e Petrosino, 16 feriti e scuo…
Ultima Ora – La provincia di Trapani è stata sconvolta da una doppia tromba d’aria che ha provocato feriti — almeno sedici, tra cui dieci bambini, per lo più lievi, secondo l’ultimo monitoraggio — e danni ingentissimi. “Scene da guerra”, ha commentato sgomenta la sindaca di Marsala.
Un fenomeno eccezionale, non previsto — a fronte di un’allerta gialla diramata ieri dalla Protezione civile regionale — che si è scatenato in mare, davanti al porto di Marsala, e si è fatto strada con violenza, capovolgendo auto, scoperchiando edifici, travolgendo abitazioni, devastando scuole, serre, vigneti e capannoni.
Interessati soprattutto i centri di Petrosino e Marsala con i loro plessi scolastici dichiarati inagibili. A Marsala, soprattutto, dove è stata sventrata la scuola “Alcide De Gasperi”, gridano al miracolo: solo alcuni bimbi contusi, “ma poteva essere una strage. Il Buon Dio ci ha salvati”, ripete un testimone.
In azione le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale con rinforzi giunti da Palermo e Agrigento. Di “devastazione” parla anche il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina: “I soccorsi sono arrivati subito e sono stati recuperati in buone condizioni due operai che erano dispersi. Colpito anche il centro di raccolta rifiuti di Petrosino”.
Il quadro sanitario e la gestione dell’emergenza
L’Asp di Trapani fa sapere che all’ospedale di Mazara del Vallo sono stati ricoverati una donna per un trauma lieve alla caviglia e un politraumatizzato 70enne, giunto al pronto soccorso in codice rosso: con fratture multiple in più parti del corpo, l’uomo è vigile e cosciente ed è stato stabilizzato in sala operatoria, per poi essere trasferito nel Trauma Center del Villa Sofia di Palermo.
Al pronto soccorso di Marsala, invece, sono giunti 4 bambini e 5 adulti, che presentano qualche ferita da taglio e qualche escoriazione. È stato attivato comunque anche il supporto psicologico per i pazienti. La direzione dell’Asp ha messo in campo l’équipe psicosociale per l’emergenza, con complessivamente circa dieci psicologi, operativi anche per i familiari dei ricoverati.
“Scene di guerra” per la sindaca di Marsala, Andreana Patti, in riferimento alla sciagura che si è abbattuta sui comuni di Petrosino e Marsala: “Hanno avuto la peggio chiaramente tutte le case che sono state attraversate da questa tromba d’aria, così come la scuola. Chiederemo lo stato di emergenza: i danni sono ingentissimi, alcune persone sono rimaste fuori casa”.
Risposte istituzionali, risorse e la richiesta di prevenzione
Il governatore Renato Schifani ha annunciato la presentazione di un emendamento in sede di discussione delle variazioni di bilancio per stanziare le prime risorse necessarie a fronteggiare l’emergenza e realizzare gli interventi urgenti sul territorio. Segue con attenzione la vicenda il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci: “Ho sentito telefonicamente il Prefetto di Trapani per fare il punto sulla situazione e sugli interventi in corso. Esprimo la mia vicinanza alle comunità interessate e alle persone rimaste coinvolte. Rivolgo un sentito ringraziamento ai soccorritori impegnati nelle attività di assistenza e messa in sicurezza delle aree colpite e all’Asp di Trapani per la tempestiva attivazione del piano di emergenza presso l’ospedale di Marsala”.
