Ultima Ora – C’è un nuovo indagato nell’inchiesta sulla morte di Donato ‘Denis’ Bergamini, il giovane calciatore professionista del Cosenza Calcio deceduto il 18 novembre 1989.I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari nei confronti di un 65enne sospettato di concorso nell’omicidio
La posizione di Isabella Internò
L’atto scaturisce dalle indagini coordinate dalla Procura di Castrovillari ed eseguite dai militari del Nucleo Investigativo di Cosenza in relazione ai fatti avvenuti a Roseto Capo Spulico, luogo in cui si verificò la morte del calciatore e per il quale è già stata condannata in primo grado a 16 anni di reclusione Isabella Internò, ex fidanzata della vittima, giudicata colpevole di concorso in omicidio volontario. Nel processo d’appello, attualmente in corso a Catanzaro, il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto per la donna 23 anni di carcere.
Chi è il nuovo indagato
La persona raggiunta dall’avviso di conclusione delle indagini è Roberto Internò, cugino di Isabella il quale, secondo il pm Luca Primicerio, avrebbe avuto un ruolo nella vicenda assieme al padre di Isabella, oggi deceduto.
La ricostruzione dell’accusa
Secondo gli inquirenti, Donato Bergamini sarebbe stato prima narcotizzato e successivamente ucciso, «asfissiato meccanicamente mediante uno strumento soft», per poi essere collocato, già cadavere o in condizioni prossime alla morte, sulla strada statale 106, in direzione Taranto, all’altezza del chilometro 401 circa nel territorio di Roseto Capo Spulico. L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di simulare un investimento stradale da parte di veicoli in transito.
L’investimento sulla Statale 106
Proprio in quel punto Denis Bergamini fu investito da un camion guidato da Raffaele Pisano, finito sotto processo in un procedimento separato.
Secondo quanto contestato dagli inquirenti, l’impatto provocò gravi lesioni da schiacciamento addomino-perineale, con conseguente eviscerazione degli organi interni e la rottura di un grosso vaso arterioso sul lato sinistro del corpo.
Le aggravanti contestate
Isabella Internò e Roberto Internò sono accusati di aver agito con le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti e futili.
Secondo l’impostazione accusatoria, il movente sarebbe riconducibile a ragioni di possesso e gelosia maturate da Isabella nei confronti di Bergamini e alla sua volontà di non accettare la decisione del giovane intenzionato a interrompere la relazione sentimentale. Motivazioni che, secondo la Procura, sarebbero state conosciute e condivise anche dall’attuale indagato.
Notizie dell’Ultima Ora
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Nuovo indagato per la morte di Denis Bergamini, è il cugino di Isabella Internò
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Assovetro lancia “Vetro. La tua salute è al sicuro”, la campagna per la sicurezza di alimenti e bevande
ROMA Ultima Ora / IPA – Assovetro lancia “Vetro. La tua salute è al sicuro”, la campagna istituzionale che porta al centro dell’attenzione il rapporto fra ciò che consumiamo e il materiale che lo contiene. Un messaggio semplice: la scelta del contenitore riguarda la qualità, il gusto e la sicurezza di alimenti e bevande.
La campagna nasce da una domanda che i consumatori hanno già espresso. Secondo l’indagine Assovetro-Ipsos Doxa presentata a luglio, oltre otto italiani su dieci vorrebbero trovare più prodotti in vetro sugli scaffali. Nell’acqua minerale, il 43% dei cittadini considera il vetro il contenitore più adatto, mentre gli acquisti in vetro rappresentano l’8-9% del totale.
Anche per yogurt e succhi emerge una distanza fra preferenza e disponibilità. L’iniziativa intende dare visibilità a questa scelta e aprire un dialogo con produttori, marchi e distribuzione. Il claim “La tua salute è al sicuro” traduce una proprietà poco visibile del materiale in una promessa comprensibile: il vetro è inerte, preserva le caratteristiche degli alimenti e può essere riciclato senza perdere le proprie qualità.
Con questa campagna l’obiettivo è sostenere scelte più consapevoli, valorizzando insieme la qualità dell’esperienza di consumo, la circolarità del vetro e le opportunità per le imprese italiane che producono e utilizzano questo materiale.
La pianificazione coinvolge, tra le altre testate nazionali e capofila macroregionali, sui canali Facebook e LinkedIn di Assovetro ai tre soggetti statici si affiancano video dedicati ad acqua, yogurt e succo; una presenza programmatica online accompagna il lancio per circa un mese. Il concept e le declinazioni creative sono stati sviluppati da The Washing Machine, con la direzione creativa di Mimmo Di Lorenzo e strategie della managing director Alessandra Furfaro, entrambi soci fondatori della società.
