Ultima Ora – Si è svolta al Tempio Maggiore di Roma, nel cuore dell’ex Ghetto, con un minuto di silenzio ed in contemporanea con tutte le altre comunità ebraiche d’Italia la cerimonia in memoria delle vittime dell’attacco del 7 ottobre 2023 e dell’attentato alla Sinagoga del 9 ottobre 1982.
Alla solenne commemorazione partecipano i vertici della comunità e le istituzioni: presenti il Rabbino Capo della Capitale Riccardo Di Segni, il presidente della Comunità Ebraica romana Victor Fadlun, la presidente dell’UCEI Livia Ottolenghi e l’ambasciatore d’Israele in Italia, Jonathan Peled.
“Ricordare il 7 ottobre significa preservare la verità storica: ricordare come tutto è cominciato e non permettere che, con il passare del tempo, i fatti vengano distorti, relativizzati o dimenticati. Per questo, mentre onoriamo la memoria delle vittime, dobbiamo avere anche il coraggio di fare i conti con le ombre che ancora attraversano le nostre società e con quanti, per ragioni ideologiche, cercano di riscrivere o deformare la storia”. Lo ha affermato l’ambasciatore d’Israele in Italia, Jonathan Peled, intervenendo questa sera al Tempio Maggiore alla commemorazione per l’attentato del 7 ottobre 2023 e di quello del 9 ottobre 1982 alla Sinagoga di Roma.
Nel corso della solenne cerimonia di commemorazione dell’attacco del 7 ottobre 2023 e dell’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982, Peled ha ricordato come a tre anni di distanza l’anniversario del massacro sia “una ferita ancora aperta, una cicatrice nelle nostre anime”, definendolo con le parole del Presidente israeliano Isaac Herzog “il giorno in cui l’anima di Israele è stata lacerata. Un terrore che ha sconvolto non solo gli israeliani, ma “anche altri 40 Paesi del mondo coinvolti quel giorno”.
Il legame con il 1982 e il monito contro il negazionismo
L’ambasciatore ha poi tracciato un doloroso parallelo tra le due tragedie: “In Italia, questa memoria ha anche un nome che non possiamo dimenticare: Stefano Gaj Taché, il bambino di appena due anni ucciso nell’attentato alla Sinagoga di Roma nel 1982”. “La sua morte ci ricorda, con una forza che ancora oggi ci interroga, che l’antisemitismo può colpire anche qui e che non esiste una distanza geografica o temporale capace di renderlo meno pericoloso – il monito dell’ambasciatore – Non dobbiamo permettere mai che l’odio antiebraico venga normalizzato, minimizzato o lasciato senza risposta”. Un odio che è violentemente riemerso dopo il 7 ottobre, con “una drammatica ondata di antisemitismo che ha attraversato le nostre società, riportando in superficie pregiudizi che credevamo relegati al passato”. Di fronte a tutto questo e all’evidenza di un “patrimonio di documentazione” incancellabile contro ogni negazionismo, l’appello di Peled è a trasformare “il dolore in forza, la memoria in responsabilità”. “Questa sera non siamo qui soltanto per piangere le vittime – ha concluso l’ambasciatore israeliano –. Siamo qui per riaffermare, insieme, che il terrore non può avere mai l’ultima parola e che dobbiamo sempre continuare a credere e a lavorare per un futuro migliore”.
La presenza delle istituzioni e l’appello della presidente UCEI Livia Ottolenghi
Hanno raggiunto la Sinagoga, tra gli altri, il presidente della CEI, cardinale Matteo Zuppi, e il coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, generale Pasquale Angelosanto, assieme al prefetto Lamberto Giannini e al questore Roberto Massucci. Tra i presenti anche la direttrice dell’AGI, Rita Lofano. Nutrita e bipartisan, infine, la presenza di esponenti politici: vi prendono parte la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il capogruppo dei senatori di FdI Lucio Malan con il responsabile organizzazione del partito Giovanni Donzelli, e Maurizio Gasparri per Forza Italia. Presenti inoltre Maria Elena Boschi e Ivan Scalfarotto per Italia Viva, i dem Piero Fassino e Graziano Delrio, e Maria Stella Gelmini per Noi Moderati.
“Credevamo che, dopo la Shoah e con la nascita dello Stato di Israele, ci fossimo lasciati alle spalle i pogrom, i massacri e l’odio antiebraico. Pensavamo che la frase ‘Never Again’, Mai Più, significasse davvero mai più”. Sono le parole della presidente dell’UCEI, Livia Ottolenghi, intervenuta al Tempio Maggiore di Roma nel corso della solenne cerimonia di commemorazione per il terzo anniversario dell’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele e dell’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982. “Oggi siamo qui per ricordare – ha detto la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane portando il saluto delle 21 comunità riunite in un minuto di silenzio corale –. Ma ‘ricordare’ forse non è la parola giusta. Quei momenti sono ben impressi nella mente di ogni israeliano e di chiunque abbia a cuore Israele, qui in Italia e in ogni altra parte del mondo. Ognuno di noi è stato messo violentemente di fronte alla propria vulnerabilità”, ricordando le 1.200 vittime, i 364 ragazzi assassinati al Nova Festival e i 251 ostaggi, tra cui i piccoli Bibas, vittime come il piccolo Stefano Gaj Taché dell’odio antiebraico.
