ROMA Ultima Ora / IPA – Si è conclusa la raccolta delle sottoscrizioni per i due referendum abrogativi in materia di caccia promossi dall’associazione Rispetto per tutti gli animali. Alla chiusura, spiega una nota, sulla piattaforma del Ministero della Giustizia risultano 109.861 e 109.125 firme online rispettivamente per “Vietare la caccia in Italia – art. 19 ter” e “Vietiamo la caccia – art. 842”: circa un quinto delle 500.000 firme necessarie al raggiungimento del quorum. Il quadro complessivo dovrà poi essere completato con le sottoscrizioni raccolte in formato cartaceo, il cui dato nazionale non è ancora disponibile.La Cabina di Regia del mondo venatorio, che comprende le associazioni venatorie nazionali riconosciute (Federcaccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANLC, ANUUMigratoristi, Italcaccia) e il CNCN – Comitato Nazionale Caccia e Natura, “legge questo dato anche alla luce dei recenti sondaggi commissionati sul tema, che hanno registrato una presenza significativa di posizioni favorevoli all’abolizione o alla limitazione dell’attività venatoria”.“Sondaggi e raccolte firme misurano realtà differenti, ma il dato delle sottoscrizioni referendarie offre un ulteriore elemento di riflessione: le opinioni critiche rilevate nelle interviste non sembrano, infatti, essersi tradotte in reale preoccupazione e mobilitazione di pari intensità – sottolinea Maurizio Zipponi, Presidente del CNCN, a nome della Cabina di Regia -. E’ quindi opportuno usare cautela nel descrivere la caccia come un tema capace di generare un allarme sociale diffuso, capace di rappresentare una particolare priorità per i cittadini”. Il mondo venatorio, conclude la nota, “auspica che il confronto pubblico sul tema della caccia si sviluppi nel merito, a partire dai dati e dalle conoscenze scientifiche, senza semplificazioni e senza inutili allarmismi. Una gestione moderna, efficace e responsabile della fauna selvatica, capace di tenere insieme tutela della biodiversità, sicurezza, agricoltura, sanità animale e presidio del territorio, richiede infatti pianificazione, controlli e collaborazione fra istituzioni, mondo scientifico, mondo venatorio, territori e tutti i soggetti coinvolti”.
– foto www.pexels.com –Ultima Ora / IPA.
Notizie dell’Ultima Ora
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Referendum caccia, la Cabina di Regia “Firme raccolte lontane dalla soglia utile”
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Marocco, in arrivo circa 40mila tonnellate di gasolio russo con il via libera dagli Usa
ROMA Ultima Ora / IPA – Una petroliera con circa 40mila tonnellate di gasolio russo a basso tenore di zolfo è diretta verso il Marocco. Lo riporta al Arabiya. La spedizione segna la ripresa delle esportazioni di prodotti petroliferi da parte di Mosca, dopo intese con gli Stati Uniti che hanno portato a un allentamento parziale delle restrizioni sul commercio di derivati del petrolio russo.
Secondo i dati del London Stock Exchange Group, la nave è stata caricata martedì scorso nel porto di Primorsk, sul Mar Baltico, e ha poi preso il largo in direzione del Regno. Non sono stati resi noti né l’identità della società importatrice, né il porto di scarico previsto, né il valore commerciale del carico o la data di arrivo nei porti marocchini. Si tratta di una delle prime operazioni di esportazione registrate dopo l’allentamento parziale delle restrizioni russe sulle esportazioni di gasolio, entrato in vigore il 10 ottobre.
L’arrivo della nave coincide con un nuovo rialzo dei prezzi dei carburanti nelle stazioni di servizio marocchine: all’inizio di ottobre il costo del litro ha superato i 16,3 dirham. Il Marocco non è alla prima esperienza di importazioni di gasolio russo. Già nel 2023 il Paese aveva aumentato gli acquisti da Mosca, approfittando della riorganizzazione dei flussi commerciali petroliferi globali successiva all’invasione dell’Ucraina e al divieto dell’Unione europea sull’importazione via mare di prodotti petroliferi russi.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Cina: un inizio ruggente per i cuccioli all’asilo delle tigri
Alzate le zampe se volete vedere un asilo per tigri! Al Parco delle tigri siberiane di Hengdao, nella provincia nord-orientale cinese dello Heilongjiang, i cuccioli trascorrono le giornate ricevendo ogni giorno le cure necessarie, mentre crescono e diventano più forti. Guardate questi adorabili tigrotti! (XINHUA/Ultima Ora) mec/(Fonte video: Xinhua)
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Dalla Regione Basilicata pacchetto da 17 milioni contro i rincari per agricoltura e imprese
POTENZA Ultima Ora / IPA – Dieci milioni di euro dedicati al comparto agricolo e sette milioni destinati al tessuto produttivo regionale, con particolare attenzione al settore dell’autotrasporto. È il pacchetto di risorse messo in campo dalla Regione Basilicata per far fronte ai rincari dell’energia e delle materie prime, illustrato dal Presidente della Regione, Vito Bardi, nel corso di un incontro con una delegazione di Coldiretti a cui hanno partecipato anche l’assessore alle Politiche agricole, Carmine Cicala, l’assessore allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo. Un intervento straordinario che punta a immettere liquidità immediata nelle arterie economiche del territorio, a sostegno delle imprese e delle famiglie lucane colpite da una congiuntura internazionale particolarmente complessa.
