ROMA Ultima Ora / IPA – In questa edizione:
– Difesa ed energia, primo via libera alla clausola di salvaguardia
– Ad agosto accelerano i prezzi alla produzione industriale
– Hi-tech, dopo 4 anni di deficit l’Europa torna in surplus
sat/fsc/azn
Notizie dell’Ultima Ora
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QuiEuropa Magazine – 10/10/2026
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A Genova il 12 ottobre torna la Cerimonia Colombiana tra tradizione e innovazione
GENOVA Ultima Ora / IPA – Genova si prepara a celebrare Cristoforo Colombo con un ricco programma di iniziative che culminerà lunedì 12 ottobre nella tradizionale Cerimonia Colombiana, appuntamento che ogni anno rende omaggio alla figura del grande navigatore e al legame tra Genova, la sua storia e il suo ruolo internazionale. “La Cerimonia Colombiana è un appuntamento della tradizione cittadina che ogni anno rinnova il legame di Genova con la propria storia e con i liguri nel mondo – dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis – Quest’anno il programma offre l’occasione per avvicinare cittadini e studenti al lavoro di chi si occupa di ricerca e alle trasformazioni che le nuove tecnologie portano nelle nostre vite. Il coinvolgimento delle scuole è particolarmente prezioso: conoscere il passato e avere gli strumenti per comprendere il presente aiuta le nuove generazioni a guardare con maggiore consapevolezza al futuro. Il mio ringraziamento va alle istituzioni, alle associazioni e a tutte le persone che contribuiscono a questa giornata, rendendola un momento di partecipazione e di incontro per la città”.
Le celebrazioni prenderanno il via alle 15.15 alla Casa di Colombo con la deposizione della corona e gli interventi istituzionali, alla presenza dei gruppi storici genovesi, in collaborazione con A Compagna e il Consolato degli Stati Uniti d’America di Genova. Alle 16,30, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, si svolgerà la Cerimonia Colombiana, che si aprirà con i saluti istituzionali e con il tradizionale momento dedicato ai Liguri nel mondo. Alla cerimonia per le Celebrazioni Colombiane parteciperà il Ministro del Turismo, On. Gianmarco Mazzi in rappresentanza del Governo
Tra i momenti centrali della giornata, il 52° Convegno Colombiano “Navigatori del Futuro”, organizzato dall’Istituto Internazionale delle Comunicazioni (IIC). Il tema scelto per questa edizione, “Dalla scoperta dell’America alle scoperte del XXI secolo: intelligenza artificiale, robotica e spazio”, propone una riflessione sul rapporto tra esplorazione, ricerca e innovazione. Scienziati, ricercatori ed esperti provenienti da diversi ambiti si confronteranno in un dibattito che unirà scienza, tecnologia, cinema, immaginazione e riflessione etica. Il programma alternerà interventi di carattere scientifico e divulgativo a momenti musicali e alla proiezione di alcune sequenze cinematografiche curate dal Cinema Sivori. Interverranno Riccardo Genova, presidente dell’Istituto Internazionale delle Comunicazioni, Alberto Diaspro, scienziato e professore dell’Università di Genova, Alessandro Giacobbe, amministratore di Circuito Cinema Genova, Alessandra Sciutti dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Luca Caviglione del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Nel corso della cerimonia saranno inoltre premiati gli studenti vincitori del concorso di idee dedicato agli istituti scolastici genovesi intitolati a Cristoforo Colombo. Spazio anche alla valorizzazione della figura del navigatore attraverso il progetto “Immagini e immaginario su Cristoforo Colombo”, promosso dal Centro Studi Colombiano, con la presentazione del concorso internazionale rivolto alle scuole di Genova, della Liguria, dell’Italia e dell’estero e la proclamazione degli istituti vincitori. La giornata sarà quindi arricchita dal tradizionale conferimento dei Premi Colombiani, la Medaglia Colombiana, il Premio Internazionale delle Comunicazioni e il Premio Internazionale dello Sport. Tra i momenti più significativi della cerimonia anche l’offerta dell’olio da parte del Comune di Quiliano per la lampada votiva che arde presso le ceneri di Cristoforo Colombo nel Faro di Santo Domingo e il conferimento della Medaglia della Città di Genova alla memoria di Fausto Cuocolo. Le celebrazioni saranno accompagnate da un articolato calendario di iniziative culturali e divulgative rivolte a cittadini, studenti e famiglie. Domenica 11 ottobre, in occasione di F@Mu – Famiglie al Museo, la Casa di Colombo ospiterà l’attività “Messaggi in bottiglia: l’avventura dei quattro viaggi di Colombo”, una speciale caccia al tesoro itinerante nel centro storico dedicata a bambini e accompagnatori.
Nella stessa giornata il Galata Museo del Mare proporrà l’iniziativa “Colombo e l’America: un viaggio alla scoperta dei sapori”, percorso interattivo tra storia, giochi e curiosità dedicato ai prodotti alimentari giunti in Europa dal continente americano.
Sempre l’11 ottobre partirà dalla Casa di Colombo la 35ª edizione del Corteo Storico Colombiano, organizzata dal Comitato Nazionale per Colombo. Il corteo attraverserà il centro cittadino fino al Porto Antico con spettacoli musicali, esibizioni di danza, sbandieratori e rievocazioni storiche. Il 14 e 15 ottobre l’Archivio di Stato di Genova esporrà eccezionalmente il testamento di Cristoforo Colombo e la lettera a lui rivolta dai Protettori di San Giorgio. Dal 16 al 21 ottobre la Biblioteca Berio ospiterà la mostra “A regola d’Arte. Genova nei manoscritti di arti e mestieri”, dedicata alla vita delle corporazioni e delle attività professionali cittadine tra Medioevo ed età moderna.
Dal 19 al 21 ottobre, sempre alla Biblioteca Berio, il pubblico potrà partecipare agli incontri “I bibliotecari raccontano i libri delle Arti”, ospitati nella Sala dei Chierici. Con un programma che unisce memoria storica, cultura, ricerca scientifica e partecipazione cittadina, Genova rinnova così il proprio omaggio a Cristoforo Colombo, valorizzando una figura che continua a rappresentare lo spirito di esplorazione, conoscenza e apertura al mondo.