Ottolenghi ha inoltre richiamato con forza le torture e le violenze sessuali perpetrate da Hamas sulle donne israeliane e sulle ostaggi, denunciando come tali abusi siano stati usati come arma di guerra: “Un fatto acclarato. Sorelle io vi credo. Eppure non è stato così. Questo è il 7 ottobre che noi ricordiamo e lo facciamo nell’ignavia e nella colpa di una parte di mondo che invece vuole farlo dimenticare”.
“Dall’8 ottobre del 2023 – prosegue Ottolenghi – un’ondata di odio senza precedenti ha colpito gli ebrei ovunque fossero. E non solo quello del terrorismo ma anche quello intellettuale, dei media e dei social che inquinano gli animi e rovesciano la realtà, e dove persino le donne vittime di violenze non vengono credute solo perché israeliane. Una internazionale del pensiero unico, del conformismo politico, del test ideologico. In un crescendo esponenziale che solo in Italia ha quadruplicato gli eventi antiebraici, si è sdoganato l’antisemitismo senza più neanche il bisogno di mascherarlo con l’antisionismo”. “La nostra preoccupazione più grande è ora rivolta ai nostri giovani. Oggi – conclude la presidente dell’UCEI – si sentono in pericolo per il solo fatto di indossare una kippah per strada o una catenina con la Stella di Davide. Rischiano di essere discriminati nei luoghi preposti alla loro formazione, come le scuole e le università. È proprio a questi giovani, che dobbiamo dare una risposta forte. Oggi più che mai, dobbiamo recuperare e rivendicare il nostro orgoglio di essere ebrei. Non dobbiamo fare passi indietro per paura. Non dobbiamo nascondere la nostra identità. Vivere a testa alta, fieri della nostra storia, della nostra cultura e dei nostri valori: ce lo impone il 7 ottobre”.
Victor Fadlun: “Intollerabile rimozione, è stato un pogrom”
“È intollerabile che il 7 ottobre sia stato progressivamente rimosso, relativizzato, quasi trasformato in una premessa secondaria di ciò che è venuto dopo. Prima della guerra e delle ricostruzioni contrapposte c’è stato un pogrom. C’è stato l’assassinio brutale di civili. Ci sono stati gli ostaggi. C’è stata la volontà di colpire gli ebrei in quanto ebrei, gli israeliani in quanto israeliani. È stato un pogrom, non deve mai essere dimenticato”. Lo ha affermato il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, intervenendo questa sera al Tempio Maggiore della Capitale ricordando il massacro compiuto da Hamas in Israele il 7 ottobre del 2023 e l’attentato alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982.
Rievocando proprio i fatti di quarantadue anni fa, Fadlun ha ricordato come, “sull’onda di un pubblico crescendo antisemita”, un commando terrorista palestinese uccise il piccolo Stefano Gaj Taché. Un clima di odio e sospetto che la Comunità è tornata a vivere oggi, in quello che Fadlun definisce un drammatico ribaltamento della realtà: “Dopo aver visto i nostri fratelli massacrati e rapiti, ci siamo trovati a dover rispondere dell’azione di uno Stato intero: messi all’index come complici, solo in quanto ebrei. Questo rovesciamento è alimentato da ricostruzioni mediatiche prevenute e da un antisemitismo che non si preoccupa neppure più di camuffarsi”.
Il presidente della Comunità ha denunciato come nella percezione pubblica si sia passati “dalla solidarietà al sospetto”, un contesto in cui l’antisemitismo “non è più un tabù e orribili parole del passato sono tornate nel linguaggio comune”. Ha tuttavia voluto ringraziare le forze dell’ordine, le istituzioni e “chi non si è rassegnato alla deriva di un’opinione pubblica esposta alla malattia sociale dell’antisemitismo e a letture della guerra da salotto radical chic o da piazza ProPal”.
Guardando al futuro, Fadlun ha esortato a rifiutare la narrazione di una comunità che esiste solo in funzione del dolore subìto: “La nostra identità non dipende dal ruolo che gli altri decidono di attribuirci. Noi non siamo solo il popolo che ha subìto. Siamo anche il popolo che non ha mai smesso di costruire”. “Il 7 ottobre resterà per sempre il giorno del massacro – ha concluso il presidente – ma ricordare davvero significa anche prendersi cura delle persone. Forse il modo più giusto di ricordare è continuare a vivere da ebrei. Non saranno i nostri nemici a dirci chi siamo. E non sarà l’odio a decidere che cosa diventeremo”.
Notizie dell’Ultima Ora
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7 ottobre: commemorazione al Tempio Maggiore di Roma. Peled: “Ricordarlo per preservare la…
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Studenti:”450mila in piazza in Francia”
Le manifestazioni degli studenti hanno coinvolto oggi 450mila persone in tutta la Francia, di cui 100mila a Parigi, secondo le stime dei promotori. Per le autorità, in piazza 260mila giovani.
Scontri a Parigi, Lione e Strasburgo.
