La Procura militare ha aperto un’indagine sull’incidente dell’elicottero italiano dell’operazione Eufor Althea precipitato in Bosnia-Erzegovina.
A bordo c’erano 15 persone. Le vittime sono il pilota e lo specialista di elicottero, sergenti Ruggia e Marchesi, il medico tenente Zecchillo e l’infermiera sergente Procacci (volontari CRI).
Undici i feriti.
L’incidente è avvenuto nella zona di Brcko, al confine con la Serbia e la Croazia.
Notizie dell’Ultima Ora
-
Elicottero precipitato, aperta indagine
-
CHIVU: “DERBY HA MOTIVAZIONI IN PIU’”
“La squadra è pronta e consapevole del fatto che è un derby. E’ sempre una motivazione in più giocare questa partita. La classifica non conta niente. Nasce tutto dall’equilibrio e da ciò che hai nelle gambe e nella testa. Sappiamo la loro forza e come possono farci male. Dobbiamo essere pronti a mantenere la compattezza e a coprire la profondità”. A dirlo è Cristian Chivu alla vigilia del derby contro il Milan.
“Non esistono favorite nel derby, troviamo le energie nella motivazione. La pressione è su tutti, però non bisogna pensarci”, spiega il tecnico rumeno.
Ultima Ora Calcio -
ABATE: “GARA TOSTA, SERVE UMILTA’”
“Stiamo crescendo e ci stiamo preparando per una partita che sarà tosta. Bisogna affrontare questa gara con umiltà. I numeri dicono che loro giocano un grande calcio, hanno un gruppo formatosi da qualche anno e Alvini sta facendo un lavoro importantissimo. Chi li sfida sa a cosa va incontro. Sarà complicata, ma anche noi vogliamo renderla difficile a loro. Abbiamo l’ambizione di farli soffrire”. Lo dichiara Ignazio Abate a due giorni dall’impegno contro il Frosinone.
Sulla difesa: “Possiamo alzare l’asticella per limitare gli errori”.
Ultima Ora Calcio -
AMORIM: “E’ UNA GARA SPECIALE”
“Apprezzo molto il sostegno di Cardinale. Ci vorrà del tempo per creare delle fondamenta solide, ma vogliamo comunque vincere ogni singola partita. Questa è una gara speciale, inoltre abbiamo anche visto il progetto del nuovo stadio.
Con l’Inter c’è una rivalità unica,però c’è anche un legame profondo. Dobbiamo dare il massimo”. Così Ruben Amorim a poche ore dal derby.
Sugli infortunati: “Gila, Rabiot e Moreira sono pronti per unirsi alla squadra. Dobbiamo valutare se potranno partire dall’inizio”. Intanto, è ufficiale il rinnovo di Pulisic fino al 2031.
Ultima Ora Calcio -
PALMISANI: “AVANTI VERSO IL SOGNO”
“Avanti tutta! Camminando verso un sogno”. E’ questo il messaggio pubblicato sui web dal portiere della compagine giallazzurra Lorenzo Palmisani che, attraverso i social, ha celebrato la larga vittoria ottenuta fra le mura amiche contro il Lecce. L’estremo difensore è andato a un passo dal suo terzo clean sheet stagionale, sfumato nel finale per via del gran gol di Monteiro.
I ragazzi di mister Massimiliano Alvini sono reduci da tre risultati utili consecutivi e domenica pomeriggio cercheranno di calare il poker contro il Torino allo Stirpe.
260Altri Sport 299Brevi Sport -
PRECEDENTI SFAVOREVOLI CON LA DEA
Calcio
La compagine allenata da mister Alberto Gilardino si sta preparando alla delicata trasferta di Bergamo contro l’Atalanta, che andrà in scena lunedì sera.
I precedenti non sorridono agli emiliani che negli ultimi dodici incroci con i nerazzurri hanno ottenuto solamente una vittoria rispetto alle nove dei rivali; a completare il quadro poi 2 pareggi.
L’unico successo del team gialloblù è molto recente, visto che risale al 25 maggio 2025: 2-3 in trasferta grazie al gol di Hainaut e alla doppietta di Ondreijka.
Ultima Ora Calcio -
Amorim “La società vuole lo scudetto ma serve del tempo”
MILANO Ultima Ora / IPA – Gerry Cardinale ha “blindato” Ruben Amorim e ha “rilanciato”, parlando di “scudetto possibile”. Pronta la risposta del tecnico del Milan, in conferenza stampa, alla vigilia del derby. “Sono felice del sostegno ricevuto da Cardinale. Sapevamo tutti bene quale era il progetto e sapevamo che avremmo affrontato delle difficoltà. Noi vogliamo vincere tutte le partite e ci restiamo male quando veniamo sconfitti. L’obiettivo principale per la società è e deve esser sempre lo scudetto. Fino a quando l’obiettivo è fattibile, ci dobbiamo credere. Abbiamo perso dei punti per strada e abbiamo fatto degli errori, soprattutto contro il Bologna. Adesso dobbiamo reagire. Dobbiamo parlare sempre di scudetto, essendo al Milan, ma dobbiamo anche costruire per il futuro, per provare a lottare per il titolo in ogni stagione. Bisogna però esser chiari con i tifosi: ci vorrà del tempo”, ha affermato l’allenatore rossonero.
“Il derby è una partita speciale. C’è una rivalità e un legame particolare fra questi due club. I tifosi sentono molto la partita, proprio come succede in Portogallo. Mi aspetto una sfida intensa. Dobbiamo trovare le energie dentro di noi. Anche se i giocatori sono stanchi, dobbiamo far bene: è una partita unica. Dall’ultima sosta abbiamo giocato ogni tre giorni e abbiamo avuto poco tempo per gli allenamenti. Possiamo migliorare diverse cose, è vero, ma abbiamo bisogno di tempo per lavorare sodo”, ha detto ancora Amorim.
“Invidia per Chivu? No, non sono invidioso di nessuno. Ho scelto un progetto chiaro: sono in una società che vuole investire sui giovani, come Alphadjo Cisse, e che vuole ripartire da zero. Sono molto felice di esser al Milan e del progetto che stiamo portando avanti. Chivu è una bella persona. L’Inter è capace di giocare a occhi chiusi, ha tanti giocatori di talento, ma anche noi abbiamo buoni calciatori”, ha precisato il tecnico del Milan.
