Pechino Primo turno
Paolini (14) bye
Secondo turno
Paolini (4) vinc. Snigur/Kawa
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Notizie dell’Ultima Ora
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Pechino, per la Paolini c’è il bye
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Horner:”Ferrari destinazione ideale
201Calcio 299Brevi
La Ferrari ha voluto smentire le speculazioni sul futuro del Team Principal Fred Vasseur confermando che la scuderia italiana ha già preso le sue decisioni e che “ripone piena fiducia nel team principal Vasseur”. Il francese è entrato a far della Ferrari all’inizio della stagione 2023 e durante questo periodo è stato spesso fatto oggetto.
di critiche in merito al suo ruolo.
L’ultima indscrezione è emersa durante il Gp dell’Azeibagian. Chris Horner, in occasione della presentazione del suo libro. ha dichiarato: al ‘Times, “che la Ferrari sarebbe stata la sua destinazione ideale”. -
Horner: Ferrari destinazione ideale
201Calcio 299Brevi
La Ferrari ha voluto smentire le speculazioni sul futuro del Team Principal Fred Vasseur confermando che la scuderia italiana ha già preso le sue decisioni e che “ripone piena fiducia nel team principal Vasseur”. Il francese è entrato a far della Ferrari all’inizio della stagione 2023 e durante questo periodo è stato spesso fatto oggetto.
di critiche in merito al suo ruolo.
L’ultima indscrezione è emersa durante il Gp dell’Azeibagian. Chris Horner, in occasione della presentazione del suo libro. ha dichiarato: al ‘Times, “che la Ferrari sarebbe stata la sua destinazione ideale”. -
AUMENTA QUOTAZIONE MANU KONE’
Manu Koné è uno dei migliori centrocampisti del campionato di Serie A e anche la sua valutazione attuale lo conferma.
Il francese, che è subentrato nel finale della gara di Nations League con il Belgio, ora è valutato circa 60 milioni di euro, una cifra che lo porta al primo posto tra i suoi pari ruolo: dietro di lui c’è Nicolò Barella dell’Inter a quota 50 milioni.
Considerando tutti i ruoli, invece, Koné si trova al quinto posto per valore economico. Davanti al transalpino figurano Lautaro Martinez, Nico Paz, Kenan Yildiz e Alessandro Bastoni.
Ultima Ora Calcio -
ESPOSITO E BASTONI BENE IN AZZURRO
Il largo successo conquistato dall’Italia in Nations League contro la Turchia è a forti tinte nerazzurre. Alessandro Bastoni e Francesco Pio Esposito sono, infatti, risultati determinanti per il successo mettendo a referto rispettivamente le reti che hanno aperto e chiuso le marcature. Festeggiamenti anche per Andy Diouf, che ha fatto il suo esordio con la Francia nella vittoria ottenuta contro il Belgio: 90′ per il centrocampista nerazzurro.
Piotr Zielinski, invece, è stato sconfitto con la sua Polonia nel match contro la Svezia.
Ultima Ora Calcio -
SOSPIRO DI SOLLIEVO PER CONCEICAO
Mister Luciano Spalletti e la compagine bianconera possono tirare un sospiro di sollievo in merito alle condizioni fisiche di Francisco Conceicao. L’attaccante aveva subito un colpo alla coscia in uno scontro di gioco con Ryerson nel match di Nations League tra Portogallo e Norvegia, ma ora arrivano rassicurazioni sull’entità del problema. Il portoghese, infatti, avrebbe riportato solo una contusione.
Nel frattempo Kerim Alajbegovic ha disputato l’intera sfida di Nations League che la sua Bosnia ha vinto 4-2 contro la Romania.
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SOSPIRO SOLLIEVO PER CONCEICAO
Mister Luciano Spalletti e la compagine bianconera possono tirare un sospiro di sollievo in merito alle condizioni fisiche di Francisco Conceicao. L’attaccante aveva subito un colpo alla coscia in uno scontro di gioco con Ryerson nel match di Nations League tra Portogallo e Norvegia, ma ora arrivano rassicurazioni sull’entità del problema. Il portoghese, infatti, avrebbe riportato solo una contusione.
Nel frattempo Kerim Alajbegovic ha disputato l’intera sfida di Nations League che la sua Bosnia ha vinto 4-2 contro la Romania.
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RIPRESA INSIDIOSA PER I SALENTINI
La squadra giallorossa ha già ottenuto 6 punti nelle prime cinque giornate di campionato e dopo la sosta proverà subito a incrementare il proprio bottino.
I ragazzi di mister Di Francesco, però, dovranno fare attenzione ai loro prossimi avversari che potrebbero celare diverse insidie. L’11 ottobre i salentini ospiteranno il Bologna di Raffaele Palladino, che probabilmente sarà più rodato rispetto a qualche settimana fa grazie allo stop per le Nazionali.
A seguire arriveranno la trasferta del Bluenergy Stadium con l’Udinese e l’impegno casalingo contro la Juventus.
