Notizie dell’Ultima Ora

  • Italia poker alla Turchia: azzurri riscattano il ko col Belgio

    BURSA (TURCHIA)Ultima Ora / IPA – Dopo le polemiche torna il sereno sull’Italia. Gli azzurri battono la Turchia 4-1 nella seconda giornata di Uefa Nations League, in gol Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito: la squadra di Mancini sale a quota 3 punti, venerdì la sfida contro la Francia di Zinedine Zidane, penultimo impegno in programma nella prima sosta stagionale. Dieci uomini lasciati a Coverciano e una formazione totalmente stravolta rispetto all’esordio col Belgio: Mancini ha confermato il 4-3-3 con Kayode e Ruggeri sulle corsie esterne e la coppia Scalvini-Bastoni davanti a Donnarumma. Tonali è stato schierato come vertice basso supportato da Fagioli e Frattesi, in attacco Raspadori e Sebastiano Esposito si sono piazzati ai lati di Pio Esposito. Montella ha mandato in campo il 3-4-2-1 con Guler e Uzun alle spalle di Yilmaz. Un approccio aggressivo e propositivo: l’Italia è scesa in campo con maggior convinzione rispetto al ko di venerdì scorso, gli azzurri hanno alzato il proprio baricentro sin dai primi minuti di gioco. Alla prima vera azione è arrivato il primo gol della seconda era Mancini: al 9′, sull’asse Frattesi-Pio Esposito, la conclusione del centravanti dell’Inter deviata in corner, sugli sviluppi del calcio d’angolo Bastoni ha sfruttato l’errore di Celik deviando il pallone in rete. Il dominio azzurro si è concretizzato al 22′, sul tiro di Kayode respinto da Bayindir è arrivato prima di tutti Frattesi per il 2-0. Cinque minuti più tardi lo stesso Kayode ha trovato la rete del 3-0 dopo un ottimo inserimento in area di rigore. La Turchia ha tentato di cambiare marcia nella ripresa, i tre cambi effettuati da Montella hanno inciso dopo appena 1’20”: Aydin ha sfruttato una lettura errata da parte della retroguardia italiana servendo Yilmaz che, praticamente a porta vuota, ha segnato il gol dell’1-3. Immediata la reazione, al 5′ Tonali ha tentato la conclusione dal limite trovando il palo, sulla ribattuta è stato Pio Esposito – in tuffo di testa – a segnare il suo sesto gol in undici presenze. Nel quarto d’ora finale i padroni di casa hanno cercato di rendere meno pesante il passivo, ma l’Italia è riuscita ad evitare a più riprese la rete del 2-4. Qualche sorriso in più per gli azzurri dopo le polemiche per la sconfitta col Belgio, venerdì 2 ottobre ci sarà la sfida in casa della Francia, la più delicata del gruppo 1 della Lega A. La Turchia, contestata e fischiata dal pubblico di Bursa, affronterà la nazionale guidata da Mark van Bommel.– foto Image – Ultima Ora / IPA.

