Notizie dell’Ultima Ora

  • Processo Mollicone, la perizia sulla porta esclude il pugno: “Il danno è più compatibile c…

    Ultima Ora – “Il pugno di piatto non produce quel tipo di danno sulla porta, noi lo escludiamo. Il cranio produce invece il danno più simile”.
    È il passaggio centrale della deposizione resa oggi davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma dall’ingegnere Remo Sala, consulente della Procura nel processo per l’omicidio di Serena Mollicone.
    Il danno alla porta nel caso di Serena Mollicone
    Sala ha illustrato le prove sperimentali effettuate sulla porta dell’alloggio della caserma di Arce, comprese simulazioni con un modello di pugno e con un cranio ricostruito. L’ingegnere ha pero’ precisato che la maggiore compatibilità geometrica del cranio con la lesione “non vuol dire che l’abbia procurata” e che le analisi consentono di stabilire la compatibilità, non l’identità dell’autore dell’impatto.
    Chiamata a testimoniare anche la scienziata e tanatologa Cristina Cattaneo che per legittimo impedimento non ha potuto presenziare. 
    Il nodo del pungo descritto da Mottola
    Le prove sperimentali effettuate sulla porta hanno compreso anche la modalità di pugno successivamente descritta da Franco Mottola nelle sue dichiarazioni spontanee. Lo ha confermato oggi in aula l’ingegnere Remo Sala, consulente della Procura nel processo per l’omicidio di Serena Mollicone.
    Rispondendo alle domande della difesa, Sala ha spiegato che alcune delle prove erano già state eseguite prima delle dichiarazioni dell’imputato e che, nell’insieme degli esperimenti effettuati, erano comprese anche configurazioni corrispondenti alle modalità indicate da Mottola. “Già all’inizio era emerso che non era pugno di piatto”, ha riferito il consulente. 
     

  • Lo show dell’ex Ris davanti alle pm, “finirà sto Garlasco?”. Il problema delle chiavi e il…

    Ultima Ora – La domanda è rivolta alle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. «Ma finirà ‘sto Garlasco? Anche se sono videoripreso da cittadino vi chiedo: finirà o non finirà? Cinque gradi di giudizio, ma com’è possibile?! È difficile farlo capire alla gente, eh». La testimonianza di Marco Pizzamiglio, già comandante della sezione Biologia e Chimica del Ris, è senza filtri. Sarà perché è in pensione, sarà che aveva voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, Pizzamiglio si lascia andare a commenti non richiesti che restituiscono il caos, gli errori e le atmosfere dei primi giorni dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi.
    La scelta di intervenire a Garlasco
    Pizzamiglio parte dall’inizio, il 13 agosto 2007. E spiega la ragione per cui è finito nella cittadina tra le risaie.
    «Il comandante Garofano non c’era, era in vacanza e quindi io ero il vice e ricevevo le richieste di intervento. Il problema grosso per Garlasco è stato che è coincisa la richiesta dell’intervento con un duplice omicidio molto grave a Treviso. Decisi di andare a Garlasco. Non avevo biologi, il comandante del Reparto Operativo di Pavia mi aveva garantito di isolarmi la zona in modo che quando fossimo arrivati potessimo organizzare il lavoro. Il comandante mi aveva garantito anche che erano tutte impronte da fare, non c’era Dna. Avevo privilegiato Garlasco e le dico perchè. Perché Treviso c’aveva degli ottimi marescialli… con le palle sotto e c’era un capo procuratore meraviglioso. Io ho voglia di dirlo questo anche se siamo registrati, non mi interessa, era veramente bravo, ecco. Quindi lì ero tranquillo, tant’è che in due settimane hanno risolto. Invece qui sapevo che il Comando Provinciale di Pavia era così così, con la Procura di Pavia e Vigevano lavoravamo pochissimo e quindi ho detto: ‘Vado dove penso che ci siano più problemi’”. 
    L’arrivo sulla scena del delitto
    Non proprio un attestato di stima verso i colleghi pavesi. L’impatto fu ostico: “Arrivati sul posto siamo stati aggrediti dalla stampa. Io ho fatto fatica a scendere dalla macchina. Sono riuscito ad arrivare a sta porta con questi che ti aggredivano e sono andato dentro, ho aperto e ho visto che c’era un mare di sangue, quindi quello che mi aveva detto il comandante del Reparto Operativo non era vero. E quindi sono uscito e le prime due ore e mezza forse le abbiamo passate io e il colonnello Mattei a tirare giù dai soffitti, dagli alberi giornalisti e fotografi. Ci abbiamo messo due ore, l’ultimo è stato quasi minacciato con le armi perchè… da un pioppo dietro, perchè ci avevano detto che c’era la possibilità di entrare e andare in un garage dietro per cambiarsi senza che ti riprendessero o ti fotografassero”.
    Il problema delle chiavi e i ritardi operativi
    “Ehm, quando finalmente siamo riusciti a mandare via tutta sta gente – spiega Pizzamiglio -, controllare che non ci fosse più… chiedere rinforzi perchè ci aiutassero, mettere una striscetta metrica all’inizio della strada, non so se avete presente il posto, vabbè, comunque in modo da tenerli fuori dalla strada che è attaccata al villino… fatta tutta questa operazione chiediamo di entrare in questo vialetto per andare dietro a cambiarci, organizzarci e non c’erano le chiavi”.
    Le chiavi, spiega, “se l’era dimenticate il Comandante di Compagnia. Quindi siamo stati lì un’altra oretta abbondante ad aspettare le chiavi del vialetto e finalmente, verso l’ora di pranzo, eravamo arrivati li’ presto, siamo riusciti ad andare nel vialetto e organizzare il lavoro”. 
    I primi rilievi del Ris
    La memoria del teste è vivida. “Non abbiamo potuto fare il sopralluogo perchè appunto non eravamo attrezzati per altro. Abbiamo fatto semplicemente solo i rilievi fotografici e, credo di ricordare, c’avevamo già una macchina con la telecamera che riprende a 360 gradi, scusi, gli ambienti, che erano pochi poi, perchè c’era questo piccolo ingresso, questo saloncino, le scale, un po’ il bagno e basta. E quello, abbiamo finito coi rilievi fotografici verso cena, siamo andati a casa. Poi siamo tornati, non mi ricordo se il giorno dopo o quello dopo ancora, dopo aver messo i sigilli, per fare invece i rilievi biologici che abbiamo esaurito e questo serviva per svincolare anche i dattiloscopisti, perchè in genere la parte del leone la facciamo noi e loro sul sopralluogo”.
    Le nuove attività investigative
    “Quindi la parte videofotografica l’abbiamo fatta la prima volta, la seconda abbiamo fatto la biologia e poi – qui l’accenno ad altre lacune nella prima fase dell’indagine – il Colonnello Mattei è andato lì innumerevoli volte facendo cose che non erano mai state fatte né prima né dopo come sopralluogo. Si è addirittura inventato delle cabine cianocrilate dentro la scala, sulle porte, ha fatto… Abbiamo dovuto richiedere dei fondi alla Procura di Vigevano per comprare chiodi, assi, teli, ecco. Quindi lui è andato avanti per un bel po’”.
    Il ritorno di Garofano e i rapporti con la Procura
    Arriva il momento del rientro di Garofano. “Tornò dal Brasile, “inalmente, dopo diverse settimane e, ovviamente, non andava bene niente di quello che avevamo fatto, quindi poi so che c’è stato qualcosa anche con la dottoressa Muscio”. I rapporti con la pm non sono stati proprio facili. “Dunque, dopo parecchio tempo, non mi ricordo però, sicuramente settimane, forse mesi, la dottoressa finalmente mi chiama e mi aveva già chiamato credo una o due volte in Procura, sempre per avere dei pareri, eh… non voleva niente… però io intanto le avevo mandato la mappatura dei prelievi, eccetera, eccetera, e lei chiedeva consiglio su come procedere. Ecco, io mi ricordo una cosa del genere, poi spero di non dire inesattezze. E dopodichè finalmente una mattina alle 7 mi chiama a casa e mi chiede un consulente per biologia e un consulente per dattiloscopia. E io, visto che Garofano non era ancora tornato, io avevo provato a informarlo, ma m’aveva risposto che era in Brasile, richiamandomi. Morale della favola, avevo suggerito alla dottoressa i nomi del maggiore Marino, allora era maggiore, e del maggiore Mattei, che erano i più bravi”. 
     