“In un momento segnato da forti contrazioni di bilancio e dalla diminuzione delle entrate derivanti dalle estrazioni idrocarburiche – ha precisato Bardi – siamo riusciti a reperire risorse preziose per sostenere chi produce e crea lavoro. L’agricoltura rappresenta una colonna portante della nostra regione, non soltanto dal punto di vista economico ma anche sociale. Accanto alle risorse per il mondo agricolo – ha aggiunto il Presidente – abbiamo voluto dare un segnale forte al comparto produttivo e agli autotrasportatori, anello fondamentale della catena di distribuzione le cui difficoltà rischiano di ripercuotersi sui costi dell’intera filiera”.
Nel corso del confronto il governatore ha evidenziato lo sforzo dell’amministrazione regionale nel bilanciare le esigenze di tenuta sociale con la priorità di investire sulle attività capaci di generare sviluppo e crescita competitiva. Il pacchetto annunciato costituisce un primo passo di un percorso che la Regione intende portare avanti nei prossimi mesi, sfruttando le manovre di assestamento di bilancio e la programmazione delle risorse europee e dei fondi Poc per intercettare ulteriori sostegni.
A margine della riunione Bardi ha accolto la proposta di istituire un tavolo di confronto periodico con le organizzazioni di categoria, con cadenza trimestrale, per monitorare l’efficacia delle misure adottate e programmare in modo condiviso le prossime strategie di sviluppo per la Basilicata.
– Foto Regione Basilicata –
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Allegri “A Venezia sfida insidiosa, dobbiamo trovare le soluzioni ai problemi”
NAPOLI Ultima Ora / IPA – “Domani vogliamo ritornare alla vittoria ma sappiamo che affrontiamo una buona squadra su un campo insidioso. Bisogna interpretare il match con equilibrio e massimo rispetto per l’avversario”. Così l’allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri, alla vigilia della sfida in laguna che arriva dopo la sconfitta in coppa con il Villarreal e nella settimana in cui gli arancioneroverdi hanno cambiato guida tecnica, passando da Stroppa a Nicola. “Il Venezia non ha fatto punti sinora, ma ha sempre disputato buone partite. Hanno valori tecnici nei singoli giocatori e anche se sono a quota zero hanno sempre creato occasioni e hanno mostrato una identità. Poi è arrivato Davide Nicola, un allenatore che ha sempre fatto bene ed è un ottimo tecnico – spiega Allegri in conferenza stampa -. Il campo di Venezia, poi, è sempre particolare perchè è piccolino e molto insidioso. Bisogna calarsi nel clima di questo tipo di gare cercando di conquistare i tre punti ma andando coi piedi di piombo e con molta concentrazione”.
Si va avanti con alti e bassi, ma Allegri assicura di non essere “preoccupato, bisogna solo trovare la soluzione ai problemi. Dobbiamo gestire meglio il possesso della palla e anche gli imprevisti. Gli errori tecnici possono capitare, come è accaduto in Spagna, però abbiamo avuto sempre le occasioni per rimettere la partita in pareggio. Purtroppo non abbiamo concretizzato, però dobbiamo essere consapevoli che nell’arco della gara non bisogna perdere l’equilibrio per alcuni episodi, ma rimetterci a giocare con la giusta determinazione. Siamo all’inizio della stagione e ci sono situazioni che vanno migliorate. Anche quando abbiamo battuto il Frosinone non siamo stati sempre attenti sulle ripartenze. Poi nel calcio contano i risultati ma la squadra deve crescere nella gestione mentale, anche perchè se c’è un episodio contrario non ci deve crollare il mondo addosso ma bisogna reagire con calma”.
Nessun allarme anche per quanto riguarda i rapporti con De Bruyne. “Infastidito dai suoi atteggiamenti? No, c’è stata una incomprensione anche perchè siamo finiti sotto nella partita – dice riferendosi al match di Champions -. Poi io parlavo in italiano, lui in inglese, poi in inglese e lui in italiano e non ci siamo capiti, ma succede e potrà succedere ancora. Il ragazzo è intelligente e ha capito”, ha chiarito Allegri che domani potrebbe affidarsi a Lucca. “Dovrò fare l’allenamento di oggi e poi valuterò se giocherà lui o Hojlund che le sta giocando tutte. Lucca in Spagna ha fatto bene, ha delle qualità importanti e deve dare di più anche in termini di gol. Viene troppo criticato, ma comunque in campo, al di là degli errori che tutti facciamo, è entrato sempre con il piglio giusto. Il doppio centravanti? Può essere una soluzione. Lucca e Hojlund hanno dimostrato di poter stare insieme. Si deve lavorare sull’equilibrio. Abbiamo bisogno di tutti. Anguissa, Olivera e Alisson sono rientrati, abbiamo anche McTominay, ma purtroppo abbiamo perso Neres”.
– Foto Ipa Agency –
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Consiglio Ue, scontro poi intesa su Ets
Oggi seconda giornata del Consiglio Ue.
Arrivato nella notte, dopo una giornata di stallo, l’accordo sugli Ets, il sistema di scambio quote emissioni Ue.