-Foto ufficio stampa Assovetro-
Ultima Ora / IPA. -
Omicidio di Giulio Regeni, condannati a 10 anni tre 007 egiziani e uno assolto
ROMA Ultima Ora / IPA – Condannati a 10 anni di carcere tre 007 egiziani per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Assolto invece un quarto imputato. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Roma. Gli imputati erano tutti assenti. In aula, oltre alla famiglia Regeni e ai suoi legali, presente anche il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi.
La Procura aveva chiesto l’ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, ritenuto l’uomo che ha materialmente ucciso Regeni, e 17 anni e mezzo per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr. Quest’ultimo è stato assolto. Per tutti loro è caduta l’accusa di omicidio, resta quella di sequestro. “Ciò di cui siamo particolarmente soddisfatti è che si sia riusciti a tirar fuori il processo dal pantano in cui era andato a finire”, ha commentato Lo Voi.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Cina, la capacità di perforazione in acque profonde raggiunge i 5.000 metri
GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – La nave cinese per le perforazioni oceaniche Mengxiang (“sogno”) ha stabilito un record nazionale nelle perforazioni in acque profonde, portando la propria capacità al livello dei 5.000 metri dopo aver prelevato campioni di basalto dal bacino del Mar Cinese Meridionale. Lo ha riferito oggi il ministero delle Risorse Naturali.
-Foto Xinhua-Ultima Ora / IPA. -
Caso Regeni, condannati a 10 anni tre 007 egiziani solo per il sequestro. Uno assolto
Ultima Ora – E’ ancora senza nome l’autore dell’omicidio di Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. La prima sezione della Corte d’Assise di Roma (presidente Paola Roja) ha infatti condannato a 10 anni di reclusione, dopo una camera di consiglio durata 8 ore, tre uomini dell’intelligence egiziana per il solo reato di sequestro di persona. Si tratta del maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – ritenuto dalla procura l’uomo che avrebbe materialmente ucciso il ricercatore 27enne di origine friulana e per il quale era stato chiesto l’ergastolo -, e dei colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi. Assolto il quarto 007 imputato, il generale Tareq Sabyr.
Il difensore della famiglia Regeni
“Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, non solo a tutela delle legittime aspettative dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale. Queste le parole del nostro presidente Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla famiglia Regeni per il decimo anniversario della scomparsa di Giulio. Queste parole oggi hanno trovato concretezza in una sentenza emessa nel nome del popolo italiano. Che costituisce appunto un presidio per tutti i Giulio e le Giulie del mondo – ha commentato l’avvocato Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni -. Ed è questo presidio che abbiamo sempre chiesto e invocato al di la’ delle singole condanne; è evidente che l’impianto probatorio sostenuto dalla procura ha superato il vaglio della Corte. Dovremo evidentemente leggere le motivazioni ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata bene riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri, da stasera tutti i regimi del mondo e i loro apparati, le loro divise saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile così come i loro corpi”.
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DE KETELAERE DEVE SLOCCARSI
Tra le note negative dell’avvio di stagione della compagine bergamasca c’è lo scarso cinismo dimostrato sotto porta.
I giocatori devono ancora entrare pienamente negli schemi di Maurizio Sarri, che attende soprattutto dei segnali da parte di Charles De Ketelaere. Il belga ha bisogno di interrompere un lungo digiuno dal gol, poiché la sua ultima rete in nerazzurro risale allo scorso 10 gennaio contro il Torino.
Considerando le gare con la Nazionale, invece, De Ketelaere non segna dal gol siglato con la Spagna nei quarti di finale del Mondiale.
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Da Milano alla Calabria in bici per studiare all’Unical
Ultima Ora – Da Milano alla Calabria, passando per una scelta costruita attraverso l’incontro diretto con la ricerca e con la comunità scientifica del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria.
Sofia Pejrano, laureata triennale in Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano, ha scelto infatti di proseguire la propria formazione nel Corso di Laurea Magistrale in Physics dell’UniCal, individuando nel Dipartimento di Fisica il luogo in cui dare continuità al proprio percorso accademico e scientifico.
In bici da Milano a Rende: il viaggio verso il nuovo percorso di studi
Già alcuni mesi fa Sofia aveva raggiunto il campus di Arcavacata per conoscere da vicino il Dipartimento, incontrando il Direttore e alcuni docenti e confrontandosi direttamente con chi ogni giorno anima le attività di didattica e di ricerca. È stato proprio questo contatto con la realtà del Dipartimento, con i suoi gruppi di ricerca, le opportunità formative, il rapporto diretto con i docenti e un ambiente scientifico capace di coniugare formazione avanzata e ricerca, a trasformare una possibilità in una scelta. Per iniziare questa nuova esperienza universitaria Sofia ha deciso di arrivare in Calabria in un modo tutt’altro che ordinario: in bicicletta.