  • Il vertice Trump-Xi ci dice qualcosa circa le strategie della Cina

    di Vincenzo Petrone (*)
    ROMA Ultima Ora / IPA – Il giardino zoologico di Atlanta da ieri possiede due Panda, si chiamano Ping Ping e Fu Shuang, e sono stati regalati da Xi Jinping agli Stati Uniti come “inviati di amicizia”. Simpatico gesto che però è puramente coreografico e da’ anche la misura della pochezza di risultati della visita di Xi Jinping a Washington. La pochezza dei risultati e la servizievole pomposita’ esibita da Trump purtroppo fanno pensare che nel confronto strategico con la Cina, l’America vuole guadagnare tempo perche’ in questo momento è debole, e ciò su svariati ed importanti aspetti che prescindono dalla penosa contingenza della Amministrazione Trump. Nel corso di quest’anno, i due Capi di Stato si sono già incontrati due volte e si vedranno di nuovo in Cina a novembre e poi a Miami in dicembre.
    Viene da chiedersi se questa frequenza di incontri, quattro in dodici mesi, non risponda ad una strategia di Xi. Ossia offrire all’ego di Trump frequenti occasioni di esposizione mediatica, sapendo che mettendolo in perenne attesa di un prossimo vertice, egli puo’ essere meno tentato dai colpi di testa come quello dell’aprile del 2025 con le tariffe del “liberation day” presto rimangiate.
    La “stabilita’ strategica costruttiva” che i cinesi stanno ottenendo da Trump e’ stata interpretata da molti commentatori come il preludio ad una specie di G2. Probabilmente non è esattamente cosi’. Vista da Pechino la stabilità prepara non un G2 bensi’ il G1, in quanto garantisce la transizione pacifica verso i nuovi scenari che il Partito Comunista Cinese considera inevitabili in quanto risultato della obbiettiva e crescente superiorità’ della Cina. Nel commercio internazionale, come dimostra il surplus cinese di 1,2 trilioni di dollari verso il resto del mondo. Nella produzione di terre rare, e nella intera supply chain che e’ alla base della transizione verde che l’Occidente e il resto del mondo devono realizzare. Nella competizione tecnologica verso modelli contrapposti di intelligenza artificiale. Quelli aperti cinesi si imporranno, perchè costano alle imprese una frazione del prezzo imposto da Anthropic e da Open AI ai loro clienti.
    E infine, secondo Pechino questa superiorità  strategica si sta affermando anche in relazione a due obbiettivi strategici: la riunificazione con Taiwan da un lato e, dall’altro, la affermazione della Cina come potenza egemonica in Asia orientale e nel Mar Cinese Meridionale. La guerra in Iran sta dimostrando che gli Stati Uniti non sembrano più in grado di sostenere a lungo una guerra a molte migliaia di chilometri da casa. E se non lo sono contro l’Iran, come possono esserlo contro la Cina? Lo stesso Trump in maggio, ha pubblicamente e improvvidamente fatto stato di questa realtà’.
    Di ritorno dall’incontro con Xi a Pechino, il Presidente ha dichiarato a microfoni accesi, che gli Stati Uniti non sono favorevoli alle ambizioni indipendentiste di Taiwan e che non intendono essere coinvolti in una guerra a oltre 9000 miglia da casa. Per il caso che i cinesi non avessero capito bene, ha aggiunto che le forniture militari a Taiwan sono una “eccellente chip negoziale” ed ha confermato di aver bloccato l’invio di 14 miliardi di aiuti militari che il Congresso aveva gia’ approvato.
    Insomma, a voler prendere sul serio quel che dice, Trump sembrerebbe pronto a lasciar cadere Taiwan come un frutto maturo, se il tornaconto fosse adeguato. Sempre su Taiwan, pochi giorni prima dell’incontro con Xi, Trump aveeva intimato al telefono alla Prima Ministra del Giappone di abbassare i toni per non urtare Pechino. E cosa mai aveva detto pubblicamente Takaichi di tanto grave? Che in caso di aggressione militare cinese a Taiwan, il Giappone difficilmente avrebbe potuto evitare di essere coinvolto.
    In relazione ai due conflitti in corso in Europa e nel Golfo Persico, nei colloqui del 24-26 settembre a Washington, Trump non ha ottenuto alcunchè circa l’esportazione di tecnologie dual use cinesi verso l’Iran e verso la Russia. E neppure ha proferito parola in merito al sostegno di intelligence fornito dai satelliti cinesi all’Iran. Sostegno acclarato da una indagine della CNN che ha dimostrato come quei satelliti durante la fase piu’ acuta della guerra, abbiano “illuminato” piu’ volte le basi americane nel Golfo e in Giordania poco prima che queste fossero rese in pratica inagibili dai missili balistici iraniani.
    E’ impossibile prevedere razionalmente cosa può fare Trump nell’immediato futuro. Tanto più dopo le elezioni di mid-term di novembre, dalle quali stando ai sondaggi, può uscire in tre modi: male, malissimo o annientato politicamente. Quel che invece si può razionalmente prevedere è che dopo il vertice di Washinton, la Cina non defletterà dalla propria road map geopolitica centrata su tre pilastri ufficializzati in documenti ufficiali del governo e del Partito.
    Tutti e tre i pilastri hanno l’obbiettivo di sovvertire l’ordine internazionale che 80 anni fa l’America ha disegnato, ha posto in essere e ha dominato. In sintesi, oggi le tappe della strategia cinese sembrano essere due. La prima, consiste nella strumentalizzazione del Sud Globale. La seconda è la conquista di Taiwan entro il 2049, centenario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. La Cina sta investendo prestigio internazionale, capitale politico e risorse finanziarie colossali per mettere se stessa al centro di una ragnatela infrastrutturale che deve avviluppare i Paesi del Sud del mondo.
    Gli strumenti che sta utilizzando a questo fine sono tre. Il primo, il più noto, è la Global Investment Initiative, ossia la Via della Seta chiamata con un altro nome. L’obiettivo e’ costruire nel Sud porti, strade, ferrovie ad alta velocità’, infrastrutture digitali ed energetiche, aeroporti. Tutto a credito e senza le condizionalità tipiche della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. E sempre utilizzando personale e tecnologie cinesi. Il BRICS a questo fine è una leva fondamentale. Il secondo strumento di questa prima tappa della strategia cinese è la Global Security Initiative con la quale la Cina si offre come potenza di equilibrio, mediazione e negoziato diplomatico nelle crisi, in contrapposizione all’interventismo militare americano. Il terzo strumento è la Global Civilization Initiative che serve a promuovere formule di governance politiche e sociali, diverse da quelle occidentali.
    Con forme di capitalismo di stato e senza i corollari tipici delle società’ occidentali, tipo la democrazia, il rispetto dei diritti dell’uomo, la libera circolazione di capitali e le legislazioni protettive delle condizioni di lavoro. La seconda, fondamentale tappa strategica del revisionismo cinese, come sopra si accennava, resta ancora e sempre la riunificazione con Taiwan entro il 2049,se possibile senza ricorrere allo strumento militare. La Cina si aspetta che gli Stati Uniti debbano gradualmente rinunciare a difendere Taiwan.
    E che riducano drasticamente la propria presenza militare in tutta l’Asia orientale, inducendo anche il Giappone,il nemico storico della Cina, a sottomettersi all’egemonia cinese. L’appello ricorrente dei diplomatici e degli organi di stampa del PCC all’America affinche’ si ricordi che Cina e Stati Uniti hanno combattuto fianco a fianco nella Seconda Guerra Mondiale, ha un unico obbiettivo reale. E si chiama Giappone. Ma qui c’e’ una incognita. Proprio il Giappone puo’ trasformarsi nel primo cigno nero che puo’ mettere in pericolo la ‘stabilita’ strategica costruttiva” e la transizione verso un ordine asiatico dominato dalla Cina. Nessuno puo’ escludere un sussulto di nazionalismo che induca il Giappone a decidere che, venuta meno la garanzia di sicurezza americana, l’unica alternativa per un grande Paese alla sottomissione alla Cina e’ il possesso di un proprio arsenale nucleare.
    Tokyo sarebbe in grado di dotarsene nel giro di due, massimo tre anni. Poi c’è un secondo, diverso cigno nero ed è tutto interno alla Cina. E consiste nella sostenibilità’ all’infinito dell’enorme surplus commerciale cinese che sta desertificando l’ industria manifatturiera nel resto del mondo. Senza quel surplus, le tappe e le ambizioni della road map cinese diventano irrealizzabili. E qui l’Europa avrebbe molto da dire e da fare. Ma questa è un’altra storia.
    * Ambasciatore A. R., ex Ambasciatore a Tokyo ed ex Direttore della Fondazione Italia Cina
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Italia poker alla Turchia: azzurri riscattano il ko col Belgio