– Foto ufficio stampa Comune di Genova –
Ultima Ora / IPA. -
Il paradosso del welfare che perde di vista i più deboli
di Raffaele Bonanni
ROMA Ultima Ora / IPA – Il ceto medio non chiede privilegi. Chiede di non essere punito perché lavora, dichiara ogni euro e prova a migliorare la propria vita. E invece l’Italia sembra aver costruito un paradosso: chi rispetta le regole paga il conto, chi riesce ad aggirarle può incassare un premio.
Non è una guerra ai poveri. È una denuncia contro un’assistenza che, sommando bonus, esenzioni e soglie, rischia di perdere di vista i più deboli. A ogni emergenza nasce un sussidio; a ogni elezione si promette di conservarlo. Chi controlla i risultati? Chi verifica se quelle risorse liberano le persone dal bisogno o alimentano rendite? I dati non consentono slogan, ma neppure indifferenza. Secondo Itinerari Previdenziali, i trasferimenti statali alla gestione assistenziale dell’Inps sono cresciuti da circa 74 miliardi nel 2008 a 180 nel 2024. Comprendono voci differenti, non solo povertà.
Intanto, secondo l’Istat, i poveri assoluti sono passati da circa 2,8 a 5,6 milioni. Non significa che gli aiuti abbiano prodotto la povertà. Significa che spendere sempre di più non basta a dimostrare di spendere bene. La falla più grave è nell’equità. Molte agevolazioni dipendono dal reddito dichiarato. Ma dichiarato non vuol dire reale. Dove prosperano evasione e lavoro nero, il cittadino onesto può apparire benestante e l’evasore indigente.
Residenze di comodo e nuclei familiari costruiti ad arte possono aggravare la distorsione. Guai a sospettare di tutti i beneficiari: per rispettarli bisogna smascherare chi bara. Ogni euro finito a un falso povero è un euro negato a chi non arriva a fine mese. E spesso a finanziarlo sono lavoratori dipendenti e pensionati, i cui redditi sono visibili interamente. La progressività delle imposte è giusta; la disparità tra chi dichiara e chi nasconde non lo è.
Poi c’è la trappola delle soglie. Basta un aumento di stipendio per perdere più agevolazioni insieme. Si lavora di più, si guadagna qualcosa in più, ma il beneficio effettivo si assottiglia. Che messaggio manda lo Stato? Che avanzare conviene poco. Nel frattempo il ceto medio perde potere d’acquisto, risparmio e fiducia. Non serve inventare l’ennesimo bonus. Serve fare pulizia: censire le prestazioni, eliminare le sovrapposizioni, verificare redditi e patrimoni effettivi, rendere graduale l’uscita dagli aiuti. E soprattutto misurare ciò che funziona.
L’assistenza indispensabile va difesa; i sussidi senza risultati non possono diventare intoccabili. Lavoro regolare, formazione e servizi devono offrire una strada fuori dalla fragilità. La ricchezza di un Paese non nasce solo dai grandi patrimoni. Nasce dalle famiglie che risparmiano, studiano, investono, comprano casa, aprono imprese e scommettono sul futuro. Se soffochiamo questa energia, prosciughiamo anche le risorse della solidarietà. Difendere il ceto medio e proteggere i poveri non sono obiettivi rivali: sono la stessa battaglia per uno Stato giusto. Uno Stato che aiuta chi ne ha bisogno, non chi sa approfittarsene.
– Foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Trump: “Con Meloni c’è grande rapporto”
“Ho un grande rapporto con lei. Andiamo d’accordo”.
Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Trump, rispondendo a chi gli chiedeva quali fossero i rapporti con la premier Giorgia Meloni.
Alla domanda se intendesse incontrare Giorgia Meloni al G20 a Miami a dicembre, Trump ha risposto:”Probabilmente”. -
Bez subito fuori, Di Giannantonio 3°
260Altri Sport
299Brevi Sport
Marc Marquez vince la Sprint a Mandalika e si prende la vetta del Mondiale.
Jorge Martin, infatti, è solo 4° dopo aver condotto la gara per molti giri.
Sul podio Ogura e Di Giannantonio, costanti nella scia dei due in lotta per il campionato.Allo start è proprio Marquez (4° in griglia) ad attaccare: la manovra chiude Bezzecchi che va a contatto col poleman Raul Fernandez e per i due la gara termina qui.Martin in testa fino a 5 giri dal traguardo, poi problemi alle gomme e un errore gli fanno perdere posizioni.
In Moto2 sarà Guevara a partire in pole; in Moto3 Uriarte davanti a tutti. -
Tentano di scavalcare il muro della scuola, 2 bidelli li scoprono e vengono picchiati
Ultima Ora – Due bidelli dell’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Girolamo Caruso” di Alcamo, sono state vittime ieri mattina di una brutale aggressione mentre svolgevano il proprio servizio di vigilanza.
La ricostruzione
Secondo le prime ricostruzioni, un collaboratore scolastico è stato aggredito fisicamente da due giovani, di cui uno iscritto all’istituto, dopo averli sorpresi a scavalcare il muro di cinta della scuola. Un collega, accorso per difenderlo e sedare la colluttazione, è stato a sua volta picchiato. Entrambi sono stati trasportati in ospedale per accertamenti.
I sindacati: “Inaccettabile”
“Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai due lavoratori aggrediti che stavano semplicemente facendo il proprio dovere con dedizione e senso di responsabilità”, dicono Gianna Fracassi e Adriano Rizza, rispettivamente segretaria generale della Flc Cgil nazionale e segretario generale della Flc Cgil Sicilia.