Da Milano a Rende (Cs), attraversando l’Italia in dodici giorni, fino al campus che aveva scelto alcuni mesi prima come destinazione del proprio percorso di studi. Il Coordinamento Stampa e Comunicazione del Dipartimento di Fisica, in occasione della Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori, l’ha intervistata. “Dopo la laurea triennale – racconta – ho deciso di prendermi un anno di pausa. Durante il percorso in Ingegneria Fisica mi ero resa conto che l’approccio prevalentemente ingegneristico non era quello più affine a me. In quell’anno ho avuto occasione di seguire alcune lezioni di Fisica e questo mi ha aiutata a capire cosa stessi realmente cercando. Mi sono resa conto che era proprio l’approccio della fisica, la volontà di comprendere i fenomeni e andare a fondo delle cose, ciò che sentivo più vicino a me. A quel punto hai iniziato a confrontare diverse università. Ho iniziato a guardare diversi corsi in Italia, confrontando soprattutto gli insegnamenti, la struttura dei percorsi e le opportunità offerte. Tra le università che avevo preso in considerazione c’erano Trieste, Bologna e l’Università della Calabria. Cercando informazioni e leggendo anche alcuni articoli sono arrivata all’UniCal, anche attraverso le attività e le collaborazioni scientifiche del Dipartimento. Poi ho approfondito attraverso il sito e l’offerta formativa. Tra le diverse possibilità – prosegue – mi aveva colpita particolarmente proprio per gli esami proposti, per la struttura del percorso e per le potenzialità che intravedevo nelle attività di ricerca”.
Un cambiamento nato dalla passione
“Per questo, – prosegue – prima di prendere una decisione definitiva, ho voluto vedere personalmente il Dipartimento. Durante la visita ho incontrato il professore Francesco Valentini e altri docenti, ho potuto conoscere più da vicino il Dipartimento e visitare STAR e alcuni laboratori. Alla fine di quella giornata ero molto più convinta della mia scelta. Ho avuto l’impressione di trovarmi in una realtà con tantissime potenzialità e, per quanto riguarda la fisica, in un ambiente che considero davvero un fiore all’occhiello.Ma mi aveva colpita soprattutto vedere come gli strumenti e le attività sperimentali siano all’ordine del giorno nella didattica. Per me questa opportunità e’ molto importante. Puoi studiare il funzionamento di uno strumento e conoscerne perfettamente la teoria, ma poterlo vedere, comprenderne i componenti e utilizzarlo significa costruire un rapporto diverso con ciò che stai studiando. La fisica nasce anche dall’osservazione e dall’esperimento: sentivo il bisogno di approcciarmi a questa dimensione”.
La studentessa spiega ancora: “Una delle cose che mi aveva colpita maggiormente era la voglia di fare e di scoprire che percepivo nelle persone. Ho trovato un ambiente molto stimolante, sia parlando con i docenti sia confrontandomi con gli studenti. Era esattamente quello che cercavo per rimettermi in gioco. Passare da Ingegneria Fisica a Physics – aggiunge – significa anche poter esplorare nuovi ambiti: sento di essere ancora in una fase di scoperta. Al momento mi incuriosisce particolarmente la biofisica, ed è uno dei motivi per cui mi sono orientata verso il curriculum di Fisica della materia. Mi piace anche la possibilità di costruire un percorso abbastanza flessibile, scegliendo insegnamenti che possano permettermi di esplorare direzioni differenti”.
Una lunga pedalata per “metabolizzare il passaggio”
Poi l’idea di raggiungere la Calabria da Milano in bicicletta. “Trasferirmi in Calabria – spiega – rappresenta per me un cambiamento molto grande. A Milano ho la mia famiglia, i miei amici, tutta la mia vita. Non stavo cercando di andare via perché mi trovassi male: ho scelto di farlo perché volevo mettermi in gioco e perché avevo trovato qui l’università in cui volevo continuare a studiare. Proprio per questo sentivo che un cambiamento cosi’ importante meritasse di essere vissuto fino in fondo. Non volevo semplicemente prendere un treno o un aereo e ritrovarmi improvvisamente dall’altra parte d’Italia. Volevo prendermi il tempo per metabolizzare il passaggio. Ho una grande passione per la bicicletta, la montagna e l’avventura e, a un certo punto, mi sono detta: perché non scendere in bici?”.
“È stato il mio modo di accompagnare lentamente questo cambiamento – dice ancora – e di dare un significato ancora più forte all’inizio della nuova esperienza. Ero partita con tenda, sacco a pelo, materassino e un piccolo fornello, stabilendo soltanto che avrei dovuto completare il viaggio in un massimo di quattordici giorni. Alla fine ne sono bastati dodici.Pedalavo finché ne avevo le energie e, quando iniziava a fare buio, cercavo un posto in cui fermarmi. A volte chiedevo a delle famiglie se potessi montare la tenda nei loro terreni, ma molto spesso le persone che incontravo finivano per invitarmi direttamente in casa. È stata forse una delle parti più belle del viaggio: ho incontrato persone straordinarie, alcune delle quali continuo ancora a sentire”.