Ultima Ora Calcio -
Tragedia a Bolzano, bimba di 5 anni investita da un furgone muore in ospedale
Ultima Ora – Una bambina di 5 anni, originaria di Bolzano, è morta all’ospedale ‘San Maurizio’ di Bolzano dopo essere stata investita da un furgone in pieno centro. L’incidente è avvenuto nella mattinata di martedì 29 settembre davanti al centro commerciale WaltherPark, difronte alla stazione ferroviaria.
Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, la piccola era arrivata al pronto soccorso in condizioni gravissime.
L’incidente
Secondo una primissima ricostruzione, la bambina sarebbe sfuggita al controllo della mamma nei pressi dell’ingresso del centro commerciale WaltherPark in via Garibaldi. La piccola è stata travolta da un furgoncino addetto al carico e scarico delle merci. L’incidente si è verificato martedì 29 settembre, poco prima delle 10.20. Le condizioni della bambina erano apparse subito molto gravi. Soccorsa sul posto e trasportata urgentemente in ospedale, i medici hanno cercato di salvarla, ma le lesioni si sono rivelate troppo gravi. I rilievi sono stati affidati agli agenti del Nucleo Infortunistica della Polizia Municipale. Sul posto sono arrivati anche vigili del fuoco e polizia. -
Ustica: 46 anni fa la strage senza responsabili
Ultima Ora – L’ultimo colpo di scena – l’asserita disponibilità della Francia a collaborare, ufficializzata ieri – alimenta nuove speranze di poter dare finalmente un nome ai responsabili della strage della sera del 27 giugno 1980 quando un Dc9 dell’Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, all’altezza dell’isola di Ustica uscì dagli schermi radar e venne dato per disperso. Solo il giorno dopo vennero avvistate le prime vittime che alla fine saranno 81, tutti quelli che erano a bordo.
Le numerose rogatorie internazionali – indirizzate a Usa, Belgio, Germania, Francia e per finire anche al governo transitorio della Libia dopo la caduta del regime di Gheddafi – che la procura di Roma ha avviato negli anni scorsi, nell’ambito dell’inchiesta bis aperta per strage contro ignoti, non hanno consentito di arrivare a risultati concreti: alcuni Paesi hanno fornito informazioni senza alcuna rilevanza penale mentre altri hanno totalmente ignorato la richiesta. Queste le tappe principali della vicenda giudiziaria:
GIUGNO ’80 – Gli atti urgenti dell’indagine sono affidati al pm di Roma Giorgio Santacroce. Le prime ricostruzioni parlano di cedimento strutturale del velivolo, ma c’è chi ipotizza che a causare l’esplosione siano stati una bomba o un missile.
18 LUGLIO ’80 – Sui monti della Sila, in località Timpa delle Magare, viene ritrovato ufficialmente il relitto di un Mig 23 libico: si pensa che l’aereo sia precipitato la sera del 27 giugno e abbia avuto un ruolo nella tragedia del Dc9.
25 NOVEMBRE ’80 – John Macidfull, esperto dell’ente Usa per la sicurezza del volo, consegna al magistrato una perizia in cui si rivela la presenza di un caccia sconosciuto accanto al Dc9 al momento dell’esplosione.
PRIMAVERA ’82 – La commissione ministeriale scarta l’ipotesi del cedimento strutturale e sposa quella dell’esplosione: esterna (missile) o interna (bomba).
NOVEMBRE ’84 – Il giudice istruttore Vittorio Bucarelli affida una nuova perizia a una commissione coordinata dall’ingegner Massimo Blasi. Si decide il recupero del relitto.
ESTATE ’86 – Parte l’operazione recupero, affidata a due navi e a un sottomarino di una società’ francese che risulterà legata ai servizi segreti.
MARZO ’89 – La commissione Blasi sposa la tesi del missile.
PRIMAVERA ’90 – Due dei cinque esperti della commissione cambiano idea e parlano di bomba.
LUGLIO ’90 – Bucarelli, accusato dall’ex ministro Amato di essere un bugiardo, si dimette. Gli subentra Rosario Priore.
INVERNO ’92 – Incriminazione per una settantina tra ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica militare per depistaggi, distruzione di prove e falso. Per sette generali si profila l’aggravante dell’alto tradimento.
LUGLIO ’94 – Il collegio Misiti parla di un ordigno che sarebbe stato nascosto nella toilette dell’aereo. Ma i magistrati accusano gli esperti di una serie di errori e snobbano la perizia.
GIUGNO ’97 – Sul tavolo di Priore arriva il dossier completo di 17 anni di lavoro: 700 cartelle di analisi sui dati radar e 3.000 pagine di allegati. L’ipotesi che emerge è quella che il Dc9, la sera dell’incidente, volò per un’ora all’interno di un vero e proprio scenario di guerra.
DICEMBRE ’97 – Un supplemento di perizia conferma l’affollamento di velivoli nei cieli italiani la sera della tragedia. Quasi tutti i velivoli in volo quella notte avevano i transponder spenti per evitare di essere identificati. 31 DICEMBRE ’97 – Si chiude l’indagine. Priore deposita un milione e mezzo di atti.