Infine, il punto sui singoli: “Goncalo Ramos può essere l’uomo di questa partita. Ha già dimostrato in passato di esser in grado di incidere in qualsiasi gara. Gila, Rabiot e Moreira sono pronti per unirsi alla squadra. Dobbiamo valutare domattina se potranno partire dal primo minuto, o meno, e decidere quale sarà il piano partita. Certo, ho già un’idea: vedremo domani”.– foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Malta, l’Associazione dei giornalisti del Commonwealth chiede una riforma del sistema giudiziario
LA VALLETTA (MALTA) (Ultima Ora/MNA) – L’Associazione dei giornalisti del Commonwealth (CJA) sollecita urgenti riforme del sistema giudiziario maltese e richiama le autorità alla piena assunzione di responsabilità per l’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia, uccisa nel 2017. In una dichiarazione, l’associazione avverte che la mancata attuazione delle necessarie riforme rischia di alimentare una cultura dell’impunità. William Horsley, membro del Comitato esecutivo del CJA, ha espresso apprezzamento per l’appello della parlamentare britannica, la baronessa Shami Chakrabarti, a rafforzare le garanzie e introdurre riforme nel sistema giudiziario maltese. Chakrabarti, alla guida di un’inchiesta del Consiglio d’Europa sull’attuazione delle raccomandazioni seguite all’omicidio della giornalista, ha definito “sconcertante” l’assoluzione dell’imprenditore Yorgen Fenech, pronunciata il 2 settembre. Fenech era accusato di finanziamento e organizzazione dell’assassinio ed è stato assolto da una giuria. Altre persone coinvolte nell’omicidio sono invece già state condannate.
Il CJA ha ricordato le conclusioni dell’inchiesta pubblica indipendente maltese, secondo cui lo Stato ha contribuito a creare un clima di impunità e non ha adottato misure adeguate per proteggere la vita della giornalista. Diverse raccomandazioni contenute nel rapporto, sottolinea l’associazione, non sono ancora state attuate. Da qui l’appello ai leader del Commonwealth affinché affrontino la questione in occasione del vertice dei capi di governo dell’organizzazione (CHOGM), in programma dall’1 al 4 novembre. Il CJA ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo di Malta, che attualmente presiede il Gruppo d’azione ministeriale del Commonwealth, organismo incaricato di intervenire in caso di gravi violazioni dei principi democratici del Commonwealth. Una circostanza che, secondo l’associazione, solleva interrogativi alla luce delle rinnovate pressioni internazionali sul tema della responsabilità giudiziaria a Malta.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Sciopero generale, tensioni a Torino e tangenziale bloccata. A Genova i manifestanti entrano nel porto / Video
TORINO Ultima Ora / IPA – Momenti di tensione nel corteo in corso a Torino tra manifestanti e agenti in Piazza Castello. I poliziotti hanno azionato gli idranti per allontanare i facinorosi. La tangenziale di Torino è bloccata. Il corteo per lo sciopero generale indetto dalla sigla sindacale Usb ha raggiunto la rotonda all’imbocco della tangenziale, che è chiuso e presidiato dal cordone di Polizia e Guardia di Finanza.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}Il corteo era partito da piazza Palazzo di Città, di fronte alla sede del Municipio, nel giorno dello sciopero generale indetto dalla sigla Unione Sindacale di Base. In capo al serpentone campeggia uno striscione che recita “Stop carovita, no alla guerra, no al riarmo”. L’ingresso di Palazzo Civico è chiuso e protetto dal cordone delle forze di polizia. Fra le bandiere presenti ci sono quelle del Pci, di Potere al Popolo e dei Cobas, oltre a quelle della Palestina. Lo spezzone studentesco partito dall’ateneo di Palazzo Nuovo ha imboccato via Po per raggiungere la manifestazione principale, ed è qui che si è registrato qualche momento di tensione con il cordone di polizia all’altezza di via Rossini, ma i manifestanti sono comunque riusciti a passare e raggiungere la piazza occupata dai lavoratori. Proprio nella piazza davanti al Comune, dove si sono riunite centinaia di persone, gli agricoltori hanno versato a terra due bidoni di letame “contro chi vuole trasformare Torino nella città delle aziende belliche“. Tanti i giovani presenti che sorreggono cartelli che dicono “No al carovita”.
“Vogliamo un esercito di medici e insegnanti” e “Il nostro futuro non è un debito”. Dal furgone che guida il corteo ripetuti cori contro la premier Giorgia Meloni. C’è anche la politica presente in piazza come la deputata del M5S (ed ex sindaca di Torino) Chiara Appendino e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi. Nel frattempo, un pezzo del corteo guidato dal centro sociale Askatasuna si è staccato e sta andando verso la stazione di Porta Susa.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}A GENOVA I MANIFESTANTI ENTRANO NEL PORTO
Un corteo con migliaia di persone, tra cui portuali del Calp e migliaia di studenti, è entrato nel porto di Genova nell’ambito dello sciopero generale lanciato da Usb. “Blocchiamo il porto perché non vogliamo che passino le armi destinate alle guerre”, spiegano i ragazzi. La mobilitazione era iniziata in mattinata col blocco dei varchi portuali nella zona di San Benigno e cortei studenteschi da Principe e Sampierdarena. Cori contro Giorgia Meloni, Roberto Vannacci e a favore della Palestina. Il corteo è diretto verso il centro città ed è prevista la conclusione in piazza De Ferrari. In piazza nel corso della giornata fino a 10mila persone.