“Sono arrivata da pochissimo – dice Sofia – e sto iniziando adesso a conoscere il Campus e le persone che lo vivono. Mi piace molto l’idea di un’università organizzata come un vero campus, con gli alloggi e tanti servizi concentrati nello stesso luogo, perché credo possa favorire molto la vita di comunità tra gli studenti. Dopo un viaggio nato proprio per mettermi alla prova, credo che anche questa nuova esperienza continuerà un po’ nella stessa direzione”.
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La Francia pronta a collaborare sulla strage di Ustica. Stop alla richiesta di archiviazione
Ultima Ora – Alla vigilia dell’udienza del 30 settembre fissata dal gip per l’opposizione delle parti civili all’archiviazione dell’indagine sulla strage di Ustica, la Procura di Roma è orientata a ritirare la richieste di mettere la parola fine ai due procedimenti, ora riunificati, aperti contro ignoti nel 2008 e nel 2022. La clamorosa svolta è legata alla disponibilità fornita dalle autorità francesi al trasferimento della documentazione, compresa quella del Ministero della Difesa francese, riferita a un periodo che arriva fino ai primi anni Novanta e che potrebbe contenere risposte alle rogatorie trasmesse in passato dai pm di piazzale Clodio.
La disponibilità della Francia
L’ambasciata francese, infatti, ha inviato nei giorni scorsi una nota ufficiale alla Farnesina, trasmessa tramite la Presidenza del Consiglio al Ministero della Giustizia e quindi alla Procura di Roma, annunciando la disponibilità a far pervenire all’Italia le carte sul disastro aereo del DC-9 Itavia del 27 giugno 1980 quando persero la vita 81 persone. Le precedenti rogatorie erano rimaste inevase. Il materiale custodito dalla Francia copre un ampio arco temporale fino ai primi anni Novanta.
Le reazioni politiche
“Se confermata, questa scelta segnerebbe un passo storico per il nostro Paese e per la ricerca della verità. Per troppi decenni il dolore dei familiari delle 81 vittime del DC-9 Itavia si è scontrato con silenzi, omissioni e depositi di documenti mai del tutto chiariti. Il fatto che la Procura di Roma possa ora ritirare la richiesta di archiviazione aprirebbe una prospettiva del tutto nuova per la fase giudiziaria”, ha dichiarato il parlamentare del Pd Andrea De Maria.
De Maria ha sottolineato la necessità di fornire finalmente una risposta ai familiari delle vittime e all’intero Paese, ringraziando l’Associazione dei familiari delle vittime, presieduta da Daria Bonfietti, per il lavoro svolto in questi decenni nella ricerca della verità.
La lettera del sindaco di Bologna
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, intanto, ha scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo di mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla ricerca della verità relativa alla strage di Ustica, a 46 anni dai fatti.
Nella lettera, Lepore richiama il lavoro della Commissione di indagine sul mancato rinvenimento di serie archivistiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relative al periodo 1969-1984, oltre all’attività del Comitato consultivo sulle attività di versamento e alla collaborazione degli Stati esteri che potrebbero detenere ulteriore documentazione utile.
Il sindaco ha chiesto al Governo un aggiornamento sullo stato delle attività in corso e sulle iniziative destinate a favorire il reperimento, la conservazione e la consultabilità della documentazione ancora esistente, oltre a rafforzare la cooperazione internazionale.
Bologna, città che ospita il Museo per la Memoria di Ustica, continuerà a sostenere, insieme all’associazione dei parenti delle vittime, ogni iniziativa utile a fare piena luce sulla tragedia. -
Papa Leone XIV a Metz “No all’illusione del riarmo, servono sforzi creativi per la pace”
METZ (FRANCIA) Ultima Ora / IPA – “È con profonda gioia, ma anche con vivo senso di responsabilità spirituale, che mi trovo oggi tra voi a Metz, città di frontiere e di passaggi, presso il Centro Congressi che porta il nome di Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea. Quest’uomo di fede e di convinzioni seppe trasformare le vecchie linee di frattura in ponti di speranza per tutta l’Europa, diventando un vero ambasciatore dell’unità nella diversità. Seguendo il suo esempio, la nostra responsabilità comune di donne e uomini religiosi, è quella di testimoniare che, al di là dei confini, è sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e costruire la pace”. Lo ha detto Papa Leone XIV, nel corso di un incontro interreligioso a Metz, in Francia. “Dialogare non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità aprendosi alla diversità dell’altro. Come diceva il mio predecessore, Papa Francesco – ha proseguito il Pontefice -: “Il dialogo tra persone di religioni differenti non si solamente per diplomazia, cortesia o tolleranza. […] L’obiettivo è di stabilire amicizia, pace”. Prima di lui, il santo Papa Giovanni Paolo II considerava il dialogo come un’esigenza intrinseca alla natura stessa dell’uomo. Secondo Paul Ricœur, è la via attraverso la quale riconosciamo l’alterità come una promessa e non come una minaccia; è un’arte dell’incontro di cui il nostro mondo ha grande bisogno, agli antipodi dell’aggressività e della violenza”.