Tensioni in varie città del Paese.
Il presidente francese Macron riunisce questa sera all’Eliseo diversi ministri per fare il punto della situazione.
Licei chiusi fino a venerdì. Finora circa mille feriti, tra cui 725 agenti.
Fermate in giornata 488 persone. -
Bruno Barbieri in ‘Controluce’, lo chef si racconta in nave
Ultima Ora – Un evento inedito, in mare aperto, per raccontare la persona oltre il personaggio, i sacrifici dietro una carriera di successo: Bruno Barbieri ha presentato il suo nuovo libro “Controluce – Ombre e segreti di una vita”, a bordo di Costa Favolosa in navigazione per una crociera verso la Norvegia. Un libro in cui ripercorre la sua ascesa all’empireo della cucina fatta anche di “ferite e tradimenti”, di delusioni e risalite.
Il 64enne chef emiliano è stato intervistato dal giornalista del ‘Tempo’, Francesco Capozza, che lo ha supportato nella stesura del libro edito da Cairo Editore.
Dalle origini al successo: l’intimità oltre lo schermo
Il volto di ‘MasterChef’ e ‘4 Hotel’ rivela la sua storia a partire dalle umili radici familiari, con la nonna che lo iniziò ai segreti della cucina, la fuga dal padre, la formazione nelle cucine americane e l’affermazione in patria, dal Trigabolo alla tv. “Non c’è un armadio da cui tirare fuori scheletri”, spiega all’AGI, “sono sempre stato una persona riservata ma era giusto anche nei confronti della gente che vedessero un Bruno Barbieri più intimo, un Bruno Barbieri che non si aspettano”.
“C’è l’uomo con le sue fragilità, le sue sofferenze, le sue caratteristiche umane che nessuno conosce”, aggiunge, “poi c’è anche qualche rivincita che sentivo il bisogno di tirare fuori”.
‘Controluce’ è dedicato ai giovani, vuole offrire una ricetta per far capire loro che “nella vita niente è regalato”: “Avere dei sogni e crederci sempre è fondamentale per andare avanti e costruirsi il successo o comunque una vita serena e bella”, rimarca lo chef.
Il rapporto con gli “squali”, i leoni da tastiera e la forza del mare
Un capitolo è dedicato ai ‘leoni da tastiera’, in grado di distruggere una vita nascosti in un vile anonimato, e soprattutto agli ‘squali’. “Sono quelle persone che quando sei popolare ti si avvicinano, ti dicono che sei il migliore e ti riempiono di complimenti, ma aspettano solo il momento propizio per tradirti”, spiega Barbieri, “persone a cui credevo, con cui avevo condiviso successi e dolori. È stato molto difficile ma io sono ancora qui e se mi guardo allo specchio trovo una risposta, loro probabilmente no”.
Il mare fa parte della vita di Barbieri: “La mia storia nasce sulle navi da crociera”, ricorda, “quando ero giovane sognavo che un giorno sarei stato lo chef di una grande nave e ora per me Costa è una famiglia, abbiamo fatto molte cose insieme. A un giovane consiglierei di imbarcarsi per lavorare almeno una volta perché un periodo su una nave fa bene, insegna il rigore e il rispetto”.
Progetti futuri e la passione per la vita
Il grande chef non vede ancora la pensione nel suo orizzonte: “Ho tanti interessi, giro per il mondo a scoprire talenti, mi occupo di moda..ho solo un problema: ho tanta paura di morire perché in questo mondo ci sto bene e vorrei vivere fino a 120 anni….”.
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Garlasco: Sempio, “non vivo più, ho paura. Spero di non affrontare il processo”
Ultima Ora – “Spero di risolvere tutto in udienza preliminare, di non affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi. Perché per quanto uno si possa sentire sicuro poi deve riuscire a spiegare le cose in aula, e non è così automatico. Il pensiero che si possa arrivare al carcere c’è, ma francamente cerco di non pensare a questa eventualità”. Lo ha detto Andrea Sempio intervistato a Porta a Porta, in onda stasera su Raiuno, parlando delle indagini sul caso Garlasco e chiarendo, tra le altre cose, che “l’impronta 33 per me non è attribuibile a me ne a nessun altro”.
“Ho paura, chi non l’avrebbe”
Mentre sulla questione dell’impronta di una scarpa, “io ho sempre indossato il 44. Il 42 proprio non mi sta”. “L’idea di essere coinvolto in una nuova indagine – ha confidato Sempio – non mi fa piacere, ma con i miei avvocati eravamo abbastanza pronti. Il bombardamento è costante. Accendi la tv c’è solo Garlasco, i social idem. Davanti a casa nostra ci sono giornalisti fissi tutto il giorno. Oggi non sto vivendo, sto o chiuso in camera o dall’avvocato o in trasferta per incontrare i consulenti. Ho paura, chi non l’avrebbe in questa situazione”.