“Oggi bloccheremo tutto, poi partiremo per un corteo, entreremo dentro il porto perché il porto è casa nostra e sta diventando sempre più casa dei fondi finanziari di chi sta in Svizzera, a Singapore o Taiwan”. Lo ha spiegato José Nivoi, referente Usb dei portuali di Genova, a margine dei blocchi scattati questa mattina ai principali varchi dello scalo. Nel capoluogo ligure è previsto un concentramento degli studenti alla stazione Principe, poi l’appuntamento al Terminal Traghetti per il corteo programmato al momento nel primo pomeriggio verso il centro città. “Noi siamo stanchi delle politiche che abbiamo visto negli ultimi 30 anni, non negli ultimi anni di governo Meloni – ha aggiunto Nivoi -. Meloni ha aggravato la situazione perché sta andando verso un aumento della repressione, invece di pensare ai salari dei lavoratori, al caro benzina, al fatto che non ci sono case in Italia per chi è sotto la soglia di povertà, e parliamo di 5,4 milioni di lavoratori. E poi non vogliamo più stare nel sistema di guerra. Oggi partecipano a questo sciopero 115 porti a livello mondiale, di cinque continenti diversi con 16 lingue diverse, perché le condizioni di vita che stiamo vivendo in Italia le vivono in tutto il mondo. Ci siamo stancati e stiamo cercando di dare una risposta per cambiare questa politica, non è più possibile che non siamo ascoltati”.La precettazione “non ci interessa”, Salvini “non ha capito che si va fino in fondo adesso. Che faccia il suo lavoro o che si dimetta”. Lo ha detto José Nivoi, referente Usb dei portuali genovesi, a margine dei blocchi scattati questa mattina nell’ambito dello sciopero generale. “Non funziona così, bisogna che intanto si occupi dei trasporti e non della propaganda politica coi militari a Milano – ha aggiunto -. Non c’è un treno in orario. Lavoro in porto e non c’è niente in orario, è un disagio continuo. Oltretutto la riforma portuale andrà a regalare in futuro il 25% del Pil italiano ai privati”.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}
– foto copertina xn3/Italpress –
– foto interna xa8/Italpress –
Ultima Ora / IPA. -
Parma: due morti per sospetto monossido di carbonio, gravissima una neonata
Ultima Ora – Due persone sono morte e una neonata di sette mesi è ricoverata in condizioni gravissime dopo una possibile intossicazione da monossido di carbonio in un casolare a Bocca d’Enza, nel territorio di Mezzani, in provincia di Parma. Le vittime sono un uomo di 35 anni e una donna di 32, marito e moglie, di origine africana.
Nell’abitazione si trovavano anche i due figli della coppia: oltre alla piccola, trasferita in elisoccorso all’ospedale Maggiore di Parma, un bambino di sei anni che sarebbe riuscito a uscire autonomamente dall’edificio.
L’intervento dei soccorsi
L’allarme è scattato nella mattinata di oggi dopo la segnalazione di un parente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i Carabinieri. Altre tre persone, tra cui due ventenni, avrebbero riportato conseguenze lievi.
Le indagini sulle cause dell’intossicazione
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è un possibile malfunzionamento della stufa presente nel casolare. Gli accertamenti sono in corso per ricostruire l’accaduto e individuare l’origine dell’incidente. Dalle prime informazioni non sarebbero emersi elementi riconducibili a una situazione di degrado dell’abitazione. -
Cina: a Tangshan cresce l’industria delle biciclette (3)
TANGSHAN (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Un addetto lavora nell’officina di un’azienda che produce biciclette nella zona di sviluppo economico di Lutai, nella città di Tangshan, nella provincia settentrionale cinese dello Hebei, il 28 ottobre 2026. Negli ultimi anni, la zona di sviluppo economico di Lutai ha promosso costantemente l’ammodernamento della propria industria delle biciclette. I produttori locali sono incoraggiati ad ampliare le proprie attività dalla semplice produzione di componenti allo sviluppo e alla fabbricazione di biciclette pronte all’uso. Nel distretto sono presenti 55 aziende di questo tipo, la cui produzione comprende biciclette, componenti di ricambio e motori per veicoli elettrici a due ruote.
-Foto Xinhua-
Ultima Ora / IPA. -
Cina: a Tangshan cresce l’industria delle biciclette (2)
TANGSHAN (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Degli addetti lavorano nell’officina di un’azienda che produce biciclette nella zona di sviluppo economico di Lutai, nella città di Tangshan, nella provincia settentrionale cinese dello Hebei, il 28 ottobre 2026. Negli ultimi anni, la zona di sviluppo economico di Lutai ha promosso costantemente l’ammodernamento della propria industria delle biciclette. I produttori locali sono incoraggiati ad ampliare le proprie attività dalla semplice produzione di componenti allo sviluppo e alla fabbricazione di biciclette pronte all’uso. Nel distretto sono presenti 55 aziende di questo tipo, la cui produzione comprende biciclette, componenti di ricambio e motori per veicoli elettrici a due ruote.
-Foto Xinhua-
Ultima Ora / IPA. -
Cina: a Tangshan cresce l’industria delle biciclette (1)
TANGSHAN (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Un addetto lavora nell’officina di un’azienda che produce componenti per biciclette nella zona di sviluppo economico di Lutai, nella città di Tangshan, nella provincia settentrionale cinese dello Hebei, il 28 ottobre 2026. Negli ultimi anni, la zona di sviluppo economico di Lutai ha promosso costantemente l’ammodernamento della propria industria delle biciclette. I produttori locali sono incoraggiati ad ampliare le proprie attività dalla semplice produzione di componenti allo sviluppo e alla fabbricazione di biciclette pronte all’uso. Nel distretto sono presenti 55 aziende di questo tipo, la cui produzione comprende biciclette, componenti di ricambio e motori per veicoli elettrici a due ruote.
-Foto Xinhua-
Ultima Ora / IPA. -
Oggi lo sciopero generale, manifestazioni in tutta Italia. Cortei uniti a Milano, momenti di tensione a Torino e Napoli / Foto e Video
ROMA Ultima Ora / IPA – L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per oggi lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. L’agitazione è stata proclamata contro il carovita, i salari bassi, i prezzi dei carburanti e dei generi di prima necessità e le bollette fuori controllo, la guerra e le politiche di riarmo. Tornano in piazza anche gli studenti, nelle principali città d’Italia.
A MILANO IN 30 MILA RAGGIUNGONO LA TANGENZIALE
Il corteo di lavoratori, studenti e insegnanti, che si è radunato davanti alla Stazione Centrale di Milano, nel giorno dello sciopero generale indetto da USB, si è ricongiunto con il corteo studentesco partito da Piazza Leonardo Da Vinci. “Giù le armi su i salari” è lo slogan che si ripete dal furgone in testa al doppio corteo, mentre alcuni esercizi abbassano le saracinesche in via Andrea Costa.
La testa del corteo, che arriva a contare circa 30mila persone, ha raggiunto la tangenziale est all’altezza di via Palmanova. Due mezzi delle forze dell’ordine stanno attualmente bloccando l’ingresso allo svincolo verso Lecco e Malpensa.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}MOMENTI DI TENSIONE A TORINO
È partito da piazza Palazzo di Città, di fronte alla sede del Municipio, il corteo organizzato a Torino per lo sciopero generale indetto dalla sigla Unione Sindacale di Base. In capo al serpentone campeggia uno striscione che recita “Stop carovita, no alla guerra, no al riarmo”. L’ingresso di Palazzo Civico è chiuso e protetto dal cordone delle forze di polizia. Fra le bandiere presenti ci sono quelle del Pci, di Potere al Popolo e dei Cobas, oltre a quelle della Palestina. Lo spezzone studentesco partito dall’ateneo di Palazzo Nuovo ha imboccato via Po per raggiungere la manifestazione principale, ed è qui che si è registrato qualche momento di tensione con il cordone di polizia all’altezza di via Rossini, ma i manifestanti sono comunque riusciti a passare e raggiungere la piazza occupata dai lavoratori. Proprio nella piazza davanti al Comune, dove si sono riunite centinaia di persone, gli agricoltori hanno versato a terra due bidoni di letame “contro chi vuole trasformare Torino nella città delle aziende belliche“. Tanti i giovani presenti che sorreggono cartelli che dicono “No al carovita”.
