Ultima Ora – La Guardia di finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali nell’ambito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Delle 20 misure cautelati, sono state disposte per 10 persone gli arresti domiciliari, per altre 7, è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza, 3 alla misura interdittiva della sospensione totale dell’esercizio di un pubblico servizio per 1 anno.
Operazione della Gdf di Napoli, i reati contestati agli indagati
Tra i reati contestati: corruzione, caporalato e emissione di fatture per operazioni. Su richiesta del pm, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione. In cambio dei favori, sarebbero stati corrisposti denaro e altre utilità, come orologi o telefoni cellulari nascosti nei box natalizi.
L’inchiesta sullo sfruttamento dei lavoratori
Un altro filone dell’inchiesta ha riguardato lo sfruttamento dei lavoratori, in particolare extracomunitari, con turni di lavoro che duravano anche 20 ore e retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali oltre, secondo le accuse, a violazioni delle norme sulla sicurezza.
Imprenditori e pubblici ufficiali
Al centro dell’indagine si sospetta un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti.
Irregolarità sui permessi di soggiorno
Relativamente alle norme sulla sicurezza del lavoro l’indagine ha messo in luce possibili irregolarità relative ai permessi di soggiorno e alla documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Un altro filone ha riguardato la qualità del calcestruzzo, la gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti di cantiere.
Notizie dell’Ultima Ora
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Corruzione e caporalato nei lavori della Tav Napoli – Bari, 20 misure cautelari
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Omicidio Custra non è prescritto, Ventura deve scontare la pena
Ultima Ora – La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha stabilito che Raffaele Ventura, ex componente delle Formazioni Comuniste Combattenti e che vive in Francia, dovrà scontare una pena residua di 14 anni di reclusione per l’omicidio del brigadiere Antonio Custra, avvenuto a Milano il 14 maggio 1977.
I giudici hanno accolto la richiesta della procuratrice generale Francesca Nanni di revocare la prescrizione relativa a quel delitto, per il quale Ventura era stato condannato a 22 anni e 8 mesi di reclusione.
La decisione sulla prescrizione della pena
La pg ha portato avanti la tesi, e la Corte le ha dato ragione, che il trascorrere della prescrizione si bloccò nel 2017 quando Ventura venne sottoposto a un “arresto provvisorio” per sei ore da parte della polizia francese su mandato delle autorità italiane. Questo episodio ha bloccato la prescrizione della pena, che e’ ripartita appunto dal 2017 ed è ancora attuale.
Il ricorso annunciato dalla difesa
“Fino alla Cassazione sarà libero di andare e venire dalla Francia – spiega il suo legale Davide Steccanella -. Andrò in Cassazione per farmi spiegare come sia possibile ritenere l’inizio dell’esecuzione della pena per l’omicidio Custra del 14 maggio 1977 una sosta di 3 ore in una stazione di polizia senza vedere un giudice, in forza, si legge, di un mandato di arresto europeo dove vengono indicate condanne per fatti commessi fino al 1976. Quindi un anno prima e senza alcun riferimento non solo a Custra ma neppure al reato di omicidio”.
La vicenda giudiziaria tra Italia e Francia
La Suprema Corte aveva accolto il ricorso della procuratrice Nanni contro l’ordinanza che due anni fa aveva dato la possibilità a Ventura, che vive da decenni in Francia sulla base della cosiddetta “dottrina Mitterrand”, di rientrare in Italia da libero, se volesse. Ventura era uno dei 10 ex terroristi che sarebbero dovuti tornare in Italia dalla Francia nel 2021, dopo un accordo politico tra i due Paesi, per scontare le pene, ma i giudici francesi bocciarono le richieste di estradizioni. Dalla Cassazione si era poi arrivati ai giudici della Corte d’Appello che oggi hanno revocato la prescrizione. E’ improbabile comunque che, anche in caso della conferma in Cassazione della decisione dei giudici milanesi, la Francia dia l’ok all’estradizione del 76enne Ventura. -
Morte avvelenate con la ricina, perquisito lo studio di Gianni Di Vita a Pietracatella
Ultima Ora – I poliziotti della Squadra Mobile di Campobasso e gli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato sono entrati per una perquisizione nello studio di commercialista di Gianni Di Vita a Pietracatella, marito e padre di Antonella e Sara, morte per avvelenamento da ricina. L’ufficio si trova di fronte l’abitazione della famiglia Di Vita-Di Jelsi.
Al momento l’uomo non risulta indagato per la morte delle due donne, avvenuta il 26 dicembre scorso.
La vicenda
Mamma e figlia sono all’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso il 26 dicembre scorso, non in seguito a un’intossicazione alimentare, bensì per avvelenamento. Nonostante l’iniziale ipotesi di morte per intossicazione alimentare, la Procura di Larino ha poi aperto le indagini per duplice omicidio contro ignoti sulla morte della 15enne Sara Di Vita e della 50enne Antonella Di Jelsi. La morte è avvenuta per avvelenamento con la ricina, una proteina presente nei semi della pianta del ricino che, se ingeriti, sono in grado di causare la morte cellulare bloccando l’attività della sintesi proteica.