“Non si può parlare dell’Europa senza menzionare il cristianesimo”, ha aggiunto Papa Leone nel suo intervento al Centro Robert Schuman di Metz, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron. “Infatti, invocare il nome di Dio per legittimare la violenza o l’oppressione costituisce una profanazione di questo nome. Nulla di ciò che deturpa la dignità umana può rivendicare un’autentica ispirazione divina. Il discorso religioso deve esortare costantemente a disarmare i cuori e le parole. Ciò comporta la responsabilità diretta di ciascuno di noi, in quanto custodi delle nostre rispettive tradizioni – ha sottolineato Papa Leone XIV -. D’altra parte, se la fecondità delle tradizioni religiose si manifesta innanzitutto nel loro servizio alla pace e alla fratellanza, essa si esprime anche nella loro capacità di proteggere, accompagnare e servire la vita. La grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona umana. Le religioni sono custodi della vita: esse ne affermano il valore sacro. La loro fecondità si manifesta nella presenza amorevole accanto alle persone più vulnerabili e più fragili. Servire la vita significa circondarla di cure, presenza e tenerezza, soprattutto nella prova, fino alla fine. A noi che siamo aperti alla trascendenza, spetta la missione di offrire punti di riferimento solidi, in particolare ai giovani, per costruire una comunione che rispetti e valorizzi la dignità di ogni persona umana”.
“Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo. La ricerca della pace in Europa, così come nel resto del mondo, non deve essere confusa con un ingenuo irenismo”, ha sottolineato il Pontefice. Al contrario, come affermava Schuman, “la pace mondiale non può essere salvaguardata senza sforzi creativi proporzionati ai pericoli che la minacciano. Tuttavia, bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui”. “Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo “sforzi creativi” per promuovere la pace mondiale, “o se stiamo semplicemente cercando di arginare l’emorragia della guerra” e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire”.
– Foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA.
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Agroalimentare, vola l’export del Made in Italy
ROMA Ultima Ora / IPA – Il Made in Italy agroalimentare continua a crescere sui mercati internazionali e nel 2025 supera per la prima volta quota 72 miliardi di euro di esportazioni, con un aumento del 5,6% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal Rapporto CREA sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari, presentato dal Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia. Le importazioni sono in crescita del 10%. I prodotti riconosciuti all’estero come tipici italiani rappresentano il 72% dell’export agroalimentare, per un valore di 52 miliardi. Tra le performance più significative spiccano caffè torrefatto, prodotti dolciari a base di cacao, frutta fresca, formaggi e prodotti da forno. Calano in valore olio extravergine di oliva, conserve di pomodoro e alcune tipologie di vino. L’Unione europea resta il principale mercato di riferimento, assorbendo il 60% dell’export. Negli Stati Uniti, invece, le vendite italiane scendono del 4%. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export agroalimentare tiene, con una flessione dello 0,4%, mentre le importazioni diminuiscono del 4%.
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Imprese, il 27% stima più ricavi ma pesano costi energia
ROMA Ultima Ora / IPA – Le imprese italiane guardano al futuro con fiducia, nonostante le tensioni internazionali e il caro energia. Lo rileva l’analisi di Unioncamere e del Centro Studi Tagliacarne su un campione di circa 4.500 aziende. Per il 2026 il 27% si aspetta una crescita del fatturato, quasi il 20% un aumento dell’export e il 15% dell’occupazione. Più ottimiste le imprese guidate dai giovani, dove la quota che prevede un aumento del fatturato sale al 37%. Pesa però la bolletta energetica, che preoccupa oltre il 7 aziende su dieci: tra queste, più di quattro su dieci temono una riduzione dei margini di profitto. Anche per questo, entro il prossimo triennio il 36% delle imprese punta sugli investimenti green e il 38% sul digitale, con un interesse crescente per l’intelligenza artificiale. “Le imprese hanno imparato a convivere con un’incertezza permanente, reagendo con maggiore rapidità”, commenta il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. Per il 2027 le aspettative restano in linea, con il 25% che indica una crescita. Cresce però la quota di chi non sa cosa aspettarsi.