“Vogliamo un esercito di medici e insegnanti” e “Il nostro futuro non è un debito”. Dal furgone che guida il corteo ripetuti cori contro la premier Giorgia Meloni. C’è anche la politica presente in piazza come la deputata del M5S (ed ex sindaca di Torino) Chiara Appendino e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi. Nel frattempo, un pezzo del corteo guidato dal centro sociale Askatasuna si è staccato e sta andando verso la stazione di Porta Susa.
Il corteo per lo sciopero generale organizzato a Torino si è diviso in due tronconi. Quello principale e autorizzato, guidato dalla sigla sindacale Usb, è partito dalla piazza di fronte al Comune e, dopo aver attraversato la piazza del mercato di Porta Palazzo, ha imboccato corso Giulio Cesare per dirigersi come previsto verso la periferia nord della città, per raggiungere piazza Derna. Uno spezzone guidato dagli antagonisti del centro sociale Askatasuna invece ha deciso di separarsi quasi subito e poco fa ha raggiunto la stazione di Porta Susa, che però è presidiata dalle forze dell’ordine. Anche in questo caso lo striscione in testa al corteo recita “Contro guerra e caro vita blocchiamo l’Italia”.
“Vogliamo un esercito di medici e insegnanti” e “Il nostro futuro non è un debito”. Dal furgone che guida il corteo ripetuti cori contro la premier Giorgia Meloni. C’è anche la politica presente in piazza come la deputata del M5S (ed ex sindaca di Torino) Chiara Appendino e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi. Nel frattempo, un pezzo del corteo guidato dal centro sociale Askatasuna si è staccato e sta andando verso la stazione di Porta Susa.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}USB GENOVA “OGGI BLOCCHIAMO TUTTO”
“Oggi bloccheremo tutto, poi partiremo per un corteo, entreremo dentro il porto perché il porto è casa nostra e sta diventando sempre più casa dei fondi finanziari di chi sta in Svizzera, a Singapore o Taiwan”. Lo ha spiegato José Nivoi, referente Usb dei portuali di Genova, a margine dei blocchi scattati questa mattina ai principali varchi dello scalo. Nel capoluogo ligure è previsto un concentramento degli studenti alla stazione Principe, poi l’appuntamento al Terminal Traghetti per il corteo programmato al momento nel primo pomeriggio verso il centro città. “Noi siamo stanchi delle politiche che abbiamo visto negli ultimi 30 anni, non negli ultimi anni di governo Meloni – ha aggiunto Nivoi -. Meloni ha aggravato la situazione perché sta andando verso un aumento della repressione, invece di pensare ai salari dei lavoratori, al caro benzina, al fatto che non ci sono case in Italia per chi è sotto la soglia di povertà, e parliamo di 5,4 milioni di lavoratori. E poi non vogliamo più stare nel sistema di guerra. Oggi partecipano a questo sciopero 115 porti a livello mondiale, di cinque continenti diversi con 16 lingue diverse, perché le condizioni di vita che stiamo vivendo in Italia le vivono in tutto il mondo. Ci siamo stancati e stiamo cercando di dare una risposta per cambiare questa politica, non è più possibile che non siamo ascoltati”.
La precettazione “non ci interessa”, Salvini “non ha capito che si va fino in fondo adesso. Che faccia il suo lavoro o che si dimetta”. Lo ha detto José Nivoi, referente Usb dei portuali genovesi, a margine dei blocchi scattati questa mattina nell’ambito dello sciopero generale. “Non funziona così, bisogna che intanto si occupi dei trasporti e non della propaganda politica coi militari a Milano – ha aggiunto -. Non c’è un treno in orario. Lavoro in porto e non c’è niente in orario, è un disagio continuo. Oltretutto la riforma portuale andrà a regalare in futuro il 25% del Pil italiano ai privati”.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}A ROMA MIGLIAIA DI MANIFESTANTI IN PIAZZA, CORTEO AL MIT
Sono già in migliaia i manifestanti in Piazza dei Cinquecento nei pressi della stazione Termini di Roma. Alla testa del corteo, organizzato dal sindacato di base USB, uno striscione con su scritto “Noi produciamo la ricchezza, voi ladri di futuro”, e un flash mob per ricordare la popolazione di Gaza. Uniti alla manifestazione contro il carovita, guerra e riarmo, anche gli studenti.
Il corteo promosso dal sindacato di base USB è arrivato nel piazzale di Porta Pia dove è presente la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Alla testa del corteo anche due trattori e gli agricoltori che urlano “Vergogna. Affacciati Salvini, mettici la faccia se ce l’hai. Gli agricoltori sono qui perché falliscono tutti i giorni”. Presenti anche esponenti del Movimento per il diritto ad abitare: “Questo Ministero non ha fatto nulla per le politiche abitative. La pacchia è finita, in tutta Europa le piazze si riempiono. Questo governo se ne deve andare”. Fischi e cori contro il vicepremier, Matteo Salvini, che al momento proprio nella sede del Mit sta tenendo una conferenza stampa. Diverse le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa, ma al momento non ci sono tensioni e disordini.