“Il Consiglio europeo invita la Commissione ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2, in particolare per quanto riguarda la sua struttura e le sue misure di salvaguardia” si legge nel testo di conclusioni del Vertice Ue arrivate dopo un lungo scontro tra i 27 sul dossier. Si “ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante e trasparente”. -
La rabbia degli studenti accende le piazze: ragazzi incappucciati e tensione con gli agenti
Ultima Ora – Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per una giornata di sciopero nazionale contro i tagli all’istruzione e le spese militari. La mobilitazione, ribattezzata in molte città “No Meloni Day”, vede al centro del dibattito il caro vita, la precarietà scolastica e la richiesta di maggiori fondi per la scuola pubblica. Tra i poli principali della protesta figurano Roma, Torino, Treviso, Padova e Verona, dove ai cortei studenteschi si affiancano presidi delle forze dell’ordine e momenti di tensione.
Roma: il corteo al Ministero dell’Istruzione
Nella Capitale, il corteo promosso dal movimento Les Blocages Roma è giunto in viale Trastevere davanti al Ministero dell’Istruzione, presidiato da agenti in tenuta antisommossa. Tra lanci di petardi, striscioni e cori rivolti al ministro Valditara, migliaia di giovani hanno protestato contro le classi sovraffollate, la fatiscenza degli edifici e i costi crescenti per le famiglie: “Siamo stanchi di sentirci dire che non ci sono soldi per l’istruzione mentre il Governo trova miliardi da investire nel riarmo”, spiegano gli organizzatori, annunciando l’intenzione di estendere i blocchi e le mobilitazioni a tutte le scuole della città.
Torino: la presenza antagonista e i controlli
In piazza XVIII Dicembre a Torino si sono radunati migliaia di manifestanti per il “No Meloni Day”, in un clima di forte attenzione dopo i recenti atti vandalici che hanno portato all’arresto di un 17enne e alle occupazioni di circa venti istituti nella provincia. Al corteo partecipano anche attivisti No Tav e Pro Palestina.
Su disposizione della Prefettura, è stato vietato l’uso di caschi e maschere: la Polizia ha già identificato una quindicina di ragazzi a volto coperto. Durante il percorso, alcune studentesse hanno immerso le mani nella vernice rossa e le hanno impresse su manifesti raffiguranti la premier Giorgia Meloni, altri esponenti di Governo, la segretaria del Pd Elly Schlein e il logo di Leonardo.
A margine del corteo si registra anche la presenza della galassia antagonista: secondo fonti AGI, circa 70 appartenenti al centro sociale Askatasuna e ad altre componenti radicali stanno convergendo sulla manifestazione; una trentina di essi è già stata identificata dalle forze dell’ordine.
Tensioni a Padova e Verona, blitz al Canova di Treviso
La protesta ha preso il via anche in diverse città del Veneto, sotto la regia della Rete degli Studenti Medi. Come sottolinea la coordinatrice regionale Viola Carollo, l’obiettivo è rivendicare la centralità della scuola pubblica. La mobilitazione sta toccando diversi centri della regione:Treviso: Si registrano momenti di tensione davanti al Liceo Canova, dove alcuni studenti hanno scavalcato i cancelli chiusi a chiave per unirsi al corteo in transito.
Padova: Vigilanza alta da parte delle forze dell’ordine dopo le otto perquisizioni effettuate dalla Digos a carico di utenti di una chat WhatsApp che incitava a bruciare cassonetti e saccheggiare negozi.
Verona: Alle prime luci del mattino si sono verificati i primi atti vandalici, con almeno cinque cassonetti dati alle fiamme in città.
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Il valore dell’economia sommersa è pari a 218,2 miliardi nel 2024, incidenza sul Pil in calo al 9,9%
ROMA Ultima Ora / IPA – Nel 2024 il valore dell’economia non osservata è pari a 218,2 miliardi, in aumento dello 0,3% rispetto al 2023, a fronte di una crescita del Pil corrente del 3,2%. La sua incidenza sul Pil scende al 9,9% dal 10,2% dell’anno precedente con una riduzione di 0,3 punti percentuali. E’ quanto emerge dai dati del report Istat sull’economia sommersa in Italia.
La dinamica complessiva dell’economia non osservata è sostenuta dalla crescita del valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare, che aumenta del 3,9% (corrispondente a circa 3,1 miliardi di euro). Rispetto all’anno precedente, il valore aggiunto dovuto alla sotto-dichiarazione registra una flessione dello 0,6% (pari a -0,6 miliardi di euro). Più marcata, invece, la contrazione delle altre componenti del sommerso: mance e fitti non dichiarati diminuiscono del 13,1% (pari a -1,6 miliardi) rispetto al 2023. In calo anche le attività illegali, che registrano una riduzione dello 0,9% (circa -0,2 miliardi).
Nel complesso, il peso del sommerso economico sul valore aggiunto è più elevato negli Altri servizi alle persone, dove raggiunge il 30,7%, nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (18,5%) e nelle Costruzioni (17,7%). Si osserva invece un’incidenza più contenuta negli Altri servizi alle imprese (5%), nella Produzione di beni d’investimento (4%) e nella Produzione di beni intermedi (1,4%). Nel 2024 emerge una significativa ricomposizione del peso relativo delle diverse componenti dell’economia non osservata. In particolare, la quota del valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare sale al 36,8%, con un incremento di 1,3 punti percentuali rispetto al 2023 (35,5%). Di converso, il peso del valore aggiunto da sotto-dichiarazione scende al 49,3%, dal 49,7% del 2023. Le altre componenti del sommerso rappresentano il 4,9% del totale dell’economia non osservata, rispetto al 5,6% nel 2023. Continua, infine, il progressivo ridimensionamento del peso dell’economia illegale sul totale dell’economia non osservata.