L’autopsia
La sera del 26 dicembre scorso, la famiglia Di Vita aveva mangiato cozze, vongole, seppie e baccalà e i sospetti erano caduti anche su una confezione di funghi champignon. Gli inquirenti avevano svolto degli accertamenti anche su alcune farine. Anche Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, era stato ricoverato in condizioni stabili allo Spallanzani di Roma. Invece la figlia maggiore Alice, di 18 anni, non aveva cenato con la famiglia. Dai risultati dell’autopsia svolta al Policlinico di Bari, effettuata dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca, su fegato e pancreas “ci sono delle alterazioni compatibili con l’intossicazione acuta”, aveva reso noto il medico legale. -
Etna, ripristinate le attività di volo all’aeroporto di Catania
CATANIA Ultima Ora / IPA – La SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania, comunica che, a seguito del passaggio dello stato di allerta delle attività vulcaniche da RED a ORANGE, sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania con effetto immediato. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Sequestrati 133 kg di droga e 48 mila euro, 47enne arrestato nel Modenese
FORMIGINE (MODENA) Ultima Ora / IPA – Un ingente carico di sostanze stupefacenti, dal valore stimato sul mercato al dettaglio di oltre 2 milioni di euro, è stato intercettato dai Carabinieri nel Modenese. Nel pomeriggio del 24 settembre scorso, a Formigine, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo e della Stazione locale hanno arrestato in flagranza un 47enne residente del posto, accusato di detenzione illecita di stupefacenti aggravata dall’ingente quantità. L’operazione è scattata nell’ambito di un mirato servizio antidroga. Attorno alle 15:00, un dispositivo in abiti civili ha notato l’uomo scendere da un’autovettura: alla vista dei militari, l’indagato ha insospettito gli operanti tentando una rapida fuga verso il veicolo. La perquisizione immediata ha condotto al rinvenimento, all’interno del garage di sua pertinenza, di tre grossi involucri contenenti circa 124 chilogrammi di hashish suddivisi in numerose panette.
I controlli sono stati quindi estesi all’abitazione e alla cantina con il supporto dell’unità cinofila della Polizia Locale di Sassuolo. Nella cantina i Carabinieri hanno recuperato ulteriori 9,5 chilogrammi di cocaina suddivisi in sedici involucri, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Nell’appartamento sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati circa 48mila euro in contanti, nascosti tra lo zaino e i divani del soggiorno. Su disposizione della Procura della Repubblica, l’uomo è stato trasferito presso la Casa Circondariale “Sant’Anna” di Modena. Nella giornata di ieri, il Giudice per le Indagini Preliminari di Modena ha convalidato l’arresto applicando la custodia cautelare in carcere, fermo restando il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
Ultima Ora / IPA. -
Trovato con manuali per ordigni e attentati terroristici, arrestato 17enne
VERONA Ultima Ora / IPA – La Polizia di Stato ha arrestato un ragazzo di 17 anni, residente in provincia di Trento, indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’operazione è stata condotta dagli investigatori della D.I.G.O.S. della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con il supporto della D.I.G.O.S. di Trento, nell’ambito di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura presso il Tribunale Ordinario di Venezia.L’indagine della DIGOS scaligera è partita nell’autunno del 2025 dal monitoraggio dei canali d’estrazione suprematista. Sui social l’internauta, distintosi per la forte radicalizzazione ideologica e la propensione alla violenza, definiva “eroi” i terroristi bianchi e inneggiava al gruppo Atomwaffen Division. Il giovane ricopriva inoltre il ruolo di “Vice Capo” e referente operativo del gruppo social “F.F.I. Fronte Fascista Italiano”, occupandosi della selezione dei nuovi membri.Risaliti all’identità del 17enne, i poliziotti hanno perquisito la sua abitazione rinvenendo vessilli neonazisti, armi bianche – tra cui katane, machete, coltelli e balestre -, repliche di armi da fuoco e manoscritti con simboli estremisti. L’analisi dei telefoni cellulari ha poi permesso di recuperare manuali per la fabbricazione di ordigni artigianali, guide per attentati con veicoli pesanti, elenchi di veleni, istruzioni per l’eliminazione di bersagli umani e il video integrale della strage di Christchurch del 2019.Dalle conversazioni analizzate sono emersi anche chiari propositi di un imminente passaggio all’azione nei confronti di ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici. Ieri l’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto in flagranza e il minore è stato trasferito presso la C.P.A. di Treviso.
– Foto: Ufficio stampa Polizia di Stato – Ultima Ora / IPA. -
Sea Watch, almeno due morti e numerosi dispersi nel naufragio di un gommone nelle acque tra Libia e Tunisia
ROMA Ultima Ora / IPA – Sono due i morti accertati dopo il naufragio di un gommone nelle acque tra Libia e Tunisia. Lo riferisce Sea Watch, che è intervenuta con la nave Aurora dopo una segnalazione lanciata da Alarm Phone. Il gommone è stato trovato quasi sgonfio. “A bordo c’erano 5 persone e 2 corpi senza vita. Altre 25 si erano aggrappate alla piattaforma di Hasdrubal per sfuggire al naufragio. Due donne hanno riferito di aver perso i propri figli tra le onde”, si legge nel post su X di Sea Watch. “Il gommone si trovava sul confine della Sar libica e tunisina, e sono stati i 5 superstiti a dirci che altre persone sarebbero riuscite a raggiungere la piattaforma petrolifera dopo il naufragio. Tra i due corpi senza vita c’era quello di un bambino, forse uno dei due dispersi”, si legge ancora.
– foto di repertorio IPA Agency –
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Al Ghais “Accordo di Algeri del 2016 ha poto le basi per l’Opec+”
ALGERI (ALGERIA) Ultima Ora / IPA – L’Accordo di Algeri del 28 settembre 2016 rappresenta una tappa storica per l’Opec e per i mercati energetici mondiali e ha posto le basi per l’attuale alleanza Opec+. Lo ha affermato il segretario generale dell’Opec, Haitham Al Ghais, in un’intervista alla televisione algerina in occasione della sua visita ad Algeri per il decimo anniversario dell’accordo.
Secondo Al Ghais, l’accordo ha rappresentato la “prima pietra” del processo che avrebbe portato alla cooperazione tra i Paesi dell’Opec e dieci produttori non appartenenti all’organizzazione, creando il quadro dell’attuale alleanza Opec+.
Al Ghais ha ricordato anche il ruolo storico dell’Algeria all’interno dell’Opec, dalla conferenza dei capi di Stato e di governo del 1975 all’incontro di Orano del 2008, che portò a importanti riduzioni della produzione, fino all’Accordo di Algeri del 2016. “Questo accordo sarà ricordato dalla storia come una lezione per tutti coloro che si interessano di energia e dei mercati petroliferi mondiali”, ha affermato.