La condanna di Stasi è stata un errore? Su questo Sempio è netto: “Secondo me no. La condanna è giusta. Quando sarà tutto finito sarà difficile ricostruirsi una vita. So che la macchia di assassino che se l’è cavata non te la levi. Purtroppo”. -
ORSOLINI PUNTA AL RIENTRO DAL 1′
Riccardo Orsolini, dopo essere tornato al gol nell’amichevole disputata domenica scorsa contro l’Ascoli, squadra in cui ha militato diversi anni fa, scalpita per riprendersi una maglia da titolare nella trasferta del Via del Mare contro il Lecce. L’attaccante, infatti, non parte dal primo turno di Serie A contro l’Atalanta dello scorso 24 agosto,prima di essere costretto allo stop per un problema alla coscia.
Nicolò Cambiaghi è rimasto in panchina nel match di Nations League vinto 3-1 dall’Italia sulla Turchia e disputato nello stadio dei felsinei, il Dall’Ara.
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VERGARA KO, ATTESA PER GLI ESAMI
Antonio Vergara è stato nuovamente protagonista con la maglia della Nazionale, dimostrando la sua costante crescita anche nella sfida di Nations League vinta 3-1 contro la Turchia. La serata del centrocampista, però, non si è conclusa con un sorriso a causa di un problema muscolare che lo ha costretto ad abbandonare il campo all’87’.
Nelle prossime ore l’ex Reggiana dovrà sottoporsi ad accertamenti per capire l’entità del suo infortunio e soprattutto i tempi di recupero. La speranza di mister Allegri è che non si tratti di un problema serio.
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NAZIONALE ‘TINTA’ DI ROSSOBLU’
La nazionale italiana si è tinta anche di rossoblù. Nel successo ottenuto dagli azzurri guidati da Roberto Mancini sulla Turchia in Nations League, infatti, anche due giocatori della formazione sarda sono stati tra i protagonisti.
Alessandro Romano e Daniel Maldini sono stati schierati dal 1′ e hanno disputato l’intera partita, dando delle buone sensazioni.
Il centrocampista, in particolar modo, ha riscattato nel migliore dei modi la prestazione incolore contro il Belgio, fornendo anche un assist per il gol del 3-1 di Pio Esposito.
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LIBERALI SPLENDE CON L’UNDER 21
Mattia Liberali lancia un segnale forte a Cesc Fabregas vestendo la maglia dell’Italia U21. Il centrocampista scende in campo per la prima volta da titolare nella sfida di qualificazioni agli Europei di categoria contro la Polonia e mette subito in mostra il suo incredibile talento. Un assist, un palo e tante buone giocate nei 56′ disputati dall’ex giocatore del Milan, che adesso si augura di trovare maggiore spazio anche nel club.
Al momento, però, appare molto complicato vedere Liberali titolare nell’immediato futuro.
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NDICKA PRONTO A TORNARE DAL 1′
In questo avvio di campionato, il centrale ivoriano Evan N’Dicka si è ritrovato a fronteggiare la concorrenza del nuovo arrivato Leonardo Balerdi. Questo duello potrebbe riproporsi anche in occasione del match contro il Como, previsto domenica al Sinigaglia. Al momento Ndicka sembra essere leggermente in vantaggio sull’argentino per vestire la maglia da titolare dopo due turni.
Dopo aver totalizzato appena un minuto nelle scorse due gare, Manu Koné è tornato a fare parte dell’undici titolare della Francia, disputando 60′ nel successo per 4-1 sul Belgio.
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Protesta degli studenti in Francia, scontri a Parigi. Lecornu “Violenza inaccettabile”
PARIGI (FRANCIA) Ultima Ora / IPA – Sono esplose le tensioni al corteo degli studenti a Parigi, nell’area di Place de la Nation. Secondo quanto riferisce Le Parisien, sono state viste delle persone incappucciate lanciare oggetti, pietre e fumogeni contro la polizia. Gli agenti hanno replicato con il lancio di lacrimogeni, sempre secondo i media francesi. Il premier Sebastien Lecornu, intervenendo all’Assemblea nazionale, ha dichiarato che dall’inizio delle proteste studentesche si contano un migliaio di feriti in tutta la Francia, di cui 215 studenti e 85 operatori scolastici.
Secondo Lecornu è il bilancio “più alto degli ultimi decenni” per quanto riguarda il personale scolastico ferito. Il primo ministro ha poi definito “inaccettabile” la violenza che è esplosa nelle manifestazioni e ha disposto la chiusura dei licei nel fine settimana, per permettere ai dirigenti scolastici di avere il tempo per “la democrazia interna” degli istituti. Lecornu ha infine accusato la sinistra radicale di fomentare il caso nel Paese in un periodo pre-elettorale.
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Ricerca, Bernini “Cervelli in fuga fenomeno patologico se è un obbligo”
ROMA Ultima Ora / IPA – “Il fenomeno dei cervelli in fuga è patologico quando non è una scelta ma un obbligo. Noi mettiamo in condizione tutti, tramite una borsa di studio, di poter fare un’esperienza all’estero, ma dobbiamo dare ragioni per tornare”.
Così il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, a margine della presentazione delle linee guida per la gestione dei bandi pubblici di ricerca e la valutazione delle proposte di ricerca.
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Legge elettorale, dalla Camera via libera alla fiducia sui primi due articoli
ROMA Ultima Ora / IPA – L’Aula della Camera ha approvato la fiducia posta dal governo sugli articoli 1 e 2 della legge elettorale.