     

  • Le nuove rotte dell’innovazione, a Genova torna il forum QN Distretti Nautica

    GENOVA Ultima Ora / IPA – Dopo il grande riscontro ottenuto nella prima edizione, QN Quotidiano Nazionale rinnova il suo tradizionale appuntamento con le eccellenze del comparto marittimo, nell’ambito delle iniziative editoriali dedicate allo sviluppo dei distretti produttivi italiani. Giovedì 1º ottobre 2026, a partire dalle ore 17.00 con accredito dalle 16.30, la suggestiva cornice del Teatro del Mare, all’interno del Salone Nautico di Genova, ospiterà la seconda edizione del convegno QN Distretti Nautica, quest’anno incentrato sul tema “Le nuove rotte della nautica italiana“. A guidare i lavori sarà Davide Nitrosi, Vicedirettore di QN Quotidiano Nazionale. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Confindustria Nautica e Salone Nautico, con SACE e SIMEST come main partner. L’evento si propone come un momento primario di analisi e confronto per tracciare le traiettorie di sviluppo, le tendenze globali e le tecnologie emergenti che stanno trasformando la cantieristica e l’intera filiera nazionale. Ad aprire i lavori seranno i consueti saluti istituzionali, che introdurranno una serie di dibattiti focalizzati sui quattro direttrici fondamentali per il futuro del settore: la ricerca scientifica, la proiezione sui mercati internazionali, i materiali di nuova generazione e l’elettrificazione.
    Il primo approfondimento del pomeriggio sarà dedicato alla ricerca al servizio della nautica: il lavoro condotto all’interno delle università italiane tocca da vicino il comparto, dall’intelligenza artificiale alla propulsione elettrica. Federico Graffione, ricercatore all’Università di Genova, racconterà l’esperienza del team Elettra, che ha realizzato un motore fuoribordo elettrico con sistema fotovoltaico ed eliche stampate in 3D, classificatosi secondo alla Monaco Energy Boat Challenge 2026. Al suo fianco Arianna Bionda, docente al dipartimento di Design del Politecnico di Milano, che parlerà del ruolo che l’intelligenza artificiale gioca nella progettazione dei componenti di uno scafo.
    Alle 17.30 l’attenzione si sposterà sulle strategie di crescita oltre confine, fattore decisivo per consolidare la competitività della produzione tricolore. La sessione “Nautica senza confini” vedrà gli interventi di Carolina Lonetti, direttore Export e Finanza agevolata di SIMEST, e di Antonio Bartolo, direttore Area Centro di SACE, che illustreranno gli strumenti finanziari e assicurativi a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese italiane. A testimoniare un caso concreto sarà Matteo Machieraldo, CFO di De Wave Group, società genovese di cantieristica navale che nel 2026 ha acquisito DL Services con il supporto di SIMEST, rafforzando la propria strategia di crescita globale. A tracciare lo scenario di mercato sarà Marina Stella, Direttore Generale di Confindustria Nautica, con la presentazione dei dati di settore tratti dal report 2025 “La Nautica in cifre”.
    Il terzo panel entrerà nel merito dei materiali innovativi per la nautica di domani, perché la sostenibilità del settore passa anche dalla ricerca su componenti a basso impatto ambientale. Andrea Paduano, co-founder della startup nlcomp, racconterà Composite, il materiale termoplastico riciclabile brevettato dall’azienda per sostituire la tradizionale vetroresina. Riccardo Nonno, giovanissimo founder e ceo di Rinò Yachts, parlerà di come ha progettato e messo in produzione parabordi di design realizzati con componenti integralmente circolari e recuperabili. Giuseppe D’Alessandro, general manager di OMIGroup, illustrerà i risultati della ricerca che hanno permesso alla sua azienda di realizzare invece Avilo 27, imbarcazione con scafo in vetroresina bio-based, realizzata con resine a base vegetale.
    Il segmento conclusivo, “Rotta verso la sostenibilità” sarà dedicato al percorso di elettrificazione che sta coinvolgendo anche il mondo della nautica. Massimo Labruna, ceo di AS Labruna, presenterà E-Vision, il motore elettrico per imbarcazioni sviluppato dall’azienda, disponibile anche in versione ibrid. Cesare Malescia, founder e cto di Boatee, parlerà del motore elettrico fuoribordo messo a punto dalla sua azienda, che pesa appena 6 chili ed è stampato completamente in 3D. I lavori si chiuderanno con alle 18.10 con un momento informale di networking, offrendo ad addetti ai lavori, aziende e appassionati un’occasione preziosa per confrontarsi direttamente sulle sfide che attendono la nautica italiana di domani. Per l’occasione QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno porteranno in edicola uno speciale di 24 pagine dedicato al Salone Nautico, a tutte le novità del comparto e a tutti gli eventi che animeranno il Fuori Salone in occasione del 66° Salone Nautico Internazionale di Genova.
    – foto ufficio stampa QN Media –
    Ultima Ora / IPA.

  • MBDA accelera in Campania, presentato il nuovo polo industriale: previsti 1.000 addetti entro 5 anni