Nel 2024 la sua quota si attesta al 9,1%, un punto percentuale al di sotto del livello del 2021 e 0,1 punti in meno rispetto al 2023. Nel 2024 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) in condizione di non regolarità sono 3 milioni e 277mila, di cui 2 milioni e 396mila unità sono occupate come dipendenti. Rispetto al 2023, il lavoro irregolare aumenta del 4,6%, pari a poco più di 145mila Ula. Nel 2024 il valore aggiunto generato dalle attività illegali è stimato pari a 19,8 miliardi di euro, corrispondenti allo 0,9% del Pil; tale valore include l’indotto, ossia la valutazione dei beni e servizi legali utilizzati nei processi produttivi illegali. Nel 2024 si registra una diminuzione di 0,2 miliardi di euro del valore aggiunto generato dalle attività illegali. Anche i consumi finali di beni e servizi illegali sono lievemente diminuiti, attestandosi a 22,5 miliardi di euro, pari all’1,7% della spesa complessivo per consumi finali.
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La Nato potenzia in Italia il centro di addestramento per il comando e controllo aereo
ROMA Ultima Ora / IPA – La Nato rafforza la propria architettura di comando e controllo aereo con l’ammodernamento dell’Air Command and Control System Training and Testing Facility (Attf), struttura del Deployable Air Command and Control Centre (Daccc) di Poggio Renatico, nel Ferrarese.
Il centro ha ripreso la piena operatività dopo un aggiornamento hardware e software destinato a migliorare l’addestramento degli operatori e la validazione dei sistemi impiegati nelle operazioni alleate. Secondo quanto comunicato dall’Allied Air Command, a settembre la struttura ha ospitato due attività specialistiche.
La prima ha consentito al personale dei Deployable Control and Reporting Centres di familiarizzare con il futuro sistema Idas, mentre la seconda ha coinvolto il Joint Targeting System User Group nella verifica degli aggiornamenti agli strumenti informatici utilizzati per la gestione del targeting.
L’intervento assume particolare rilievo nell’evoluzione della difesa aerea integrata Nato, dove rapidità decisionale, fusione dei dati e interoperabilità costituiscono requisiti essenziali per contrastare minacce convenzionali e asimmetriche.
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Cina: 4 siti aggiunti alla lista delle strutture irrigue del patrimonio mondiale
PECHINO (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Quattro opere irrigue cinesi sono state inserite nella lista delle strutture irrigue del patrimonio mondiale (WHIS), portando il totale nazionale a 46. Lo ha reso noto ieri il ministero delle Risorse Idriche.
Le opere, situate nelle province di Henan, Gansu, Jiangxi e Fujian, hanno ottenuto il riconoscimento mercoledì durante la 77esima riunione del Consiglio esecutivo internazionale della Commissione internazionale per l’irrigazione e il drenaggio (ICID), a Marsiglia, in Francia.
Risalente a oltre 2.200 anni fa, un sistema di irrigazione a canali nella provincia centrale cinese dello Henan si serve della deviazione idrica senza l’uso di dighe per irrigare circa 34.000 ettari di terreni agricoli a Jiyuan e Jiaozuo. Questi terreni costituiscono un’importante area di produzione cerealicola della provincia.
Nella provincia nord-occidentale cinese del Gansu, un sistema di irrigazione delle oasi nel corridoio di Hexi, un’arteria fondamentale dell’antica Via della seta, risale alla dinastia Ming (1368-1644). Irriga circa 63.200 ettari di terreno e rappresenta un esempio tipico di irrigazione delle oasi nelle regioni aride dell’Eurasia.
L’opera nella città di Shangrao, nella provincia orientale cinese del Jiangxi, risale alla dinastia Song (960-1279). La sua rete irrigua, alimentata per gravità, è composta da canali, sbarramenti e bacini.
Un altro antico sistema di irrigazione, nel distretto di Changtai della città di Zhangzhou, nella provincia sud-orientale cinese del Fujian, vanta una storia di oltre 800 anni. Caratterizzato da dighe basse e da una rete di sbarramenti, bacini e canali, irriga circa 1.850 ettari di terreno.
La Cina vanta una lunga tradizione nell’ingegneria irrigua. Il sistema di irrigazione di Dujiangyan, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan, costruito nel 256 a.C., è tuttora in funzione ed è stato inserito nella lista WHIS nel 2018.
Istituito dall’ICID nel 2014, il riconoscimento WHIS mira a tutelare e valorizzare le opere irrigue per il loro valore storico e le conoscenze scientifiche che testimoniano.
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Cina: Yin Yuzhen tra le 100 eroine della FAO per la lotta alla desertificazione
ROMA (XINHUA/Ultima Ora) – La cinese Yin Yuzhen, pioniera nella lotta alla desertificazione, è stata inserita tra le “100 eroine dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale” della FAO, nell’ambito di un’iniziativa di riconoscimento globale promossa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).