I voti favorevoli per la fiducia sull’articolo 1 sono stati 226, quelli contrari 147 e gli astenuti 3. In seguito, con 227 voti a favore, 149 contrari e 3 astenuti, l’Aula della Camera ha dato il via libera anche alla seconda fiducia posta dal governo, relativa al sistema di elezione del Senato.
La terza e ultima fiducia, sull’articolo 3, sarà votata domani.
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Bernini “I ricercatori hanno bisogno di rigore, certezze, trasparenza e tempi definiti” / Video
ROMA Ultima Ora / IPA – “Siamo orgogliosi di presentare un metodo. Quando siamo arrivati abbiamo trovato grandi eccellenze, ma anche disomogeneità”. Così il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, a margine della presentazione delle linee guida per la gestione dei bandi pubblici di ricerca e la valutazione delle proposte di ricerca. “I ricercatori hanno bisogno di rigore, certezze, trasparenza e tempi definiti”, ha sottolineato. “Ogni 30 aprile, da quest’anno in poi, pubblichiamo i bandi e il 30 settembre abbiamo reso le graduatorie”, ha spiegato. La ministra ha parlato di “un lavoro di squadra vero che presenta ancora elementi di miglioramento. Il fatto di identificare criticità ci aiuta a trovare soluzioni. Abbiamo visto quello che non funzionava e abbiamo cercato di risolverlo e così continueremo a fare da adesso in poi”.
.resp-container {position: relative;overflow: hidden;padding-top: 56.25%;}.resp-iframe {position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;border: 0;}“Il fenomeno dei cervelli in fuga è patologico quando non è una scelta ma un obbligo. Noi mettiamo in condizione tutti, tramite una borsa di studio, di poter fare un’esperienza all’estero, ma dobbiamo dare ragioni per tornare. Dal 2022 abbiamo investito 11 miliardi in centri di eccellenza su tutto quello che rappresenta la ricerca innovativa, non solo in Italia ma nel mondo. L’Istat ci ha dato soddisfazione perchè il trend si è invertito: sono più i giovani che tornano che quelli che vanno. Non è mai abbastanza, perchè dev’essere sempre una scelta e non una necessità”, ha aggiunto.
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Malta mette in campo i droni contro la pesca di frodo
LA VALLETTA (MALTA) (Ultima Ora/MNA) – Un “drone con equipaggio” ha individuato nelle acque maltesi 25 possibili infrazioni durante un’operazione di sorveglianza nel Mediterraneo nel corso della stagione della lampuga. Secondo i media di Malta, l’attività, condotta tra metà agosto e l’inizio di settembre, fa parte di un progetto che ha coinvolto l’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA), l’Agenzia europea per la sicurezza marittima e il Dipartimento maltese della Pesca.
Il velivolo, dotato di telecamere a 360 gradi, può rimanere in volo per diverse ore e coprire centinaia di miglia nautiche. L’obiettivo è rafforzare i controlli in un’area troppo estesa per essere monitorata costantemente dalle sole navi pattuglia. Da anni i pescatori maltesi denunciano la presenza di imbarcazioni straniere che, secondo le loro segnalazioni, catturerebbero le lampughe concentrate nelle aree assegnate alle imbarcazioni maltesi.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Catalogna, Puigdemont può rientrare
L’ex presidente della Catalogna,Puigdemont, può rientrare in Spagna: il Tribunale supremo ha revocato l’ordine di arresto per malversazione nei suoi confronti, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale.
Un referendum regionale per l’autonomia (non autorizzato da Madrid), la dichiarazione dell’indipendenza catalana e poi la reazione del governo centrale.
Puigdemont si rifugiò in Belgio,accusato di ribellione, sedizione e malversazione. Amnistia per i reati legati all’ indipendenza, ora caduta ultima accusa. -
Djokovic vince Atp 500 di Pechino
Tokyo Finale
Alcaraz (1) b. Lehecka 76 (4) 64
Lo spagnolo,n.3 del mondo, torna a vincere un torneo dopo i guai fisici e lo fa sul cemento giapponese: piegato in due set il ceco Lehecka, n.19 Atp.
Pechino Finale
Djokovic (6) b. de Minaur (5) 76 01 rit
Titolo n. 102in carriera per un infinito Djokovic, 39 anni, che conquista il China Open battendo in finale l’australiano de Minaur,costretto al ritiro per un problema muscolare a inizio 2° set. -
Per Zverev, continuità e ‘fortuna’
Con il forfait di Sinner dagli ultimi appuntamenti del calendario, il 29enne tedesco Alex Zverev ha la certezza matematica del sorpasso in classifica.
Zverev diventerà così il 30° giocatore nella storia a conquistare la prima posizione del ranking Atp. Un traguardo eccezionale per il tedesco, frutto di una grande continuità nell’arco di tutta la stagione, in cui ha ‘capitalizzato’ gli acciacchi di Sinner e Alcaraz.