31 LUGLIO ’98 – La Procura formula le sue richieste.
31 AGOSTO ’99 – Priore dispone 9 rinvii a giudizio: quattro generali dell’Aeronautica sono accusati di attentato agli organi costituzionali con l’aggravante dell’alto tradimento, cinque devono rispondere di falsa testimonianza.
24 SETTEMBRE 2000 – Prima udienza del processo davanti alla terza Corte d’assise di Roma, presidente Giovanni Muscarà.
1 DICEMBRE 2000 – La Corte rimette gli atti ai pm relativamente alle posizioni dei cinque militari accusati di falsa testimonianza: saranno processati con il rito previsto dal nuovo codice di procedura penale. Il processo prosegue per i quattro generali dell’Aeronautica.
19 DICEMBRE 2003 – I pm Erminio Amelio, Maria Monteleone e Vincenzo Roselli chiedono la condanna a sei anni e nove mesi di reclusione, di cui quattro anni da condonare, dei generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri e l’assoluzione di Corrado Melillo e Zeno Tascio.
30 APRILE 2004: La seconda Corte d’assise di Roma derubrica il reato di attentato agli organi costituzionali con l’aggravante dell’alto tradimento. Dopo tre giorni di camera di consiglio, viene disposto il non doversi procedere nei confronti di Bartolucci e Ferri. Assolti Melillo e Tascio.
15 DICEMBRE 2005 – La prima Corte d’assise d’appello assolve “perché il fatto non sussiste” i generali dell’Aeronautica Bertolucci e Ferri dall’accusa di aver depistato le indagini. I pm annunciano ricorso in Cassazione.
10 GENNAIO 2007 – Assoluzione definitiva per Bartolucci e Ferri: la prima sezione penale della Cassazione conferma la sentenza d’appello e sono quindi esclusi risarcimenti.
27 GIUGNO 2007 – 27 anni dopo, i resti del relitto vengono ricomposti nel ‘Museo della memorià a Bologna.
4 GIUGNO 2008 – Nel processo per la strage di Ustica “non è mai stato opposto il segreto di Stato”, “nè risulta che tale vincolo sia stato apposto su atti o documenti inerenti il caso”. Ad assicurarlo è il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza.
24 MAGGIO 2010 – In un film inchiesta il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, racconta di un “aereo francese” che “si era messo sotto il Dc9, per non essere intercettato dal radar dell’aereo libico che stava trasportando Gheddafi. Ad un certo punto lancia un missile per sbaglio, volendo colpire l’aereo del presidente libico”.
1 LUGLIO 2010 – Il ministero della Giustizia, su richiesta della Procura di Roma, che ha aperto una nuova indagine sulla strage, inoltra quattro rogatorie internazionali negli Stati Uniti, Francia, Belgio e Germania.
22 NOVEMBRE 2010 – Aurelio Misiti, presidente della Commissione dell’inchiesta tecnica sulla strage di Ustica, spiega in una conferenza stampa a Bologna di aver “individuato l’esplosione interna come causa della caduta dell’aereo”.
17 GIUGNO 2011 – C’erano 21 aerei militari in volo (5 sconosciuti, gli altri americani e inglesi) nei cieli di Ustica la notte del 27 giugno 1980. Lo afferma la Nato in un documento ufficiale che il giornalista Andrea Purgatori mostra per la prima volta in un programma di Rai3.
28 GENNAIO 2013 – La tesi che fu un missile ad abbattere il Dc9 dell’Itavia ad Ustica “è abbondantemente e congruamente motivata”. Lo afferma la sentenza con la quale la terza sezione civile della Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dal ministero della Difesa e delle Infrastrutture e ribadisce che i parenti delle vittime del disastro vanno risarcite.
22 OTTOBRE 2013 – Ancora la Cassazione stabilisce che la Itavia potrebbe essere fallita in seguito alla “significativa attività di depistaggio” sviluppatasi attorno al disastro.
29 GIUGNO 2017 – La prima sezione civile della corte d’appello di Palermo boccia il ricorso dell’Avvocatura dello Stato e nel confermare i risarcimenti stabiliti sei anni prima dal tribunale sancisce che più di 17 milioni di euro siano destinati ai familiari di alcune delle vittime.
22 MAGGIO 2018 – Le sezioni unite civili della Cassazione stabiliscono un risarcimento di oltre 265 milioni di euro che i ministeri delle Infrastrutture e della Difesa devono versare alla compagnia aerea Itavia per i danni patiti a seguito del disastro aereo.
6 DICEMBRE 2018 – La terza sezione civile della Cassazione dispone che vada oltre la somma di 265 milioni di euro il risarcimento che i ministeri di Difesa e Infrastrutture devono a Itavia. Dopo la pronuncia delle Sezioni unite relativa al danno per la perdita dell’aeromobile (escluso perché già coperto da indennizzo assicurativo), la Suprema Corte quantifica pure il risarcimento legato al danno da revoca delle concessioni in volo.