    NAPOLI Ultima Ora / IPA – L’Amministratore Delegato di MBDA Italia, Renzo Tosini, ha presentato oggi il Polo campano di MBDA, che integra i siti del Fusaro, a Bacoli, e di Pomigliano d’Arco. L’iniziativa segna una nuova tappa nello sviluppo industriale e tecnologico dell’azienda in Italia, con un aumento dei volumi produttivi e un organico che raggiungerà complessivamente circa 1.000 addetti nei due siti entro i prossimi cinque anni, rispetto ai quasi 800 attuali.
    La presentazione si è svolta nel nuovo stabilimento di Pomigliano d’Arco, alla presenza del Sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, del Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, del Vice Presidente della Regione Campania Mario Casillo, del Sindaco Raffaele Russo e dell’Amministratore Delegato di Leonardo Lorenzo Mariani. Il Polo nasce per sostenere l’incremento della produzione e garantire con tempestività le capacità necessarie alla tutela della sicurezza e della sovranità nazionale, contribuendo al tempo stesso all’autonomia tecnologica dell’Italia e dei Paesi alleati.
    Il nuovo stabilimento di Pomigliano d’Arco concentrerà le proprie attività su tre aree principali: Weapon Systems, lavorazioni ceramiche per i radome dei missili e produzione meccanica. Pomigliano D’Arco opererà in complementarietà con il Fusaro, destinato a consolidare la propria vocazione tecnologica attraverso nuove aree, anche grazie al prossimo adeguamento dell’Autorizzazione Unica ZES, ottenuta a fine 2024. Nel sito di Fusaro saranno sviluppate ulteriormente competenze di alto livello nella ricerca, progettazione e sviluppo, in particolare nei settori della seekeristica e della radiofrequenza, a beneficio dell’intero Gruppo MBDA.
    “Il Polo campano rappresenta una grande opportunità, per il suo valore industriale e tecnologico e per le prospettive occupazionali sul territorio“, ha dichiarato Renzo Tosini, Amministratore Delegato di MBDA Italia. “L’evoluzione della domanda legata all’attuale contesto geopolitico ci porta ad ampliare la nostra capacità industriale in Campania e, più in generale, il footprint produttivo di MBDA in Italia – ha aggiunto -. La specializzazione e la complementarietà dei due stabilimenti consentiranno di consolidare ulteriormente il ruolo della regione come polo di eccellenza per MBDA. Il mio ringraziamento va alle istituzioni, all’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, che ci ha consentito di completare questo investimento su Pomigliano d’Arco, e a tutti i colleghi MBDA che stanno contribuendo con dedizione e passione alla realizzazione di questo importante progetto”.
    “Lo sviluppo del Polo avrà ricadute significative anche sul territorio – si legge in una nota -, attraverso la creazione di occupazione indiretta qualificata ed il coinvolgimento delle filiere locali ad alto contenuto tecnologico, parte fondamentale delle circa 700 aziende che in tutta Italia rappresentano l’indotto generato dalla supply chain”.
    CIRIELLI IN VISITA AL SITO PRODUTTIVO DI POMIGLIANO D’ARCO
    Il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, ha visitato oggi il sito produttivo di MBDA Italia a Pomigliano d’Arco, in occasione della presentazione del Polo industriale campano dell’azienda. Alla cerimonia hanno preso parte il sottosegretario di Stato alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago, le Autorità locali e i vertici di MBDA Italia e Leonardo. Durante la visita, il viceministro ha sottolineato come il rafforzamento della base industriale e tecnologica nazionale assuma un’importanza crescente in un contesto geopolitico caratterizzato da profonde trasformazioni, in particolare per un Paese a forte vocazione manifatturiera ed esportatrice come l’Italia. Cirielli ha poi ricordato il ruolo della Farnesina a sostegno delle imprese, promuovendo la collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca, piccole e medie imprese e grandi gruppi industriali anche in comparti strategici come in quello della difesa, dove l’Italia si posiziona come uno dei leader produttivi e tecnologici a livello europeo e globale.
    PEREGO DI CREMNAGO “INVESTIRE IN TECNOLOGIE STRATEGICHE”
    “In un mondo in cui le tecnologie evolvono rapidamente e nuove minacce si sommano a quelle tradizionali, la velocità con cui trasformiamo il talento in innovazione e l’innovazione in capacità concreta è parte della nostra stessa difesa e sicurezza. È proprio per questo che oggi, a Pomigliano d’Arco, la presentazione dei nuovi spazi di MBDA messi a disposizione da Leonardo, materializza un investimento nella capacità dell’Italia di innovare, produrre e rispondere con maggiore rapidità alle nuove sfide”. Così il Sottosegretario Perego a margine della cerimonia. “Pomigliano e Fusaro sono due realtà complementari che, insieme, rappresentano la forza di una filiera che coinvolge in Italia quasi 700 aziende, comprese tantissime PMI. Ma al centro di questa capacità industriale ci sono soprattutto i talenti: ingegneri, tecnici, ricercatori e lavoratori altamente qualificati” continua. “La Campania ha università, centri di ricerca, competenze e industria: un polo fondamentale che dobbiamo sostenere.” sottolinea Perego “La competitività non è la sfida di domani; è la sfida di oggi. Investire in realtà come MBDA significa investire nelle persone, nel territorio e nella capacità dell’Italia di essere protagonista nelle tecnologie strategiche di difesa e sicurezza”. “Buon lavoro a tutte le donne e gli uomini di MBDA che ogni giorno, con il loro talento e la loro professionalità, contribuiscono a rafforzare la competitività, la qualità, la tecnologia e l’innovazione della nostra amata Nazione”, ha concluso.

    – foto Ministero degli Esteri –
    Ultima Ora / IPA.

  • Biologico, nasce il marchio tricolore

    ROMA Ultima Ora / IPA – Il biologico italiano avrà un nuovo segno distintivo: un marchio tricolore per riconoscere più facilmente i prodotti bio realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia.
    Il logo con tre foglie verdi, bianche e rosse affiancherà quello europeo. L’obiettivo è valorizzare le produzioni nazionali, rafforzare la fiducia dei consumatori e contrastare il falso biologico. Intanto, il settore registra numeri in crescita. Secondo le anticipazioni del rapporto Bio in Cifre, nel 2025 la spesa degli italiani per i prodotti biologici ha raggiunto il record di 4,4 miliardi di euro, con un aumento del 9,2% rispetto all’anno precedente. Cresce anche la superficie agricola destinata al bio, che supera i 2,37 milioni di ettari e rappresenta il 19,4% del totale nazionale. Gli operatori del settore sono quasi 95.400, di cui oltre 85mila aziende agricole. Il nuovo marchio punta ora a trasformare questi risultati in maggiore valore per i produttori italiani, rendendo più immediata l’identificazione dell’origine nazionale dei prodotti biologici.
    mgg/gtr/col

  • Spreco alimentare, italiani più virtuosi ma vale 6,6 miliardi

    ROMA Ultima Ora / IPA – Meno sprechi, ma il conto resta pesante. In Italia ogni anno finiscono nella spazzatura alimenti per un valore di 6,6 miliardi di euro: in media 25,7 chili di cibo a persona, pari a circa 112 euro. La buona notizia è che, per la prima volta, lo spreco domestico scende sotto la soglia dei 500 grammi a settimana. Secondo il Rapporto Waste Watcher, gli italiani ne gettano in media 493,7 grammi, l’11,17% in meno rispetto ai 555,8 grammi dello scorso anno. Un miglioramento significativo, che avvicina il Paese all’obiettivo dell’Agenda 2030: ridurre lo spreco fino a 369,7 grammi a persona ogni settimana. Ma la distanza dal traguardo resta ancora importante. E c’è un paradosso sociale: sono proprio le famiglie con meno risorse a sprecare di più, perdendo una quota proporzionalmente maggiore del proprio reddito. Lo spreco, quindi, non è soltanto un problema economico e ambientale, ma può amplificare le disuguaglianze.
    Intanto cambiano anche le abitudini. Il 66% dei turisti nelle case vacanza dichiara di riuscire a consumare tutto il cibo acquistato, mentre nei ristoranti si diffonde sempre di più l’utilizzo della doggy bag per portare a casa gli avanzi. Un segnale positivo, in un sistema agroalimentare già sotto pressione per crisi climatica, instabilità geopolitica e aumento dei costi di produzione. Ridurre lo spreco significa quindi anche valorizzare meglio il cibo e le risorse impiegate per produrlo.
    mgg/gtr/col

  • Manovra, Confintesa “Il primo sconto fiscale spetta a chi paga alla fonte”

    ROMA Ultima Ora / IPA – “I dati dell’Osservatorio 2026 di Itinerari Previdenziali, presentato la scorsa settimana al CNEL, fotografano un fisco sbilanciato: il 18,78% dei contribuenti, quelli che dichiarano più di 35mila euro, versa circa il 65% dell’intera IRPEF, mentre quasi sette contribuenti su dieci dichiarano fino a 29 mila euro e ne versano poco più di un quinto. Il punto, però, non è dividere il Paese tra chi paga e chi no, ma rendersi conto che il reddito da lavoro dipendente e da pensione viene tassato alla fonte, fino all’ultimo euro, mentre altri redditi possono contare su regimi sostitutivi, aliquote agevolate o, peggio, sull’evasione”. Così Confintesa in una nota.
    “E negli ultimi anni chi vive di busta paga o di pensione ha pagato due volte: aumenti nominali, spesso appena sufficienti a difendere il potere d’acquisto, sono stati tassati come se fossero guadagni reali – prosegue il sindacato -. L’articolo 53 della Costituzione vuole un sistema tributario informato a criteri di progressività. Ogni reddito che esce dalla base progressiva per entrare in un regime sostitutivo lascia il peso della progressività sulle spalle di chi non può uscirne: dipendenti e pensionati”.
    “La manovra che il Governo porterà in Parlamento entro il 20 ottobre – dichiara Francesco Prudenzano, Segretario Generale di Confintesa – è l’occasione per dare una risposta a chi il fisco lo paga davvero tutto. L’ipotesi di estendere l’aliquota del 33% fino a 60mila euro può avere una sua logica, ma a un lavoratore da 25 o 30mila euro l’anno non porta un euro. Prima va restituito a dipendenti e pensionati ciò che l’inflazione ha tolto attraverso il fisco. Non chiediamo privilegi: chiediamo equità per chi non ha mai potuto sottrarsi”.
    Confintesa chiede tre interventi: “1) Restituzione del drenaggio fiscale. Adeguare periodicamente scaglioni e detrazioni per lavoro dipendente e pensione all’andamento dei prezzi, partendo dai redditi fino a 35mila euro. 2) Proroga della detassazione dei rinnovi contrattuali. Estendere al 2027 l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti dei contratti collettivi nazionali (legge n. 199/2025, art. 1, comma 7), oggi limitata agli importi corrisposti nel 2026, includendo i rinnovi firmati nel 2027. 3) Risorse dell’evasione vincolate. Quanto recuperato dalla lotta all’evasione sia destinato in modo stabile e verificabile ad alleggerire il carico su lavoro dipendente e pensioni. La giustizia fiscale si misura in busta paga e sul cedolino della pensione. È lì che Confintesa, con oltre 446mila iscritti in gran parte lavoratori dipendenti e pensionati, valuterà la prossima legge di bilancio”, conclude il sindacato.
    – foto ufficio stampa Confintesa –
    Ultima Ora / IPA.