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Alpine svela una scultura che evoca il design della futura A110
ROMA Ultima Ora / IPA – Per la terza volta in 71 anni di storia di Alpine, l’icona del brand sta per essere rinnovata. Come per ogni sua generazione, la futura A110 dovrà essere un’espressione del suo tempo. Sarà costruita sulla base della nuovissima piattaforma APP (Alpine Performance Platform), svelata questa primavera in occasione della presentazione del piano FutuREady del Gruppo Renault. A luglio, un prototipo di sviluppo denominato Alpine A110 FUTURE ha sfilato davanti al pubblico del prestigioso Goodwood Festival of Speed con una carrozzeria basata sul modello attuale, semplicemente allungata per adattarsi alle nuove dimensioni della piattaforma APP. Il design della futura Alpine A110, terza della serie, viene ora anticipato attraverso una scultura, vera e propria visione artistica dell’interpretazione dei designer di Alpine per l’A110 di domani. E’ dalla visione di un volume nascosto, coperto da un velo, che si intuisce l’essenza dello stile della futura Alpine A110. Una scultura che lievita, oltre a rappresentare un approccio artistico, è uno strumento che i designer utilizzano abitualmente nei loro esercizi di ricerca formale. Coprire la carrozzeria con un velo – anzichè nasconderla – permette di coglierne le proporzioni e le intenzioni. E’ uno strumento per esplorare temi e proporzioni: l’auto rivela così l’essenza del proprio stile. E’ proprio da questo incontro tra arte e tecnica che, sotto un velo discreto, si possono intuire gli elementi che comporranno l’aspetto esteriore della terza generazione dell’icona del brand.Il velo blu utilizzato in questa scultura, simile a un punto di tensione nel momento in cui viene trascinato dal vento, suggerisce anche la leggerezza e l’aerodinamicità, elementi chiave di un’auto sportiva in cui la forma segue la funzione. Una delle principali fonti di ispirazione proviene dall’epopea del Concorde, simbolo dell’eccellenza tecnologica francese, con uno stile unico forgiato dalle eccezionali prestazioni di questo velivolo civile in grado di superare il muro del suono. E’ proprio quel momento preciso, caratterizzato da una potente risonanza sonora, a costituire una delle principali fonti di ispirazione per questa scultura. Un istante sospeso, carico di un’alta concentrazione di energia. Elementi che devono essere associati al DNA che caratterizza Alpine A110, con proporzioni e un stile in linea con la Berlinette e l’attuale A110. La terza generazione sarà inevitabilmente una Alpine A110 con la caratteristica parte anteriore a V, la doppia firma luminosa qui suggerita, la tipica modellatura laterale ispirata al movimento, modernizzata e più scultorea, nonchè il contrasto tra tensione e volumi sensuali, vettori di emozioni e simboli della maestria tecnica di Alpine.La silhouette raffinata della futura Alpine A110 è definita dalla linea di carrozzeria che si estende dal muso a forma di squalo fino alla parte posteriore ribassata, creando così una presenza e un’eleganza incomparabili. La capsula dell’abitacolo, a forma di goccia d’acqua liscia, si integra perfettamente tra i quattro passaruota particolarmente muscolosi e sporgenti, valorizzati dalla linea sottile che si intravede. Il risultato permette, attraverso un drappeggio sofisticato, di trasmettere uno stile al tempo stesso molto dinamico, sensuale e pulito. Un’espressione scultorea dell’arte in movimento, di un’energia catturata in un istante, pensata per suscitare, con un semplice sguardo, le stesse emozioni che hanno guidato i designer di Alpine nella sua creazione.
– Foto ufficio stampa Alpine –Ultima Ora / IPA. -
Tg Sport – 28/9/2026
ROMA Ultima Ora / IPA – In questa edizione:
– Nazionale, stasera Turchia-Italia
– Serie A, panchina Parma a Gilardino
– Roma, ok al progetto stadio a Pietralata
– F1, Domenicali incorona Antonelli
– Mondiali Ciclismo, McNulty re a Montreal
– Tennis, slitta ancora il rientro di Sinner
– WNBA, Zandalasini show nei playoff
azn -
Hangzhou, finale tutta russa
Chengdu Semifinali
Hurkacz (5) b. Shapovalov (7) 67 63 63
Fokina b. Basilashvili 46 64 63
Hangzhou Semifinali
Medvedev (1) b. Safiullin 75 64
Rublev (2) b. Jacquet 76 61
RANKING ATP Ancora fermo ai box per l’infortunio alle ginocchia.Jannik Sinner rimane stabile al vertice del ranking. Si avvicina pericosamente però.il tedesco Zverev: ora staccato di soli 1.370 dal campione altoatesino. -
DE ROSSI ATTENDE RITORNO DI HAVEL
Elias Havel non ha ancora avuto la possibilità di compiere il suo esordio in Serie A. L’attaccante arrivato in estate, infatti, dopo la gara di Coppa Italia contro l’Ascoli ha subito un infortunio agli adduttori che lo tiene tuttora fermo ai box. Daniele De Rossi ha bisogno dell’apporto offensivo del giocatore austriaco e spera che questa sosta possa consentirgli di recuperare in vista della Fiorentina.
Leo Ostigard ha trovato spazio a partita in corsao con la Norvegia.
ll difensore è entrato al 70′.
Ultima Ora Calcio -
BISSECK E STANKOVIC SCONFITTI
La scorsa serata dedicata agli impegni delle varie Nazionali non ha dato particolari gioie ai due calciatori nerazzurri che sono scesi in campo. Il centrale difensivo Yann Bisseck ha disputato l’intera gara con la sua Germania, incassando una pesante sconfitta contro la Grecia. 59′ per Aleksandar Stankovic nel ko per 2-1 subito dalla sua Serbia contro l’Olanda.