    BURSA (TURCHIA)Ultima Ora / IPA – Dopo le polemiche torna il sereno sull’Italia. Gli azzurri battono la Turchia 4-1 nella seconda giornata di Uefa Nations League, in gol Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito: la squadra di Mancini sale a quota 3 punti, venerdì la sfida contro la Francia di Zinedine Zidane, penultimo impegno in programma nella prima sosta stagionale. Dieci uomini lasciati a Coverciano e una formazione totalmente stravolta rispetto all’esordio col Belgio: Mancini ha confermato il 4-3-3 con Kayode e Ruggeri sulle corsie esterne e la coppia Scalvini-Bastoni davanti a Donnarumma. Tonali è stato schierato come vertice basso supportato da Fagioli e Frattesi, in attacco Raspadori e Sebastiano Esposito si sono piazzati ai lati di Pio Esposito. Montella ha mandato in campo il 3-4-2-1 con Guler e Uzun alle spalle di Yilmaz. Un approccio aggressivo e propositivo: l’Italia è scesa in campo con maggior convinzione rispetto al ko di venerdì scorso, gli azzurri hanno alzato il proprio baricentro sin dai primi minuti di gioco. Alla prima vera azione è arrivato il primo gol della seconda era Mancini: al 9′, sull’asse Frattesi-Pio Esposito, la conclusione del centravanti dell’Inter deviata in corner, sugli sviluppi del calcio d’angolo Bastoni ha sfruttato l’errore di Celik deviando il pallone in rete. Il dominio azzurro si è concretizzato al 22′, sul tiro di Kayode respinto da Bayindir è arrivato prima di tutti Frattesi per il 2-0. Cinque minuti più tardi lo stesso Kayode ha trovato la rete del 3-0 dopo un ottimo inserimento in area di rigore. La Turchia ha tentato di cambiare marcia nella ripresa, i tre cambi effettuati da Montella hanno inciso dopo appena 1’20”: Aydin ha sfruttato una lettura errata da parte della retroguardia italiana servendo Yilmaz che, praticamente a porta vuota, ha segnato il gol dell’1-3. Immediata la reazione, al 5′ Tonali ha tentato la conclusione dal limite trovando il palo, sulla ribattuta è stato Pio Esposito – in tuffo di testa – a segnare il suo sesto gol in undici presenze. Nel quarto d’ora finale i padroni di casa hanno cercato di rendere meno pesante il passivo, ma l’Italia è riuscita ad evitare a più riprese la rete del 2-4. Qualche sorriso in più per gli azzurri dopo le polemiche per la sconfitta col Belgio, venerdì 2 ottobre ci sarà la sfida in casa della Francia, la più delicata del gruppo 1 della Lega A. La Turchia, contestata e fischiata dal pubblico di Bursa, affronterà la nazionale guidata da Mark van Bommel.– foto Image – Ultima Ora / IPA.

  • INTERVENTO AL MENISCO PER DEIOLA

    “Sono molto grato a mister Pisacane per la considerazione che ha nei miei confronti. Entrambi riteniamo che i risultati arrivino dopo sacrifici e miglioramenti, abbiamo la stessa cultura del lavoro.Mi sta aiutando nel mio percorso crescita,lui è il valore aggiunto della squadra”. Così il difensore rossoblù Zè Zé Pedro.Sul sorprendente avvio di stagione dice: “Finora abbiamo fatto molto di più di ciò che si aspettavano da noi
    Giusto che i tifosi sognino, noi però teniamo i piedi per terra”.
    Intervento al menisco per Alessandro Deiola.Il capitano starà fuori un mese.
    Ultima Ora Calcio

  • ZE’ PEDRO: “PISACANE VALORE AGGIUNTO”

    “Sono molto grato a mister Pisacane per la considerazione che ha nei miei confronti. Entrambi riteniamo che i risultati arrivino dopo sacrifici e miglioramenti, abbiamo la stessa cultura del lavoro. Mi sta aiutando nel mio percorso di crescita, lui è il valore aggiunto della squadra”. Lo afferma il difensore del team rossoblù Zé Pedro.
    Sul sorprendente avvio di stagione del club sardo: “Finora abbiamo fatto molto di più di quello che tutti si aspettavano da noi.E’ giusto che i tifosi sognino, però noi dobbiamo tenere i piedi per terra”.
    Ultima Ora Calcio

  • TORNQVIST PUNTA ALLA CONFERMA

    In appena cinque giornate di campionato mister Ivan Juric ha già alternato tre portieri tra i pali. Dopo aver schierato Semuel Pizzignacco (ora alla Carrarese) all’esordio contro l’Inter, l’allenatore croato ha dato spazio al titolare dello scorso anno Demba Thiam. Il senegalese, però, nell’ultima gara prima della sosta di campionato contro il Sassuolo è stato sostituito dall’ultimo arrivato Noel Tornqvist.
    A questo punto lo svedese di proprietà del Como potrebbe essere schierato dal primo minuto in occasione della sfida dell’Olimpico contro la Lazio.
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  • CHE AVVIO PER LASSANA COULIBAY

    Da ormai tre stagioni Lassana Coulibaly è una colonna portante del centrocampo della squadra giallorossa e quest’anno si è reso protagonista di un inizio di campionato eccezionale. Il classe 1996 maliano ha già messo a referto due reti e un assist, facendo meglio dell’annata 2024/2025, quando realizzò un gol e un assist in 38 sfide. L’anno scorso, invece, Coulibaly concluse il campionato a quota tre reti e un assist.
    Considerando che restano ancora trentatré partite da disputare, il centrocampista potrebbe ambire a battere il record personale di tre gol in Serie A.
    Ultima Ora Calcio