MIGLIALIA DI PERSONE ATTESE ALLA MANIFESTAZIONE DI BOLOGNA, ALLERTA POSSIBILI SCONTRI
Giornata di manifestazioni a Bologna, dove è tutto pronto per lo sciopero generale indetto da USB contro il carovita per il quale sono attese in città migliaia di persone pronte a protestare contro “L’impennata dei prezzi, a partire da quelli dei carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori che ormai non recuperano più neanche l’inflazione; di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo”, come spiega l’Unione Sindacale di Base. Alla mobilitazione hanno aderito anche studenti, collettivi e associazioni. Il corteo di Usb ha come punto di ritrovo Piazza Maggiore e si snoderà fino a piazza Lucio Dalla, sotto la tettoia Nervi. Previsti appuntamenti diversi per il mondo studentesco schierato tra Via Matteotti, all’altezza del Teatro Testoni, non lontano dal ponte della stazione, porta San Donato e Via Zamboni, in piena zona universitaria. Nonostante gli appelli a manifestare pacificamente lanciati dalle scorse ore dall’Unione sindacale di Base, resta alta l’allerta per possibili scontri, come quelli che hanno interessato la città il 17 e il 24 ottobre scorsi.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}A NAPOLI IL CORTEO INVADE LA CARREGGIATA, TRAFFICO IN TILT
I manifestanti che partecipano al corteo per lo sciopero generale a Napoli hanno abbandonato il percorso inizialmente predisposto e si sono diretti verso la stazione centrale. A sbarrargli la strada un cordone di forze dell’ordine, schierate con caschi, manganelli e scudi. Dalla testa del corteo i manifestanti scandiscono lo slogan “Blocchiamo tutto” e intonano il coro “Poliziotti, fateci passare”.
Una decina di manifestanti hanno avuto accesso alla stazione centrale senza che sia stata intralciata la viabilità. Cala la tensione. Il corteo vira verso il percorso prestabilito.
Il corteo di manifestanti ha anche invaso la carreggiata occupata dalle auto in via delle Repubbliche Marinare, poco prima dell’ingresso dell’autostrada. Traffico in tilt.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}A FIRENZE OLTRE 3.000 PARTECIPANTI AL CORTEO
Sono oltre tremila i partecipanti al corteo convocato da Usb ed altre sigle sindacali partito poco dopo le ore 10 di oggi da piazza Bambine e Bambini di Beslan in pieno centro a Firenze. Tantissimi i giovani che fanno parte dei manifestanti che si è snodato al momento per i viali centrali del capoluogo di regione toscano ed al momento è fermo in piazza San Marco a Firenze. A vigilare sui partecipanti al corteo le forze dell’ordine ed in particolar modo la Polizia e uomini della Digos che controllano tutto a distanza anche con l’ausilio di un mezzo blindato fermo in via Cavour, evitando deviazioni dal percorso concordato, e soprattutto che i manifestanti si avvicino alla zona monumentale di Firenze e ai palazzi istituzionali principali. Urlati cori contro il governo, con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ed il ministro Valditara fra i piu’ nel mirino, contro il carovita ed il riarmo. Esposti striscioni di tanti licei occupati nei giorni scorsi a Firenze, accesi anche alcuni fumogeni e sventolate in particolar modo bandiere della Palestina. “Siamo tutti antifascisti” il coro maggiormente cantato dai manifestanti. In testa al corteo presente lo striscione “Contro guerra e carovita blocchiamo tutto” .
“Il carovita non è un tema, ma la condizione che viviamo tutti quando dobbiamo fare la spesa, la benzina, quando dobbiamo pagare le tasse, il mutuo, l’affitto o i libri per i nostri figli-ha dichiarato Dario Furnari di Usb Firenze- E’ una condizione che viene da scelte politiche, dall’inflazione, dalla speculazione finanziaria, dalla guerra”. Furnari ricorda che “oggi tutto il lavoro soffre salari bassi, soffre la condizione del carovita. Tenere aperta un’attività è complesso, oggi arrivare alla seconda terza settimana del mese è complesso perché i salari non non bastano, anche nel pubblico impiego”.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}LAVORATORI E STUDENTI IN PIAZZA A PALERMO CONTRO GUERRA E CAROVITA
Dalle rivendicazioni sui salari al diritto alla casa, passando per il no al riarmo e la richiesta di maggiori investimenti in sanità e istruzione. Lavoratori e studenti insieme a Palermo per lo sciopero generale indetto dall’Usb, che nella mattinata di oggi ha portato in piazza le diverse anime del mondo del lavoro e della scuola. Il corteo, con circa 2 mila persone al seguito, partito da piazza Politeama alle 9, ha attraversato il Teatro Massimo, via Cavour e piazza XIII Vittime, per concludersi al porto di Palermo. Sui cartelli esposti dai manifestanti gli slogan “Né bombe, né carovita con questo sistema dobbiamo farla finita” e “Contro guerra e carovita blocchiamo tutto”.
Al centro della mobilitazione il peso del costo della vita, le retribuzioni e la contrarietà alle politiche di riarmo. “Oggi scioperiamo contro guerra e carovita, perché fondamentalmente questo Paese continua a investire in armamenti”, ha dichiarato Luigi Del Prete, responsabile di Usb Palermo. “Entro il 2035 il 5% sarà investito in armamenti vari, in riarmo, mentre invece gli investimenti in istruzione e sanità rimangono sotto il 4%”. Una scelta che, secondo il sindacalista, finisce per scaricare sui cittadini le conseguenze della corsa agli armamenti, sottraendo risorse e prospettive soprattutto a chi lavora e studia. Del Prete ha definito la manifestazione “un grande sciopero sociale”, sottolineando la partecipazione di lavoratori pubblici e privati, studenti, disoccupati e inoccupati. “Abbiamo chiamato lo sciopero della rabbia, della rabbia di chi, pur contribuendo alla ricchezza di questo Paese, non vede rientrare quelle ricchezze”, ha aggiunto, contestando la distribuzione delle risorse e chiedendo che il costo della crisi ricada “su coloro che l’hanno creata”.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}Le rivendicazioni sindacali si intrecciano con le condizioni del lavoro a Palermo, dove, secondo Marco Militello della Federazione del Sociale Usb, in alcuni comparti si continua a lavorare per pochi euro all’ora. “Siamo lavoratori, lavoratrici, sfruttati all’interno dei locali del turismo, all’interno dei B&B”, ha affermato, richiamando le difficoltà di chi opera nei settori meno tutelati. Nel suo intervento anche il tema dell’emergenza abitativa, dei salari e delle condizioni degli studenti: “Quello che noi vogliamo è pace, quello che noi vogliamo è lo stop del genocidio in Palestina, salari adeguati. Vogliamo case, perché la casa è un diritto inalienabile per tutti e per tutte”. Per Militello, la questione retributiva resta strettamente legata all’aumento dei prezzi. “Abbiamo visto effettivamente negli ultimi anni come vi è un aumento del 27% del livello salariale; in realtà però c’è stata una perdita del 10% del potere d’acquisto”, ha sostenuto, chiedendo salari capaci di tenere il passo con il carovita e criticando le risposte delle istituzioni, giudicate insufficienti rispetto ai problemi quotidiani.