Cresce l’attesa per il debutto del nuovo acquisto Djed Spence che, dopo aver ritrovato una buona condizione, potrebbe trovare spazio alla ripresa del campionato contro il Parma.
Ultima Ora Calcio -
ZE PEDRO: PISACANE HA IDEA PRECISA
Vopo aver avviato una rivoluzione nell’ attacco rossoblù con l’addio di parecchi giocatori,mister Fabio Pisacane non ha impiegato molto tempo per trovare il suo nuovo punto di riferimento offensivo. Paul Mendy, infatti, ha rappresentato una certezza in questo primo scorcio di stagione, impreziosito anche da una rete in Serie A e una in Coppa Italia. Il senegalese classe 2007 avrebbe già attirato su di sé le attenzioni dei top club italiani.
Nei prossimi mesi, infatti, si potrebbe aprire un’asta per Mendy tra Inter, Milan e Lazio.
Ultima Ora Calcio -
OULAI; VANOLI HA IDEA PRECISA
Christ Oulai è stato uno dei tanti acquisti della sessione estiva di calciomercato viola, ma finora non è riuscito a trovare molto spazio. Dopo aver assaporato il campo con Grosso, il centrocampista non è stato utilizzato da mister Paolo Vanoli nelle due partite di campionato contro Venezia e Napoli. Il tecnico, però, lo ha schierato titolare in Coppa Italia contro il Pisa.
La sensazione, dunque, è che Vanoli voglia completare l’inserimento di Oulai in maniera graduale, prima di farlo diventare una vera alternativa anche nei match di maggiore spessore.
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GINEITIS DECISIVO CON LA LITUANIA
La parentesi con la Nazionale della Lituania si sta rivelando molto positiva per il centrocampista della formazione granata Gvidas Gineitis. Quest’ultimo, dopo aver confezionato un assist nella vittoria dello scorso turno con il Liechtenstein, è stato determinante anche nella sfida pareggiata 1-1 con l’Azerbaigian, procurandosi il calcio di rigore poi trasformato da Kucys per il momentaneo vantaggio dei suoi.
Per chiudere in bellezza, a questo punto, manca soltanto il gol, che Gineitis proverà a siglare contro Andorra prima e contro Azerbaigian dopo.
Ultima Ora Calcio -
Garlasco: i pm di Pavia: “Nessuna traccia del dna di Chiara Poggi sui pedali della bici di Stasi”
Ultima Ora – Dalle nuove consulenze emerge, secondo quanto è possibile dedurre dalla nota del procuratore Fabio Napoleone, che i carabinieri del Ris di Parma nascosero nel 2007 che sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi non venne rilevata nessuna traccia di dna sui pedali attribuibile a Chiara Poggi.
Le parole dei pm di Pavia
“È stata acquisita una consulenza dei consulenti nominati dalla difesa di Alberto Stasi, Ugo Ricci e Pasquale Linarello, avente a oggetto i Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal Ris di Parma il 6 novembre 2025 nell’ambito dell’attuale procedimento. Nei Raw Data i consulenti hanno rilevato la presenza di contro-analisi (ben due corse elettroforetiche datate 20 settembre 2007) del campione bu_p(lo stesso campione che rivelo’ la presenza del dna della vittima sui pedali della bici Umberto Dei e che porto’ al fermo di Stasi) totalmente negative, contro-analisi idonee, a loro giudizio, a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo del procedimento del 2007 della Procura di Vigevano- spiega Napoleone -. In altri termini, il profilo genetico determinato appena il giorno prima (19.09.2007) dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta (reperto bu_p) e attribuito dal consulente tecnico del pm dell’epoca ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo (20.09.2007), allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi”. Dei “tracciati negativi”, quindi dell’assenza di dna della vittima sui pedali, “non si e’ rinvenuta traccia in alcun atto delle indagini e dei processi a carico di Stasi”.
La chiusura delle indagini
La Procura di Pavia ha notificato la seconda chiusura delle indagini ad Andrea Sempio. “È un 415 bis classico. Nessuna novità, non elenca le prove” riferiscono gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, legali di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili. La prima chiusura delle indagini risale al maggio scorso.
La scarpa modello Frau taglia 42 “è compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”.Lo spiega la Procura di Pavia in una nota in cui dà conto degli esiti delle nuove consulenze, tra cui quella antropometrica sui piedi dell’indagato.
La Procura di Pavia in una nota in cui dà conto degli esiti delle nuove consulenze, tra cui quella antropometrica sui piedi dell’indagato, fa sapere che la scarpa modello Frau taglia 42 “è compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”. Il procuratore Fabio Napoleone aggiungendo che “ai consulenti del pm Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, è stato conferito l’incarico di esaminare la memoria difensiva con allegata una consulenza dattiloscopica integrativa relativa alla cosiddetta impronta 33 e una consulenza tecnico-calzaturiera di comparazione, concernente la traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione di Garlasco”.