“La scuola aggiungono – è un luogo di educazione, di crescita e di civiltà, non può e non deve diventare un luogo di violenza. E’ inaccettabile che il personale scolastico, impegnato in prima linea per garantire la sicurezza e il corretto funzionamento delle attività, venga aggredito mentre svolge il proprio lavoro. La violenza, da qualunque parte provenga e chiunque ne sia responsabile, è sempre inaccettabile e va condannata con fermezza, senza esitazioni nè giustificazioni”. -
Ancora temporali e maltempo, ma poi torna l’anticiclone con l”ottobrata’
Ultima Ora – Il maltempo con piogge e temporali continua ancora nelle prossime ore, specie al Sud, anche se già da domani il tempo sarà in miglioramento con fenomeni residui. E dalla prossima settimana tornerà l’anticiclone che potrebbe regalarci la cosiddetta classica ‘ottobrata’ dalle temperature miti.
Le previsioni del weekend
Secondo il Centro meteo italiano, il fine settimana inizia con una saccatura depressionaria, con una piccola goccia d’aria fredda in quota, che si muove sul Mediterraneo centrale.
Condizioni meteo instabili o perturbate in queste prime ore di sabato soprattutto al Sud dove troviamo forti acquazzoni e temporali. Precipitazioni sparse comunque anche sul Centro e sulla Sardegna. Anche nel pomeriggio e in serata fenomeni che si attardano al Centro-Sud mentre al Nord avremo un generale miglioramento. Per la giornata di domani, domenica 11 ottobre, la saccatura è in spostamento verso i Balcani e le condizioni meteo saranno in deciso miglioramento sull’Italia.
Al mattino avremo ancora qualche acquazzone o temporale sparso su Molise, Puglia e Calabria mentre altrove prevarranno le schiarite. Tempo asciutto anche nel pomeriggio e in serata salvo qualche pioggia su Emilia Romagna, Toscana e Puglia. Temperature in lieve aumento ma comunque in linea con le medie o poco al di sotto.
Migliora la prossima settimana
I principali modelli mostrano per la prossima settimana un vasto e robusto campo di alta pressione, con valori al suolo fino a 1030 hPa, espandersi tra Atlantico ed Europa centro-occidentale. Una goccia d’aria fredda interesserà invece i Balcani scendendo fin sul Mediterraneo orientale.
Condizioni meteo che dovrebbero risultare più stabili sull’Italia centro-settentrionale mentre al Sud non si escludono ancora piogge e temporali sparsi. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli, in vista della metà di ottobre, mostrano ancora una volta un robusto campo di alta pressione dominare sull’Europa.
Vortice polare compatto e anticiclone disteso lungo i paralleli con condizioni meteo asciutte per l’Italia nei giorni centrali del mese. Per il Centro meteo italiano nuova ‘ottobrata’ in vista con temperature che potrebbero comunque rimanere intorno alle medie del periodo. -
La mafia dei ladri devoti
Ultima Ora – È la mafia dei ladri devoti. Rispettare i sacri simboli è uno dei comandamenti che questa multinazionale del crimine si è data. Si tratta dei “vory-v-zakone”, letteralmente ladri-in-legge, fedeli cioè a un tradizionale codice d’onore: violarlo può costare la vita.
Nel 1991, dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, i “padrini” hanno esteso i loro malaffari oltre i confini nazionali della Georgia, incastonata tra Turchia, Russia e Mar Nero, mantenendo sempre uno stretto intreccio tra riti e crimine.
Secondo l’agenzia di stampa russa PrimeCrime.ru, specializzata nell’osservazione del fenomeno, a farne parte sono appunto georgiani, seguiti da armeni, russi, azeri, curdi e greci.
I traffici criminali
Nell’ultimo rapporto del 2024, la Direzione Investigativa Antimafia scrive che “i gruppi criminali dell’ex Urss hanno evidenziato nel tempo la propensione per i reati contro il patrimonio, il traffico di stupefacenti e di armi, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione, il contrabbando e i furti di rame”.
Le cronache recenti arricchiscono il menù. Raccontano di furti di opere d’arte e di libri antichi da musei e biblioteche in varie parti d’Europa.
A giugno, nella capitale francese si è aperto un processo contro una presunta gang di “ladri-in-legge” accusati della sottrazione di pezzi di valore dalle gallerie di Germania, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Svizzera.
I furti in Italia e in Europa
I mafiosi georgiani agiscono in piccoli gruppi. Sono specializzati soprattutto nei furti-lampo in appartamento.
In Italia le ultime razzie sono avvenute a Belluno, Cagliari, Bologna, Roma, Trieste, Milano, Olbia, Genova, Mantova, Firenze, Matera e Bari, dove peraltro è stata scoperta una importante centrale operativa. Ma sono entrati in azione anche in altre città e in diversi Paesi del Vecchio Continente.
L’operazione “Locusta”
Nell’ottobre 2015, emblematica l’operazione “Locusta” condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo di Frascati e della Compagnia Parioli del Comando provinciale di Roma, con la collaborazione dell’Europol.
“Sono state arrestate cinquantasette persone”, diceva il comunicato, “tutte legate al gruppo mafioso georgiano noto come ‘vory-v-zakone’. Operavano a Roma, Reggio Emilia, Siena, Cagliari e in molti altri Paesi: Austria, Francia, Germania, Georgia, Grecia, Moldavia, Russia e Spagna”.
Per la pianificazione dei colpi era preziosa la complicità di insospettabili badanti.
La cassa comune e il giro d’affari miliardario
Obiettivi dell’attività criminale: depredare alla svelta, vendere la merce alla stessa velocità avvalendosi di un’ampia rete di ricettatori e trasferire poi i soldi nella cassa comune, l’”obshak”, attraverso money transfer o tramite corrieri.
Il bilancio della spa del crimine ha provato a calcolarlo l’Eurispes nel marzo 2025:
“La mafia russa, che opera oggi in Russia, Europa, Israele, negli Stati Uniti e con particolare intensità nei Paesi che facevano parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, ha un giro di affari stimato in 8,5 miliardi di dollari”.
Il rispetto del sacro
Con un occhio fisso sempre al sacro. Lo confermano le inchieste delle forze dell’ordine: i georgiani, di solito, non portano via dalle abitazioni eventuali quadri raffiguranti icone religiose, non “lavorano” la domenica, nei festivi e nella data dedicata alla festa di San Giorgio, protettore della Georgia, cioè il 23 novembre.