In piazza anche gli studenti, con le rivendicazioni sul diritto allo studio e sull’accesso agli alloggi universitari. Andrea Catania, di Cambiare Rotta, ha ricordato la mobilitazione avviata all’inizio dell’anno accademico per i posti letto non assegnati agli studenti fuori sede e internazionali, con l’installazione di tende di protesta. “La guerra non la paghiamo”, ha ribadito, denunciando i tagli ai servizi e le difficoltà legate al costo dei materiali didattici, al sovraffollamento delle aule e alle condizioni delle mense. Catania ha inoltre contestato le priorità delle istituzioni regionali e universitarie, richiamando lo stanziamento previsto dalla Regione Siciliana per il diritto allo studio nel 2028, indicato in zero euro. “Gli accordi con la Leonardo vanno avanti, e il riarmo continua a essere la priorità dei nostri governi”, ha concluso. Una mobilitazione che a Palermo ha riunito vertenze sociali e lavorative, mettendo al centro il rapporto tra costo della vita, diritti e spesa pubblica. Dal lavoro povero all’emergenza abitativa, fino alle richieste degli universitari, il corteo ha dato voce a un fronte eterogeneo, accomunato dalla richiesta di un cambio di direzione sulle politiche economiche e sociali.#td_uid_1_6ae4891c8a83c .td-doubleSlider-2 .td-item1 {
background: url(https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/10/Corteo-Napoli.jpg-80×60.jpeg) 0 0 no-repeat;
}
#td_uid_1_6ae4891c8a83c .td-doubleSlider-2 .td-item2 {
background: url(https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/10/Torino-3-80×60.jpg) 0 0 no-repeat;
}
#td_uid_1_6ae4891c8a83c .td-doubleSlider-2 .td-item3 {
background: url(https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/10/Palermo-80×60.jpg) 0 0 no-repeat;
}
#td_uid_1_6ae4891c8a83c .td-doubleSlider-2 .td-item4 {
background: url(https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/10/xb1-Roma-80×60.jpeg) 0 0 no-repeat;
}
#td_uid_1_6ae4891c8a83c .td-doubleSlider-2 .td-item5 {
background: url(https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/10/Firenze-Cellini-80×60.jpg) 0 0 no-repeat;
}
#td_uid_1_6ae4891c8a83c .td-doubleSlider-2 .td-item6 {
background: url(https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/10/Genova-3-80×60.jpeg) 0 0 no-repeat;
}
#td_uid_1_6ae4891c8a83c .td-doubleSlider-2 .td-item7 {
background: url(https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/10/Corteo-Milano.jpg-80×60.jpeg) 0 0 no-repeat;
}
#td_uid_1_6ae4891c8a83c .td-doubleSlider-2 .td-item8 {
background: url(https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/10/Corteo-Bologna.jpg-1-80×60.jpeg) 0 0 no-repeat;
}1 di 8
IERI IL VERTICE AL VIMINALE, PREVISTO DISPOSITIVO PER ISOLARE I VIOLENTI
Il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto ieri al Viminale una riunione in videoconferenza con i prefetti, i questori e i vertici delle forze di polizia di tutti i capoluoghi di regione. Nel corso dell’incontro è stata condivisa un’approfondita analisi delle manifestazioni di piazza in programma nel fine settimana. In particolare, sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate da possibili proteste e mobilitazioni. Le forze dell’ordine, insieme ai rinforzi messi a disposizione dal Viminale, coordinate dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, garantiranno un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma.
Anche grazie a un continuo lavoro di monitoraggio garantito dal comparto dell’intelligence e dagli investigatori delle forze di polizia, sarà messa in campo un articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze.
Durante la riunione Piantedosi ha rinnovato il suo apprezzamento per l’impegno di tutti gli operatori delle forze dell’ordine che, anche nelle ultime settimane, come sempre fatto in passato, hanno ancora una volta dimostrato la capacità di saper gestire, con intelligenza, professionalità ed equilibrio, situazioni molto complesse.
– foto copertina IPA Agency –
– foto gallery: xm9/Italpress, xn3/Italpress, xd6/Italpress, xb1/Italpress, xb8/Italpress, xa8/Italpress, xu9/Italpress, xt1/Italpress –
Ultima Ora / IPA. -
Ucraina, convoglio umanitario a Oleshky
E’ cominciata l’evacuazione umanitaria a Oleshky,città ucraina presa da Mosca.
Lo annunciano i commissari per i diritti umani russo e ucraino, citati dalle agenzie di stampa dei due Paesi. Un convoglio umanitario di ambulanze e 25 autobus è entrato in città.
Il premier ucraino Koretskyi annuncia che residenti in numero imprecisato lasceranno Oleshky per tornare in territrio ucraino. Oleshky, nel Kherson, dal 2022 è occupata dalle truppe russe. Per 3 anni è stata senza elettricità, gas e acqua potabile. -
Sciopero generale, a Bologna resta alta l’allerta per possibili scontri
BOLOGNA Ultima Ora / IPA – Giornata di manifestazioni a Bologna, dove è tutto pronto per lo sciopero generale indetto da USB contro il carovita per il quale sono attese in città migliaia di persone pronte a protestare contro “L’impennata dei prezzi, a partire da quelli dei carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori che ormai non recuperano più neanche l’inflazione; di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo”, come spiega l’Unione Sindacale di Base. Alla mobilitazione hanno aderito anche studenti, collettivi e associazioni. Il corteo di Usb ha come punto di ritrovo Piazza Maggiore e si snoderà fino a piazza Lucio Dalla, sotto la tettoia Nervi. Previsti appuntamenti diversi per il mondo studentesco schierato tra Via Matteotti, all’altezza del Teatro Testoni, non lontano dal ponte della stazione, porta San Donato e Via Zamboni, in piena zona universitaria. Nonostante gli appelli a manifestare pacificamente lanciati dalle scorse ore dall’Unione sindacale di Base, resta alta l’allerta per possibili scontri, come quelli che hanno interessato la città il 17 e il 24 ottobre scorsi.