Al momento nella Atp Race,che conteggia solo i risultati da gennaio a oggi e non degli ultimi 12 mesi, Zverev vanta 8.760 pt,mentre Jannik è fermo a 7.950, quota che non potrà più incrementare. -
Francia, cresce protesta degli studenti
Terza giornata di mobilitazione studentesca a Parigi e in altre città e, come nei giorni precedenti, tafferugli e scontri con le forze dell’ordine.
Nei dati della Cgt, il principale sindacato francese, nelle piazze d’Oltralpe ci sono oltre 260mila persone, senza contare i manifestanti a Parigi. Lacrimogeni e idranti per respingere i dimostranti a Lione,dove i ‘casseurs’ hanno lanciato sassi contro un commissariato.
Incidenti a Marsiglia e a Strasburgo durante cortei non autorizzati. Il premier Lecornu: finora mille feriti, tra cui 725 agenti. Domani stop a lezioni. -
Cina: nuove professioni riflettono progressi industriali e di condizioni di vita
PECHINO (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Una serie di nuove professioni sta emergendo in prima linea nel panorama delle nuove tecnologie, industrie e modelli commerciali della Cina, riflettendo l’ammodernamento industriale e i miglioramenti nelle condizioni di vita della popolazione.
Nel solo settore dell’economia a bassa quota, figure professionali di nuova introduzione quali i pianificatori di volo per sciami di droni, gli specialisti della logistica a bassa quota e gli amministratori di sistemi intelligenti connessi a bassa quota spiccano nell’ottava serie di nuove professioni recentemente pubblicata dal ministero delle Risorse Umane e della Previdenza Sociale e da altri dipartimenti governativi.
Anche le professioni legate alla fiorente economia digitale stanno ridefinendo il mondo del lavoro in Cina, tra cui tecnici di ingegneria dell’intelligenza artificiale, collaudatori di veicoli intelligenti connessi, tecnici applicativi di robot intelligenti incarnati e amministratori di micro-reti, tra gli altri.
L’introduzione di 11 nuove professioni e 23 nuove tipologie di lavoro nell’ottavo gruppo rappresenta un nuovo aggiornamento del catalogo professionale del Paese. Tali aggiornamenti fungono da “barometro” dei talenti, riflettendo il ritmo della trasformazione industriale della Cina, hanno osservato gli esperti del settore.
Prendendo ad esempio l’economia a bassa quota, il primo gruppo di nuove professioni, pubblicato nel 2019, introdusse la figura del pilota di droni per rispondere alla forte domanda di operazioni con droni. Il secondo gruppo aggiunse i tecnici per l’assemblaggio e la manutenzione dei droni, un ruolo creato per colmare il divario nella gestione e nella manutenzione delle apparecchiature per l’emergente industria dei droni.
Con la crescita dell’industria dei droni, le nuove posizioni incluse nel settimo e nell’ottavo gruppo hanno assunto responsabilità che si estendono dalle singole operazioni tecniche a settori applicativi trasversali come la consegna logistica, le attività nel turismo culturale e la governance urbana.
La continua introduzione di nuove professioni riflette l’orientamento del sistema industriale cinese verso uno sviluppo di fascia più alta, più intelligente e più sostenibile, ha affermato Li Qiang, vice presidente della piattaforma online per la ricerca di lavoro Zhaopin.
“Il sostegno delle politiche amplia e sostiene l’offerta di talenti, mentre il mercato del lavoro li assorbe parallelamente. Le nuove professioni rappresentano sia una mappatura precisa delle tendenze dello sviluppo industriale sia una guida positiva per il mercato dei talenti”, ha affermato Li.
Oltre all’ammodernamento industriale, i cambiamenti nelle nuove professioni cinesi riflettono anche l’evoluzione delle esigenze legate alle condizioni di vita della popolazione, con la continua espansione di nuovi posti di lavoro nel settore dei servizi moderni.
Gli esperti del settore hanno osservato che, con il miglioramento della qualità della vita della popolazione, i servizi alla produzione si sono orientati verso la specializzazione e la fascia più alta della catena del valore, mentre i servizi ai consumatori si sono sviluppati verso una qualità più elevata, una diversificazione più marcata e una maggiore comodità.
Secondo la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, il principale organismo di pianificazione economica del Paese, le dimensioni del settore cinese dei servizi dovrebbero superare i 100.000 miliardi di yuan, circa 14.800 miliardi di dollari statunitensi, durante il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030).
Secondo gli esperti del settore, l’industria dei servizi al consumatore sarà ulteriormente sviluppata per liberare il potenziale di crescita economica, con ampi margini per lo sviluppo dei servizi residenziali, sanitari, di assistenza agli anziani e all’infanzia. I progressi in questo settore dovrebbero quindi generare un numero ancora maggiore di nuovi posti di lavoro.
La Cina sta aggiornando in modo dinamico il proprio catalogo di classificazione delle professioni. Dal 2019, il Paese ha pubblicato otto gruppi comprendenti 121 nuove professioni.
Nel 2020, il secondo gruppo ha introdotto nuove professioni legate alla sanità, tra cui assistenti sanitari e consulenti in tecnologie assistive per la riabilitazione. I gruppi successivi hanno proseguito su questa linea, aggiungendo professioni e tipologie di lavoro di nicchia come soccorritori delle pattuglie sciistiche, istruttori di educazione familiare, progettisti di ristrutturazioni a misura di anziano e artigiani della produzione di incenso.