Ieri è stato reso omaggio alle persone selezionate durante una cerimonia presso la sede della FAO a Roma, nell’ambito del Forum mondiale dell’alimentazione di quest’anno.
Yin ha dedicato oltre quattro decenni della sua vita alla lotta contro la desertificazione nell’area sabbiosa di Maowusu, nella regione autonoma della Mongolia Interna, nella Cina settentrionale. Dopo decenni di instancabile piantumazione di alberi, lei e la sua famiglia hanno trasformato vaste aree di paesaggio un tempo arido in una distesa verde, superando condizioni difficili e l’avanzata delle sabbie.
La sua storia ha anche dato vita a un’amicizia duratura con Ronald Sakolsky, insegnante statunitense in pensione, che decenni fa raccolse 5.000 dollari per sostenere il suo lavoro di rimboschimento.
Yin ha riferito a Xinhua che questo riconoscimento ha rafforzato la sua determinazione a proseguire il lavoro. “Come un cavallo mongolo, continuerò ad andare avanti con perseveranza e determinazione, svolgendo bene il mio lavoro e restituendo alla natura ciò che mi ha dato”, ha affermato.
Seduto tra il pubblico alla cerimonia, Sakolsky ha applaudito il successo di Yin. “Yin merita tutto ciò che le viene riconosciuto. È lei l’eroina”, ha riferito a Xinhua.
Inaugurata dalla FAO in occasione dell’Anno internazionale delle donne agricoltrici 2026, l’iniziativa globale premia 100 donne per il loro straordinario contributo all’agricoltura, ai sistemi alimentari e allo sviluppo rurale.
– Foto Xinhua –
Ultima Ora / IPA. -
Weekend con qualche pioggia e calo delle temperature
Ultima Ora – Sarà un weekend molto autunnale con il tempo variabile in quasi tutto il territorio italiano. La situazione sinottica vede ancora un campo di alta pressione sul Mediterraneo centro-occidentale mentre una goccia fredda si muove sui Balcani. Le condizioni meteo nella giornata di oggi saranno per lo più asciutte sull’Italia con nuvolosità alta in transito e ampi spazi di sereno. Locali piogge non escluse sulla Calabria specie nelle ore pomeridiane.
Con l’arrivo del terzo fine settimana di ottobre anticiclone in cedimento e correnti più umide in arrivo sulla nostra Penisola. Specie da domenica nuvolosità in aumento e possibilità di piogge sparse su Nord-Ovest, Isole Maggiori e settori centrali tirrenici. Nel weekend atteso anche un generale calo delle temperature con valori che si riporteranno in linea con le medie o poco al di sotto.
Gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo italiano mostrano che con l’arrivo della prossima settimana avremo qualcosa di più interessante. Una vasta circolazione depressionaria potrebbe infatti muoversi dall’Atlantico verso l’Europa portando un peggioramento meteo di tipo autunnale anche sull’Italia entro metà settimana. Data comunque l’elevata incertezza difficile spingersi al momento oltre l’inizio della terza decade del mese.
Previsioni meteo per venerdì 16
Al Nord: tempo stabile sulle regioni settentrionali sia al mattino che al pomeriggio, con cieli soleggiati o con al più qualche velatura in transito. In serata e nella notte si rinnovano condizioni di tempo asciutto con nuvolosità medio-alta in transito e maggiori spazi di sereno al Nord-Ovest.
Al Centro: al mattino tempo stabile su tutte le regioni con cieli velati. Al pomeriggio poche variazioni con cieli soleggiati su tutti i settori. In serata e in nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.
Al Sud e sulle Isole: tempo stabile al mattino su tutte le regioni con cieli sereni e qualche velatura in transito. Al pomeriggio possibile qualche piovasco sulla Calabria, soleggiato sulle altre regioni. In serata e in nottata non sono attese variazioni di rilievo con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi su tutti i settori. Temperature minime e massime stabili o in generale lieve rialzo su tutta la Penisola.
Previsioni meteo per sabato 17
Al Nord: al mattino tempo stabile su tutte le regioni con cieli sereni e qualche addensamento in transito specie al Nord-Est. Al pomeriggio poche variazioni, con qualche nube anche sui settori occidentali del settentrione. Tra la serata e la notte nuvolosità in aumento specie al Nord-Ovest con anche qualche pioggia tra Piemonte e Valle d’Aosta.
Al Centro: al mattino tempo stabile su tutte le regioni con cieli in prevalenza poco nuvolosi. Nel pomeriggio poche variazioni, con maggiori spazi soleggiati tra Toscana, Umbria e Marche. In serata si rinnovano condizioni di tempo stabile con prevalenza di cieli sereni su tutti i settori. Nuvolosità in aumento nella notte sui settori tirrenici, ma senza fenomeni associati.
Al Sud e sulle Isole: al mattino cieli sereni o poco nuvolosi; maggiori addensamenti sulla Sicilia con qualche piovasco sullo Stretto. Al pomeriggio non sono previsti cambiamenti sostanziali. In serata e nottata non sono attese variazioni di rilievo con prevalenza di cieli sereni e qualche velatura in transito sulla Sardegna. Temperature minime stabili o in rialzo su tutta la Penisola, in calo sulle regioni peninsulari meridionali e al Nord-Ovest. Massime in diminuzione da nord a sud.