SETTEMBRE 2023 – In un’intervista al quotidiano La Repubblica Giuliano Amato spiega che “la versione più credibile” è che ad abbattere il Dc9 dell’Itavia fu un missile francese: “Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione e il piano prevedeva di simulare una esercitazione della Nato, con molti aerei in azione”. “Abbiamo già fornito tutti gli elementi a nostra a disposizione”, la posizione ufficiale francese.
MARZO 2025 – La Procura di Roma chiede al gip l’archiviazione dell’ultima inchiesta ma l’associazione dei parenti delle vittime protesta ritenendo che “ci siano ancora indagini da fare” ed elementi da approfondire.
GIUGNO 2025 – Il governo, tramite l’Avvocatura dello Stato, annuncia che si opporrà alla richiesta di archiviazione.
28 SETTEMBRE 2026 – Alla vigilia della nuova udienza di opposizione all’archiviazione davanti al gip del tribunale di Roma per la strage di Ustica, la procura è pronta a ritirare la richiesta. Decisiva la disponibilità offerta dalle autorità francesi al trasferimento della documentazione, anche del ministero della Difesa, che copre un periodo che va fino ai primi anni ’90. -
Concluso il rientro dei militari italiani dall’Iraq
Ultima Ora – Con partenza degli ultimi soldati si è conclusa in Iraq la missione dei militari italiani. “Con il rientro degli ultimi militari impegnati nel recupero e nel trasferimento dei materiali logistici, si conclude oggi la presenza delle nostre Forze armate in Iraq”. Ad annunciarlo è il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
La Nato Mission Iraq
“L’Operazione Inherent Resolve (OIR) della Coalizione internazionale e la Nato Mission Iraq continueranno a operare da altri Paesi – spiega il ministro -. La Nato Mission Iraq, in particolare, rimarrà operativa dalla sede temporanea di Lago Patria, in provincia di Napoli, presso il Joint Force Command Naples della Nato. Come concordato con le Autorità di Baghdad, le forze armate italiane, insieme a quelle degli altri Paesi della Coalizione e della Nato presenti in Iraq, hanno lasciato il territorio iracheno entro la scadenza del 30 settembre.
Da domani, quindi, viene meno la nostra presenza militare in Iraq. Non per una decisione italiana, ma perché entriamo in una fase diversa, concordata con le Autorità irachene e con i Paesi partner, che prevede la piena assunzione di responsabilità da parte delle forze di sicurezza irachene”.
Crosetto: “Si conclude un impegno di 12 anni”
“Si conclude così un impegno durato dodici anni – continua il ministro della Difesa -, nel corso dei quali migliaia di nostri militari hanno operato in Iraq, contribuendo alla lotta contro Daesh, alla sicurezza del Paese e alla formazione delle Forze armate irachene e delle forze di sicurezza del Kurdistan iracheno. Il rientro delle nostre forze armate non significa però la fine del rapporto con un Paese importante e amico, né preclude future forme di collaborazione e cooperazione. Al contrario, vogliamo rafforzare questo legame”.
“Formazione e scambio di competenze”
“Cambia la forma del nostro rapporto: meno presenza militare sul terreno e sempre più collaborazione, formazione, scambio di competenze e sviluppo delle capacità delle Forze armate irachene. È una nuova fase, nella quale l’Iraq assume direttamente una responsabilità sempre maggiore per la sicurezza del proprio territorio e nella quale l’Italia intende continuare a fare la sua parte”.
“Ringrazio gli uomini e le donne delle nostre Forze armate – conclude Crosetto – che hanno servito in Iraq in questi dodici anni. Hanno fatto il loro dovere con professionalità, spirito di sacrificio e senso di responsabilità. A tutti loro va la mia gratitudine”.
Le tappe della missione in Iraq
Il rientro italiano era già in larga parte completato dal marzo 2026. Nelle ultime settimane sono rimasti in Iraq soltanto i team necessari al recupero e al trasferimento dei materiali.
Come confermato nei recenti colloqui tra il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e il capo di Stato maggiore della Difesa irachena, generale Abdul Amir Yarallah, Italia e Iraq intendono preservare e sviluppare il rapporto bilaterale, proseguendo lo scambio di competenze ed esperienze e i programmi di formazione e sviluppo delle capacità.
Restano, inoltre, in Iraq due Carabinieri italiani impegnati nell’ambito della missione dell’Unione europea Euam Iraq, autorizzata dal governo iracheno -
Med-Or Italian Foundation firma accordo di collaborazione con la Repubblica Democratica del Congo
ROMA Ultima Ora / IPA – Il 29 settembre, presso la sede di Med-Or Italian Foundation a Roma, è stato firmato un Memorandum d’intesa tra la Fondazione e il Governo della Repubblica Democratica del Congo. Secondo quanto precisa una nota di Med-Or, l’accordo è stato sottoscritto dal presidente di Med-Or, Marco Minniti, e, per il Governo congolese, da Thérèse Kayikwamba Wagner, ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Internazionale, della Francofonia e della Diaspora congolese. In particolare, l’intesa prevede la promozione del dialogo strategico, l’organizzazione di seminari e iniziative congiunte, nonché l’individuazione di progetti finalizzati al rafforzamento delle capacità settoriali, alla formazione e alla cooperazione. La Repubblica Democratica del Congo rappresenta un partner di particolare rilevanza nel continente africano, sia per il suo significativo potenziale economico sia per il ruolo che riveste nel più ampio contesto regionale. Con una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti, il Paese occupa una posizione centrale nello sviluppo delle catene del valore delle materie prime critiche e nei processi legati alla transizione energetica.