Il Consiglio di Stato cinese ha pubblicato un piano per attuare la strategia che attribuisce priorità all’occupazione durante il periodo del 15esimo Piano quinquennale, chiedendo una maggiore sinergia tra le politiche macroeconomiche in materia di occupazione e sottolineando gli sforzi volti a stabilizzare l’occupazione nei settori ad alta intensità di manodopera, espandere l’occupazione nel settore dei servizi e sfruttare il potenziale occupazionale nei settori emergenti.
“L’emergere di nuove professioni è una risposta diretta alle nuove applicazioni delle tecnologie, ai recenti cambiamenti del mercato e alle nuove esigenze dei consumatori”, ha affermato Li Chang’an, ricercatore presso l’Accademia cinese di studi sull’economia aperta della University of International Business and Economics.
“Ogni aggiornamento del catalogo delle professioni infonderà in futuro un ulteriore slancio, guidato dai talenti, nello sviluppo industriale del Paese, parallelamente al progresso del sistema degli standard professionali, all’allineamento tra formazione e offerta di talenti, nonché alle norme e ai sistemi volti a salvaguardare lo sviluppo del settore”, ha concluso Li.
– Foto Xinhua –
Ultima Ora / IPA.
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In Lombardia screening per il tumore al seno al 60,5%, superato lo standard nazionale
MILANO Ultima Ora / IPA – Ottobre è il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione dei tumori femminili e in particolare del tumore al seno. Regione Lombardia rilancia l’importanza dello screening e della diagnosi precoce, con l’obiettivo di renderla sempre più accessibile e vicina ai cittadini. Nel biennio 2024-2025, nella fascia di età 50-69 anni, 759.088 donne hanno aderito al programma regionale di screening mammografico, mentre 53.092 sono state escluse per patologia e 218.268 hanno effettuato un test diagnostico al di fuori del programma di screening. L’adesione al programma si attesta così al 60,5%, superando lo standard ministeriale del 60% previsto dal Nuovo Sistema di Garanzia (NSG).
“La prevenzione – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – è il nostro primo strumento di tutela della salute delle donne. Il dato del 60,5% di adesione allo screening mammografico è un risultato importante, ma non ci accontentiamo. Il nostro obiettivo è raggiungere anche chi oggi aderisce meno, eliminando le barriere e portando la prevenzione sempre più vicino alle persone”. “Per questo – ha aggiunto Bertolaso – abbiamo preparato Ottobre Rosa con un lavoro di coordinamento che coinvolge tutto il Servizio sanitario regionale, con iniziative, Open Day e attività di sensibilizzazione sul territorio. Case di Comunità, servizi territoriali e unità mobili sono strumenti fondamentali per rendere più semplice l’accesso alla prevenzione”.
“Il messaggio di Ottobre Rosa è molto concreto – ha concluso l’assessore – poichè informare meglio, facilitare l’accesso e raggiungere le persone che ancora non partecipano agli screening. Invito tutte le donne lombarde a cogliere questa opportunità. Aderire allo screening significa prendersi cura della propria salute”.
“L’informativa di oggi in Consiglio regionale – ha ribadito l’assessore Elena Lucchini – è stata un’occasione importante per ribadire che la prevenzione è cultura della salute. Ottobre Rosa ci ricorda che non dobbiamo aspettare: la diagnosi precoce può cambiare il percorso di cura e la vita delle persone. Dobbiamo continuare a lavorare per raggiungere tutte le donne, soprattutto quelle che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi. In questo percorso voglio ringraziare le associazioni e i tanti volontari che ogni giorno sono al fianco delle donne: con il loro lavoro costruiscono fiducia, informano, ascoltano e accompagnano, rappresentando una parte fondamentale della nostra rete di welfare territoriale”.
“Come Assessorato alla Famiglia – ha concluso Lucchini – vogliamo prenderci cura della donna nella sua interezza, perché una diagnosi oncologica coinvolge la persona, la famiglia e la sua quotidianità. Anche per questo la misura per le parrucche e le protesi tricologiche, che si è dimostrata efficace e molto apprezzata, e l’introduzione del contributo per l’estetica oncologica rappresentano strumenti importanti: il benessere psicofisico è parte integrante del percorso di cura”.
Nel corso del mese sono state promosse iniziative su tutto il territorio lombardo, con il coinvolgimento degli enti del Servizio sanitario regionale. Ecco gli screening disponibili in Lombardia: tumore al seno: su invito per donne tra i 45 e i 74 anni; tumore del collo dell’utero: su invito per donne tra i 25 e i 64 anni; tumore del colon-retto: su invito per persone tra i 50 e i 74 anni; tumore del polmone: per persone tra i 55 e i 74 anni forti fumatori.