“Non si lavora in questo giorno, il nostro patrono ti punirà”, diceva un ladro georgiano intercettato dai carabinieri di Roma mentre svaligiava un appartamento della Capitale, avvertendo un suo collega delle conseguenze alle quali sarebbe andato incontro se non avesse rispettato il codice d’onore.
Le origini del codice d’onore
“Ai nostri giorni”, osserva lo storico Franco Cardini nel libro Onore, “il termine suona, specie alle orecchie dei più giovani, come più o meno retorico e desueto”.
Evidentemente non per i georgiani.
“La figura del ‘vor’”, spiegava l’allora ministro dell’Interno Nicola Mancino in una relazione al Parlamento del 1992, “esiste in Russia da secoli, anche se le tradizioni, il codice etico, l’ordine gerarchico si sono sviluppati e consolidati nei campi di lavoro degli anni Venti e Trenta dell’era staliniana”.
Il legame con la Chiesa ortodossa
Nei gulag sono finiti anche i pope della Chiesa ortodossa, dalla quale i “ladri-in-legge” pare abbiano preso molto, come del resto hanno fatto i mafiosi italiani con la Chiesa cattolica.
Motivo per cui non è insolito sentire un boss georgiano dire che “le uniche autorità morali in Russia, al momento, sono la Chiesa ortodossa e i ‘vory-v-zakone’”, battuta riportata dal sociologo Federico Varese nel libro Vita di mafia.
Il rito di iniziazione
L’elemento religioso scandisce gli eventi prima, durante e dopo il rito di iniziazione dell’adepto. I passaggi li descrive ancora lo studioso:
“Dopo svariati anni di apprendistato”, riporta, “il giovane criminale viene candidato da un garante all’ambito titolo di ‘vor’. Di solito la cerimonia si tiene durante una festa. La Bibbia non manca. I ‘vory’ si prendono per mano e recitano un giuramento di fedeltà al mondo criminale. Subito dopo, il più anziano elenca le regole dell’organizzazione”.
Dopodiché, l’iniziato riceve un nome, segno della nuova vita, come nella vestizione dei religiosi ortodossi, e può tatuarsi la pelle.
I tatuaggi simbolo del potere criminale
Nel pantheon dei “ladri-in-legge” ogni figura è un simbolo. “Il crocifisso”, continua Varese, “significa che la persona è un ‘vor’ autorevole, le cupole di una chiesa ortodossa indicano il numero di condanne”.
E ancora:
“L’immagine della Madonna con Bambino, ripresa dalle tradizionali icone ortodosse, significa: ‘Ho la coscienza pulita di fronte ai miei amici’ e ‘Non tradirò mai’. La Madonna da sola vuol dire: ‘Il carcere è casa mia’”.
Un’organizzazione internazionale
Dunque, i boss georgiani sono ricchi e potenti. “Nel 2012”, ricorda Varese, “negli Usa l’amministrazione Obama ha inserito i ‘vory’ tra le organizzazioni transnazionali più pericolose per la sicurezza americana”.
Sono presenti pure nella lista dell’Ofac, l’agenzia del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti che persegue i gruppi criminali. Gli investigatori segnalano infiltrazioni anche nella politica.
Per esempio, riferisce ancora il sociologo, “un ‘vor’ georgiano divenne ministro del governo del suo Paese e fu decisivo nel favorire l’ascesa di Eduard Shevardnadze alla presidenza, nel 1992”.
La neutralità nella guerra tra Russia e Ucraina
I “padrini” hanno preso la parola anche nel conflitto in corso tra Ucraina e Russia, facendo circolare una sorta di editto finito sul sito PrimeCrime.ru.
Parola d’ordine: “Neutralità”. È una delle regole del codice: “Non prendere le armi dalle mani delle Autorità, non prestare il servizio militare”. -
Longevity Magazine – Puntata del 10/10/2026
MILANO Ultima Ora / IPA – Tutto per una sana e lunga vita. Nella diciannovesima puntata di Longevity Magazine, format Tv dell’agenzia di stampa Italpress, Ernesto Di Pietro, osteopata e docente di biomeccanica della colonna vertebrale, intervista Federica Brembati, psicoterapeuta e neuropsicologa. Durante la trasmissione si è parlato dell’accettazione dell’invecchiamento e del superamento della paura di diventare anziani, oltre aella neuroplasticità cerebrale e dell’importanza di stimolare la mente coltivando le proprie passioni per prevenire il decadimento cognitivo.
sat/gsl -
Cavo Dragone “La Nato non cerca lo scontro, ma è pronta a vincere”
ROMA Ultima Ora / IPA – “Pianificare come difendersi non è mai una provocazione”. L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, chiarisce in un’intervista a la Repubblica la portata della nuova “Theory of Victory”, che sarà illustrata il 12 ottobre a Varsavia dal Comandante supremo alleato, generale Alexus Grynkewich.
Una dottrina che rafforza la deterrenza attraverso la capacità di prevalere rapidamente in caso di aggressione, senza modificare la natura difensiva dell’Alleanza. “La deterrenza funziona solo se l’avversario è convinto che un’aggressione non avrebbe alcuna possibilità di successo”, spiega Cavo Dragone. L’obiettivo strategico resta prevenire il conflitto: “La migliore vittoria è quella per cui non dobbiamo combattere”.
Sul fianco orientale, l’ammiraglio descrive una situazione “seria, ma sotto controllo”, caratterizzata dalla pressione militare russa, dalle operazioni ibride e dalla retorica nucleare. Respinge inoltre le accuse di Mosca su Kaliningrad: “La Nato non sta preparando alcun blocco a Kaliningrad. È una minaccia costruita su uno scenario che non esiste, pensata per intimidire e dividere”. L’Alleanza, ribadisce, dispone degli strumenti per una deterrenza efficace e una risposta rapida. “Non cerchiamo lo scontro, perché questo non è nel Dna di una alleanza difensiva, quale è appunto la Nato. Ma nessuno deve avere dubbi: l’Alleanza è molto più forte di qualsiasi avversario”.