  • ASSIST IN NAZIONALE PER ABANKWAH

    James Abankwah, dopo essere stato protagonista nell’avvio di stagione della squadra bianconera, continua a brillare anche con la sua Nazionale. Il difensore ha disputato 68′ nella partita vinta 3-0 dalla sua Irlanda contro Israele e ha messo a referto l’assist per il primo gol di Troy Parrott. Mergim Vojvoda, invece, ha giocato l’intera partita che il suo Kosovo ha perso 3-1 a Vienna con l’Austria.
    Nelle prossime ore Idrissa Gueye, finito ko nell’amichevole sabato, si sottoporrà a degli accertamenti per stabilire l’entità del suo infortunio.
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  • Mattarella riceve le lettere credenziali dei nuovi Ambasciatori

    ROMA Ultima Ora / IPA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale, in separate udienze, per la presentazione delle Lettere Credenziali, i nuovi Ambasciatori: S.E. Christina Rafti, Repubblica di Cipro; S.E. Radek Rubeš, Repubblica Ceca; S.E. Shahabudeen bin Adam Shah, Malaysia; S.E. Abimbola Tolulope Samuel Reuben, Repubblica Federale di Nigeria; S.E. Elçin Nariman oglu Hüseynli, Repubblica dell’Azerbaigian; S.E. Jöel Marie Rault, Repubblica di Mauritius Era presente il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli.
    fsc/mca2
    (Fonte video: Quirinale)

  • Dalla Cina a Milano, le unghie finte entrano nel mondo della moda

    NANCHINO (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Piccole opere d’arte da indossare sulla punta delle dita viaggiano dalla Cina orientale fino a Milano, una delle capitali mondiali della moda.Per la designer italiana Chiara Silvestri, tutto è cominciato con un pacco arrivato dalla contea di Donghai, nella provincia orientale cinese dello Jiangsu. Appassionata di unghie finte adesive, Silvestri ne aveva ordinato online un set. I disegni elaborati e l’estetica marcatamente orientale hanno subito attirato la sua attenzione.“Sono come abiti per la punta delle mie dita. Posso abbinarle ogni giorno al mio umore e al mio stile”, ha detto Silvestri.Da quell’esperienza è nata un’idea: combinare le tendenze della moda contemporanea con elementi delle culture orientale e occidentale, unendo la fluidità dell’arte tradizionale cinese alle linee essenziali della geometria occidentale per creare un modello originale.Silvestri ha inviato il progetto a Lu Jing, modellista di unghie finte a Donghai, a oltre 8.000 chilometri di distanza. Le due hanno presto iniziato a collaborare.“Lavoro in questo settore da cinque anni e ogni giorno mi occupo di più di una dozzina di set di unghie finte”, ha raccontato Lu. “Ma che una ragazza di Milano mi contattasse per propormi di creare insieme un modello era una novità assoluta”.Lu ha impiegato diversi giorni per trasformare gli schizzi di Silvestri in un set completo. Donghai, nota come la “capitale mondiale del cristallo”, ha sviluppato intorno a questa pietra un’importante attività produttiva. Secondo Lu, il tocco finale delle unghie finte è spesso l’applicazione di cristalli naturali provenienti proprio da Donghai.Quando ha ricevuto il set personalizzato, Silvestri ne è rimasta entusiasta. “Erano ancora più belle di quanto immaginassi”, ha detto. “Ho intenzione di ordinarne altre da regalare ad amici e familiari”.La collaborazione riflette la rapida crescita del settore delle unghie finte a Donghai, sviluppatosi insieme alla filiera locale del cristallo.Tra gennaio e agosto di quest’anno, le transazioni relative ai cristalli a Donghai hanno raggiunto i 48,3 miliardi di yuan, circa 7,2 miliardi di dollari, in aumento del 23,85% su base annua. Le transazioni del commercio elettronico sono ammontate a 32,2 miliardi di yuan, con una crescita del 12,98%, mentre quelle delle unghie finte sono salite del 37,1%, a 13,3 miliardi di yuan. Il commercio elettronico transfrontaliero ha rappresentato circa il 40% di quest’ultimo valore.Donghai ha ora una capacità produttiva annua di circa 300 milioni di set di unghie finte. Il settore dà lavoro a oltre 50.000 persone e la sua rete commerciale raggiunge più di 30 Paesi e regioni.Dietro questi prodotti c’è una rete logistica sempre più sviluppata, pensata per far arrivare le produzioni locali ai consumatori esteri in modo rapido e affidabile.Donghai ha realizzato un parco logistico per il commercio elettronico in grado di gestire oltre tre milioni di pacchi al giorno. Ha inoltre costruito 44.000 metri quadrati di magazzini doganali e logistici per il commercio elettronico transfrontaliero e ha aperto un collegamento per il trasferimento doganale delle merci esportate per via aerea. I prodotti possono raggiungere i consumatori esteri in appena sette-nove giorni.In occasione della Milano Fashion Week, il 23 e 24 settembre Donghai ha presentato in Italia le proprie attività nei settori del cristallo e delle unghie finte durante un evento dedicato alla cooperazione internazionale.All’evento, organizzato a Milano, sono stati esposti diversi modelli di unghie finte nati dalla collaborazione tra produttori cinesi e designer italiani: un esempio di come artigianato, moda e influenze culturali dei due Paesi possano incontrarsi su una superficie molto piccola.“Lo scambio culturale non è mai a senso unico. E’ sempre un percorso a due vie”, ha dichiarato Ivan Cardillo, presidente dell’Associazione per lo sviluppo economico e imprenditoriale Italia-Cina.“Le unghie finte realizzate a mano sono piccole, ma racchiudono un enorme valore culturale”, ha aggiunto Cardillo. “Credo che abbiano tutte le potenzialità per raccontare una nuova storia tra Cina ed Europa a Milano, capitale della moda”.-foto Xinhua-Ultima Ora / IPA