La Lombardia partecipa inoltre al progetto europeo EUCanScreen, un’importante occasione di confronto con gli altri Paesi dell’Unione Europea per migliorare i programmi di screening sotto il profilo dell’accessibilità, della qualità, dell’innovazione e dell’equità. Ottobre sarà anche un momento di confronto tra professionisti. Tra gli appuntamenti in programma, il 10 ottobre a Milano ci sarà un convegno dedicato alla Rete Regione Lombardia TSRM (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica) in Senologia, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro di rete tra professionisti, strutture sanitarie e associazioni e approfondire temi come la qualità dei percorsi, l’innovazione e le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Tg Università – 6/10/2026
ROMA Ultima Ora / IPA – In questa edizione:
– Nascono le borse di studio per alti meriti sportivi
– La Cina è sempre più attrattiva
– A Palermo l’Università è “diffusa”
fsc/gsl -
Furto al Museo regionale Accascina di Messina, salgono a otto i custodi sospesi
MESSINA Ultima Ora / IPA – Salgono a otto i custodi del Museo regionale Accascina di Messina raggiunti da provvedimenti disciplinari nell’ambito dell’inchiesta interna avviata dalla Regione Siciliana dopo il furto delle preziose tavole di Antonello da Messina, avvenuto nel pomeriggio del 15 agosto scorso. I provvedimenti sono stati regolarmente notificati agli interessati e riguardano i quattro custodi in servizio la sera del furto, tra cui due dipendenti Sas recentemente inseriti nell’organico, e altri quattro addetti che avevano prestato servizio nei turni precedenti. Alcuni dei custodi coinvolti sarebbero già stati trasferiti in altri siti museali.
A firmare i provvedimenti è stato l’assessore regionale ai Beni culturali Mario La Rocca, che dopo il furto aveva chiesto alla direttrice del museo una relazione dettagliata sull’accaduto. Tra gli aspetti verificati dall’indagine amministrativa anche il funzionamento dell’impianto di allarme. Secondo quanto emerso, il sistema avrebbe funzionato regolarmente, ma non era collegato con la centrale della Polizia.
L’allarme sarebbe scattato, senza però essere adeguatamente verificato attraverso i monitor della sala di controllo. Nei giorni precedenti, inoltre, si sarebbero registrate altre attivazioni prive di riscontro, circostanza che potrebbe aver contribuito a sottovalutare il segnale. Le due custodi presenti avrebbero quindi disattivato l’allarme senza effettuare ulteriori verifiche e senza avvertire le forze dell’ordine. A segnalare quanto stava accadendo furono successivamente alcuni passanti, che notarono alcune tavole abbandonate sul marciapiede di viale Annunziata. Parallelamente prosegue l’inchiesta della Procura di Messina, che al momento procede contro ignoti per ricostruire la dinamica del furto e individuare eventuali responsabilità.
L’allarme sarebbe scattato, senza però essere adeguatamente verificato attraverso i monitor della sala di controllo. Nei giorni precedenti, inoltre, si sarebbero registrate altre attivazioni prive di riscontro, circostanza che potrebbe aver contribuito a sottovalutare il segnale. Le due custodi presenti avrebbero quindi disattivato l’allarme senza effettuare ulteriori verifiche e senza avvertire le forze dell’ordine. A segnalare quanto stava accadendo furono successivamente alcuni passanti, che notarono alcune tavole abbandonate sul marciapiede di viale Annunziata. Parallelamente prosegue l’inchiesta della Procura di Messina, che al momento procede contro ignoti per ricostruire la dinamica del furto e individuare eventuali responsabilità.
– Foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Cina: nuove esperienze turistiche alimentano la spesa durante le vacanze
Dagli spettacoli di droni ai soggiorni sulle scogliere fino ai musei all’aperto, nuove esperienze turistiche sono protagoniste durante le vacanze per la Festa nazionale in Cina.
In tutto il Paese, le attrazioni stanno creando nuovi modi per coinvolgere i visitatori e invogliarli a fermarsi più a lungo. (XINHUA/Ultima Ora) mec/lcr (Fonte video: Xinhua) -
GILARDINO, ZERO VITTORIE CON L’INTER
Calcio
Il debutto sulla panchina gialloblù di mister Alberto Gilardino sarà tutt’altro che semplice. Il nuovo allenatore, infatti, sarà chiamato a guidare i suoi nella complicatissima trasferta del Meazza contro l’Inter campione d’Italia in carica. I precedenti dell’ex attaccante contro i nerazzurri risultano decisamente negativi, dal momento che non ha ancora conquistato una vittoria; il bilancio dice due pareggi e tre ko.
A Gilardino, dunque, servirà una vera e propria impresa per provare a portare a casa il bottino pieno dalla partita di San Siro.
Ultima Ora Calcio -
BELAHYANE E NOSLIN CONVINCONO
Mister Gennaro Gattuso ha dovuto fare i conti con le limitazioni sul mercato e tanti infortuni che hanno colpito la sua squadra, però ha saputo fare di necessità virtù. L’allenatore biancoceleste, infatti, ha dato fiducia a giocatori che erano finiti ai margini nella precedente gestione, come Reda Belahyane e Tijjani Noslin.
Il centrocampista è reduce da tre partite consecutive dal 1′ e dovrebbe essere confermato anche contro il Monza.
Anche l’attaccante, autore di due reti consecutive, ha convinto Gattuso e ora si gioca una maglia con Pinamonti.
Ultima Ora Calcio