I sindaci dell’Anci Sicilia reclamano “un’accelerazione alle politiche di prevenzione”, a partire dall’attuazione dei decreti del 2023 in materia, e il rafforzamento degli interventi di adattamento ai cambiamenti climatici. Alla Regione Siciliana giunge la richiesta di convocare con urgenza la cabina di regia sui cambiamenti climatici e di assicurarne un’attività costante: “Occorre mettere attorno allo stesso tavolo Regione, Comuni, Protezione civile e istituzioni scientifiche, con un programma operativo che individui priorità, risorse, soggetti responsabili e scadenze. A questo lavoro deve accompagnarsi una verifica periodica degli interventi effettivamente realizzati. Servono supporto tecnico e finanziamenti continuativi per aggiornare e rendere operativi i piani comunali di protezione civile, svolgere esercitazioni, migliorare la comunicazione delle allerte e organizzare l’assistenza alle persone più vulnerabili. Va inoltre rafforzata la prevenzione sul territorio: manutenzione delle reti di drenaggio, verifica delle condizioni degli edifici e delle infrastrutture pubbliche, individuazione delle situazioni di maggiore esposizione al rischio. Insomma, occorre una marcia in più rispetto al passato”. La prevenzione deve diventare una priorità concreta dei bilanci e delle scelte sul territorio.
Per Legambiente “alla preoccupazione per l’intensificarsi degli eventi estremi si aggiunge quella per l’insufficienza delle risorse destinate alla prevenzione, alla manutenzione e alla messa in sicurezza degli edifici pubblici. È inaccettabile che la sicurezza delle scuole, dei bambini e degli insegnanti debba fare i conti con risorse insufficienti e interventi che troppo spesso arrivano soltanto dopo una tragedia o un’emergenza, in un periodo storico in cui anche solo entrare negli edifici diventa difficile in alcuni periodi dell’anno, per via dell’assenza di climatizzazione. Gli edifici scolastici devono essere una priorità assoluta nella programmazione degli investimenti pubblici, nella valutazione della vulnerabilità strutturale e nella predisposizione di piani di prevenzione e protezione adeguati ai nuovi scenari climatici”.
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Nasce il progetto del primo Museo regionale dei Trasporti, Lucente: “Milano Porta Genova sede ideale”
MILANO Ultima Ora / IPA – La realizzazione del primo Museo regionale dei Trasporti, con la stazione dismessa di Milano Porta Genova come possibile sede. È il progetto al quale sta lavorando l’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia Franco Lucente. L’iniziativa presentata oggi nel corso di un convegno al quale hanno partecipato anche l’assessore alla Cultura Francesca Caruso, insieme a rappresentanti del Comune di Milano, Ferrovienord, Trenord, Fondazione FS e delle realtà che già custodiscono il patrimonio storico dei trasporti lombardi.
“L’idea cui stiamo lavorando – ha spiegato Lucente – è creare un luogo dedicato alla storia della mobilità pubblica lombarda, capace di raccogliere e valorizzare testimonianze, materiali e documenti, ma anche di diventare uno spazio di ricerca, partecipazione e divulgazione. L’ipotesi di un museo nasce dall’ascolto di tante persone che si dedicano al mondo dei trasporti con grande passione. Tutto il mondo della mobilità troverà spazio in questo luogo: cittadini, tecnici e dipendenti, appassionati saranno i primi interlocutori. Il treno e gli altri mezzi di trasporto sono un patrimonio che racconta storie di tutti noi”.
“Il trasporto pubblico locale – ha aggiunto l’assessore Lucente – ha un valore fondamentale per Milano, che non può rimanere indietro da questo punto di vista. Vedo in Milano il luogo giusto per questo progetto. Più nello specifico, vedo nella Stazione di Porta Genova, oggi dismessa, un punto strategico, un luogo storico che possa essere riqualificato e diventare uno spazio capace di raccontare il nostro quotidiano con il trasporto pubblico”.
Non solo un luogo espositivo e un ‘contenitore’ di ricordi, ma anche un centro di promozione, ricerca e partecipazione, nonché un luogo fisico dedicato al recupero, alla conservazione e al restauro. Il progetto di un Museo del trasporto pubblico a regia regionale si pone l’obiettivo di raccogliere il patrimonio, fisico e culturale, di tutte le tipologie di mobilità territoriale: da quella su rotaia a quella su gomma, su acqua e a fune.
Il mondo dei trasporti trova in Lombardia esempi emblematici, come quello della Ferrovia della Valtellina, la prima a essere elettrificata, o della Metropolitana Linea 1, la prima ad aver utilizzato il ‘Metodo Milano’, ovvero la tecnica ingegneristica che consente di ridurre gli effetti sul territorio sovrastante. E poi l’esempio della prima linea tranviaria interurbana d’Italia, la Milano-Monza, inaugurata nel 1886 con trazione ippica, successivamente elettrificata e che, nel prossimo futuro, vedrà anche l’arrivo della metropolitana.