Fonte: IPA
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Trento, inneggiava al suprematismo e progettava di costruire un ordigno: arrestato un 17enne [VIDEO]
Ultima Ora – Inneggiava sui social a suprematismo e neonazismo, scaricava manuali sulla fabbricazione di ordigni e meditava di passare all’azione contro “ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici” il 17enne, residente nella provincia di Trento, arrestato dalla Polizia di Stato di Verona con l’accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Le indagini sono iniziate nell’autunno del 2025, quando le forze dell’ordine hanno iniziato a monitorare alcuni canali di stampo suprematista online e nel mirino è finito un utente “con marcata radicalizzazione ideologica” ed “una significativa proiezione verso la violenza”, che manifestava ripetutamente esplicita ammirazione per i cosiddetti “terroristi bianchi”, definendoli “eroi” e legittimandone le azioni con riferimenti alla “difesa della razza bianca”.
Vessilli neonazisti e armi da taglio
Inoltre, l’utente – che poi sarebbe stato identificato nel 17enne – avrebbe pubblicato numerosi contenuti di natura propagandistica e celebrativa riferibili al noto gruppo terroristico dell’Atomwaffen Division, distinguendosi – tra l’altro – nel ruolo di ‘vice capo’ del gruppo di un noto social network ‘Fronte Fascista Italiano’, quale ‘referente operativo’ che di fatto selezionava aspiranti aderenti alla community. Il 17enne indagato è stato inchiodato durante una perquisizione della casa dove viveva insieme ai genitori, in cui – oltre a diversi vessilli neonazisti e suprematisti – sono state rinvenute armi bianche come katane, machete e coltelli di varie dimensioni, nonché balestre, pistole e fucili soft air. Accanto alle armi, gli agenti hanno trovato anche del materiale propagandistico come fogli in formato A4 contenenti disegni, simboli ed emblemi riconducibili all’ideologia suprematista.
L’ordigno e la celebrazione dell’attentato a Christchurch
Dopo il sequestro dei cellulari utilizzati dal giovane, gli inquirenti hanno individuato non solo contenuti social di propaganda suprematista, accelerazionista e neonazista, ma anche manuali per fabbricare ordigni artigianali: un testo tradotto dal cirillico contenente indicazioni relative a sostanze chimiche aggressive, una guida operativa per il compimento di attentati terroristici con l’utilizzo di veicoli pesanti, un elenco dei veleni mortali, manuali su come maneggiare armi da fuoco e un documento contenente istruzioni e tecniche operative per il pedinamento, l’attacco e l’eliminazione di bersagli umani. È stato trovato anche il video integrale dell’attentato terroristico a Christchurch nel 2019 da Brendon Tarrant, corredato da messaggi nei quali l’autore della strage veniva indicato come modello da emulare, e il manifesto Haters Handbook redatto dal collettivo terroristico MMC (Maniacs Murder Cult).L’arresto
Tra le conversazioni rilevate sui cellulari, hanno spiegato gli investigatori, “sono emersi seri propositi di immediato passaggio all’azione, con espliciti riferimenti all’utilizzo di armi artigianali e violenze nei confronti di specifiche categorie di soggetti”. Gli agenti della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione e con il supporto del personale della Digos di Trento, hanno eseguito il decreto di perquisizione personale, locale, domiciliare e informatica emesso dalla Procura di Venezia, culminato – nella mattinata di lunedì 28 settembre – nell’arresto in flagranza del 17enne, poi convalidato dall’autorità giudiziaria.
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Garlasco, svolta sul Dna della bici: “Chiederemo la revisione, la condanna di Stasi è disintegrata”
Ultima Ora – Svolta sul delitto di Garlasco: la difesa di Alberto Stasi annuncia l’intenzione di chiedere la revisione del processo. La decisione arriva dopo il deposito delle consulenze della Procura di Pavia, secondo cui sarebbero state omesse due analisi sul DNA che certificavano la non presenza di tracce di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta sequestrata. L’avvocata Giada Bocellari attacca: “Elementi nuovi che disintegrano la condanna”.
Il legale di Stasi: “Omesse 2 analisi sul Dna, chiederemo la revisione”
“Stasi è molto lucido, l’unica cosa che mi ha detto è che spera che si assumano le loro responsabilità, che si faccia piena luce su quello che è successo”. Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, sintetizza cosi’ lo stato d’animo e le richieste del suo assistito alla luce della consulenza della Procura secondo la quale sarebbero stati nascosti due analisi che certificavano la non presenza del dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta ‘Umberto Dei’ sequestrata alla famiglia del condannato.“Queste corse elettroforetiche del 20 settembre, e questo è un dato documentale, oggettivo e non smentibile, non sono state messe a disposizione del pubblico ministero all’epoca e non sono in atti. Non ci sono nel fascicolo, non sono state messe a disposizione delle parti – prosegue Bocellari che ha parlato coi cronisti fuori dal Tribunale di Pavia dove si è recata a prendere le consulenze depositate con la chiusura dell’inchiesta -. Sono state fatte anche delle indagini difensive di cui adesso non parlo”.
Senza Dna viene meno tutta la condanna
Bocellari spiega poi quali conseguenze avrebbe avuto l’omissione dei test negativi. “La cosa a nostro giudizio più grave è il fatto che nel 2009 venne fatta una perizia con due periti nominati dal giudice Vitelli che chiesero al consulente del pubblico ministero di trasmettere i dati relativi alle analisi sui pedali perché, come sapete benissimo tutti, sono vent’anni che parliamo di questo DNA sui pedali. Si è costruita poi tutta la fantasiosa teoria dello scambio che è diventata una sostituzione”.
“Noi possiamo andare a chiedere la revisione con questi elementi a discarico di Stasi con quegli elementi nuovi che disintegrano la sentenza condanna. Se viene meno il dna sui pedali viene meno tutta la condanna. Che quello fosse l’elemento centrale credo che lo capisca chiunque”. Lo ha detto l’avvocata Giada Bocellari parlando coi cronisti a Pavia.