  • LOVRIC SEGNA E MANDA UN SEGNALE

    Sandi Lovric, che nella scorsa stagione ha giocato in prestito all’Hellas Verona, non sembra più essere centrale nel progetto di mister Kosta Runjaic, considerando anche che finora ha disputato appena 10′ in sette partite tra campionato e Coppa Italia. Il centrocampista, però, vuole dimostrare di avere ancora tanto da dare e con la Slovenia ha lanciato dei segnali importanti.
    Nella sfida di Nations League contro la Macedonia del Nord, Lovric è risultato decisivo mettendo a referto la rete del vantaggio, che ha contribuito alla vittoria per 2-0 della sua selezione.
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  • RODRIGUEZ IN GOL CON LA SVIZZERA

    Ricardo Rodriguez, nonostante abbia disputato appena 17′ con la maglia granata in questo avvio di stagione, rimane un pilastro della Svizzera. Il trentaquattrenne, infatti, è partito titolare nella sfida di Nations League contro la Scozia ed è stato subito protagonista, mettendo a referto la rete che ha spianato la strada al successo per 3-0 dei suoi.
    Nella stessa gara è sceso in campo anche un altro giocatore allenato da mister Ignazio Abate: si tratta di Nathan Patterson, che ha disputato 59′ con la Scozia.
    Ultima Ora Calcio

  • SABATO TEST CON IL RAYO VALLECANO

    In questa sosta di campionato lunghissima, la squadra allenata da mister Fabio Pisacane ha bisogno di mettere minuti nelle gambe e, per questo motivo, il club sardo ha annunciato una prestigiosa amichevole internazionale. Sabato alle 15 la formazione rossoblù sarà impegnata in un test contro il Rayo Vallecano. Il match valevole per la decima edizione del ‘Trofeo Vallecas’ andrà in scena a Madrid.
    La sfida contro gli spagnoli sarà utile anche per mettere alla prova coloro che in questo avvio di stagione hanno trovato meno spazio.
    Ultima Ora Calcio

  • DARMIAN SI ALLENA CON I ROSSOBLU’

    Archiviato qualche giorno di riposo, i ragazzi guidati da mister Raffaele Palladino hanno ripreso gli allenamenti al ‘Galli’ di Casteldebole. Dopo l’iniziale fase di attivazione atletica, i giocatori a disposizione del tecnico hanno svolto una partitella a campo ridotto. Ancora un programma di lavoro differenziato per Jens Odgaard, che è alle prese con un infortunio.
    Presente anche Matteo Darmian, che sta lavorando con la compagine rossoblù in attesa di formalizzare la sua acquisizione: per l’ex Inter sarebbe pronto un contratto di un anno.
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  • Vincolo di esclusività, la Commissione Affari sociali della Camera accoglie la petizione della Fno Tsrm e Pstrp

    ROMA Ultima Ora / IPA – “Il nostro appello è stato accolto dalle Istituzioni, la richiesta di migliaia di cittadini è stata ascoltata”. Così Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), commenta l’accoglimento della petizione sul superamento del vincolo di esclusività, da parte della Commissione Affari sociali della Camera, di cui lo stesso Presidente si è fatto portavoce e che, nel corso dell’estate, ha raccolto oltre 12 mila firme di professionisti e di cittadini. Una richiesta che punta a cambiare la disciplina sul vincolo di esclusività, superando una norma ormai obsoleta e priva di fondamento, che limita la libertà dei professionisti sanitari dipendenti di svolgere attività lavorativa al di fuori del proprio turno. La misura interessa 23 categorie professionali di comparto, ovvero circa 350 mila operatori. La revisione della disciplina potrebbe favorire l’accesso alle cure, ampliando la possibilità di scelta delle prestazioni disponibili sul territorio. Un’evoluzione già in atto. Nell’ultimo decreto milleproroghe, infatti, è stata prevista una deroga alla norma, revocando il vincolo di esclusività per i professionisti di comparto fino a dicembre 2027. Oggi i firmatari dell’iniziativa chiedono che l’abolizione del vincolo si trasformi da norma transitoria a norma strutturale.
    “La nostra richiesta – dichiara Catania – non è quella di far lavorare di più i professionisti. O si riconosce finalmente l’indennità di esclusività oppure si lascia ai professionisti la libertà di mettere le proprie competenze a servizio dei cittadini anche fuori dall’orario di lavoro. Auspichiamo che il Parlamento possa esaminare la richiesta quanto prima, e ci auguriamo che il provvedimento possa vedere la luce prima della fine di questa legislatura”.
    – foto ufficio stampa Fno Tsrm e Pstrp –
    Ultima Ora / IPA.

  • Emergenza, IA e innovazione: a Roma un confronto tra principali realtà 118

    ROMA Ultima Ora / IPA – Innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e collaborazione tra i diversi sistemi dell’emergenza-urgenza sono stati al centro dell’incontro dedicato al tema “Intelligenza condivisa nel soccorso”, promosso da ARES 118 Lazio con il coinvolgimento della Fondazione Emergenza Urgenza (FEU). L’iniziativa ha riunito alcune delle principali realtà dell’emergenza-urgenza italiana: ARES 118 Lazio, SEUS 118 Sicilia, Azienda Zero Piemonte, AREU Lombardia e AREUS Sardegna, con la partecipazione della Fondazione Emergenza Urgenza. Presenti inoltre rappresentanti delle società scientifiche e delle associazioni del settore, tra cui SIIET e SISMAX, a testimonianza dell’ampiezza del confronto, che ha coinvolto istituzioni, sistemi sanitari, professionisti e comunità scientifica. Ad aprire i lavori è stato il Presidente della SEUS 118 Sicilia, Riccardo Gabriele Castro, che nel suo intervento ha sottolineato il valore del confronto tra realtà territoriali differenti e la necessità di proseguire il percorso di collaborazione avviato con la Carta di Catania. Al confronto hanno preso parte il Direttore Generale di ARES 118, Narciso Mostarda, il Direttore Generale di Azienda Zero Piemonte, Massimo D’Angelo, il Maurizio Menarini per la Fondazione Emergenza Urgenza, il Direttore Generale di AREU Lombardia, Massimo Lombardo, e il Direttore Generale di AREUS Sardegna, Angelo Maria Serusi. “Quando parliamo di emergenza sanitaria – ha dichiarato il Presidente Castro – non parliamo semplicemente di organizzazioni, tecnologie o modelli operativi.
    Parliamo di persone e della necessità di garantire, nel momento della difficoltà, una risposta tempestiva, coordinata, competente e appropriata”. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell’intelligenza artificiale e alle sue possibili applicazioni nella gestione dei dati, dei flussi e delle risorse, oltre che nel supporto ai professionisti chiamati quotidianamente a operare nei sistemi dell’emergenza. “La vera sfida non è semplicemente introdurre una nuova tecnologia – ha sottolineato Castro – ma comprendere come utilizzarla per rendere ancora più efficace il nostro lavoro, migliorare la capacità di risposta e mettere a disposizione dei professionisti strumenti sempre più avanzati”. Da qui il significato del concetto di “intelligenza condivisa nel soccorso”, che supera la sola dimensione tecnologica e comprende esperienza, competenze e capacità professionali. “L’intelligenza artificiale può diventare realmente utile quando si mette al servizio dell’intelligenza collettiva – ha spiegato il Presidente della SEUS -. Non per sostituirla, ma per rafforzarla. L’intelligenza, nel nostro settore, è anche l’esperienza maturata sul campo, la capacità di una centrale operativa di interpretare una situazione, la competenza di un medico, di un infermiere, di un autista-soccorritore e la professionalità di tutti coloro che ogni giorno garantiscono il funzionamento della rete dell’emergenza”.
    Il confronto ha consentito di mettere in relazione modelli organizzativi e territoriali differenti, senza la ricerca di un modello unico, ma con l’obiettivo di condividere esperienze, conoscenze e possibili percorsi comuni. “Non siamo qui per stabilire quale esperienza sia migliore delle altre – ha affermato Castro -. Siamo qui per capire che cosa ciascuna realtà può mettere a disposizione delle altre. Abbiamo modelli organizzativi diversi e caratteristiche territoriali differenti, ma abbiamo una responsabilità comune: garantire ai cittadini un sistema dell’emergenza capace di rispondere nel modo più efficace possibile ai loro bisogni”. L’incontro si inserisce nel percorso di collaborazione avviato con la Carta di Catania, con l’obiettivo di rafforzare il confronto tra sistemi, professionisti e comunità scientifica. “La vera innovazione non è soltanto quella che produce qualcosa di nuovo – ha concluso Castro -. È anche quella che riesce a trasformare una buona esperienza in patrimonio comune. Proseguire questo percorso e rafforzare la condivisione significa costruire insieme principi, obiettivi e metodo per l’emergenza del futuro”.
    – foto ufficio stampa Regione Lazio –
    Ultima Ora / IPA.