La recente visita a Kiev dell’intero Comitato militare, durante intensi attacchi russi, conferma il sostegno all’Ucraina e il legame tra la sua sicurezza e quella euro-atlantica. Particolare attenzione è riservata alla guerra ibrida e ai rischi di escalation. “Più queste azioni si moltiplicano, più cresce il rischio di un incidente o di un errore di calcolo”, avverte Cavo Dragone, richiamando la necessità di risposte ferme, proporzionate e coordinate, anche attraverso opzioni non visibili. “La Nato, infatti, a fronte di questi attacchi ibridi, ha dimostrato pienamente la sua capacità di gestire l’escalation”, sottolinea. Il messaggio conclusivo a Mosca riafferma il principio della difesa collettiva: “Siamo pronti e capaci a difendere ogni centimetro del nostro territorio, e un attacco contro uno di noi resta un attacco contro tutti”.
– Foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
MotoGP, in Indonesia pole per Raul Fernandez su Bezzecchi, Martin 5°
MANDALIKA (INDONESIA) Ultima Ora / IPA – È di Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse) la pole position del Gran Premio di Indonesia, diciassettesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. Il pilota spagnolo ferma il cronometro a 1’28″852 e precede di 0″109 l’Aprilia ufficiale di Marco Bezzecchi. Completa la prima fila l’altro azzurro Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46), staccato di 0″196 da Fernandez.
Apre la seconda fila Marc Marquez (Ducati), quarto a 0″266 e appena davanti al leader del Mondiale Jorge Martin (Aprilia), quinto a 0″300. Sesto Fermin Aldeguer (Ducati Gresini) su Ai Ogura (Aprilia Trackhouse), Alex Marquez (Ducati Gresini) e Pedro Acosta (Ktm). Decimo Francesco Bagnaia (Ducati), che precede Franco Morbidelli (Ducati VR46) e Fabio Quartararo (Yamaha).
GRIGLIA DI PARTENZA
1^ fila
1. Raul Fernandez (Esp) Aprilia in 1’28″852
2. Marco Bezzecchi (Ita) Aprilia in 1’28″961
3. Fabio Di Giannantonio (Ita) Ducati in 1’29″048
2^ fila
4. Marc Marquez (Esp) Ducati in 1’29″118
5. Jorge Martin (Esp) Aprilia in 1’29″152
6. Fermin Aldeguer (Esp) Ducati in 1’29″232
3^ fila
7. Ai Ogura (Jpn) Aprilia in 1’29″279
8. Alex Marquez (Esp) Ducati in 1’29″386
9. Pedro Acosta (Esp) Ktm in 1’29″408
4^ fila
10. Francesco Bagnaia (Ita) Ducati in 1’29″501
11. Franco Morbidelli (Ita) Ducati in 1’29″790
12. Fabio Quartararo (Fra) Yamaha in 1’29″837
– Foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Vibo Valentia, finanzieri sequestrano 100 borse con marchi contraffatti
VIBO VALENTIA Ultima Ora / IPA – La Guardia di Finanza del Gruppo di Vibo Valentia ha sequestrato 100 borse recanti marchi contraffatti individuate nel corso dei controlli eseguiti in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario, che nel fine settimana hanno richiamato nel capoluogo vibonese un considerevole afflusso di cittadini e visitatori.
L’intervento si inserisce nel dispositivo di controllo economico del territorio predisposto dalle Fiamme Gialle vibonesi, intensificato in concomitanza con manifestazioni ed eventi caratterizzati da una significativa presenza di pubblico, circostanza che può rappresentare un’occasione particolarmente favorevole anche per la commercializzazione di prodotti illeciti. È proprio nell’ambito di tali attività che i finanzieri hanno individuato un soggetto intento alla commercializzazione di numerose borse che, per caratteristiche, segni distintivi e modalità di vendita, hanno attirato l’attenzione degli operanti.
Gli approfondimenti eseguiti sul posto hanno consentito di rinvenire gli articoli recanti marchi e segni distintivi riconducibili a note case di moda, risultati contraffatti, che erano destinati alla vendita approfittando anche della consistente presenza di persone nelle vie cittadine interessate dai festeggiamenti.
La merce è stata pertanto sottoposta a sequestro, mentre il responsabile è stato deferito alla competente Autorità Giudiziaria per l’ipotesi di reato di commercio di prodotti con segni falsi.
– Foto ufficio stampa GDF –
Ultima Ora / IPA. -
Scriveva sul web di “imminenti stragi” a scuola, denunciato un 14enne a Catania [VIDEO]
Ultima Ora – Un 14enne della provincia di Catania è stato denunciato dalla polizia per avere diffuso in rete contenuti dal “forte valore apologetico e violento”, con precisi riferimenti alla “commissione di possibili atti di violenza all’interno degli istituti scolastici”.
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Digos di Catania e dal Centro operativo di sicurezza cibernetica (Cosc), a seguito di una segnalazione partita dal Servizio Polizia Postale di Roma.
Il profilo social sotto osservazione
Gli investigatori avevano individuato sui social un profilo che, pur utilizzando un alfabeto cirillico, mostrava un utente con casco militare e videocamera indossabile che alludeva a imminenti stragi e atti di terrorismo.
I successivi accertamenti hanno consentito di localizzare e identificare il titolare dell’account nello studente quattordicenne.
La perquisizione disposta dalla Procura per i Minorenni
Data la gravità e l’urgenza, la Procura per i Minorenni di Catania ha disposto una perquisizione domiciliare e informatica.
Il materiale sequestrato
Nel corso dei controlli nella stanza del ragazzo, le forze dell’ordine hanno sequestrato abbigliamento con svastiche e frasi discriminatorie, un casco militare, appunti manoscritti, un giubbotto antiproiettile rudimentale, oltre allo smartphone con l’account attivo e cronologie di ricerca incentrate sull’uso e il funzionamento delle armi da fuoco.
Gli approfondimenti investigativi
Tutti i dispositivi informatici sequestrati sono ora al vaglio degli specialisti della Polizia Postale e della Digos per ulteriori approfondimenti investigativi.