Svolta e veleni sul delitto di Garlasco: la difesa di Alberto Stasi annuncia la richiesta di revisione del processo, mentre arrivano le prime precisazioni sul giallo delle analisi mai trasmesse. Dopo le rivelazioni sulle consulenze della Procura di Pavia relative al DNA escluso sui pedali della bicicletta, il genetista Giorgio Portera (ex RIS di Parma) prende le distanze: “Attività del tutto marginale, non ho mai analizzato o interpretato quei profili genetici”.
La precisazione dell’ex Ris
“Non ho eseguito personalmente l’analisi genetica del campione nè ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il periodo del mio servizio presso il RIS di Parma”. Lo scrive in una nota Giorgio Portera, genetista e ufficiale in congedo dei carabinieri, in merito alla consulenza della Procura di Pavia che ipotizza la non trasmissione dei dati sui pedali dai Ris di Parma ai magistrati nel 2007. Dati che, è l’ipotesi, avrebbero scagionato Stasi.
“In relazione alle notizie recentemente diffuse circa un mio presunto coinvolgimento nelle analisi genetiche relative al caso Garlasco, ritengo opportuno precisare quanto segue – è il testo del comunicato -. è importante distinguere con chiarezza l’attività tecnica su uno strumento dalla responsabilità dell’analisi, della valutazione e dell’interpretazione dei profili genetici, attività che, nel caso specifico, non sono mai state da me svolte. Non ho infatti mai svolto alcun sopralluogo, nè firmato verbali o referti del caso Garlasco”.
“Nello specifico, il collegamento della mia persona alle attività analitiche del campione BU_P deriva dalla registrazione di un accesso effettuato con la mia user personale nell’ambito dell’ultima fase di lavorazione della specifica traccia. Preciso che non ho eseguito personalmente l’analisi genetica del campione nè ho valutato o interpretato alcun profilo genetico relativo al caso Garlasco durante il periodo del mio servizio presso il RIS di Parma. L’attività a cui puo’ essere ricondotto il mio accesso consisteva esclusivamente nella fase finale di caricamento del campione sul sequenziatore. Non posso oggi stabilire con certezza se tale operazione sia stata materialmente eseguita da me oppure da un collega che ho fatto accedere allo strumento utilizzando la mia user. Si trattava, pertanto, di una mera attività tecnica e strumentale, ossia l’inserimento di un campione già lavorato da altri, attività priva di qualsiasi interpretazione dei risultati, inserita nell’ambito della gestione di una delle numerose tracce sottoposte ad analisi. La natura del tutto marginale di tale attività è ulteriormente confermata dal fatto che solo oggi, a distanza di anni e a seguito della divulgazione dei dettagli relativi ai raw data, ho ricondotto quell’accesso al campione in questione, ricordando un episodio che, all’epoca, rientrava nella normale gestione quotidiana di numerosi campioni”.
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Anche Q8 applicherà un tetto al prezzo dei carburanti dall’1 ottobre, Meloni “Segnale di attenzione alle famiglie”
ROMA Ultima Ora / IPA – Q8 Italia, “accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”. È quanto si legge in una nota. “Il price cap avrà durata di 30 giorni a partire dal 1° ottobre ed è volto a generare benefici tangibili per gli automobilisti. Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’Azienda“.
Q8 Italia “supporterà opportunamente i gestori ed i partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera”, si legge ancora. “Una decisione coerente con il comportamento responsabile concretamente adottato dall’Azienda anche negli ultimi mesi, orientato alla tutela dei consumatori e al mantenimento della propria competitività. In un momento particolarmente delicato per il sistema energetico, caratterizzato da un’imprevedibile volatilità del mercato internazionale, e per i consumatori, Q8 Italia rinnova, quindi, il proprio impegno a fare la propria parte, coniugando attenzione ai prezzi, investimenti industriali, innovazione e responsabilità sociale”.
MELONI RINGRAZIA “SEGNALE DI ATTENZIONE ALLE FAMIGLIE”
“Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”, conclude.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Egitto, il governo punta ad aumentare il contributo del settore minerario al pil
IL CAIRO (EGITTO) Ultima Ora / IPA – L’Egitto punta ad aumentare il contributo del settore minerario al prodotto interno lordo e al prodotto nazionale lordo, valorizzandolo come industria ad alto valore aggiunto e settore strategico per il futuro dell’economia.
Lo ha riferito il sito egiziano Maspero, citando il portavoce del ministero del Petrolio, Mahmoud Nagi. Secondo Nagi, la quinta edizione dell’Egypt Mining Forum, inaugurata alla presenza del presidente Abdel Fattah Al Sisi, ha confermato l’importanza attribuita dal governo allo sviluppo del settore.
Il portavoce ha sottolineato tra le principali riforme la trasformazione dell’Autorità per le risorse minerarie da ente di servizio a ente economico, con maggiore flessibilità nei rapporti con gli investitori e incentivi in linea con gli standard internazionali. La riforma mira inoltre a ridurre gli adempimenti burocratici e i tempi necessari per ottenere le licenze e avviare le attività.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Crosetto “AI e nuove tecnologie siano strumento di sicurezza”
ROMA Ultima Ora / IPA – “Parlare di cybersecurity e intelligenza artificiale significa parlare concretamente della sicurezza futura del nostro Paese perché oggi la sicurezza non riguarda più soltanto terra, mare e cielo, ma riguarda anche lo spazio digitale, le reti, le infrastrutture dalle quali dipende la nostra vita quotidiana”. Lo afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un videomessaggio inviato in occasione di “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale” promossa dall’ANGI.