Nessuna incompatibilità fisica
I consulenti incaricati dalla Procura hanno rilevato come le osservazioni formulate dalla difesa non introducano elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche della impronta 33, mentre con riferimento alla traccia di scarpa hanno eseguito accertamenti sulle calzature che non consentono di sostenere l’esistenza di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi. Da ultimo i medesimi consulenti tecnici, sollecitati all’analisi di un’ulteriore consulenza inoltrata dalla difesa Poggi il 24/09/26, hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa Modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”.
Nessuna richiesta di revisione per Stasi
Al momento il procuratore evidenzia che “nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di interesse”. -
Garlasco, chiuse indagini. scarpa del killer di Chiara compatibile con Andrea Sempio
Ultima Ora – La Procura di Pavia ha notificato la seconda chiusura delle indagini ad Andrea Sempio. “È un 415 bis classico. Nessuna novità, non elenca le prove” riferiscono gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, legali di Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili. La prima chiusura delle indagini risale al maggio scorso.
La Procura di Pavia in una nota in cui dà conto degli esiti delle nuove consulenze, tra cui quella antropometrica sui piedi dell’indagato, fa sapere che la scarpa modello Frau taglia 42 “è compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”. Il procuratore Fabio Napoleone aggiungendo che “ai consulenti del pm Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, è stato conferito l’incarico di esaminare la memoria difensiva con allegata una consulenza dattiloscopica integrativa relativa alla cosiddetta impronta 33 e una consulenza tecnico-calzaturiera di comparazione, concernente la traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione di Garlasco”.
Nessuna incompatibilità fisica
I consulenti incaricati dalla Procura hanno rilevato come le osservazioni formulate dalla difesa non introducano elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche della impronta 33, mentre con riferimento alla traccia di scarpa hanno eseguito accertamenti sulle calzature che non consentono di sostenere l’esistenza di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi. Da ultimo i medesimi consulenti tecnici, sollecitati all’analisi di un’ulteriore consulenza inoltrata dalla difesa Poggi il 24/09/26, hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa Modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”.
Nessuna richiesta di revisione per Stasi
Al momento il procuratore evidenzia che “nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di interesse”. -
Nuove linee guida per la scuola: sì ai compiti sul diario, stop a più verifiche nello stesso giorno
Ultima Ora – Sì ai compiti sul diario, stop a più verifiche nello stesso giorno. In una nota inviata alle scuole per l’anno scolastico 2026/27 il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppa Valditara, ribadisce che “i compiti a casa sono uno strumento importante per consolidare quanto appreso in classe, favorire la riflessione personale e sviluppare l’autonomia degli studenti. Proprio per questo devono essere assegnati con equilibrio e con una corretta organizzazione dei tempi, evitando carichi eccessivi o comunicazioni all’ultimo momento che rischiano di comprometterne la funzione educativa. Vogliamo una scuola che insegni ai ragazzi a studiare con metodo, responsabilità e serenità, rispettando al tempo stesso i loro tempi e quelli delle famiglie”.
No ai compiti assegnati nel pomeriggio
“I compiti – ricorda la nota – dovranno essere assegnati entro il termine dell’orario delle lezioni utilizzando il diario cartaceo ed evitando inserimenti sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana che costringano alunni e famiglie a un controllo continuo degli aggiornamenti. In tal senso, il diario costituisce uno strumento per responsabilizzare progressivamente gli studenti nella gestione autonoma dei propri impegni scolastici. Si invitano altresì i dirigenti scolastici a vigilare sull’osservanza delle indicazioni contenute nella nota e ad attivarsi per garantire l’uso del diario cartaceo assieme al registro elettronico”.
La nota richiama anche “la necessita’ di una programmazione collegiale delle prove di verifica, nel rispetto dell’autonomia didattica dei docenti, cosi’ da evitare la concentrazione di più prove nella stessa giornata e garantire una distribuzione equilibrata del carico di lavoro nell’arco della settimana. I dirigenti scolastici sono invitati a promuovere nei Collegi dei docenti una riflessione sull’organizzazione di compiti e verifiche ispirata a criteri di ragionevolezza, equità e proporzionalità, favorendo anche la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali. Le scuole potranno quindi integrare il Patto educativo di corresponsabilità e il Regolamento di istituto per disciplinare la materia, rafforzando al contempo il dialogo e la collaborazione tra scuola e famiglie”. -
Cina: capacità di perforazione in acque profonde raggiunge i 5.000 metri
GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – La nave cinese per le perforazioni oceaniche Mengxiang (“sogno”) ha stabilito un record nazionale nelle perforazioni in acque profonde, portando la propria capacità al livello dei 5.000 metri dopo aver prelevato campioni di basalto dal bacino del Mar Cinese Meridionale. Lo ha riferito oggi il ministero delle Risorse Naturali.
-Foto Xinhua-
Ultima Ora / IPA.