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Trapianti, l’Italia seconda tra i grandi Paesi Ue per tasso di donazione
Ultima Ora – Con 30,9 donatori deceduti per milione di abitanti, nel 2025 l’Italia si è collocata al secondo posto per tasso di donazione tra i grandi Paesi europei comparabili per popolazione e complessità del sistema sanitario.
Davanti resta la Spagna, che ha raggiunto quota 53,2, mentre l’Italia supera Francia (28,7), Regno Unito (20,7) e Germania (11,7). Dei 1.827 donatori accertati in Italia lo scorso anno, in 1.760 casi è stato effettivamente prelevato almeno un organo poi trapiantato.
È quanto emerge dalla Newsletter Transplant 2026, il rapporto internazionale sull’attività di donazione e trapianto curato dal Comitato europeo per organi, tessuti e cellule (CD-P-TO) del Consiglio d’Europa insieme all’Organización Nacional de Trasplantes spagnola.
Un rapporto che analizza 96 Paesi
La pubblicazione raccoglie i dati del 2025 provenienti da 96 Paesi, che rappresentano il 77% della popolazione mondiale. Il rapporto è stato diffuso in occasione della Giornata europea per la donazione di organi, tessuti e cellule, in corso dall’8 al 10 ottobre a Pafos, a Cipro.
Crescono le donazioni a cuore fermo
Continua a crescere anche il contributo della donazione dopo accertamento di morte con criteri cardiaci. I donatori di questo tipo sono stati 456, esattamente un quarto del totale, e in 428 casi hanno consentito almeno un trapianto.
Da questi programmi sono stati realizzati, tra gli altri, 394 trapianti di fegato. Con un tasso di 6,7 per milione di abitanti, nel confronto con Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, l’Italia si colloca al secondo posto, dietro soltanto alla Spagna.
Primato europeo per fegato e cuore
L’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea per numero assoluto di trapianti di fegato (1.753) e di cuore (451). Guardando invece ai tassi, con 29,6 trapianti di fegato e 7,6 trapianti di cuore per milione di abitanti, il nostro Paese occupa il quinto posto mondiale in entrambe le classifiche della Newsletter Transplant.
A livello europeo è prima per il fegato e seconda per il cuore.
I numeri dell’Europa e del mondo
Nei 27 Paesi dell’Unione Europea sono stati registrati complessivamente 11.044 donatori deceduti e sono stati trapiantati 32.809 organi:19.474 reni
8.179 fegati
2.455 cuori
2.155 polmoni
524 pancreas
22 intestiniA livello mondiale i donatori deceduti sono stati 49.169 e i trapianti di organo quasi 184mila, con una crescita complessiva dell’attività del 3,5% rispetto al 2024.
Il 30% dei donatori mondiali è rappresentato da donatori dopo accertamento di morte con criteri cardiaci.
Il commento del Centro nazionale trapianti
“Il secondo posto tra i grandi Paesi europei per tasso di donazione e il posizionamento mondiale nell’attività di trapianto di fegato e di cuore restituiscono l’immagine di una Rete italiana solida, capace di offrire opportunità di cura attraverso la donazione da persone di tutte le età, anche avanzata, e con i programmi a cuore fermo, sempre nel rispetto di elevati criteri di qualità e sicurezza”, commenta il direttore generale del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin.
“Questi risultati sono resi possibili dalla scelta dei donatori, dalla generosità delle loro famiglie e dal lavoro quotidiano dei professionisti e dei coordinamenti della Rete nazionale trapianti. Le oltre 8mila persone ancora in attesa ci ricordano che dobbiamo continuare ad ampliare le possibilità di donazione, rafforzare l’organizzazione del sistema e insistere nell’informazione dei cittadini”.
La Giornata europea a Cipro
La Giornata europea 2026, promossa dal Consiglio d’Europa con lo slogan “Sharing lives”, riunisce a Pafos rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari, associazioni, donatori e persone trapiantate.
Il programma comprende la riunione plenaria del Comitato europeo per organi, tessuti e cellule (CD-P-TO), la cerimonia ufficiale del 9 ottobre e una conferenza internazionale dedicata alle buone pratiche, agli aspetti etici, alla cooperazione tra Paesi e allo sviluppo dei programmi di donazione e trapianto.
L’Italia leader anche nei tessuti
La Newsletter Transplant dedica inoltre una sezione ai dati su tessuti e cellule raccolti attraverso Eurocet, la piattaforma europea gestita dal Centro nazionale trapianti.
Nel panorama continentale l’Italia si colloca tra i Paesi con i maggiori volumi di attività nel settore dei tessuti.
Tra gli Stati dell’Unione Europea che hanno comunicato i singoli indicatori, è:prima per numero di donazioni di cornee
prima per cute
prima per placenta e membrane amniotiche
seconda per vasi sanguigni
terza per tessuti muscolo-scheletrici
terza per valvole cardiacheIl record nelle donazioni di cornee
Il primato più netto riguarda i tessuti oculari.
L’Italia ha registrato 11.642 donazioni di cornee, pari a 196,7 per milione di abitanti, il tasso più elevato tra i Paesi dell’Unione Europea che hanno fornito il dato.
Nuove linee guida europee su qualità e sicurezza
In questa stessa cornice la Direzione europea per la qualità dei medicinali e dell’assistenza sanitaria del Consiglio d’Europa (EDQM) ha pubblicato la sesta edizione della Guide to the quality and safety of tissues and cells for human application.
Si tratta del riferimento tecnico europeo per garantire qualità e sicurezza in tutte le fasi della donazione, della lavorazione e dell’applicazione clinica di tessuti e cellule. -
Sisma 7.7 a Panama,paura nella capitale
Un terremoto di magnitudo 7.7 si è verificato a Panama, 14 chilometri a Sudovest di Pitaloza Arriba.
La scossa ha provocato il panico nella capitale, con migliaia di persone in fuga dagli edifici. Ad ora si segnalano feriti e danni, ma le verifiche sono in corso. Chiuse per precauzione le scuole e l’aeroporto.