Previsioni meteo per domenica 18
Al Nord: nuvolosità in transito nel corso della giornata sulle regioni settentrionali, più compatta al Nord-Ovest dove si attendono piogge e acquazzoni sparsi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata ancora deboli fenomeni sui settori più occidentali, più asciutto altrove.
Al Centro: tempo asciutto sulle regioni centrali ma con nuvolosità alternata a schiarite nel corso della giornata. Possibilità di piogge sparse tra pomeriggio e sera sulle coste tirreniche, più asciutto altrove.
Al Sud e sulle Isole: nuvolosità e schiarite al Sud nel corso della giornata con piogge sparse possibili su Calabria e Isole Maggiori sia al mattino che al pomeriggio, più asciutto altrove. In serata e nottata ancora tempo stabile salvo locali fenomeni su Sicilia e Sardegna. Temperature minime senza variazioni, massime in calo al Nord e in rialzo al Centro-Sud. -
Il 26enne friulano ‘batte’ se stesso
Jonathan Milan ha firmato il nuovo record del mondo dell’inseguimento individuale nelle qualificazioni dei Mondiali su pista, a Shanghai, in Cina.
L’azzurro ha fermato il cronometro a 3’58″850, abbattendo per la prima volta il muro dei 3’59”.
Il 26enne friulano strappa il primato a se stesso: il precedente lo aveva stabilito il 18 ottobre 2024, nella finale iridata di Copenaghen: 3’59″153. Milan si migliora di 303 millesimi. In questi
Mondiali è stato argento nell’inseguimento a squadre. Nel suo palmarès,anche il titolo a squadre olimpico a Tokyo 2020 e mondiale a Roubaix 2021. -
Italia tra i Paesi più sicuri d’Europa: crollano i delitti e la mafia, ma l’ombra resta sulle donne
Ultima Ora – Italia ai minimi europei per numero di omicidi. Nel 2024 – ricorda Eurispes nel suo ultimo report sul fenomeno – il tasso standardizzato di mortalità per omicidio, indicatore ufficiale Ue, nel nostro Paese si attestava a 0,4 decessi ogni 100mila abitanti, contro una media dell’Unione di quasi 0,7; un valore che colloca il nostro Paese insieme a Germania e Malta, nel gruppo con la minore mortalità per omicidio dell’intera Unione. La distanza diventa ancora più evidente se il confronto si sposta sui Paesi con i valori più elevati, dall’1,1 di Svezia, Estonia e Lussemburgo all’1,5 della Lituania e all’1,7 della Lettonia.
Dei venti territori italiani per i quali il dato Eurostat del 2023 è disponibile, diciassette presentano un valore inferiore alla media europea (0,65), l’Abruzzo si colloca esattamente sul valore medio, mentre lo superano soltanto Valle d’Aosta (0,68) e Sardegna (0,86). Trend è confermato anche dalle statistiche nazionali: secondo i dati delle forze di polizia elaborati dall’Istat, nel 2023, il tasso grezzo di omicidi volontari era in Italia di 0,57 ogni 100mila abitanti a fronte di una media europea di 0,91. Si tratta del valore più basso tra i 26 Paesi dell’Unione con dati disponibili, insieme alla Slovenia e preceduto soltanto da Malta.
La grande inversione degli anni ’90
La ricostruzione storica pubblicata dall’Istat mostra che in Italia tra il 1891 e il 1895 si contavano in media quasi 2mila omicidi l’anno (5,9 ogni 100mila abitanti) mentre nel periodo 2020-2024 si è scesi a poco più di 300 casi annui; meno di 0,6 ogni 100mila. Questa lunga discesa conobbe un’inversione importante tra gli anni ’70 e i primi anni ’90, quando alla violenza comune si sommarono quella politica e, soprattutto, l’escalation dei conflitti legati alla criminalità organizzata.
Il picco nel 1991, con 1.916 omicidi, pari a 3,4 ogni 100mila abitanti, oltre un terzo dei quali, il 37,5%, attribuibile alle varie mafie: tra il 1985 e il 1991 gli omicidi erano cresciuti di 992 unità e 522 di questi erano stati delitti di mafia, camorra e ‘ndrangheta. Il peso della componente mafiosa emerge anche nel lungo periodo con 6.681 omicidi attribuibili alle organizzazioni criminali di tipo mafioso compiuti nel periodo 1983-2018, il 95,6% dei quali in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.
Nel quinquennio 1988-1992 questi delitti sono arrivati a rappresentare circa un terzo di tutti gli omicidi commessi in Italia, mentre nel periodo 2013-2017 la loro quota era scesa al 9,1%. Dopo il picco la curva si è invertita rapidamente: 1.461 omicidi nel 1992, 1.065 nel 1993, 746 nel 2000, fino ai 327 del 2024, con una riduzione complessiva superiore all’80%.
Nord e Sud
La geografia regionale dell’indicatore europeo riserva più di una sorpresa a chi si aspetterebbe di ritrovare il tradizionale divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Nel dato standardizzato Eurostat del 2023, il valore più alto spetta alla Sardegna (0,86), seguita dalla Valle d’Aosta (0,68), dall’Abruzzo (0,65), dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Puglia (entrambe 0,55) e dalle Marche (0,54), mentre in fondo alla graduatoria, accanto al Friuli Venezia Giulia (0,11), all’Umbria (0,19), a Bolzano (0,20) e alla Lombardia (0,25) si trovano la Campania (0,20) e la Basilicata (0,22).