  • Fiera del Levante, Frulli “Abbiamo ritrovato l’entusiasmo dei visitatori”

    BARI Ultima Ora / IPA – “È stata una Fiera che è cresciuta sin dal primo giorno. Abbiamo raggiunto quasi 260mila accessi e questo ci fa ben sperare per quello che sarà, sicuramente, la 90ª edizione. Ma la cosa più bella è aver ritrovato l’entusiasmo dei visitatori, che amano la Fiera, e la soddisfazione degli espositori”. Lo ha affermato il presidente di Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli, a chiusura dell’89esima edizione della Campionaria Generale Internazionale della Fiera del Levante.
    xa2/fsc/mca2

  • Nuovo indagato per la morte di Denis Bergamini, è il cugino di Isabella Internò

    Ultima Ora – C’è un nuovo indagato nell’inchiesta sulla morte di Donato ‘Denis’ Bergamini, il giovane calciatore professionista del Cosenza Calcio deceduto il 18 novembre 1989.I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari nei confronti di un 65enne sospettato di concorso nell’omicidio 
    La posizione di Isabella Internò
    L’atto scaturisce dalle indagini coordinate dalla Procura di Castrovillari ed eseguite dai militari del Nucleo Investigativo di Cosenza in relazione ai fatti avvenuti a Roseto Capo Spulico, luogo in cui si verificò la morte del calciatore e per il quale è già stata condannata in primo grado a 16 anni di reclusione Isabella Internò, ex fidanzata della vittima, giudicata colpevole di concorso in omicidio volontario. Nel processo d’appello, attualmente in corso a Catanzaro, il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto per la donna 23 anni di carcere.
    Chi è il nuovo indagato
    La persona raggiunta dall’avviso di conclusione delle indagini è Roberto Internò, cugino di Isabella il quale, secondo il pm Luca Primicerio, avrebbe avuto un ruolo nella vicenda assieme al padre di Isabella, oggi deceduto.
    La ricostruzione dell’accusa
    Secondo gli inquirenti, Donato Bergamini sarebbe stato prima narcotizzato e successivamente ucciso, «asfissiato meccanicamente mediante uno strumento soft», per poi essere collocato, già cadavere o in condizioni prossime alla morte, sulla strada statale 106, in direzione Taranto, all’altezza del chilometro 401 circa nel territorio di Roseto Capo Spulico. L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di simulare un investimento stradale da parte di veicoli in transito.
    L’investimento sulla Statale 106
    Proprio in quel punto Denis Bergamini fu investito da un camion guidato da Raffaele Pisano, finito sotto processo in un procedimento separato.
    Secondo quanto contestato dagli inquirenti, l’impatto provocò gravi lesioni da schiacciamento addomino-perineale, con conseguente eviscerazione degli organi interni e la rottura di un grosso vaso arterioso sul lato sinistro del corpo.
    Le aggravanti contestate
    Isabella Internò e Roberto Internò sono accusati di aver agito con le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti e futili.
    Secondo l’impostazione accusatoria, il movente sarebbe riconducibile a ragioni di possesso e gelosia maturate da Isabella nei confronti di Bergamini e alla sua volontà di non accettare la decisione del giovane intenzionato a interrompere la relazione sentimentale. Motivazioni che, secondo la Procura, sarebbero state conosciute e condivise anche dall’attuale indagato.

  • Assovetro lancia “Vetro. La tua salute è al sicuro”, la campagna per la sicurezza di alimenti e bevande

    ROMA Ultima Ora / IPA – Assovetro lancia “Vetro. La tua salute è al sicuro”, la campagna istituzionale che porta al centro dell’attenzione il rapporto fra ciò che consumiamo e il materiale che lo contiene. Un messaggio semplice: la scelta del contenitore riguarda la qualità, il gusto e la sicurezza di alimenti e bevande.
    La campagna nasce da una domanda che i consumatori hanno già espresso. Secondo l’indagine Assovetro-Ipsos Doxa presentata a luglio, oltre otto italiani su dieci vorrebbero trovare più prodotti in vetro sugli scaffali. Nell’acqua minerale, il 43% dei cittadini considera il vetro il contenitore più adatto, mentre gli acquisti in vetro rappresentano l’8-9% del totale.
    Anche per yogurt e succhi emerge una distanza fra preferenza e disponibilità. L’iniziativa intende dare visibilità a questa scelta e aprire un dialogo con produttori, marchi e distribuzione. Il claim “La tua salute è al sicuro” traduce una proprietà poco visibile del materiale in una promessa comprensibile: il vetro è inerte, preserva le caratteristiche degli alimenti e può essere riciclato senza perdere le proprie qualità.
    Con questa campagna l’obiettivo è sostenere scelte più consapevoli, valorizzando insieme la qualità dell’esperienza di consumo, la circolarità del vetro e le opportunità per le imprese italiane che producono e utilizzano questo materiale.
    La pianificazione coinvolge, tra le altre testate nazionali e capofila macroregionali, sui canali Facebook e LinkedIn di Assovetro ai tre soggetti statici si affiancano video dedicati ad acqua, yogurt e succo; una presenza programmatica online accompagna il lancio per circa un mese. Il concept e le declinazioni creative sono stati sviluppati da The Washing Machine, con la direzione creativa di Mimmo Di Lorenzo e strategie della managing director Alessandra Furfaro, entrambi soci fondatori della società.
    -Foto ufficio stampa Assovetro-
    Ultima Ora / IPA.