  • Scalvini “Bleus fortissimi, ma Italia in Francia con fiducia e coraggio”

    FIRENZE Ultima Ora / IPA – “La Francia è una squadra fortissima, fra le migliori al mondo, hanno qualità e sono veloci in attacco, ma la studieremo nel migliore dei modi con il mister. Noi siamo positivi, coraggiosi, siamo l’Italia, cercheremo di fare del nostro meglio”. In queste parole tutto l’entusiasmo di Giorgio Scalvini, difensore di una Nazionale che dopo il difficile debutto con il Belgio si è ritrovata a Bursa. Venerdì allo Stade de France la prova del 9 nel match in casa della Francia di Zidane, sicuramente una squadra top che bisognerà affrontare con lo spirito giusto come è successo nell’ultima gara contro la selezione di Montella.
    “Contro la Turchia, mister Mancini ci ha chiesto le solite cose, lui cerca una squadra che domini la partita ma ci ha detto anche che dovevamo divertirci. Venivamo da una sconfitta e quindi avevamo vogliamo di rifarci, sicuramente l’approccio giusto ci ha aiutato”. Scalvini è stato tra i protagonisti della vittoria di Bursa. “L’abbraccio dei compagni dopo il mio recupero contro la Turchia è stato un momento molto bello, mi ha caricato tanto. Tutto il gruppo è fantastico, ci troviamo molto bene – spiega il centrale dell’Atalanta -. La vittoria ci ha dato la consapevolezza che siamo una squadra forte, che possiamo dominare le partite e fare strada. I senatori stanno aiutando tanto noi giovani e penso che sia una cosa molto importante, cosa che fa capire il vero spirito dell’Italia e della Nazionale. E’ molto bello vederci tutti uniti”.
    La sua prestazione a Bursa è stata di tutto rispetto ed è quello che serve a un’Italia che in passato ha spesso avuto grandi stelle nel reparto difensivo. “Cannavaro, Bonucci e Chiellini sono leggende. Il calcio è cambiato, ora a noi difensori sono chieste cose diverse, sono fortunato ad aver condiviso degli allenamenti con loro e ad avere ancora Bonucci nello staff. Si può solo imparare da gente così”, dice Scalvini che si sta ambientando sempre di più nella linea a 4.
    “Giocare con questo sistema con Sarri mi aiuta, più imparo e meglio è”, dice il centrale dell’Atalanta che a proposito del suo club dice: “Se ho rinnovato è perchè a Bergamo sono sempre stato bene. Capisco chi ha fatto altre scelte, ad esempio andare all’estero, è un qualcosa che magari in futuro piacerebbe anche a me fare, ma per ora ho scelto l’Atalanta e spero di rendere al massimo in questa stagione. Mi trovo in un momento di maggiore consapevolezza. Questo è un anno di cambiamento, dove posso imparare tanto. Spero di essere al 100% per dare tanto sia alla Nazionale che all’Atalanta. I tanti infortuni subiti? Dal punto di vista mentale sono cose brutte, ma ho sempre cercato di vederle in modo positivo e da questo punto di vista devo tanto alla mia ragazza, alla mia famiglia e ai miei amici. Dopo gli infortuni subiti sto lavorando molto in fatto di prevenzione”, ha concluso Scalvini.
    – Foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • Il debutto precoce dei minori sui social, “una montagna di pericoli (anche) su WhatsApp”

    Ultima Ora – In Italia il debutto sui social per i minori, con il proprio account, avviene in media tra gli 11 e i 12 anni in largo anticipo rispetto ai limiti previsti dalle piattaforme (14 anni). E comporta un calo sensibile del rendimento scolastico. Il primo smartphone arriva, nella maggioranza dei casi, con il passaggio tra la quinta elementare e la prima media.
    La recente ricerca dell’Università Milano-Bicocca (pubblicata su Nature Human Behaviour) su oltre 5mila studenti delle scuole secondarie, dà sostanza all’azione della Fondazione Patti Digitali che si propone di costruire un’alleanza tra scuole e genitori per posticipare l’esordio precoce dei minori sui social.
    WhatsApp compreso, oggetto del pressing di molti pre-adolescenti, ma che nasconde una “montagna di pericoli” (video violenti, bullismo e trappola per l’attenzione o il sonno) al pari di Instagram e TikTok spiega all’Ultima Ora Marco Gui, docente di Sociologia dei media all’università di Milano-Bicocca e presidente della Fondazione Patti Digitali. Serve un mix tra educazione e gradualità.
    Social e minori 
    Per proteggere i minori dal web, non si può puntare solo sul corretto utilizzo di mezzi tecnologici perché i social sono ‘disegnati’ per un’età adulta, la tesi. “Né sono sufficienti gli strumenti di parental control”, precisa Gui.  “Un bambino può essere perfettamente consapevole di come relazionarsi con le altre persone ma non possiamo lasciarlo solo in un quartiere a luci rosse”,  è la metafora.  
    “Non negare l’accesso ma costruire una comunità”
    “La nostra prospettiva non è negare l’accesso ai singoli ma – sottolinea l’esperto – costruire una comunità in cui si converge su una norma sociale in modo che l’accesso alle piattaforme avvenga nell’età giusta. In modo da proteggere i minori dai rischi derivanti da un accesso prematuro ai social senza farli sentire esclusi nelle relazioni con i loro coetanei”.
    La ‘mission’ è che tutti utilizzino il ‘casco’ così da accompagnare gradualmente nel web i ‘neo guidatori’ senza far sentire chi lo indossa un corpo estraneo alla comunità.
    “Siamo nati nel 2021 su richiesta di diversi gruppi di genitori. All’inizio abbiamo incontrato molta resistenza dalle scuole piene di retorica ‘tecno-ottimista’. Negli ultimi anni invece c’è stato un boom di richieste e oltre 30 scuole hanno già aderito al nostro decalogo partendo dal presupposto che non tutte le innovazioni digitali sono buone per i nostri figli”.  Si alla gradualità e no alla  connessione permanente per i pre-adolescenti.  
    “No ai compiti online al pomeriggio” 
    “La nostra proposta – dice il presidente della Fondazione Patti Digitali – è che le scuole non ‘obblighino’ gli alunni a fare i compiti nelle piattaforme web tutti i pomeriggi magari quando i minori rimangono soli in casa”. Occorre un approccio graduale. Come “un computer in famiglia adibito a questa funzione da utilizzare per la didattica online ma solo nel fine settimana insieme ai genitori”. 
    “WhatsApp nasconde una montagna di rischi” 
    La marcatura a uomo dei minorenni sui propri genitori si traduce molto spesso nella persistente richiesta di scaricare di WhatsApp. “Ce l’hanno tutti i miei compagni di classe perché io no?”, è il refrain. “Questo è un problema che si pone per molti genitori perché WhatsApp è anche uno strumento di organizzazione familiare. Ma rappresenta un vero e proprio social”.