Calabria (0,39) e Sicilia (0,38) registrano valori inferiori a quelli di Piemonte (0,43), Emilia Romagna (0,44), Veneto (0,47), Toscana e Lazio (0,49). Calcolando, a fini puramente descrittivi, una media semplice dei valori regionali – dunque non ponderata per la popolazione – il Nord si attesta a 0,38, il Centro a 0,43 e il Mezzogiorno a 0,46; escludendo la Sardegna, il Sud continentale e la Sicilia scendono a 0,40, sostanzialmente lo stesso livello delle regioni settentrionali. è un quadro cambiato in pochi anni, visto che nel 2018 la frattura Nord-Sud era ancora chiaramente riconoscibile con 0,83 omicidi ogni 100mila abitanti nel Mezzogiorno contro 0,43 nel Centro-Nord.
Gli omicidi di donne
Gli omicidi di donne seguono una geografia diversa con le concentrazioni più alte in Valle d’Aosta, Sardegna e Marche; quelli che avvengono in ambito familiare, dove si concentra la grande maggioranza delle vittime femminili, non mostrano una precisa caratterizzazione territoriale, ma producono di anno in anno picchi regionali in larga parte episodici. Se il primato italiano è degno di nota e in larga parte il frutto del ridimensionamento della violenza mafiosa e criminale, si tratta tuttavia di un risultato parziale: la riduzione ha riguardato soprattutto gli uomini.
La serie storica Istat mostra un crollo degli omicidi maschili nel periodo 1992-2018 da 4 a 0,7 ogni 100mila, mentre per le donne il calo è stato decisamente più contenuto (da 0,6 a 0,4 ogni 100mila). In altre parole, se nei primi anni ’90 per ogni donna uccisa si contavano cinque uomini, oggi questo rapporto è sceso a circa due a uno. Sebbene le donne continuino comunque a rappresentare una componente minoritaria dei casi di omicidio, il fenomeno si distingue da quello maschile perchè assume una forma specifica e ormai tristemente nota: la maggioranza degli omicidi riferiti a donne si consuma nell’ambito domestico per mano del partner o ex partner.
Nel 2024, l’Istat ha stimato 106 femminicidi presunti su 116 omicidi con vittima donna, e nell’86% circa dei casi il contesto era quello familiare o affettivo. Il rischio, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si concentra tra le giovani ma cresce con l’età e raggiunge il valore massimo tra le 75-84enni, con 0,81 vittime ogni 100mila. Va detto che anche il tasso di omicidi femminili colloca l’Italia tra i Paesi europei con i valori più bassi: nel 2022 con 0,42 donne uccise ogni 100mila, l’Italia era vicinissima al valore minimo tra i Paesi Ue con dati disponibili (0,39 registrato in Irlanda). Il problema, dunque, non è che le donne italiane corrano un rischio più alto delle altre europee, ma che il loro rischio si sia ridotto molto meno di quello degli uomini, fino a diventare una componente centrale dei decessi per omicidio nel Paese. -
Incendio all’interno del deposito di un’azienda a Elmas, 11 furgoni distrutti
CAGLIARI Ultima Ora / IPA – Vasto incendio nella notte a Elmas, all’interno di un deposito dell’azienda logistica FedEx. I Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Cagliari sono intervenuti alle ore 22:45 circa di ieri, giovedì 15 ottobre, in Via Cettolini nella zona industriale di Elmas, per un incendio che ha coinvolto undici autofurgoni in sosta nell’area del piazzale del magazzino. La Sala Operativa provinciale ha inviato sul posto due squadre di pronto intervento, una della Sede Centrale e una del Distaccamento Cittadino della Sede Portuale, supportate da due autobotti per l’approvvigionamento idrico.
I Vigili del Fuoco hanno circoscritto e spento le fiamme che si stavano propagando alla struttura della stessa attività e ad altri automezzi in sosta. Il tempestivo intervento delle squadre Vigili del fuoco ha evitato la propagazione delle fiamme all’intera attività. Si rilevano danni ad altri veicoli, alla facciata della struttura e nell’area di carico e scarico delle merci. Non si registrano persone coinvolte. Al termine delle operazioni di spegnimento i Vigili del Fuoco hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’area e avviato gli accertamenti per stabilire le probabili cause dell’incendio.
– Foto screenshot video VVF –
Ultima Ora / IPA. -
Gasolio fuorilegge al distributore, sequestro di 6.400 litri nel Vibonese
VIBO VALENTIA Ultima Ora / IPA – Oltre 6.400 litri di gasolio sequestrati, per un valore commerciale di circa 15.500 euro, e un impianto di carburanti finito sotto sigilli. È il bilancio di un’operazione congiunta condotta dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per contrastare le irregolarità nella vendita di carburanti sul territorio provinciale. I controlli, che hanno interessato sei distributori stradali, sono stati eseguiti con il supporto del Laboratorio Mobile dell’ADM per verificare la qualità dei prodotti erogati direttamente dalle pompe.