  • Omicidio di Giulio Regeni, condannati a 10 anni tre 007 egiziani e uno assolto

    ROMA Ultima Ora / IPA – Condannati a 10 anni di carcere tre 007 egiziani per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto nel 2016. Assolto invece un quarto imputato. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Roma. Gli imputati erano tutti assenti. In aula, oltre alla famiglia Regeni e ai suoi legali, presente anche il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi.
    La Procura aveva chiesto l’ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, ritenuto l’uomo che ha materialmente ucciso Regeni, e 17 anni e mezzo per Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr. Quest’ultimo è stato assolto. Per tutti loro è caduta l’accusa di omicidio, resta quella di sequestro. “Ciò di cui siamo particolarmente soddisfatti è che si sia riusciti a tirar fuori il processo dal pantano in cui era andato a finire”, ha commentato Lo Voi.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Cina, la capacità di perforazione in acque profonde raggiunge i 5.000 metri

    GUANGZHOU (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – La nave cinese per le perforazioni oceaniche Mengxiang (“sogno”) ha stabilito un record nazionale nelle perforazioni in acque profonde, portando la propria capacità al livello dei 5.000 metri dopo aver prelevato campioni di basalto dal bacino del Mar Cinese Meridionale. Lo ha riferito oggi il ministero delle Risorse Naturali.
    -Foto Xinhua-Ultima Ora / IPA.

  • Caso Regeni, condannati a 10 anni tre 007 egiziani solo per il sequestro. Uno assolto

    Ultima Ora – E’ ancora senza nome l’autore dell’omicidio di Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. La prima sezione della Corte d’Assise di Roma (presidente Paola Roja) ha infatti condannato a 10 anni di reclusione, dopo una camera di consiglio durata 8 ore, tre uomini dell’intelligence egiziana per il solo reato di sequestro di persona. Si tratta del maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – ritenuto dalla procura l’uomo che avrebbe materialmente ucciso il ricercatore 27enne di origine friulana e per il quale era stato chiesto l’ergastolo -, e dei colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi. Assolto il quarto 007 imputato, il generale Tareq Sabyr. 
    Il difensore della famiglia Regeni
     “Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, non solo a tutela delle legittime aspettative dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale. Queste le parole del nostro presidente Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla famiglia Regeni per il decimo anniversario della scomparsa di Giulio. Queste parole oggi hanno trovato concretezza in una sentenza emessa nel nome del popolo italiano. Che costituisce appunto un presidio per tutti i Giulio e le Giulie del mondo – ha commentato l’avvocato Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni -. Ed è questo presidio che abbiamo sempre chiesto e invocato al di la’ delle singole condanne; è evidente che l’impianto probatorio sostenuto dalla procura ha superato il vaglio della Corte. Dovremo evidentemente leggere le motivazioni ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata bene riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri, da stasera tutti i regimi del mondo e i loro apparati, le loro divise saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile così come i loro corpi”. 
     
     

  • DE KETELAERE DEVE SLOCCARSI

    Tra le note negative dell’avvio di stagione della compagine bergamasca c’è lo scarso cinismo dimostrato sotto porta.
    I giocatori devono ancora entrare pienamente negli schemi di Maurizio Sarri, che attende soprattutto dei segnali da parte di Charles De Ketelaere. Il belga ha bisogno di interrompere un lungo digiuno dal gol, poiché la sua ultima rete in nerazzurro risale allo scorso 10 gennaio contro il Torino.
    Considerando le gare con la Nazionale, invece, De Ketelaere non segna dal gol siglato con la Spagna nei quarti di finale del Mondiale.
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  • Da Milano alla Calabria in bici per studiare all’Unical