– foto di repertorio IPA Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Sciopero generale, a Milano due cortei di lavoratori e studenti
MILANO Ultima Ora / IPA – E’ partito, ingrossandosi ancora di più, il corteo di lavoratori, studenti e insegnanti che si è radunato davanti alla Stazione Centrale, nel giorno dello sciopero generale indetto da USB. La manifestazione procede ora attraverso via Vitruvio per iniziare il percorso per raggiungere la tangenziale. Durante il tragitto, il filone dovrebbe congiungersi con il corteo studentesco partito da Piazza Leonardo Da Vinci.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Roma e Milano blindate per i cortei: le piazze più calde, le vie a rischio e le zone da evitare
Ultima Ora – Si preannuncia un venerdì ad alta tensione in più di 50 città italiane per i cortei e le manifestazioni indetti dall’Usb in occasione dello sciopero generale contro il carovita e il riarmo. Si temono disordini soprattutto a Roma e Milano, vere e proprie sorvegliate speciali del dispositivo di sicurezza predisposto dal Viminale, ma la mobilitazione toccherà in modo massiccio anche Torino, Bologna e Napoli, vedendo sfilare insieme lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa e realtà pro-Palestina.
Alla protesta sul territorio nazionale si affianca una giornata di mobilitazione nei porti contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta internazionale lanciata da varie sigle sindacali che coinvolge più di 100 scali in oltre 20 Paesi.
Roma 20mila in piazza, droni ed elicotteri in centro
Nella Capitale sono attese almeno 20mila persone per il corteo principale promosso dall’Usb. La partenza è fissata alle 10:30 da Piazza dei Cinquecento (Stazione Termini) per raggiungere Via dei Fori Imperiali.
In piazza sfileranno anche i collettivi studenteschi e i movimenti pro-Pal, che hanno organizzato diversi pre-concentramenti in vari punti della città:Piazzale Aldo Moro, Piazzale Ostiense e Piazza dell’Immacolata, oltre a vari istituti scolastici.
Obiettivi sensibili: massima attenzione concentrata sull’area del Colosseo, del Circo Massimo e sul nodo ferroviario di Termini.
Sorveglianza aerea: il dispositivo della Questura schiera i velivoli del I Reparto Volo di Polizia e Carabinieri insieme ai droni di monitoraggio.
Milano e Torino: le altre piazze sotto ossevazione
Milano: la manifestazione vede la partecipazione di lavoratori, studenti, centri sociali e attivisti pro-Pal vicini a Youssef Siher (indagato per i disordini del 17 e 18 ottobre). Previsti due concentramenti: i collettivi studenteschi a Piazza Leonardo da Vinci (Città Studi) e il sindacato di base in Piazza Duca d’Aosta (Stazione Centrale). I due cortei convergeranno verso Piazzale Loreto per poi muovere verso nord, con il rischio di possibili tentativi di occupazione verso la Tangenziale Est.
Torino: corteo promosso da studenti, universitari e dal centro sociale Askatasuna con partenza dal Campus Luigi Einaudi. Dalla Questura è scattato il divieto tassativo di indossare caschi e passamontagna.
Napoli: la Gen Z in piazza Mancini
A Napoli diverse centinaia di persone si sono radunate fin dalle prime ore del mattino in piazza Mancini, a pochi metri dalla stazione di Piazza Garibaldi, per dare il via al corteo di protesta. Tra la folla si registrano presenze eterogenee: studenti, lavoratori e famiglie con figli.Slogan e striscioni: i più giovani hanno esposto cartelli con slogan come “Contro guerra, caro vita e caro studi strappiamogli il futuro” e “Meloni vai via altrimenti ci arrabbiamo”. Ai piedi della statua di Garibaldi, lo spezzone della Gen Z (con le sigle Argo, Kaos e Laboratorio Insurgencia) ha srotolato lo striscione “Riprendiamoci tutto – Gen Z in rivolta”.
Allerta trasporti e porto: la Questura mantiene la massima allerta per evitare possibili blocchi agli snodi viari e agli accessi del porto.
Situazione trasporti: la circolazione di treni e autobus risulta al momento regolare a seguito dell’ordinanza di precettazione firmata dal ministro Salvini, con un’unica eccezione per l’ordine pubblico: la chiusura temporanea della stazione Garibaldi della Linea 1 della metropolitana.
Trieste: oltre 500 al Varco 4 del porto
A Trieste, sferzata dalla bora, non meno di 500 persone si sono radunate davanti al Varco 4 del porto, punto di partenza del corteo cittadino organizzato in continuità con la mobilitazione Usb.
La composizione: continua il flusso di lavoratori e studenti, arrivati con bandiere, cartelli e striscioni contro il carovita e il riarmo.
Il percorso: il furgone dell’Usb guida la testa del corteo, diretto verso il centro storico, dove è predisposto un ampio presidio delle forze dell’ordine. Al momento la situazione resta tranquilla e non si registrano criticità.
Cortei in tutta Italia e sfida sulle precettazioni
L’Usb, che ha confermato la volontà di sfidare le precettazioni disposte dal ministero dei Trasporti lasciando scelta di adesione ai lavoratori, ha promosso manifestazioni in quasi tutte le regioni italiane. Tra le molte città interessate dai cortei figurano Venezia, Verona, Bergamo, Grosseto, Benevento, Bari, Sassari, oltre ad appuntamenti capillari in Liguria, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna.
-
Roma blindata per i cortei: droni, elicotteri e sorveglianza speciale su Termini e Colosseo
Ultima Ora – Massima attenzione a Roma per i cortei in programma oggi, contestuali allo sciopero generale. Si è tenuto ieri pomeriggio il Tavolo tecnico presieduto dal Questore di Roma, nel corso del quale si è svolto un briefing operativo che ha visto coinvolti tutti i rappresentanti delle Forze e dei Corpi di polizia, oltre ad enti come Ama ed Atac.
Nel corso della riunione tecnica sono state profilate le manifestazioni della giornata, definite “una tappa impegnativa sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica”.
I percorsi della protesta
La giornata ha inizio con il corteo preavvisato dalla sigla sindacale USB. Non mancheranno ulteriori impegni istituzionali ed iniziative preavvisate che impatteranno l’intero centro storico urbano.
L’organizzazione del corteo indetto, sottolinea la Questura, è stata contestualizzata in un percorso di dialogo e mediazione alimentato dai vertici di Via San Vitale con i promotori nelle ultime settimane, per garantire spazi di agibilità e fare leva sul senso di responsabilità degli organizzatori.
Particolare attenzione sarà dedicata a:Area archeologica del Colosseo e Circo Massimo: monitorate sia per la dinamica del corteo che per i pre-concentramenti annunciati da vari punti e istituti scolastici della città.
Piazza dei Cinquecento: punto di raccolta principale per le componenti destinate a comporre il corteo.