Emessa e poi revocata l’allerta tsunami per le coste centroamericane dell’ Oceano Pacifico. -
Vescovi Usa: fucilazione è “barbarie”
“Il nostro Dio è il Dio della vita: in nessun modo le azioni di Hassan possono essere giustificate ma questa decisione è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderata”.
Così il presidente della Conferenza dei vescovi Usa, Coakley, commenta la decisione di trasmettere in diretta l’ esecuzione di Nidal Hassan, condannato per la strage di Fort Hood nel 2009.
“Non farà che danneggiare ulteriormente il tessuto morale della nostra nazione” -
ICE spara a New York, ferito un uomo
Un uomo è stato ferito dagli agenti dell’Immigrazione Usa, che gli hanno sparato mentre era in macchina con il figlio di 5 anni, a New York.
E’ accaduto a Marble Hill, vicino a Manhattan. L’ICE ha riferito che l’uomo colpito è un dominicano irregolare. Ora è in ospedale, non in pericolo di vita.
Un fatto “rivoltante”, ha detto il sindaco Mamdani, “lo hanno circondato a volto coperto, non erano riconoscibili.
Sono marci fino al midollo, via gli agenti dalla città”, ha aggiunto. -
Settimo il leader iridato Antonelli
201Calcio 299Brevi
Max Verstappen (Red Bull) conquista la pole nelle qualifiche della Sprint del Gp di Singapore. Il campione olandese chiude con il tempo di 1’31″153, davanti alla Mercedes di George Russell.
Terzo tempo e seconda fila per la Ferrari di Charles Leclerc seguito dall’ australiano Oscar Piastri, quarto.Quinto crono per l’altra McLaren, quella del britannico Lando Norris.
Sesto Lewis Hamilton con l’altra Ferrari, appena davanti alla Mercedes del leader del Mondiale, Kimi Antonelli con il settimo tempo. Lawson (RB) ottavo.
Sabato gara sprint alle 11, qualifiche alle ore 15. -
Respinto il ricorso di Ranucci, no al reintegro alla conduzione di Report
Ultima Ora – Il tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato l’istanza presentata dal giornalista Sigfrido Ranucci per il reintegro alla conduzione della trasmissione Report.
Il giornalista aveva richiesto l’intervento cautelare per ottenere il reintegro immediato alla conduzione di Report, la trasmissione d’inchiesta di Rai 3 in partenza con la nuova stagione l’8 novembre.
La decisione del giudice sul ricorso cautelare lascia immutato l’assetto stabilito dalla Rai con la conduzione di Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi.
Lo scorso lunedì 5 ottobre la Rai aveva reso noto un provvedimento disciplinare di sospensione di 10 giorni per lo stesso conduttore Sigfrido Ranucci, contestando il contenuto di alcune mail aziendali inoltrate a Valter Lavitola, una 50ina di ingressi in Rai di Laura Cianfoni e la denigrazione di alcuni colleghi.
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Europei paralimpici, a Cardiff altre due medaglie per l’Italia: un oro e due bronzi
CARDIFF (GALLES) Ultima Ora / IPA – La quarta giornata dei Campionati Europei Paralimpici di Cardiff 2026 regala altre tre medaglie alla scherma azzurra: una grande Italia, nel segno delle prime volte. Edoardo Giordan è campione d’Europa nella sciabola maschile categoria A, conquistando un oro individuale che non aveva mai vinto nelle quattro precedenti partecipazioni alla kermesse continentale. Prima medaglia individuale, invece, per Julia Markowska, bronzo nella spada femminile B. A fine serata è arrivata la medaglia di bronzo anche per Amelio Castro, che nella gara di sciabola maschile B conquista il terzo gradino del podio per effetto dell’esclusione del compagno Gianmarco Paolucci, al quale, dopo l’approdo in semifinale, nella fase preliminare di controllo delle armi, è stato contestato l’utilizzo di un cuscino sulla carrozzina non conforme al regolamento. Tale decisione è stata ritenuta corretta dalla delegazione italiana e pertanto non è stata impugnata. L’Italia è salita così a quota otto medaglie di cui tre d’oro, già una in più rispetto all’ultima edizione degli Europei svoltasi nel 2024 a Parigi dove furono conquistati due titoli (entrambi da Rossana Pasquino).
Mattatore del venerdì gallese è Edoardo Giordan, che sale sul tetto d’Europa nella sciabola maschile categoria A. Il romano delle Fiamme oro, bronzo alle ultime Paralimpiadi di Parigi 2024, al suo quinto Europeo corona il meritatissimo sogno d’oro. Edo ha debuttato vincendo con il risultato di 15-9 negli ottavi sul “neutrale” Karpov e nei quarti ha sconfitto d’autorità il greco Ntounis, conquistando così la certezza della sua quarta medaglia individuale in un Campionato continentale. Ma stavolta ha voluto con tutto se stesso andare oltre. E lo ha dimostrato in semifinale, contro l’ucraino Artem Manko, comandando sin dal principio l’assalto ed esultando per il verdetto di 15-9 che l’ha proiettato all’ultimo atto. In finale, opposto all’ungherese Richard Osvath, Edoardo Giordan ha messo il punto esclamativo sulla sua giornata trionfale, vincendo per 15-10 e laureandosi così campione d’Europa. Sempre tra gli sciabolatori A, out negli ottavi Mattia Galvagno, che ha concluso al 14° posto. Nella spada femminile categoria B brilla di bronzo Julia Markowska, alla sua prima medaglia individuale in un Europeo.