    I tre ‘pericoli’ 
    Ci sono tre tipi di rischi, spiega l’esperto. “Primo, lo scambio di contenuti violenti o pornografici provenienti dal web. O di messaggi o video legati al bullismo. Poi l’iperstimolazione sensoriale che porta a continue interruzioni dell’attenzione. Un problema anche per gli adulti che spesso porta a un calo di conversazioni con i propri figli. Terzo c’è un rischio fisiologico dovuto al guardare spesso uno schermo piccolo e a conseguenze ad esempio sulla vista come la miopia”.  
    La ricetta della Fondazione Patti Digitali 
    La ricetta per la pre-adolescenza (il periodo piè sensibile) della Fondazione Patti Digitali è sostituire gli smartphone tradizionali con telefonini più analogici (“alcuni sono già in commercio) senza connessione permanente né accesso ai social ma dotati di messaggistica protetta, app per la didattica e foto da condividere solo con un ristretto gruppo di amici. 
    I risultati della ricerca sui social e il rendimento a scuola 
    Il debutto precoce sui social va a braccetto con un calo del rendimento scolastico. Lo dicono i dati della ricerca condotta dall’Università di Milano-Bicocca, dall’Università di Brescia e dal Centro Studi Socialis pubblicata su Nature Human Behaviour su oltre 5mila studenti delle scuole secondarie.
    Dallo studio emerge un legame tra l’iscrizione anticipata alle piattaforme social e il calo delle prestazioni nei test standardizzati. Chi debutta online precocemente ottiene punteggi significativamente inferiori in italiano e matematica rispetto ai compagni di classe che hanno rimandato il primo accesso sulle piattaforme online.  La forbice è stata misurata in 0,2 deviazioni standard nei test Invalsi che equivale simbolicamente circa sei mesi di istruzione scolastica.
     
     
     

  • Strage di Ustica, la procura di Roma: “Nuove prospettive di indagine”

    Ultima Ora – La procura di Roma ha annunciato ufficialmente il ritiro della richiesta di archiviazione dell’indagine sulla strage di Ustica. A farlo è stato direttamente il capo dell’ufficio dei pm Francesco Lo Voi nell’udienza tenutasi oggi, 30 settembre, davanti al gip Livio Sabatini: “Si apre un nuovo filone con nuove prospettive”, ha detto Lo Voi. Nei prossimi giorni è attesa la decisione del giudice. “Dopo le notizie arrivate dalla Francia, che si è detta pronta a collaborare, procediamo in tal senso”, ha aggiunto Lo Voi.
    La svolta dalla cooperazione francese
     “Il 14 settembre 2026 – ha ricordato il capo della procura capitolina – l’Ambasciata di Francia in Italia ha confermato al ministero degli Esteri italiano l’accordo per la concessione di tutta la documentazione agli Archivi dello Stato italiano riguardante la strage di Ustica tra il 1981 e il 1994. Si tratta di due documenti trasmessi dal ministero della Difesa d’oltralpe all’Italia tra il 1986 e il 1990, 9 file informatici corrispondenti ai 5 documenti redatti dall’Ambasciata di Francia.
     

     
    Documenti che potrebbero rilanciare le indagini
    “Questo passo delle autorità francesi rappresenta per la procura di Roma una volontà di riattivazione della cooperazione giudiziaria che in passato non era stata così proficua”, ha concluso Lo Voi che ha così formalizzato il ritiro della richiesta di archiviazione del procedimento contro ignoti su quanto avvenuto la sera del 27 giugno del 1980, quando il Dc-9 Itavia è precipitato nel mar Tirreno provocando la morte di 81 persone.
     
     

  • Garlasco, cosa non torna sui test a Stasi: i 3 punti nel verbale del RIS

    Ultima Ora – Garlasco, spunta un nuovo verbale che riapre il giallo sui test informatici e biologici della bicicletta. Tra le carte depositate presso la Procura di Pavia emerge la deposizione dell’ufficiale del RIS Alessandro Coli: il biologo descrive i dubbi e le perplessità che circolavano in laboratorio sulla sparizione del profilo genetico dopo il primo prelievo. “Come risultato mi sembrava un po’ strano non riottenere un profilo da una superficie che inizialmente fornisce DNA”.
    Il verbale del Ris
    “Ricordo di aver parlato con Marino della stranezza di alcuni accertamenti sui pedali dove aver ottenuto un risultato positivo, tutte le volte in cui era ritornato non aveva ottenuto nulla”. è un passaggio della testimonianza dell’ufficiale dei Ris Alessandro Coli sentito il 17 settembre 2026 sul tema della presenza o meno del dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta bordeaux ‘Umberto Dei’.
    I dubbi del biologo
    “Forse… forse qualcosa…C’era un esito dubbio sui pedali, che su questi pedali dove era stato ottenuto del Dna e poi non era stato più ottenuto da successivi campionamenti – spiega Coli sentito dai pm Stefano Civardi e Valentina De Stefano -.Lo ricordo come una cosa strana, insomma, come… Pero’ da esperto biologo, ecco. Cioè se mi dicono: ho fatto un prelievo e poi sono ritornato a fare il prelievo e non è uscito più nulla… Il primo prelievo è uscito Dna e poi ho rifatto un prelievo e non ho ottenuto nulla… ripetuto più volte, questo mi lasciò un po’ perplesso, nel senso che l’asportazione totale di campioni, di una traccia da una superficie, a me capitava spesso, se tornavo col prelievo, di riottenere comunque un profilo, magari con quantità minore di Dna. Mi ricordo che forse era una cosa, diciamo cosi’, anomala questo discorso dei pedali. Mi ricordo, ecco… non so se ne parlai direttamente con… con Marino o con qualcuno, pero’ come risultato mi sembrava un po’ strano non riottenere un profilo da una superficie, diciamo cosi’, che inizialmente fornisce Dna… a meno che non ci sia stata una degradazione successiva, ecco. Pero’ su una superficie non assorbente”.
    Le voci nel laboratorio dei RIS di Parma
    Civardi gli domanda se il collega del Ris Alberto Marino condividesse questa “perplessità” con lui. “Eh non mi ricordo. Un confronto forse con Marino diretto potrebbe esserci anche stato, pero’ ora cosi’ non ho memoria. Ricordo questo argomento del discorso dei pedali, un tampone che… cioè, penso lo possa aver detto anche lui in laboratorio, il fatto che da un prelievo è uscito il Dna e poi da altri prelievi ripetuti non è uscito niente. O è una voce, appunto, tramandata in laboratorio. Era una cosa anomala perché poi dopo su questo… su questa traccia si valutava un attimino anche l’esito…. Pero’ ecco, non ricordo una confidenza personale in cui è venuto a dirmi: ‘Oh, ma che ne pensi?’, se non di una generica argomentazione di questa cosa, e non vorrei magari fosse girata in laboratorio… in tutti gli esiti che si diffondevano, pero’. Lui, sì, ogni tanto non è che parlasse molto del caso, se non quello che avevano fatto giorno per giorno. Almeno con me. Magari ne parlava con… con Pizzamiglio, non lo so.”.