Stazione Roma Termini: hub logistico simbolico e strategico, potenziale punto di transito e tensione in concomitanza con lo sciopero del comparto ferroviario.
Porto di Civitavecchia: identificato come meta sensibile per possibili iniziative di protesta collaterali.
Droni, monitoraggio OSINT
Il dispositivo di sicurezza integrerà tecnologia e presidio territoriale per garantire la vivibilità della manifestazione:Intelligence e OSINT: attività informativa nutrita dalla sinergia tra la Questura e il Centro per la Sicurezza Cibernetica per il monitoraggio della rete.
Controllo aereo: sorveglianza affidata ai velivoli del I Reparto Volo di Polizia e Carabinieri, supportati dai droni in dotazione alla Questura capitolina.
Gestione di piazza: le forze dell’ordine attueranno un approccio low profile, che resterà tale “compatibilmente con le modalità comportamentali con le quali i manifestanti andranno ad interpretare l’iniziativa”.
-
Delitto Mollicone, la perizia schiacciante del Ris: “Serena sbattuta contro la porta”
Ultima Ora – Le tracce di legno, colla e resina trovate sui nastri adesivi che avvolgevano il capo di Serena Mollicone presentano caratteristiche chimiche compatibili con quelle dei materiali rilevati sulla porta sequestrata nella caserma dei carabinieri di Arce. Lo ha riferito in aula il luogotenente del Ris Rosario Casamassima, ascoltato durante la decima udienza del processo d’Appello bis per la morte della studentessa.
“Il complesso delle indagini condotte supporta l’ipotesi che la porta in sequestro sia la superficie con la quale ha impattato”, ha detto il tecnico, illustrando gli accertamenti chimico-analitici e gli esperimenti condotti con una parrucca per verificare la formazione delle tracce.
Frammenti di legno e assenza di contaminazione accidentali
Casamassima ha richiamato anche il ritrovamento di cinque frammenti di legno tra i nastri adesivi e i capelli della vittima, escludendo, sulla base delle analisi illustrate, elementi indicativi di una contaminazione accidentale.
Nel corso della deposizione sono state esaminate anche tracce di vernice bianca con punteggiature di ruggine, messe in relazione con campioni prelevati nell’alloggio. Il luogotenente ha inoltre avuto un confronto con Lavorino, ribadendo la natura tecnica e imparziale del proprio lavoro.
I collegi difensivi e la valutazione della Corte
Consuelo Mollicone è difesa dagli avvocati Sandro Salera e Anthony Iafrate; Antonio Mollicone dall’avvocato Dario De Santis; Armida Mollicone è rappresentata dall’avvocata Federica Nardoni. Franco, Annamaria e Marco Mottola sono difesi dagli avvocati Germani, Di Giuseppe e Quadrini.
Le risultanze degli accertamenti saranno valutate dalla Corte insieme agli altri elementi processuali. -
Svelato il Generali Stadium, il nuovo stadio di Milan e Inter
Ultima Ora – Spiccano sulla facciata forme a punta che ricordano delle frecce ma anche le guglie del Duomo. Vuole essere un omaggio alla sua “raffinata maestria” il Generali Stadium, il nuovo stadio di Milan e Inter svelato questa sera durante una presentazione alla stampa nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco alla presenza di Paolo Scaroni, presidente rossonero e Beppe Marotta, presidente e ad nerazzurro.
Un luogo che punta a diventare “iconico”, è la promessa di Lord Norman Foster, architetto ‘padre’ insieme a David Manica dell’impianto che sostituirà San Siro. “Un sogno che si avvera a cui lavoro dal 2017” il secco commento di Scaroni. Se tutto va bene, avvio lavori nel 2028 primo fischio di inizio nel 2031/32. In tempo, è la speranza anche del sindaco Giuseppe Sala, per gli Europei 2032.
Le novità del progetto: facciata, ingressi e copertura
Ma veniamo alle novità annunciate dai due architetti. La struttura a X in cemento si sviluppa dai colonnati naturalmente ventilati e attraversa la facciata. Gli ingressi, dalla caratteristica forma a diamante, accolgono i visitatori e creano momenti di scoperta all’arrivo, offrendo scorci sullo stadio prima di aprirsi su percorsi panoramici con ampie viste sulla città. A coronare l’edificio – si scopre oggi – è una copertura a doppia curvatura che “incornicia ed esalta le due iconiche curve. Tecnologia fotovoltaica, ottimizzazione acustica e altre soluzioni di sostenibilità essenziali per uno stadio in linea coi trend contemporanei.
Accessibilità, posti e atmosfera
Maggiore accessibilità, sedute più distanti e comode, 13.500 posti in hospitality per le esperienze premium ma anche “posti ai settori popolari”, viene garantito. L’obiettivo è “intensificare l’esperienza” e “il feeling di San Siro”. Un catino coperto, rialzato su un podio, a forma esagonale, un sistema acustico progettato per trattenere e potenziare il suono al suo interno, anche a tutela dei residenti. E poi linee fluide, proiezioni luminose sulla facciata con le identità delle squadre, dai colori ai volti dei giocatori. Non la capienza (71.500, come noto) ma l’atmosfera, racconta Manica, li ha guidati nell’ideazione. Il Generali Stadium “è meglio” degli altri stadi del mondo, ha aggiunto scherzando.
Due grandi anelli di spalti avvolgono il campo a 360 gradi, offrendo visuali ottimali e un legame immersivo tra tifosi e terreno di gioco. Alle due estremità le curve si innalzano come imponenti pareti umane, protese verso il campo e inclinate fino a 37 gradi per amplificare atmosfera e impatto visivo.
Foster: “Come fai a costruire su una leggenda?”
“Come fai – si domanda Foster – a costruire su una leggenda? L’essenza sono i tifosi e le sue curve e se osserviamo il nuovo stadio vediamo che è più basso nella parte centrale e poi risale” nel punto in cui stanno le curve “e questa è una risposta ai tifosi”. “Un muro di 11 mila persone, inclinate di 37 gradi”, così ha descritto lord Foster le curve. “Abbiamo fatto tutto quello che San Siro ha già cercando però di fare un passo avanti”, ha concluso e infatti, secondo Manica, “il nostro obiettivo è che sia più San Siro di prima ed è per questo che abbiamo lavorato duramente”.
Oltre 2 miliardi di investimento da parte dei fondi proprietari del club, RedBird Capital Partners e Oaktree. Ancora da scrivere la pagina che riguarda la rigenerazione del quartiere San Siro: questo è anche compito della politica ed è, appunto, un’altra storia.