La Repubblica Democratica del Congo dispone inoltre di un vasto potenziale agricolo, con oltre 80 milioni di ettari di terre coltivabili, che offrono importanti opportunità per lo sviluppo agricolo, la sicurezza alimentare e la crescita delle filiere agroalimentari. L’accordo con la Repubblica Democratica del Congo – inserita quest’anno tra i Paesi target del Piano Mattei – si colloca nel più ampio impegno di Med-Or Italian Foundation in Africa, volto a rafforzare il dialogo con i principali Paesi del continente e a promuovere iniziative nei settori della formazione, del capacity building e della cooperazione strategica.
– foto logo Med-Or Italian Foundation –
Ultima Ora / IPA. -
Schillaci “Sulle malattie cardio-cerebrovascolari consolidiamo la prevenzione”
ROMA Ultima Ora / IPA – “Le malattie cardio-cerebrovascolari continuano a rappresentare una delle maggiori cause di mortalità e disabilità. Allo stesso tempo, sappiamo quanto sia possibile incidere sulla loro insorgenza e sulle loro conseguenze attraverso la prevenzione, la diagnosi precoce e una presa in carico tempestiva e appropriata. E’ questa la direzione nella quale abbiamo lavorato, mettendo la prevenzione al centro delle politiche sanitarie”. Lo afferma il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un videomessaggio agli Stati Generali della Salute Cardiovascolare.
“Con il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 abbiamo consolidato un modello che punta a intervenire sui principali fattori di rischio modificabili e a promuovere la salute in tutte le fasi della vita. Un obiettivo che, nel campo cardiovascolare, significa innanzitutto diffondere stili di vita sani, a partire da una corretta alimentazione e dall’attività fisica, ma anche favorire l’individuazione precoce delle condizioni di rischio – prosegue -. In questa prospettiva si inserisce anche il potenziamento dell’assistenza territoriale. Le Case della Comunità finanziate con il PNRR, già operative in molte Regioni, consentono di avvicinare i servizi ai cittadini e di integrare prevenzione, diagnosi, cura e assistenza, con particolare attenzione alle persone con patologie croniche”.
“Abbiamo investito inoltre nella telemedicina, uno strumento particolarmente utile anche nella gestione delle patologie cardiovascolari. Il telemonitoraggio e gli altri servizi digitali permettono di seguire i pazienti a domicilio, facilitano il follow-up e contribuiscono a garantire continuità nell’assistenza – sottolinea Schillaci -. Sul fronte specifico della prevenzione cardiovascolare, abbiamo finanziato progetti degli IRCCS della Rete Cardiologica che utilizzano anche le nuove tecnologie per individuare precocemente il rischio e promuovere comportamenti salutari. Sono interventi che rispondono a una visione precisa: tutelare la salute prima che insorga la malattia e, quando la patologia è presente, assicurare una presa in carico tempestiva, integrata e vicina alla persona”.
– Foto IPA Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Hi-Tech & Innovazione Magazine – 29/9/2026
ROMA Ultima Ora / IPA – In questa edizione:
– Le imprese investono sempre più in innovazione
– Il dissesto idrogeologico si previene con droni e sensori
– Otto aziende italiane su 10 non usano l’Intelligenza artificiale negli uffici
fsc/gtr -
Bozzetti “Sarà una MiArt rinnovata e con un nuovo premio per artisti italiani”
MILANO Ultima Ora / IPA – “Sarà una Miart rinnovata che incontrerà sempre di più i desiderata del mondo dell’arte e delle gallerie d’arte per rendere sempre più forte il connubio tra Milano, la Lombardia, la fiera e l’arte”. Così Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, al Museo del Novecento per la presentazione di MiArt 2027, in calendario dal 9 all’11 aprile all’Allianz MiCo. “Con un nuovo premio da 50 mila euro dedicato agli artisti italiani mid-career, Fondazione Fiera Milano rafforza il proprio impegno al fianco di MiArt e sceglie di investire ancora di più nell’arte e nella cultura italiana”, ha aggiunto Bozzetti.
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Lavrov “L’Europa sta conducendo una guerra contro la Russia”
MOSCA (RUSSIA) Ultima Ora / IPA – “I paesi europei stanno conducendo una guerra contro la Russia, non c’è dubbio”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, a margine del Valdai International Discussion Club. “Beh, se ammettete che ci stanno sparando addosso con le loro armi e noi le abbattiamo, chiamatelo come volete. Ma non ho dubbi che questa sia una guerra che l’Europa sta conducendo contro di noi. Ne parliamo da molto tempo”, ha detto Lavrov citato dall’agenzia russa Tass.
– Foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Corruzione e caporalato nei lavori della Tav Napoli – Bari, 20 misure cautelari
Ultima Ora – La Guardia di finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali nell’ambito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Delle 20 misure cautelati, sono state disposte per 10 persone gli arresti domiciliari, per altre 7, è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, 3 alla misura interdittiva della sospensione totale dell’esercizio di un pubblico servizio per 1 anno.
Operazione della Gdf di Napoli, i reati contestati agli indagati
Tra i reati contestati: corruzione, caporalato e emissione di fatture per operazioni. Su richiesta del pm, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione. In cambio dei favori, sarebbero stati corrisposti denaro e altre utilità, come orologi o telefoni cellulari nascosti nei box natalizi.
L’inchiesta sullo sfruttamento dei lavoratori
Un altro filone dell’inchiesta ha riguardato lo sfruttamento dei lavoratori, in particolare extracomunitari, con turni di lavoro che duravano anche 20 ore e retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali oltre, secondo le accuse, a violazioni delle norme sulla sicurezza.
Imprenditori e pubblici ufficiali
Al centro dell’indagine si sospetta un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti.
Irregolarità sui permessi di soggiorno
Relativamente alle norme sulla sicurezza del lavoro l’indagine ha messo in luce possibili irregolarità relative ai permessi di soggiorno e alla documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Un altro filone ha riguardato la qualità del calcestruzzo, la gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti di cantiere. -
Omicidio Custra non è prescritto, Ventura deve scontare la pena
Ultima Ora – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha stabilito che Raffaele Ventura, ex componente delle Formazioni Comuniste Combattenti e che vive in Francia, dovrà scontare una pena residua di 14 anni di reclusione per l’omicidio del brigadiere Antonio Custra, avvenuto a Milano il 14 maggio 1977.
I giudici hanno accolto la richiesta della procuratrice generale Francesca Nanni di revocare la prescrizione relativa a quel delitto, per il quale Ventura era stato condannato a 22 anni e 8 mesi di reclusione.
La decisione sulla prescrizione della pena
La pg ha portato avanti la tesi, e la Corte le ha dato ragione, che il trascorrere della prescrizione si bloccò nel 2017 quando Ventura venne sottoposto a un “arresto provvisorio” per sei ore da parte della polizia francese su mandato delle autorità italiane. Questo episodio ha bloccato la prescrizione della pena, che e’ ripartita appunto dal 2017 ed è ancora attuale.
Il ricorso annunciato dalla difesa
“Fino alla Cassazione sarà libero di andare e venire dalla Francia – spiega il suo legale Davide Steccanella -. Andrò in Cassazione per farmi spiegare come sia possibile ritenere l’inizio dell’esecuzione della pena per l’omicidio Custra del 14 maggio 1977 una sosta di 3 ore in una stazione di polizia senza vedere un giudice, in forza, si legge, di un mandato di arresto europeo dove vengono indicate condanne per fatti commessi fino al 1976. Quindi un anno prima e senza alcun riferimento non solo a Custra ma neppure al reato di omicidio”.
La vicenda giudiziaria tra Italia e Francia
La Suprema Corte aveva accolto il ricorso della procuratrice Nanni contro l’ordinanza che due anni fa aveva dato la possibilità a Ventura, che vive da decenni in Francia sulla base della cosiddetta “dottrina Mitterrand”, di rientrare in Italia da libero, se volesse. Ventura era uno dei 10 ex terroristi che sarebbero dovuti tornare in Italia dalla Francia nel 2021, dopo un accordo politico tra i due Paesi, per scontare le pene, ma i giudici francesi bocciarono le richieste di estradizioni. Dalla Cassazione si era poi arrivati ai giudici della Corte d’Appello che oggi hanno revocato la prescrizione. E’ improbabile comunque che, anche in caso della conferma in Cassazione della decisione dei giudici milanesi, la Francia dia l’ok all’estradizione del 76enne Ventura. -
Morte avvelenate con la ricina, perquisito lo studio di Gianni Di Vita a Pietracatella
Ultima Ora – I poliziotti della Squadra Mobile di Campobasso e gli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato sono entrati per una perquisizione nello studio di commercialista di Gianni Di Vita a Pietracatella, marito e padre di Antonella e Sara, morte per avvelenamento da ricina. L’ufficio si trova di fronte l’abitazione della famiglia Di Vita-Di Jelsi.
Al momento l’uomo non risulta indagato per la morte delle due donne, avvenuta il 26 dicembre scorso.
La vicenda
Mamma e figlia sono all’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso il 26 dicembre scorso, non in seguito a un’intossicazione alimentare, bensì per avvelenamento. Nonostante l’iniziale ipotesi di morte per intossicazione alimentare, la Procura di Larino ha poi aperto le indagini per duplice omicidio contro ignoti sulla morte della 15enne Sara Di Vita e della 50enne Antonella Di Jelsi. La morte è avvenuta per avvelenamento con la ricina, una proteina presente nei semi della pianta del ricino che, se ingeriti, sono in grado di causare la morte cellulare bloccando l’attività della sintesi proteica.