“L’intelligenza artificiale offre possibilità straordinarie, può aumentare le nostre capacità, può aiutarci a conoscere, a prevenire e a proteggere. Ma ogni grande innovazione porta con sé anche rischi – prosegue – , le stesse tecnologie possono essere utilizzate per scopi illeciti, per attaccare le nostre infrastrutture e manipolare informazioni, colpire le nostre istituzioni e, più in profondità, mettere in discussione alcuni dei valori fondamentali sui quali si fondano le nostre società: libertà, democrazia, sicurezza delle persone. Per questo dobbiamo investire nella tecnologia, ma soprattutto nelle competenze e nella capacità di lavorare insieme. Il punto, quindi, non è avere paura della tecnologia, il punto è sapere come usare e fare in modo che l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie siano strumenti di progresso, di sicurezza e di libertà e non strumenti nelle mani di chi vuole eliminare le nostre società, è una responsabilità che riguarda tutti noi”, conclude.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Pirelli, il Governo esercita il Golden Power sull’accordo con Abet Hts: “Rilevanza strategica per il sistema della difesa”
ROMA Ultima Ora / IPA – In relazione al Procedimento Golden Power avviato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a seguito della notifica da parte di Pirelli, unitamente ad ABET HTS, si rende noto che “le due società hanno ricevuto comunicazione del provvedimento, approvato in data 24 settembre 2026, con cui il Consiglio dei Ministri ha esercitato i poteri speciali”. È quanto si legge in una nota, in cui si ricorda che l’oggetto della notifica “era anche l’accordo per lo sviluppo congiunto di tecnologie finalizzate alla realizzazione di veicoli elettrici terrestri a guida remota da impiegare come mezzi di soccorso in superfici e ambienti particolarmente impervi ed estremi, comunicato lo scorso 5 agosto”.
“Il DPCM ha considerato che rivestono rilevanza strategica per il sistema della difesa, l’attività svolta nel settore difesa sia da Pirelli che da ABET HTS, nonché l’Accordo di Cosviluppo. Con un criterio di massima precauzione e a tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale, il DPCM ha disposto prescrizioni di carattere tecnico-organizzativo nei confronti di Pirelli e ABET HTS, al fine di salvaguardare i diritti di proprietà industriale, il know-how, i prodotti e i relativi dati di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale e per garantire la continuità e lo standard delle attività di ricerca e sviluppo di Pirelli e ABET HTS per tutte le attività svolte, e che verranno svolte, in tale settore”. Pirelli e ABET HTS “prendono favorevolmente atto della decisione adottata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri”, conclude la nota.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Istat, a luglio fatturato dell’industria in aumento dell’1,7% e +4,8% su base annua
ROMA Ultima Ora / IPA – A luglio 2026 il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, è stimato in aumento dell’1,7% in valore e dello 0,6% in volume rispetto a giugno. Lo rileva l‘Istat. La crescita in valore è dell’1,3% sul mercato interno, dove il volume cala dello 0,4%, e del 2,3% su quello estero, con un incremento del 2,5% in volume. Per i servizi si stima un aumento congiunturale dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume, sintesi di una diminuzione del commercio all’ingrosso (-0,1% in valore e -0,8% in volume) e di una crescita degli altri servizi (+0,5% in valore e +0,3% in volume).
Su base annua, a luglio il fatturato industriale aumenta del 4,8% in valore e diminuisce dello 0,6% in volume.
Sul mercato interno la crescita in valore è del 3,8%, con un calo del 2% in volume, mentre sull’estero gli incrementi sono rispettivamente del 6,7% e dell’1,9%. Per i servizi, la crescita tendenziale è del 3,1% in valore e dello 0,1% in volume. L’energia segna infine un aumento annuo del 26,9% in valore. Tra i raggruppamenti principali di industrie, a luglio il fatturato in valore registra l’aumento più marcato per l’energia (+6,7%), seguito dai beni strumentali (+2,4%), dai beni di consumo (+0,8%) e dai beni intermedi (+0,6%). Nel trimestre maggio-luglio, il fatturato dell’industria cresce dell’1% in valore ma cala dello 0,7% in volume. Per i servizi gli incrementi sono dello 0,6% in valore e dello 0,1% in volume.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Teheran: su Hormuz attesa risposta Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di aspettarsi oggi una risposta formale dagli Stati Uniti sulle proposte di Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Lo riportano i media statali, citando intermediari del Qatar.
I mediatori qatarioti “hanno presentato delle idee e noi le abbiamo discusse; devono sottoporre nuovamente la questione alla parte Usa, dopodiché la risposta definitiva degli Stati Uniti ci verrà comunicata tramite il mediatore del Qatar”, ha affermato Araghchi che ha partecipato all’Assemblea dell’Onu. -
Cisgiordania, nuovi scontri coloni
Scontri nella notte nel villaggio di Jalud, in Cisgiordania centrale, tra circa 100 coloni e le forze di sicurezza israeliane, giunte sul posto per far rispettare un’ordinanza dell’Alta Corte di Giustizia che impone lo sgombero dei coloni che a luglio avevano occupato 3 case palestinesi alla periferia della città.Lo riporta l’emittente israeliana
Due coloni sono stati arrestati e alcune case sono state incendiate.Media palestinesi riferiscono di irruzioni di coloni anche in altri villaggi.A Qaryut è stata ferita una donna anziana. -
Cina presenta piano quinquennale per settore delle batterie di nuova generazione
PECHINO (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – La Cina ha pubblicato un piano di sviluppo per l’industria delle batterie di nuova generazione per il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030), fissando obiettivi in materia di crescita del settore, innovazione tecnologica e qualità dei prodotti.
Il piano, emanato congiuntamente da diversi dipartimenti governativi, tra cui il ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione, punta a una crescita stabile del settore e al rafforzamento delle capacità di innovazione lungo l’intera filiera industriale entro il 2030.
Entro quella data, la Cina punta a conseguire progressi decisivi nei materiali avanzati per elettrodi, nei nuovi elettroliti e nei materiali ausiliari di fascia alta, e a compiere importanti passi avanti nello sviluppo di nuovi sistemi di batterie.
Il piano prevede inoltre una prima applicazione su larga scala delle batterie interamente allo stato solido e una durata di 15.000 cicli per le batterie al litio a lunga durata entro il 2030.
Secondo il documento, entro il 2030 i tassi di difettosità dei prodotti delle imprese leader dovrebbero raggiungere livelli nell’ordine delle parti per miliardo.
Il piano chiede infine di accelerare l’integrazione e l’innovazione tra le tecnologie delle batterie di nuova generazione, l’energia pulita e le applicazioni per uso finale, e di rafforzare l’integrazione tra commercio e investimenti internazionali nel settore.