    Ultima Ora – Da Milano alla Calabria, passando per una scelta costruita attraverso l’incontro diretto con la ricerca e con la comunità scientifica del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria.
    Sofia Pejrano, laureata triennale in Ingegneria Fisica al Politecnico di Milano, ha scelto infatti di proseguire la propria formazione nel Corso di Laurea Magistrale in Physics dell’UniCal, individuando nel Dipartimento di Fisica il luogo in cui dare continuità al proprio percorso accademico e scientifico.
    In bici da Milano a Rende: il viaggio verso il nuovo percorso di studi
    Già alcuni mesi fa Sofia aveva raggiunto il campus di Arcavacata per conoscere da vicino il Dipartimento, incontrando il Direttore e alcuni docenti e confrontandosi direttamente con chi ogni giorno anima le attività di didattica e di ricerca. È stato proprio questo contatto con la realtà del Dipartimento, con i suoi gruppi di ricerca, le opportunità formative, il rapporto diretto con i docenti e un ambiente scientifico capace di coniugare formazione avanzata e ricerca, a trasformare una possibilità in una scelta. Per iniziare questa nuova esperienza universitaria Sofia ha deciso di arrivare in Calabria in un modo tutt’altro che ordinario: in bicicletta.
    Da Milano a Rende (Cs), attraversando l’Italia in dodici giorni, fino al campus che aveva scelto alcuni mesi prima come destinazione del proprio percorso di studi. Il Coordinamento Stampa e Comunicazione del Dipartimento di Fisica, in occasione della Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori, l’ha intervistata. “Dopo la laurea triennale – racconta – ho deciso di prendermi un anno di pausa. Durante il percorso in Ingegneria Fisica mi ero resa conto che l’approccio prevalentemente ingegneristico non era quello più affine a me. In quell’anno ho avuto occasione di seguire alcune lezioni di Fisica e questo mi ha aiutata a capire cosa stessi realmente cercando. Mi sono resa conto che era proprio l’approccio della fisica, la volontà di comprendere i fenomeni e andare a fondo delle cose, ciò che sentivo più vicino a me. A quel punto hai iniziato a confrontare diverse università. Ho iniziato a guardare diversi corsi in Italia, confrontando soprattutto gli insegnamenti, la struttura dei percorsi e le opportunità offerte. Tra le università che avevo preso in considerazione c’erano Trieste, Bologna e l’Università della Calabria. Cercando informazioni e leggendo anche alcuni articoli sono arrivata all’UniCal, anche attraverso le attività e le collaborazioni scientifiche del Dipartimento. Poi ho approfondito attraverso il sito e l’offerta formativa. Tra le diverse possibilità – prosegue – mi aveva colpita particolarmente proprio per gli esami proposti, per la struttura del percorso e per le potenzialità che intravedevo nelle attività di ricerca”. 
    Un cambiamento nato dalla passione
    “Per questo, – prosegue – prima di prendere una decisione definitiva, ho voluto vedere personalmente il Dipartimento. Durante la visita ho incontrato il professore Francesco Valentini e altri docenti, ho potuto conoscere più da vicino il Dipartimento e visitare STAR e alcuni laboratori. Alla fine di quella giornata ero molto più convinta della mia scelta. Ho avuto l’impressione di trovarmi in una realtà con tantissime potenzialità e, per quanto riguarda la fisica, in un ambiente che considero davvero un fiore all’occhiello.Ma mi aveva colpita soprattutto vedere come gli strumenti e le attività sperimentali siano all’ordine del giorno nella didattica. Per me questa opportunità e’ molto importante. Puoi studiare il funzionamento di uno strumento e conoscerne perfettamente la teoria, ma poterlo vedere, comprenderne i componenti e utilizzarlo significa costruire un rapporto diverso con ciò che stai studiando. La fisica nasce anche dall’osservazione e dall’esperimento: sentivo il bisogno di approcciarmi a questa dimensione”.
    La studentessa spiega ancora: “Una delle cose che mi aveva colpita maggiormente era la voglia di fare e di scoprire che percepivo nelle persone. Ho trovato un ambiente molto stimolante, sia parlando con i docenti sia confrontandomi con gli studenti. Era esattamente quello che cercavo per rimettermi in gioco. Passare da Ingegneria Fisica a Physics – aggiunge – significa anche poter esplorare nuovi ambiti: sento di essere ancora in una fase di scoperta. Al momento mi incuriosisce particolarmente la biofisica, ed è uno dei motivi per cui mi sono orientata verso il curriculum di Fisica della materia. Mi piace anche la possibilità di costruire un percorso abbastanza flessibile, scegliendo insegnamenti che possano permettermi di esplorare direzioni differenti”.
    Una lunga pedalata per “metabolizzare il passaggio”
    Poi l’idea di raggiungere la Calabria da Milano in bicicletta. “Trasferirmi in Calabria – spiega – rappresenta per me un cambiamento molto grande. A Milano ho la mia famiglia, i miei amici, tutta la mia vita. Non stavo cercando di andare via perché mi trovassi male: ho scelto di farlo perché volevo mettermi in gioco e perché avevo trovato qui l’università in cui volevo continuare a studiare. Proprio per questo sentivo che un cambiamento cosi’ importante meritasse di essere vissuto fino in fondo. Non volevo semplicemente prendere un treno o un aereo e ritrovarmi improvvisamente dall’altra parte d’Italia. Volevo prendermi il tempo per metabolizzare il passaggio. Ho una grande passione per la bicicletta, la montagna e l’avventura e, a un certo punto, mi sono detta: perché non scendere in bici?”.
    “È stato il mio modo di accompagnare lentamente questo cambiamento – dice ancora – e di dare un significato ancora più forte all’inizio della nuova esperienza. Ero partita con tenda, sacco a pelo, materassino e un piccolo fornello, stabilendo soltanto che avrei dovuto completare il viaggio in un massimo di quattordici giorni. Alla fine ne sono bastati dodici.Pedalavo finché ne avevo le energie e, quando iniziava a fare buio, cercavo un posto in cui fermarmi. A volte chiedevo a delle famiglie se potessi montare la tenda nei loro terreni, ma molto spesso le persone che incontravo finivano per invitarmi direttamente in casa. È stata forse una delle parti più belle del viaggio: ho incontrato persone straordinarie, alcune delle quali continuo ancora a sentire”.
    “Sono arrivata da pochissimo – dice Sofia – e sto iniziando adesso a conoscere il Campus e le persone che lo vivono. Mi piace molto l’idea di un’università organizzata come un vero campus, con gli alloggi e tanti servizi concentrati nello stesso luogo, perché credo possa favorire molto la vita di comunità tra gli studenti. Dopo un viaggio nato proprio per mettermi alla prova, credo che anche questa nuova esperienza continuerà un po’ nella stessa direzione”. 
     
     

  • La Francia pronta a collaborare sulla strage di Ustica. Stop alla richiesta di archiviazione