L’autopsia
La sera del 26 dicembre scorso, la famiglia Di Vita aveva mangiato cozze, vongole, seppie e baccalà e i sospetti erano caduti anche su una confezione di funghi champignon. Gli inquirenti avevano svolto degli accertamenti anche su alcune farine. Anche Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, era stato ricoverato in condizioni stabili allo Spallanzani di Roma. Invece la figlia maggiore Alice, di 18 anni, non aveva cenato con la famiglia. Dai risultati dell’autopsia svolta al Policlinico di Bari, effettuata dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca, su fegato e pancreas “ci sono delle alterazioni compatibili con l’intossicazione acuta”, aveva reso noto il medico legale. -
Etna, ripristinate le attività di volo all’aeroporto di Catania
CATANIA Ultima Ora / IPA – La SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania, comunica che, a seguito del passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche da RED a ORANGE, sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania con effetto immediato. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Sequestrati 133 kg di droga e 48 mila euro, 47enne arrestato nel Modenese
FORMIGINE (MODENA) Ultima Ora / IPA – Un ingente carico di sostanze stupefacenti, dal valore stimato sul mercato al dettaglio di oltre 2 milioni di euro, è stato intercettato dai Carabinieri nel Modenese. Nel pomeriggio del 24 settembre scorso, a Formigine, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo e della Stazione locale hanno arrestato in flagranza un 47enne residente del posto, accusato di detenzione illecita di stupefacenti aggravata dall’ingente quantità. L’operazione è scattata nell’ambito di un mirato servizio antidroga. Attorno alle 15:00, un dispositivo in abiti civili ha notato l’uomo scendere da un’autovettura: alla vista dei militari, l’indagato ha insospettito gli operanti tentando una rapida fuga verso il veicolo. La perquisizione immediata ha condotto al rinvenimento, all’interno del garage di sua pertinenza, di tre grossi involucri contenenti circa 124 chilogrammi di hashish suddivisi in numerose panette.
I controlli sono stati quindi estesi all’abitazione e alla cantina con il supporto dell’unità cinofila della Polizia Locale di Sassuolo. Nella cantina i Carabinieri hanno recuperato ulteriori 9,5 chilogrammi di cocaina suddivisi in sedici involucri, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Nell’appartamento sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati circa 48mila euro in contanti, nascosti tra lo zaino e i divani del soggiorno. Su disposizione della Procura della Repubblica, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale “Sant’Anna” di Modena. Nella giornata di ieri, il Giudice per le Indagini Preliminari di Modena ha convalidato l’arresto applicando la custodia cautelare in carcere, fermo restando il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
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Trovato con manuali per ordigni e attentati terroristici, arrestato 17enne
VERONA Ultima Ora / IPA – La Polizia di Stato ha arrestato un ragazzo di 17 anni, residente in provincia di Trento, indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’operazione è stata condotta dagli investigatori della D.I.G.O.S. della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con il supporto della D.I.G.O.S. di Trento, nell’ambito di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura presso il Tribunale Ordinario di Venezia.L’indagine della DIGOS scaligera è partita nell’autunno del 2025 dal monitoraggio dei canali d’estrazione suprematista. Sui social l’internauta, distintosi per la forte radicalizzazione ideologica e la propensione alla violenza, definiva “eroi” i terroristi bianchi e inneggiava al gruppo Atomwaffen Division. Il giovane ricopriva inoltre il ruolo di “Vice Capo” e referente operativo del gruppo social “F.F.I. Fronte Fascista Italiano”, occupandosi della selezione dei nuovi membri.Risaliti all’identità del 17enne, i poliziotti hanno perquisito la sua abitazione rinvenendo vessilli neonazisti, armi bianche – tra cui katane, machete, coltelli e balestre -, repliche di armi da fuoco e manoscritti con simboli estremisti. L’analisi dei telefoni cellulari ha poi permesso di recuperare manuali per la fabbricazione di ordigni artigianali, guide per attentati con veicoli pesanti, elenchi di veleni, istruzioni per l’eliminazione di bersagli umani e il video integrale della strage di Christchurch del 2019.Dalle conversazioni analizzate sono emersi anche chiari propositi di un imminente passaggio all’azione nei confronti di ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici. Ieri l’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto in flagranza e il minore è stato trasferito presso la C.P.A. di Treviso.
– Foto: Ufficio stampa Polizia di Stato – Ultima Ora / IPA. -
Sea Watch, almeno due morti e numerosi dispersi nel naufragio di un gommone nelle acque tra Libia e Tunisia
ROMA Ultima Ora / IPA – Sono due i morti accertati dopo il naufragio di un gommone nelle acque tra Libia e Tunisia. Lo riferisce Sea Watch, che è intervenuta con la nave Aurora dopo una segnalazione lanciata da Alarm Phone. Il gommone è stato trovato quasi sgonfio. “A bordo c’erano 5 persone e 2 corpi senza vita. Altre 25 si erano aggrappate alla piattaforma di Hasdrubal per sfuggire al naufragio. Due donne hanno riferito di aver perso i propri figli tra le onde”, si legge nel post su X di Sea Watch. “Il gommone si trovava sul confine della Sar libica e tunisina, e sono stati i 5 superstiti a dirci che altre persone sarebbero riuscite a raggiungere la piattaforma petrolifera dopo il naufragio. Tra i due corpi senza vita c’era quello di un bambino, forse uno dei due dispersi”, si legge ancora.