Ultima Ora / IPA. -
Nuovi raid russi su Kiev nella notte, danni in diversi quartieri
KIEV (UCRAINA) Ultima Ora / IPA – Nella notte i russi hanno lanciato un attacco missilistico combinato su Kiev e su diverse regioni dell’Ucraina ed è stato dichiarato il livello di allerta aerea “rosso”. Nella capitale si sono udite esplosioni e sono scoppiati incendi. Un incendio è divampato in un edificio non residenziale nel quartiere di Pechersk, mentre nel quartiere di Solomyansk, un’esplosione e un incendio hanno colpito uno degli edifici di un istituto scolastico: sono in corso accertamenti sui danni e sulle vittime.
Fonte: IPA
Ultima Ora / IPA. -
Corruzione e caporalato nei cantieri dell’AV Napoli-Bari, 20 misure cautelari
NAPOLI Ultima Ora / IPA – Una vasta operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 20 persone gravemente indiziate di corruzione, sfruttamento del lavoro, emissione di fatture false e favoreggiamento. L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, ha riguardato le opere infrastrutturali per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, nello specifico le tratte in fase di realizzazione nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. All’esito degli interrogatori preventivi, il GIP ha disposto 10 custodie cautelari agli arresti domiciliari, 5 obblighi di dimora con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, 2 obblighi di dimora con obbligo di presentazione e sospensione totale da un pubblico servizio per un anno, e 3 sospensioni interdittive da un pubblico servizio per un anno. I reati contestati a vario titolo comprendono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e favoreggiamento.
Le investigazioni hanno svelato un sistema corruttivo tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio impegnati nella gestione delle commesse, dall’assegnazione dei lavori alla contabilizzazione, dai controlli ai pagamenti, fino alla gestione dei materiali di scavo, dei rifiuti e della fornitura di calcestruzzo. In cambio dei favori nell’ottenimento degli appalti, sarebbero state versate mazzette in contanti anche nascoste all’interno di confezioni e box natalizi, affiancate da orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni e vacanze. Per creare la disponibilità di denaro contante destinata alle tangenti sarebbe stato utilizzato un meccanismo di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Un ulteriore filone investigativo riguarda il grave sfruttamento di lavoratori extracomunitari di origine egiziana impiegati nei cantieri. Dalle indagini sono emerse condizioni di lavoro degradanti con turni protratti fino a 20 ore, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali, mancato rispetto dei riposi, alloggi precari e violazioni delle norme sulla sicurezza e sui permessi di soggiorno. Il GIP ha inoltre disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, del profitto dei reati di corruzione.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
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Corruzione e caporalato nei cantieri AV Napoli-Bari, 20 misure cautelari
NAPOLI Ultima Ora / IPA – Una vasta operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 20 persone gravemente indiziate di corruzione, sfruttamento del lavoro, emissione di fatture false e favoreggiamento. L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, ha riguardato le opere infrastrutturali per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari, nello specifico le tratte in fase di realizzazione nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. All’esito degli interrogatori preventivi, il GIP ha disposto 10 custodie cautelari agli arresti domiciliari, 5 obblighi di dimora con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, 2 obblighi di dimora con obbligo di presentazione e sospensione totale da un pubblico servizio per un anno, e 3 sospensioni interdittive da un pubblico servizio per un anno. I reati contestati a vario titolo comprendono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e favoreggiamento. Le investigazioni hanno svelato un sistema corruttivo tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio impegnati nella gestione delle commesse, dall’assegnazione dei lavori alla contabilizzazione, dai controlli ai pagamenti, fino alla gestione dei materiali di scavo, dei rifiuti e della fornitura di calcestruzzo. In cambio dei favori nell’ottenimento degli appalti, sarebbero state versate mazzette in contanti – anche nascoste all’interno di confezioni e box natalizi -, affiancate da orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni e vacanze. Per creare la disponibilità di denaro contante destinata alle tangenti sarebbe stato utilizzato un meccanismo di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Un ulteriore filone investigativo riguarda il grave sfruttamento di lavoratori extracomunitari di origine egiziana impiegati nei cantieri. Dalle indagini sono emerse condizioni di lavoro degradanti con turni protratti fino a 20 ore, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali, mancato rispetto dei riposi, alloggi precari e violazioni delle norme sulla sicurezza e sui permessi di soggiorno. Il GIP ha inoltre disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, del profitto dei reati di corruzione. Ultima Ora / IPA.
Foto: Guardia di Finanza -
Scoperta una discarica abusiva nel Siracusano, sequestrato un terreno di 6500 mq
SIRACUSA Ultima Ora / IPA – Una discarica abusiva di circa 6500 metri quadrati, creata all’interno di un’azienda edile in località Contrada Mastrocciardi del Comune di Francofonte è stata sottoposta a sequestro nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Siracusa. L’indagine è partita da un sorvolo del territorio effettuato con un elicottero AW139 del Reparto Aeronavale Sicilia, dotato di sistemi di telerilevamento di ultimissima generazione, grazie ai quali si è potuta individuare una vasta area recintata utilizzata come discarica. Le successive verifiche, eseguite dai finanzieri della Tenenza di Lentini, hanno permesso di constatare che il terreno utilizzato per lo stoccaggio incontrollato di rifiuti, era di proprietà di una società operante nel settore delle costruzioni, totalmente priva delle autorizzazioni previste dalla normativa ambientale. Al momento del controllo è stata rilevata la presenza di consistente materiale edile di varia natura (in plastica, ferro e legno) nonché scarti di vernici e loro contenitori il cui deposito ed interramento indiscriminato nel tempo, ha causato l’innalzamento del suolo di diversi metri rispetto ai fondi limitrofi.