    Ultima Ora – Alla vigilia dell’udienza del 30 settembre fissata dal gip per l’opposizione delle parti civili all’archiviazione dell’indagine sulla strage di Ustica, la Procura di Roma è orientata a ritirare la richieste di mettere la parola fine ai due procedimenti, ora riunificati, aperti contro ignoti nel 2008 e nel 2022. La clamorosa svolta è legata alla disponibilità fornita dalle autorità francesi al trasferimento della documentazione, compresa quella del Ministero della Difesa francese, riferita a un periodo che arriva fino ai primi anni Novanta e che potrebbe contenere risposte alle rogatorie trasmesse in passato dai pm di piazzale Clodio.
    La disponibilità della Francia
    L’ambasciata francese, infatti, ha inviato nei giorni scorsi una nota ufficiale alla Farnesina, trasmessa tramite la Presidenza del Consiglio al Ministero della Giustizia e quindi alla Procura di Roma, annunciando la disponibilità a far pervenire all’Italia le carte sul disastro aereo del DC-9 Itavia del 27 giugno 1980 quando persero la vita 81 persone. Le precedenti rogatorie erano rimaste inevase. Il materiale custodito dalla Francia copre un ampio arco temporale fino ai primi anni Novanta. 
    Le reazioni politiche
    “Se confermata, questa scelta segnerebbe un passo storico per il nostro Paese e per la ricerca della verità. Per troppi decenni il dolore dei familiari delle 81 vittime del DC-9 Itavia si è scontrato con silenzi, omissioni e depositi di documenti mai del tutto chiariti. Il fatto che la Procura di Roma possa ora ritirare la richiesta di archiviazione aprirebbe una prospettiva del tutto nuova per la fase giudiziaria”, ha dichiarato il parlamentare del Pd Andrea De Maria.
    De Maria ha sottolineato la necessità di fornire finalmente una risposta ai familiari delle vittime e all’intero Paese, ringraziando l’Associazione dei familiari delle vittime, presieduta da Daria Bonfietti, per il lavoro svolto in questi decenni nella ricerca della verità.
    La lettera del sindaco di Bologna
    Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, intanto, ha scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo di mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla ricerca della verità relativa alla strage di Ustica, a 46 anni dai fatti.
    Nella lettera, Lepore richiama il lavoro della Commissione di indagine sul mancato rinvenimento di serie archivistiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relative al periodo 1969-1984, oltre all’attività del Comitato consultivo sulle attività di versamento e alla collaborazione degli Stati esteri che potrebbero detenere ulteriore documentazione utile.
    Il sindaco ha chiesto al Governo un aggiornamento sullo stato delle attività in corso e sulle iniziative destinate a favorire il reperimento, la conservazione e la consultabilità della documentazione ancora esistente, oltre a rafforzare la cooperazione internazionale.
    Bologna, città che ospita il Museo per la Memoria di Ustica, continuerà a sostenere, insieme all’associazione dei parenti delle vittime, ogni iniziativa utile a fare piena luce sulla tragedia.

  • Papa Leone XIV a Metz “No all’illusione del riarmo, servono sforzi creativi per la pace”

    METZ (FRANCIA) Ultima Ora / IPA – “È con profonda gioia, ma anche con vivo senso di responsabilità spirituale, che mi trovo oggi tra voi a Metz, città di frontiere e di passaggi, presso il Centro Congressi che porta il nome di Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea. Quest’uomo di fede e di convinzioni seppe trasformare le vecchie linee di frattura in ponti di speranza per tutta l’Europa, diventando un vero ambasciatore dell’unità nella diversità. Seguendo il suo esempio, la nostra responsabilità comune di donne e uomini religiosi, è quella di testimoniare che, al di là dei confini, è sempre possibile incontrarsi, stringere amicizia e costruire la pace”. Lo ha detto Papa Leone XIV, nel corso di un incontro interreligioso a Metz, in Francia. “Dialogare non sminuisce la nostra identità, ma la esprime con semplicità e verità aprendosi alla diversità dell’altro. Come diceva il mio predecessore, Papa Francesco – ha proseguito il Pontefice -: “Il dialogo tra persone di religioni differenti non si solamente per diplomazia, cortesia o tolleranza. […] L’obiettivo è di stabilire amicizia, pace”. Prima di lui, il santo Papa Giovanni Paolo II considerava il dialogo come un’esigenza intrinseca alla natura stessa dell’uomo. Secondo Paul Ricœur, è la via attraverso la quale riconosciamo l’alterità come una promessa e non come una minaccia; è un’arte dell’incontro di cui il nostro mondo ha grande bisogno, agli antipodi dell’aggressività e della violenza”.
    “Non si può parlare dell’Europa senza menzionare il cristianesimo”, ha aggiunto Papa Leone nel suo intervento al Centro Robert Schuman di Metz, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron. “Infatti, invocare il nome di Dio per legittimare la violenza o l’oppressione costituisce una profanazione di questo nome. Nulla di ciò che deturpa la dignità umana può rivendicare un’autentica ispirazione divina. Il discorso religioso deve esortare costantemente a disarmare i cuori e le parole. Ciò comporta la responsabilità diretta di ciascuno di noi, in quanto custodi delle nostre rispettive tradizioni – ha sottolineato Papa Leone XIV -. D’altra parte, se la fecondità delle tradizioni religiose si manifesta innanzitutto nel loro servizio alla pace e alla fratellanza, essa si esprime anche nella loro capacità di proteggere, accompagnare e servire la vita. La grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona umana. Le religioni sono custodi della vita: esse ne affermano il valore sacro. La loro fecondità si manifesta nella presenza amorevole accanto alle persone più vulnerabili e più fragili. Servire la vita significa circondarla di cure, presenza e tenerezza, soprattutto nella prova, fino alla fine. A noi che siamo aperti alla trascendenza, spetta la missione di offrire punti di riferimento solidi, in particolare ai giovani, per costruire una comunione che rispetti e valorizzi la dignità di ogni persona umana”. 
    “Bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo. La ricerca della pace in Europa, così come nel resto del mondo, non deve essere confusa con un ingenuo irenismo”, ha sottolineato il Pontefice. Al contrario, come affermava Schuman, “la pace mondiale non può essere salvaguardata senza sforzi creativi proporzionati ai pericoli che la minacciano. Tuttavia, bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo. Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui”. “Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo “sforzi creativi” per promuovere la pace mondiale, “o se stiamo semplicemente cercando di arginare l’emorragia della guerra” e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire”.
    – Foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.
     

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