“Un Museo dei Trasporti – ha affermato l’assessore Caruso – permetterebbe di raccontare una parte della storia lombarda che riguarda da vicino tante famiglie, arricchendo il patrimonio museale regionale. Con l’assessore Franco Lucente stiamo lavorando a un progetto che renda questo patrimonio culturale e sociale accessibile al pubblico, coinvolgendo le realtà che già lo custodiscono. Il grande successo dei treni storici dimostra quanto sia vivo l’interesse per la storia dei trasporti e per il loro ruolo nella vita delle comunità”.
Tra i relatori anche René Capovin, direttore generale del Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica, Pier Antonio Rossetti presidente di Ferrovienord, Andrea Severini, amministratore delegato di Trenord, Luigi Cantamessa, direttore generale di Fondazione FS, Paolo Pagnoni dell’Associazione culturale ‘Amici del Tram’.
Lo studio di prefattibilità affidato al direttore generale Capovin – La prima fase del progetto è stata affidata a René Capovin, esperto del settore museale, nonché direttore del Musil – Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia.
“Siamo abituati – ha affermato il direttore Capovin – a un certo tipo di museo. Solitamente, si entra in un museo d’arte con la necessità di avere competenze pregresse. Il Museo del trasporto pubblico, invece, ha una logica diversa: l’idea è quella di creare un piccolo mondo in cui ogni utente porti la sua esperienza. L’intenzione è mostrare locomotive, motori, oggettistica, biglietti storici, ma anche rendere l’esperienza della visita coinvolgente, creando uno spazio di esperienze”.
Il prossimo passo è la predisposizione di un percorso strutturato per la definizione, la localizzazione e la fattibilità del progetto.
-Foto Regione Lombardia-
Ultima Ora / IPA. -
Gli Usa annunciano sanzioni alla Cpi
Gli Stati Uniti impongono sanzioni alla Corte Penale Internazionale. La stretta arriva poco dopo l’assegnazione del Nobel per la Pace a Navy Pillay, ex giudice della Cpi. Lo ha annunciato il Dipartimento del Tesoro.
Immediata la reazione dell’Ue: “Collaboreremo con il Cpi per garantire l’ operatività”. E’ profondamente deplorevole che gli Usa abbiano annunciato l’ intenzione di imporre sanzioni”. Otto Paesi, tra cui l’Italia, hanno ribadito il loro “incrollabile sostegno a indidipendenza,imparzialità,integrità Cpi”. -
Bruxelles: scontri, barricate,sassaiole
Barricate con bici incendiate,sassaiole contro la polizia e idranti per disperdere i manifestanti, a Bruxelles.Scontri con centinaia di giovani vestiti di nero e mascherati. Gli scontri degli studenti con gli agenti al corteo dei sindacati contro la politica e i progetti di bilancio del governo.
Un gruppo di giovanissimi ha raggiunto la stazione centrale e ha aggredito la polizia.Lanciate pietre sugli agenti, distrutti arredi urbani e provocati incendi. Disordini e incidenti si sono allargati ad altre strade di Bruxelles. -
La Finanza di Roma confisca beni per oltre 47 milioni a un imprenditore
Ultima Ora – E’ un “tesoro” da oltre 47 milioni di euro quello confiscato dai finanzieri del Comando provinciale di Roma all’imprenditore capitolino, residente all’estero, Gabriele De Bono, ritenuto “socialmente pericoloso” per reati fiscali e contro il patrimonio.
Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione specializzata misure di prevenzione sulla base del Codice antimafia, riguarda 15 unità immobiliari tra appartamenti, garage e terreni, nei comuni di Roma, Bracciano (Roma), Formello (Roma), Monte Argentario (Grosseto), Olbia (Sassari) e Torgiano (Perugia), auto e moto d’epoca, barche, 83 orologi di valore e rapporti finanziari.I beni confiscati
Tra i beni confiscati spiccano, per importanza, una storica imbarcazione a vela monoalbero – il più grande cutter aurico del mondo – risalente al 1920, della lunghezza di 46,60 metri, una villa con piscina nel rinomato quartiere romano dell’Olgiata, auto storiche Rolls Royce, Bentley e Ferrari. Alcuni dei beni individuati, tra cui l’imbarcazione a vela, sono già stati venduti all’asta dall’amministrazione giudiziaria nominata dal Tribunale, ricavando l’importo complessivo di oltre 2 milioni e mezzo di euro, somma che con il provvedimento ablatorio finisce nel patrimonio dello Stato.
Le indagini
I beni in questione erano stati sequestrati due anni fa dagli specialisti del G.i.c.o. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Roma. Le indagini avevano consentito di qualificare il destinatario della misura quale “soggetto abitualmente dedito, sin dal 1998, a reati fiscali e contro il patrimonio, da cui traeva risorse economiche utili a sostenere un tenore di vita sproporzionato rispetto a una inesistente capacità reddituale, connotata dall’assenza di dichiarazioni fiscali presentate nell’ultimo decennio.
In particolare – spiegano gli investigatori – mirati approfondimenti avevano permesso di ricondurre all’imprenditore la gestione e la titolarità di fatto, in forma diretta o indiretta, di una galassia societaria ovvero di entità giuridiche di diritto estero, aventi sede anche in paradisi fiscali, intestate formalmente a prestanome, utilizzate per commettere reati fiscali e operazioni di riciclaggio di proventi illeciti”.
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Operaio morto a Caivano, ai domiciliari il datore di lavoro di 37 anni
Ultima Ora – Svolta nelle indagini sulla tragica morte di Salvatore Calignano, di 61 anni, l’operaio deceduto lo scorso 3 ottobre all’ospedale “San Giuliano” di Giugliano in Campania dopo essere precipitato il giorno prima dal tetto di un capannone. Nella giornata odierna, i Carabinieri della Stazione di Caivano, supportati dalla locale Compagnia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti del datore di lavoro della vittima, un uomo di 37 anni residente a Caivano.
L’ordinanza è stata emessa dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. Il 37enne è gravemente indiziato di omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza.
Nel medesimo procedimento risultano indagati per omicidio colposo aggravato in cooperazione colposa anche il committente dei lavori e il proprietario dell’immobile da cui l’operaio è precipitato.
Operai in nero e nessuna protezione in quota
Le indagini degli investigatori hanno permesso di ricostruire con esattezza la dinamica del drammatico evento, superando un muro iniziale di reticenza e omertà condizionato dal contesto ambientale. La svolta è arrivata grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza dell’area: individuati i testimoni oculari, i Carabinieri li hanno ascoltati e, vinti i primi timori, gli informati sui fatti hanno fornito elementi decisivi.
I filmati hanno mostrato chiaramente che Calignano stava lavorando sul tetto del capannone insieme ad altri due operai, tutti impiegati in nero, in totale assenza di dispositivi di protezione o misure di sicurezza per i lavori in quota.
L’assunzione simulate a tragedia avvenuta
Un dettaglio inquietante emerso dalle indagini riguarda la posizione del datore di lavoro. L’uomo si trovava sul posto al momento della caduta e, poche ore dopo l’incidente, si è affrettato a registrare formalmente l’assunzione di Calignano con decorrenza retroattiva dal giorno precedente, nel tentativo di simulare un regolare contratto di lavoro.
Escluse le ipotesi di omissione di soccorso o spostamento del corpo
Gli accertamenti incrociati tra i dati GPS delle ambulanze e i tabulati delle chiamate al 118 hanno smentito le prime indiscrezioni secondo cui il corpo della vittima sarebbe stato spostato dopo la caduta o che vi sia stata un’omissione di soccorso. Calignano è stato soccorso immediatamente sul posto da persone estranee ai fatti, che hanno prontamente allertato i sanitari e atteso con lui l’arrivo dei mezzi di soccorso.