Al fine di impedire che l’attività illecita potesse proseguire, aggravando ulteriormente il danno ambientale già arrecato, l’intera area è stata sottoposta a sequestro preventivo e il responsabile è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria, per violazione all’art. 256, comma 3, del Decreto Legislativo n. 152/2006. Sono in corso di svolgimento ulteriori accertamenti tecnici finalizzati a quantificare l’entità e la qualità dei rifiuti illecitamente depositata, rilevare l’eventuale contaminazione del sottosuolo e delle falde acquifere limitrofe nonché a procedere alla bonifica del sito.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
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Italia poker alla Turchia: azzurri riscattano il ko col Belgio
BURSA (TURCHIA)Ultima Ora / IPA – Dopo le polemiche torna il sereno sull’Italia. Gli azzurri battono la Turchia 4-1 nella seconda giornata di Uefa Nations League, in gol Bastoni, Frattesi, Kayode e Pio Esposito: la squadra di Mancini sale a quota 3 punti, venerdì la sfida contro la Francia di Zinedine Zidane, penultimo impegno in programma nella prima sosta stagionale. Dieci uomini lasciati a Coverciano e una formazione totalmente stravolta rispetto all’esordio col Belgio: Mancini ha confermato il 4-3-3 con Kayode e Ruggeri sulle corsie esterne e la coppia Scalvini-Bastoni davanti a Donnarumma. Tonali è stato schierato come vertice basso supportato da Fagioli e Frattesi, in attacco Raspadori e Sebastiano Esposito si sono piazzati ai lati di Pio Esposito. Montella ha mandato in campo il 3-4-2-1 con Guler e Uzun alle spalle di Yilmaz. Un approccio aggressivo e propositivo: l’Italia è scesa in campo con maggior convinzione rispetto al ko di venerdì scorso, gli azzurri hanno alzato il proprio baricentro sin dai primi minuti di gioco. Alla prima vera azione è arrivato il primo gol della seconda era Mancini: al 9′, sull’asse Frattesi-Pio Esposito, la conclusione del centravanti dell’Inter deviata in corner, sugli sviluppi del calcio d’angolo Bastoni ha sfruttato l’errore di Celik deviando il pallone in rete. Il dominio azzurro si è concretizzato al 22′, sul tiro di Kayode respinto da Bayindir è arrivato prima di tutti Frattesi per il 2-0. Cinque minuti più tardi lo stesso Kayode ha trovato la rete del 3-0 dopo un ottimo inserimento in area di rigore. La Turchia ha tentato di cambiare marcia nella ripresa, i tre cambi effettuati da Montella hanno inciso dopo appena 1’20”: Aydin ha sfruttato una lettura errata da parte della retroguardia italiana servendo Yilmaz che, praticamente a porta vuota, ha segnato il gol dell’1-3. Immediata la reazione, al 5′ Tonali ha tentato la conclusione dal limite trovando il palo, sulla ribattuta è stato Pio Esposito – in tuffo di testa – a segnare il suo sesto gol in undici presenze. Nel quarto d’ora finale i padroni di casa hanno cercato di rendere meno pesante il passivo, ma l’Italia è riuscita ad evitare a più riprese la rete del 2-4. Qualche sorriso in più per gli azzurri dopo le polemiche per la sconfitta col Belgio, venerdì 2 ottobre ci sarà la sfida in casa della Francia, la più delicata del gruppo 1 della Lega A. La Turchia, contestata e fischiata dal pubblico di Bursa, affronterà la nazionale guidata da Mark van Bommel.– foto Image – Ultima Ora / IPA.
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Il vertice Trump-Xi ci dice qualcosa circa le strategie della Cina
di Vincenzo Petrone (*)
ROMA Ultima Ora / IPA – Il giardino zoologico di Atlanta da ieri possiede due Panda, si chiamano Ping Ping e Fu Shuang, e sono stati regalati da Xi Jinping agli Stati Uniti come “inviati di amicizia”. Simpatico gesto che però è puramente coreografico e da’ anche la misura della pochezza di risultati della visita di Xi Jinping a Washington. La pochezza dei risultati e la servizievole pomposita’ esibita da Trump purtroppo fanno pensare che nel confronto strategico con la Cina, l’America vuole guadagnare tempo perche’ in questo momento è debole, e ciò su svariati ed importanti aspetti che prescindono dalla penosa contingenza della Amministrazione Trump. Nel corso di quest’anno, i due Capi di Stato si sono già incontrati due volte e si vedranno di nuovo in Cina a novembre e poi a Miami in dicembre.
Viene da chiedersi se questa frequenza di incontri, quattro in dodici mesi, non risponda ad una strategia di Xi. Ossia offrire all’ego di Trump frequenti occasioni di esposizione mediatica, sapendo che mettendolo in perenne attesa di un prossimo vertice, egli puo’ essere meno tentato dai colpi di testa come quello dell’aprile del 2025 con le tariffe del “liberation day” presto rimangiate.
La “stabilita’ strategica costruttiva” che i cinesi stanno ottenendo da Trump e’ stata interpretata da molti commentatori come il preludio ad una specie di G2. Probabilmente non è esattamente cosi’. Vista da Pechino la stabilità prepara non un G2 bensi’ il G1, in quanto garantisce la transizione pacifica verso i nuovi scenari che il Partito Comunista Cinese considera inevitabili in quanto risultato della obbiettiva e crescente superiorità’ della Cina. Nel commercio internazionale, come dimostra il surplus cinese di 1,2 trilioni di dollari verso il resto del mondo. Nella produzione di terre rare, e nella intera supply chain che e’ alla base della transizione verde che l’Occidente e il resto del mondo devono realizzare. Nella competizione tecnologica verso modelli contrapposti di intelligenza artificiale. Quelli aperti cinesi si imporranno, perchè costano alle imprese una frazione del prezzo imposto da Anthropic e da Open AI ai loro clienti.
E infine, secondo Pechino questa superiorità strategica si sta affermando anche in relazione a due obbiettivi strategici: la riunificazione con Taiwan da un lato e, dall’altro, la affermazione della Cina come potenza egemonica in Asia orientale e nel Mar Cinese Meridionale. La guerra in Iran sta dimostrando che gli Stati Uniti non sembrano più in grado di sostenere a lungo una guerra a molte migliaia di chilometri da casa. E se non lo sono contro l’Iran, come possono esserlo contro la Cina? Lo stesso Trump in maggio, ha pubblicamente e improvvidamente fatto stato di questa realtà’.