La romana delle Fiamme Oro ha superato negli ottavi la “neutrale” Kastsiuchkova con il punteggio di 15-4 e ha messo in ghiaccio la certezza del podio nel quarto di finale vinto per 5-1 sull’olandese Tenkink. In semifinale, contro la polacca Karolina Strawinska, Julia Markowska ha lottato fino all’ultima stoccata, perdendo 15-14 ma chiudendo comunque con la consapevolezza di una bellissima prestazione che vale il terzo gradino del podio. Ha concluso invece in 14^ posizione Sofia Brunati. La gara di sciabola maschile categoria B ha visto Amelio Castro conquistare il bronzo. Reduce dall’argento nella spada, l’atleta delle Fiamme Oro ha superato il britannico Shah (15-5), arrendendosi nei quarti al britannico Coutya. A seguito dell’esclusione per sanzione nel materiale di Gianmarco Paolucci, che era approdato in semifinale (aveva battuto 15-1 negli ottavi il polacco Pawelko, poi 15-9 il greco Triantafyllou nei quarti), Amelio Castro ha conquistato il terzo posto finale. Sesto classificato dopo una gara da applausi Andrea Jacquier, che negli ottavi ha sconfitto 15-8 il “neutrale” Ivaniev e ha mancato l’appuntamento con il podio per appena due stoccate, uscendo a testa altissima dal quarto di finale perso per 15-13 contro il polacco Castro.
Sempre tra gli sciabolatori B, ha concluso 22° Davide Costi. Infine, nella spada femminile categoria A ha chiuso in 9^ posizione Sofia Garnero, che era reduce dal bronzo vinto nel fioretto. L’Italia arriva così con sette medaglie (tre d’oro, una d’argento e tre di bronzo) alla penultima giornata dei Campionati Europei Paralimpici di Cardiff 2026 che domani vedrà chiudere il programma delle gare individuali con le specialità del fioretto maschile e della sciabola femminile. Per l’Italia, tra i fiorettisti, in pedana nella categoria A Mattia Galvagno, Emanuele Lambertini e Luca Platania, nella B Michele Massa e Gianmarco Paolucci, nella C Leonardo Rigo. Tra le sciabolatrici, invece, il Tricolore sarà rappresentato da Loredana Trigilia nella A e da Sofia Brunati, Julia Markowska e Andreea Mogos nella categoria B.
-Foto ufficio stampa Federscherma-
Ultima Ora / IPA. -
Cina, nella contea di Mingxi servizi a distanza per i concittadini d’oltremare
FUZHOU (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Per Ding Youqing, vice presidente esecutivo dell’Associazione dei cinesi d’oltremare di Mingxi in Italia, un normale rinnovo della patente di guida un tempo comportava un viaggio di 10.000 chilometri per tornare in Cina. La situazione è cambiata con l’inaugurazione della piattaforma di servizi amministrativi transfrontalieri della contea di Mingxi, “Qiaoyiban” (che significa letteralmente “servizio facile per i cinesi d’oltremare”).
“Prima dovevo sospendere la mia attività in Italia e tornare in aereo a Mingxi soltanto per rinnovare la patente di guida. Voli, alloggio e mancati ricavi ammontavano complessivamente a 30.000-40.000 yuan per viaggio”, ha affermato Ding, aggiungendo che ora il servizio è così comodo da consentirgli di completare l’intera procedura in mezz’ora, contattando il personale attraverso il gruppo WeChat di Qiaoyiban dedicato ai servizi amministrativi.
Mingxi, una contea montuosa nella provincia sud-orientale cinese del Fujian, è la terra d’origine di oltre 17.000 cinesi residenti all’estero, pari al 15,1% della sua popolazione totale. Oltre la metà delle famiglie locali ha parenti che vivono all’estero e l’Italia ospita una delle più grandi comunità all’estero di persone originarie di Mingxi.
Per decenni, i servizi amministrativi transfrontalieri hanno rappresentato una grande sfida per questa categoria di cittadini. La maggior parte delle procedure ufficiali esigeva la presenza fisica dei richiedenti, costringendo molti a intraprendere viaggi costosi e dispendiosi in termini di tempo per tornare in Cina anche solo per sbrigare pratiche semplici, come la presentazione di documenti. Anche le differenze di fuso orario rendevano scomoda la comunicazione e le domande per i servizi amministrativi nazionali non potevano essere presentate dall’estero.
Per affrontare queste sfide, il centro per i servizi amministrativi di Mingxi ha inaugurato ufficialmente nel 2023 il modello “Qiaoyiban”, estendendo oltre i confini nazionali i propri servizi a sportello unico.
La piattaforma copre attualmente 32 tipologie di pratiche amministrative molto richieste, tra cui il rinnovo della patente di guida, la certificazione dei requisiti pensionistici, la registrazione immobiliare, i servizi di autenticazione notarile e le richieste di licenze commerciali per gli investitori cinesi residenti all’estero che tornano in patria.
Per superare gli ostacoli legati alle differenze di fuso orario e alla verifica dell’identità, “Qiaoyiban” opera attraverso più canali: consulenza 24 ore su 24 tramite gruppi WeChat dedicati, verifica dell’identità e confronto dei volti tramite video e firma digitale dei documenti. Il personale locale può inoltre offrire un servizio di gestione per delega dell’intera procedura, occupandosi di tutte le pratiche in presenza per conto dei richiedenti.
Fu Xingfang, direttore del Centro per i servizi amministrativi della contea di Mingxi, ha dichiarato che, dalla sua inaugurazione, “Qiaoyiban” ha gestito oltre 5.300 richieste di consulenza, completato circa 3.600 pratiche amministrative e ha inoltre aiutato 51 progetti finanziati da cinesi residenti all’estero a prendere piede nella contea.
“L’autenticazione notarile, le transazioni immobiliari e il rinnovo della patente di guida sono i tre servizi più frequentemente richiesti dalla nostra comunità di cinesi all’estero”, ha dichiarato Fu.
Ding ha osservato che il servizio rende possibile l’impossibile: cose che non avrebbe mai potuto sbrigare senza tornare in Cina possono ora essere gestite con pochi tocchi sul telefono. Questo li fa sentire ricordati dalla loro città natale e li rende più propensi a investirvi.
Le autorità locali hanno in programma di includere altre pratiche amministrative tra i servizi di “Qiaoyiban”.
“Il nostro obiettivo è abbattere le barriere della distanza e dei confini e creare un legame affettuoso tra la nostra contea e le persone originarie di Mingxi che vivono all’estero. I servizi amministrativi di qualità non solo avvantaggiano questi cittadini, ma consentono anche di unire le loro forze per contribuire allo sviluppo della loro terra d’origine”, ha dichiarato Fu.Ultima Ora / IPA.-Foto Xinhua-