  • Ucciso e gettato nel fiume Tacina, arrestati moglie e figlio nel Crotonese

    CROTONE Ultima Ora / IPA – Due familiari sono stati arrestati dai Carabinieri a Cutro, nel Crotonese, con l’accusa di aver concorso nell’omicidio e nell’occultamento del cadavere di un 69enne. Si tratta della moglie, una 60enne, e del figlio di 28 anni, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Crotone su richiesta della Procura.
    La salma dell’uomo, scomparso nel settembre 2024, non è ancora stata ritrovata. La denuncia della scomparsa era stata presentata il 28 settembre 2024 dalla moglie, che aveva riferito che il marito si era allontanato il 21 settembre. Le indagini, coordinate dalla Procura di Crotone, sono proseguite fino al dicembre 2025 attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e l’ascolto di numerosi testimoni.
    Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due familiari lo avrebbero ucciso nelle pertinenze dell’abitazione e successivamente ne avrebbero occultato il corpo, gettandolo nelle acque del fiume Tacina, nella località Steccato di Cutro. Nel corso delle indagini, i Carabinieri del Ris e dei Subacquei di Messina hanno effettuato diversi sopralluoghi e ricerche nel fiume per individuare e recuperare la salma, senza esito.
    L’ordinanza ricostruisce inoltre presunti tentativi di depistaggio, tra cui la denuncia tardiva della scomparsa, accordi sulle versioni da fornire agli investigatori e l’acquisto di diversi litri di varechina che, secondo l’accusa, sarebbe stata utilizzata per ripulire la scena del delitto.
    -Foto di repertorio Carabinieri
    Ultima Ora / IPA.

  • Firenze, inaugurate le nuove paratie dell’Arno. Giani: “Intervento decisivo per la sicurezza”

    FIRENZE Ultima Ora / IPA – È avvenuta questa mattina in Lungarno Acciaiuoli a Firenze, l’inaugurazione delle nuove paratie messe come argine alle eventuali piene o innalzamenti del fiume Arno. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessora alla Protezione civile del Comune di Firenze, Laura Sparavigna, e della Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Firenze, Antonella Ranaldi.
    “Oggi avviene il taglio del nastro, un momento solenne, di un intervento che è stato discusso, ma che proprio qui in lungarno Acciaiuoli noi possiamo vedere la sua efficacia – ha spiegato Giani -. Con le nuove paratie c’è un metro in più di tenuta, ed un metro conta. Pensate a quando a Fiesole il 15 marzo del 2025 si è sfiorata” un alluvione “per 80 cm, perché quella era la differenza dal livello che aveva raggiunto l’Arno e il cumulo del Ponte di Mezzo. Quindi un intervento decisivo, che con 15 milioni mette in sicurezza l’Arno nel suo passaggio da Firenze, che si aggiunge a ciò che stiamo realizzando a monte di Firenze, già inaugurata la cassa di espansione a Pizziconi, 3 milioni e 300.000 metri cubi d’acqua, quello in corso di realizzazione a Prulli con 7 milioni metri cubi d’acqua, si stanno realizzando 11 km di argine nella cassa di espansione, e a Restone con 5 milioni metri cubi d’acqua, e che la prossima primavera sarà a tutti gli effetti in grado di funzionare”.
     “Con l’assessore Laura Sparavigna, con la sovrintendente Ranaldi, il segno di un’armonia e di un lavoro comune con il Comune di Firenze e con la soprintendenza nel momento in cui abbiamo individuato le modalità con cui realizzare i nuovi pilastri che stanno dentro il nuovo parapetto per poter mettere e sostenere questi ferri che poi sono quelli che tengono i pannelli. Firenze a 60 anni dall’alluvione vede degli interventi che hanno colto cosa significa prevenzione” ha concluso Giani.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Rafforzare la competitività di imprese e filiere, nasce Fondazione Systema

    ROMA Ultima Ora / IPA – Rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano. In occasione di Open-es ACT 2026, a Roma, Eni, Confindustria, Enel, Snam, UniCredit, Q8 Italia, Webuild, Accenture, Avvale e RINA hanno annunciato la nascita di Fondazione Systema, un’alleanza che riunisce industria, finanza, istituzioni e associazioni la cui missione è aiutare le filiere ad affrontare i rischi e cogliere le opportunità generate dalle trasformazioni sociali, ambientali e tecnologiche in atto.
    mec/fsc/azn

  • Una giornata di sport per 40 bambini del Punto Luce Save the Children di Chiaiano

    NAPOLI Ultima Ora / IPA – Una giornata di cultura e sport per 40 bambini e bambine del Punto Luce di Save the Children di Napoli Chiaiano (gestito con Genitori Democratici di Napoli), organizzata da Save the Children e Kinder Joy of moving insieme a Rita Grande. Al mattino la visita a Città della Scienza, tra museo interattivo del corpo umano e Planetario.
    Nel pomeriggio, al Napoli Tennis Center, la Kinder Joy of moving Tennis Experience con Rita Grande, campionessa italiana di tennis e commentatrice sportiva, e i tecnici della Federazione Italiana Tennis e Padel: un approccio basato sul gioco, come nei progetti Tennis Trophy e Racchette in classe. I bambini del Punto Luce di Napoli Chiaiano già partecipano al progetto Joy of moving, attivo in altri 6 spazi dell’Organizzazione attivi in tutta Italia.
    Il metodo, validato scientificamente, è stato sviluppato con l‘Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, il CONI e il MIM del Piemonte dopo una ricerca triennale su oltre mille bambini della scuola primaria: favorisce lo sviluppo motorio, cognitivo, emozionale e relazionale. Gli eventi al di fuori dei Punti Luce sono organizzati da Ferrero e Save The Children per promuovere ulteriormente l’inclusione attraverso lo sport, dalla vela, al ciclismo al tennis.
    Kinder Joy of moving è il progetto internazionale di Responsabilità Sociale del Gruppo Ferrero. “Esperienze come quella che i ragazzi e le ragazze del punto luce di Napoli Chiaiano hanno appena vissuto, dimostrano quanto sport e cultura possano essere strumenti potenti per ampliare i loro orizzonti, alimentarne la curiosità e rafforzare la fiducia in sé stessi – ha detto Giusy Ghisu, Coordinatrice del progetto per Save the Children -. Attraverso attività che spaziano dalla scoperta della scienza all’avvicinamento al tennis e agli sport di racchetta, hanno infatti avuto l’opportunità di apprendere, sperimentare e condividere nuove esperienze con i propri coetanei. Grazie alla collaborazione con Ferrero e al progetto Kinder Joy of Moving continuiamo a creare occasioni concrete di crescita, contribuendo a contrastare la povertà educativa e a garantire a ogni bambino e bambina la possibilità di sviluppare talenti, aspirazioni e competenze fondamentali per il proprio futuro”.
     “È stata una giornata davvero speciale, perché abbiamo avuto l’opportunità di far scoprire ai ragazzi e alle ragazze del Punto Luce Save the Children di Chiaiano un’attività nuova, avvicinandoli agli sport di racchetta in modo semplice e divertente. Vederli prendere confidenza con la racchetta, mettersi alla prova, giocare insieme e divertirsi è stato bellissimo. È proprio questo lo spirito del metodo Joy of Moving: attraverso il movimento e il gioco, i bambini possono scoprire nuove capacità, acquisire fiducia in se stessi e vivere un’esperienza positiva insieme agli altri. Spero che questa giornata abbia lasciato loro la curiosità di continuare a sperimentare lo sport e di scoprire nuove possibilità”, ha commentato Rita Grande Ambassador e coordinatrice con la FITP dell’evento.
    -Foto ufficio stampa Ferrero-
    Ultima Ora / IPA.