Di ritorno dall’incontro con Xi a Pechino, il Presidente ha dichiarato a microfoni accesi, che gli Stati Uniti non sono favorevoli alle ambizioni indipendentiste di Taiwan e che non intendono essere coinvolti in una guerra a oltre 9000 miglia da casa. Per il caso che i cinesi non avessero capito bene, ha aggiunto che le forniture militari a Taiwan sono una “eccellente chip negoziale” ed ha confermato di aver bloccato l’invio di 14 miliardi di aiuti militari che il Congresso aveva gia’ approvato.
Insomma, a voler prendere sul serio quel che dice, Trump sembrerebbe pronto a lasciar cadere Taiwan come un frutto maturo, se il tornaconto fosse adeguato. Sempre su Taiwan, pochi giorni prima dell’incontro con Xi, Trump aveeva intimato al telefono alla Prima Ministra del Giappone di abbassare i toni per non urtare Pechino. E cosa mai aveva detto pubblicamente Takaichi di tanto grave? Che in caso di aggressione militare cinese a Taiwan, il Giappone difficilmente avrebbe potuto evitare di essere coinvolto.
In relazione ai due conflitti in corso in Europa e nel Golfo Persico, nei colloqui del 24-26 settembre a Washington, Trump non ha ottenuto alcunchè circa l’esportazione di tecnologie dual use cinesi verso l’Iran e verso la Russia. E neppure ha proferito parola in merito al sostegno di intelligence fornito dai satelliti cinesi all’Iran. Sostegno acclarato da una indagine della CNN che ha dimostrato come quei satelliti durante la fase piu’ acuta della guerra, abbiano “illuminato” piu’ volte le basi americane nel Golfo e in Giordania poco prima che queste fossero rese in pratica inagibili dai missili balistici iraniani.
E’ impossibile prevedere razionalmente cosa può fare Trump nell’immediato futuro. Tanto più dopo le elezioni di mid-term di novembre, dalle quali stando ai sondaggi, può uscire in tre modi: male, malissimo o annientato politicamente. Quel che invece si può razionalmente prevedere è che dopo il vertice di Washinton, la Cina non defletterà dalla propria road map geopolitica centrata su tre pilastri ufficializzati in documenti ufficiali del governo e del Partito.
Tutti e tre i pilastri hanno l’obbiettivo di sovvertire l’ordine internazionale che 80 anni fa l’America ha disegnato, ha posto in essere e ha dominato. In sintesi, oggi le tappe della strategia cinese sembrano essere due. La prima, consiste nella strumentalizzazione del Sud Globale. La seconda è la conquista di Taiwan entro il 2049, centenario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. La Cina sta investendo prestigio internazionale, capitale politico e risorse finanziarie colossali per mettere se stessa al centro di una ragnatela infrastrutturale che deve avviluppare i Paesi del Sud del mondo.
Gli strumenti che sta utilizzando a questo fine sono tre. Il primo, il più noto, è la Global Investment Initiative, ossia la Via della Seta chiamata con un altro nome. L’obiettivo e’ costruire nel Sud porti, strade, ferrovie ad alta velocità’, infrastrutture digitali ed energetiche, aeroporti. Tutto a credito e senza le condizionalità tipiche della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. E sempre utilizzando personale e tecnologie cinesi. Il BRICS a questo fine è una leva fondamentale. Il secondo strumento di questa prima tappa della strategia cinese è la Global Security Initiative con la quale la Cina si offre come potenza di equilibrio, mediazione e negoziato diplomatico nelle crisi, in contrapposizione all’interventismo militare americano. Il terzo strumento è la Global Civilization Initiative che serve a promuovere formule di governance politiche e sociali, diverse da quelle occidentali.
Con forme di capitalismo di stato e senza i corollari tipici delle società’ occidentali, tipo la democrazia, il rispetto dei diritti dell’uomo, la libera circolazione di capitali e le legislazioni protettive delle condizioni di lavoro. La seconda, fondamentale tappa strategica del revisionismo cinese, come sopra si accennava, resta ancora e sempre la riunificazione con Taiwan entro il 2049,se possibile senza ricorrere allo strumento militare. La Cina si aspetta che gli Stati Uniti debbano gradualmente rinunciare a difendere Taiwan.
E che riducano drasticamente la propria presenza militare in tutta l’Asia orientale, inducendo anche il Giappone,il nemico storico della Cina, a sottomettersi all’egemonia cinese. L’appello ricorrente dei diplomatici e degli organi di stampa del PCC all’America affinche’ si ricordi che Cina e Stati Uniti hanno combattuto fianco a fianco nella Seconda Guerra Mondiale, ha un unico obbiettivo reale. E si chiama Giappone. Ma qui c’e’ una incognita. Proprio il Giappone puo’ trasformarsi nel primo cigno nero che puo’ mettere in pericolo la ‘stabilita’ strategica costruttiva” e la transizione verso un ordine asiatico dominato dalla Cina. Nessuno puo’ escludere un sussulto di nazionalismo che induca il Giappone a decidere che, venuta meno la garanzia di sicurezza americana, l’unica alternativa per un grande Paese alla sottomissione alla Cina e’ il possesso di un proprio arsenale nucleare.
Tokyo sarebbe in grado di dotarsene nel giro di due, massimo tre anni. Poi c’è un secondo, diverso cigno nero ed è tutto interno alla Cina. E consiste nella sostenibilità’ all’infinito dell’enorme surplus commerciale cinese che sta desertificando l’ industria manifatturiera nel resto del mondo. Senza quel surplus, le tappe e le ambizioni della road map cinese diventano irrealizzabili. E qui l’Europa avrebbe molto da dire e da fare. Ma questa è un’altra storia.
* Ambasciatore A. R., ex Ambasciatore a Tokyo ed ex Direttore della Fondazione Italia Cina
Fonte: IPA
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