– foto di repertorio IPA Agency –
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Al Ghais “Accordo di Algeri del 2016 ha poto le basi per l’Opec+”
ALGERI (ALGERIA) Ultima Ora / IPA – L’Accordo di Algeri del 28 settembre 2016 rappresenta una tappa storica per l’Opec e per i mercati energetici mondiali e ha posto le basi per l’attuale alleanza Opec+. Lo ha affermato il segretario generale dell’Opec, Haitham Al Ghais, in un’intervista alla televisione algerina in occasione della sua visita ad Algeri per il decimo anniversario dell’accordo.
Secondo Al Ghais, l’accordo ha rappresentato la “prima pietra” del processo che avrebbe portato alla cooperazione tra i Paesi dell’Opec e dieci produttori non appartenenti all’organizzazione, creando il quadro dell’attuale alleanza Opec+.
Al Ghais ha ricordato anche il ruolo storico dell’Algeria all’interno dell’Opec, dalla conferenza dei capi di Stato e di governo del 1975 all’incontro di Orano del 2008, che portò a importanti riduzioni della produzione, fino all’Accordo di Algeri del 2016. “Questo accordo sarà ricordato dalla storia come una lezione per tutti coloro che si interessano di energia e dei mercati petroliferi mondiali”, ha affermato.
Fonte: IPA
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Trento, inneggiava al suprematismo e progettava di costruire un ordigno: arrestato un 17enne [VIDEO]
Ultima Ora – Inneggiava sui social a suprematismo e neonazismo, scaricava manuali sulla fabbricazione di ordigni e meditava di passare all’azione contro “ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici” il 17enne, residente nella provincia di Trento, arrestato dalla Polizia di Stato di Verona con l’accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Le indagini sono iniziate nell’autunno del 2025, quando le forze dell’ordine hanno iniziato a monitorare alcuni canali di stampo suprematista online e nel mirino è finito un utente “con marcata radicalizzazione ideologica” ed “una significativa proiezione verso la violenza”, che manifestava ripetutamente esplicita ammirazione per i cosiddetti “terroristi bianchi”, definendoli “eroi” e legittimandone le azioni con riferimenti alla “difesa della razza bianca”.
Vessilli neonazisti e armi da taglio
Inoltre, l’utente – che poi sarebbe stato identificato nel 17enne – avrebbe pubblicato numerosi contenuti di natura propagandistica e celebrativa riferibili al noto gruppo terroristico dell’Atomwaffen Division, distinguendosi – tra l’altro – nel ruolo di ‘vice capo’ del gruppo di un noto social network ‘Fronte Fascista Italiano’, quale ‘referente operativo’ che di fatto selezionava aspiranti aderenti alla community. Il 17enne indagato è stato inchiodato durante una perquisizione della casa dove viveva insieme ai genitori, in cui – oltre a diversi vessilli neonazisti e suprematisti – sono state rinvenute armi bianche come katane, machete e coltelli di varie dimensioni, nonché balestre, pistole e fucili soft air. Accanto alle armi, gli agenti hanno trovato anche del materiale propagandistico come fogli in formato A4 contenenti disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista.
L’ordigno e la celebrazione dell’attentato a Christchurch
Dopo il sequestro dei cellulari utilizzati dal giovane, gli inquirenti hanno individuato non solo contenuti social di propaganda suprematista, accelerazionista e neonazista, ma anche manuali per fabbricare ordigni artigianali: un testo tradotto dal cirillico contenente indicazioni relative a sostanze chimiche aggressive, una guida operativa per il compimento di attentati terroristici con l’utilizzo di veicoli pesanti, un elenco dei veleni mortali, manuali su come maneggiare armi da fuoco e un documento contenente istruzioni e tecniche operative per il pedinamento, l’attacco e l’eliminazione di bersagli umani. È stato trovato anche il video integrale dell’attentato terroristico a Christchurch nel 2019 da Brendon Tarrant, corredato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare, e il manifesto Haters Handbook redatto dal collettivo terroristico MMC (Maniacs Murder Cult).L’arresto
Tra le conversazioni rilevate sui cellulari, hanno spiegato gli investigatori, “sono emersi seri propositi di immediato passaggio all’azione, con espliciti riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e violenze nei confronti di specifiche categorie di soggetti”. Gli agenti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione e con il supporto del personale della Digos di Trento, hanno eseguito il decreto di perquisizione personale, locale, domiciliare e informatica emesso dalla Procura di Venezia, culminato – nella mattinata di lunedì 28 settembre – nell’arresto in flagranza del 17enne, poi convalidato dall’autorità giudiziaria.