  • La Sicilia protagonista della transizione, Urso: “Serve uno shock autorizzativo”. Tamajo: “Abbiamo tutte le carte”

    CATANIA Ultima Ora / IPA – “La Sicilia è chiamata ad accelerare” e può “ricoprire un ruolo guida per l’energia sostenibile in tutto il Continente”. È quanto sottolinea il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un videomessaggio trasmesso oggi, nel corso della giornata di apertura di HeySun 2026, l’Expo della Transizione Energetica in programma a Catania.
    Nel messaggio, il Mimit ha evidenzia il ruolo del Mezzogiorno, “diventato un hub innovativo, culturale e scientifico nel cuore del Mediterraneo”, e della Sicilia in particolare, indicata come protagonista nel processo di transizione energetica. “Qui si mettono in mostra tutte le tecnologie indispensabili alla transizione: dal fotovoltaico al solare termodinamico, dall’eolico alla geotermia, dal vettore idrogeno ai sistemi di accumulo, fino alle tecnologie per lo sviluppo del nucleare di nuova generazione”, ha sottolineato il ministro Urso.
    Il riferimento è anche agli Small Modular Reactor, “realizzati in aree industriali“, definiti nel videomessaggio una tecnologia “sicura, basata su nuove tecnologie, pulita, compatta, trasportabile”, in grado di contribuire nel lungo periodo a ridurre la dipendenza dall’estero e a rafforzare l’autonomia strategica europea nella produzione energetica. Parallelamente, Adolfo Urso ha evidenziato la crescita delle rinnovabili. “Dall’avvio della legislatura, la produzione di energia elettrica da questo tipo di fonti è aumentata di oltre il 40%”, viene sottolineato. In questo quadro, “la Sicilia è protagonista”.
    Nel biennio 2023-2024, secondo i dati citati nel videomessaggio, “l’85% della nuova capacità rinnovabile autorizzata in Italia si è concentrata proprio nella regione Sicilia” e nei prossimi cinque anni sono “in attesa di autorizzazione circa 40 gigawatt di potenza”. Per il Mimit si tratta di “un potenziale enorme” che può consentire alla Sicilia di assumere un ruolo di riferimento nell’energia sostenibile, accanto alla posizione già acquisita nei settori delle telecomunicazioni e della microelettronica.
    Tra gli esempi citata dal ministro delle Imprese la candidatura di Palermo come hub europeo per il controllo dei cavi marittimi nel Mediterraneo e lo sviluppo dell’Etna Valley. A Catania, è stato ricordato, STMicroelectronics sta realizzando un piano di investimenti da 5 miliardi di euro, nell’ambito di un investimento complessivo di 12 miliardi in Italia. Il piano viene definito “il più significativo autorizzato dalla Commissione Europea, il più importante d’Europa”.
    Sempre a Catania, il videomessaggio del ministro Urso ha richiamato il ruolo di 3Sun, gruppo Enel, sostenuta attraverso Transizione 5.0 e che sarà ulteriormente supportata dal nuovo Piano Transizione 5.0, con incentivi all’autoproduzione da fonti rinnovabili attraverso tecnologia europea. L’obiettivo è fare dello stabilimento “il più importante e significativo” impianto di produzione di pannelli fotovoltaici in Europa.
    Per raggiungere questi obiettivi, però, “servono procedure più rapide e certe”, con un “vero e proprio shock autorizzativo” per i nuovi impianti e i nuovi progetti fotovoltaici. Un processo che, è stato sottolineato, dovrebbe avvenire “con il supporto delle Regioni e il coinvolgimento dei territori e delle comunità locali”. “Bisogna superare gli ostacoli che in altre Regioni vengono frapposti senza comprendere in fondo quanto questo progetto sia assolutamente necessario per l’autonomia strategica dell’Italia e della nostra Europa”, ha evidenziato Urso.
    Il Mimit ha richiamato infine la necessità di rafforzare la filiera industriale e le competenze, attraverso “il dialogo tra università, centri di ricerca e imprese“, il sostegno alle piccole e medie imprese che innovano e gli investimenti nella formazione tecnica e professionale. “Oggi la Sicilia è chiamata ad accelerare: dovrà percorrere con decisione le strade dell’innovazione scientifica e tecnica, grazie alla forza del suo tessuto produttivo e alle competenze sempre più diffuse”, ha concludo in videomessaggio il ministro Urso. “Insieme a voi e alle imprese possiamo procedere sulla strada giusta”. 
    TAMAJO “LA SICILIA HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ESSERE PROTAGONISTA”
    “La Sicilia ha tutte le carte per essere protagonista della nuova economia dell’energia. La transizione ecologica non deve essere vissuta come un costo o un obbligo, ma trasformata in una leva di sviluppo: più innovazione, più investimenti, imprese più competitive e nuove opportunità di lavoro qualificato”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive Edmondo Tamajo, intervenendo oggi a Catania all’incontro “Idrogeno per la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile in Sicilia”, quinta tappa del tour “H2InComune”, promosso da H2IT e RENAEL. L’appuntamento, ospitato al Centro fieristico di Misterbianco nell’ambito di HeySun 2026, mette a confronto istituzioni, imprese, università e centri di ricerca sulle prospettive dell’idrogeno.
    “Quando parliamo di idrogeno e di nuove tecnologie energetiche – sottolinea Tamajo – parliamo anche di politica industriale. La vera sfida è portare innovazione dentro le nostre aziende e creare in Sicilia filiere ad alto valore aggiunto. Abbiamo competenze, università, ricerca e un tessuto imprenditoriale che vuole crescere: dobbiamo riuscire a mettere insieme queste energie e trasformarle in sviluppo”.
    Per Tamajo, la posizione della Sicilia nel Mediterraneo può rappresentare un vantaggio nella trasformazione in corso. “La nostra Isola non può limitarsi a essere un luogo di passaggio dell’energia. Dobbiamo puntare a essere il luogo in cui l’energia genera impresa, tecnologia e occupazione. È questo il salto di qualità che vogliamo favorire. La Sicilia deve attrarre investimenti e, allo stesso tempo, mettere le proprie imprese nelle condizioni di partecipare alle nuove filiere industriali”.
    L’assessore richiama anche il ruolo della collaborazione tra istituzioni, imprese e sistema della conoscenza. “Nessuna transizione si realizza da soli. Servono investimenti, ricerca, competenze e una forte collaborazione tra istituzioni, università e mondo produttivo. La Regione vuole accompagnare questo processo, sostenendo l’innovazione e creando condizioni favorevoli per chi sceglie di investire e produrre in Sicilia”.
    Infine, Tamajo pone l’accento sulle ricadute economiche e occupazionali: “La transizione avrà senso se riusciremo a trasformarla in opportunità concrete per i siciliani. Innovazione e sostenibilità devono significare anche fabbriche, imprese competitive, nuovi mestieri e lavoro per i nostri giovani. La Sicilia non deve inseguire il cambiamento: deve avere l’ambizione di guidarne una parte”.
    -Foto xo5/Italpress-
    Ultima Ora / IPA.

  • Emergenza su volo da Dubai a Tel Aviv

    Un aereo di linea della Flydubai in volo da Dubai a Tel Aviv ha segnalato un’emergenza ed è sceso di quota mentre si avvicinava allo spazio aereo della Giordania, atterrando a Tabuk in Arabia Saudita. L’aereo è un Boeing 737MAX 8.
    Caccia israeliani decollati d’urgenza.
    A bordo 180 persone. E’ stata una lite tra piloti (uno ucraino e uno russo) a causare l’allerta, lanciata col codice “dirottamento” o “interferenza illecita”. Flydubai: “Colluttazione in cabina tra piloti, finché uno ha perso conoscenza”. Netanyahu convoca “consultazioni” sull’accaduto.

  • Dopo 23 anni, il ritiro Usa dall’Iraq

    Gli Stati Uniti e i partner della Coalizione hanno formalmente concluso oggi in Iraq l’operazione ‘Inherent Resolve’
    Lo annuncia il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell. “Il ritiro dalla base aerea di Erbil(Kurdistan iracheno) segna la fine della missione militare”.
    Tutto cominciò con l’invasione del 2003 poi il ritorno nel 2011.
    La campagna,durata 12 anni,ha sconfitto l’Isis come “minaccia militare organizzata” in Iraq e nella regione, dichiara Washington.Ora guidano le forze irachene,con addestramento e intelligence Usa

  • Axios:stallo in colloqui tra Usa e Iran

    Gli sforzi compiuti questa settimana dai mediatori qatarioti per favorire un svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran hanno fatto scarsi progressi, poiché nessuna delle due parti appare disposta a cedere. Lo scrive Axios, citando fonti a conoscenza dei colloqui.
    Secondo il media americano, lo stallo rafforza la convinzione, da entrambe le parti, che un nuovo conflitto militare stia diventando sempre più probabile.
    Trump potrebbe ordinare la ripresa di combattimenti dopo elezioni di Midterm.
    L’Iran non farebbe concessioni finché non si ritorna al Memorandum d’intesa.

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