L’anomalia è emersa nell’impianto di Dasà, dove i primi test sul gasolio hanno rivelato un punto di infiammabilità pari a circa 50°C, al di sotto della soglia minima di 55°C stabilita dalla normativa vigente. La conferma definitiva è arrivata dalle successive analisi di laboratorio, che hanno registrato un valore di 49,5°C. I finanzieri e il personale dell’ADM hanno quindi fatto scattare il sequestro preventivo d’urgenza di 6.444 litri di gasolio per autotrazione e del serbatoio da 15 metri cubi (del valore di circa 10.000 euro) che lo conteneva, impedendone l’immissione sul mercato.
L’operazione è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per l’ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la filiera di approvvigionamento del carburante non a norma e individuare le relative responsabilità.
– Foto ufficio stampa GDF –
Ultima Ora / IPA. -
Gasolio fuorilegge al distributore, sequestro di 6.400 litri nel Vibonese
VIBO VALENTIA Ultima Ora / IPA – Oltre 6.400 litri di gasolio sequestrati, per un valore commerciale di circa 15.500 euro, e un impianto di carburanti finito sotto sigilli. E’ il bilancio di un’operazione congiunta condotta dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per contrastare le irregolarità nella vendita di carburanti sul territorio provinciale.I controlli, che hanno interessato sei distributori stradali, sono stati eseguiti con il supporto del Laboratorio Mobile dell’ADM per verificare la qualità dei prodotti erogati direttamente dalle pompe. L’anomalia è emersa nell’impianto di Dasà, dove i primi test sul gasolio hanno rivelato un punto di infiammabilità pari a circa 50°C, al di sotto della soglia minima di 55°C stabilita dalla normativa vigente.La conferma definitiva è arrivata dalle successive analisi di laboratorio, che hanno registrato un valore di 49,5°C. I finanzieri e il personale dell’ADM hanno quindi fatto scattare il sequestro preventivo d’urgenza di 6.444 litri di gasolio per autotrazione e del serbatoio da 15 metri cubi (del valore di circa 10.000 euro) che lo conteneva, impedendone l’immissione sul mercato. L’operazione è stata segnalata alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per l’ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio. Gli investigatori sono ora al lavoro per ricostruire la filiera di approvvigionamento del carburante non a norma e individuare le relative responsabilità.
– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –
Ultima Ora / IPA. -
“Droni russi in spazio aereo romeno”
Le due petroliere che hanno preso fuoco nella notte nel Mar Nero, in acque territoriali romene, sono state colpite da droni russi entrati nello spazio aereo del Paese. Così il presidente romeno, Dan.
Otto persone disperse. Le due navi erano all’ancora nel Mar Nero, quando le autorità navali hanno ricevuto il primo allarme dalla petroliera Wine Trader,battente bandiera di San Marino.
Poi anche la petroliera Yara J,battente bandiera delle Comore, ha preso fuoco. -
Trump:”Zelensky più difficile di Putin”
Il presidente Usa Trump in un’intervista a Newsmax ha dichiarato di “non essere un grande fan” del presidente ucraino Zelensky aggiungendo che, a suo avviso, negoziare con lui è “più difficile” che farlo con il presidente russo Putin.
Trump ha inoltre criticato la decisione dell’Ucraina di riprendere gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe.
“Se mi dite che Zelensky sta colpendo di nuovo le raffinerie, l’unico risultato è un aumento del prezzo mondiale del petrolio”, uno “scanadlo”, ha detto
E sull’Iran:”Non userò bomba nucleare”. -
Usa,spari in una scuola: uccisi 3 bimbi
Nuova strage in una scuola americana.
Un 16enne è entrato con la forza nella Silver Rail Elementary School di Bend, in Oregon, e ha sparato uccidendo tre bambini e un insegnante,prima di essere colpito a sua volta da un passante intervenuto prima dell’arrivo della polizia. Avevano 5, 8 e 11 anni.
L’aggressore si è introdotto nell’edificio sparando contro le porte chiuse.
Non è ancora chiaro se avesse qualche legame con la scuola e che tipo di arma abbia usato. L’Fbi sta collaborando alle indagini in corso. -
SARRI: “NON ABBIAMO CONCESSO NULLA”
“Siamo entrati bene in partita e abbiamo avuto tantissime occasioni. Non abbiamo concesso praticamente nulla agli avversari, se non quella palla nel finale per cui mi dispiace aver preso il gol. Il divario tecnico si è visto perché abbiamo giocato una buona partita.
Ora dobbiamo trovare equilibrio e solidità”. Lo afferma Maurizio Sarri in seguito alla vittoria sul Pafos.
“Siamo partiti subito forte, era quello che volevamo. Non dovevamo sottovalutare la gara e penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro”, è il pensiero di Gianluca Scamacca.
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SPALLETTI: “DOVEVAMO PROVARCI”
“Noi non siamo riusciti a gestire bene la palla. Arrivavamo sempre in ritardo e ci hanno costretti a delle ricomposizioni lunghe. In alcuni momenti eravamo disuniti, però abbiamo avuto anche dei palloni per fare gol. Dovevamo provare a vincerla”. Così Luciano Spalletti dopo il successo contro il Celta Vigo. “Conceiçao? Gli conviene essere arrabbiato per la prestazione”, spiega.
“Penso di aver disputato la mia miglior partita con questa squadra. Posso fare fare ancora meglio, però sono contento, il gol che dà sempre fiducia”, commenta Nick Woltemade.
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