Notizie dell’Ultima Ora

  • Le schede telefoniche compiono 50 anni: quanto valgono oggi?

    Ultima Ora – Nel 1976 la SIP lanciava in Italia la prima scheda telefonica prepagata della storia mondiale. Cinquant’anni dopo, quegli oggetti che generazioni di italiani hanno infilato distrattamente nelle cabine gialle sono diventati merce da collezionisti, con prezzi che vanno da pochi euro a cifre a tre zeri per gli esemplari più rari.
    Dal telefono a gettoni alle schede
    Prima delle schede c’erano i gettoni: introdotti già nel 1927, per decenni hanno funzionato come una vera e propria moneta informale, tanto che negli anni Settanta se ne contava uno per ogni abitante e nel giro di pochi anni il rapporto salì a sette gettoni a testa. Il sistema però aveva un limite evidente, bisognava portarsi dietro tasche piene di metallo. La svolta arriva dopo circa tre anni di sperimentazioni, con prototipi in plastica dotati di contatti dorati che si rivelarono troppo costosi da produrre su larga scala.

    La soluzione arrivò da un’azienda italiana di Montichiari, la SIDA, che brevettò la tecnologia poi adottata dalla SIP. Nasceva così quella che i collezionisti chiamano oggi “Serie 0”, la scheda precursore da cui discendono tutte le altre. Il vero boom arriva negli anni Novanta.
    Cabine stradali
    Nel 1992 l’uso della scheda si estende anche alle cabine stradali, e l’anno successivo le carte prepagate superano definitivamente le monete come principale strumento di pagamento della telefonia pubblica.Il basso costo del supporto magnetico permette di stampare tagli diversi, da 5.000 a 15.000 lire, accelerando una diffusione capillare che nel 1994 porta al traguardo simbolico della 500 milionesima scheda prodotta, celebrato con un’emissione speciale. Poi arriva il cellulare, e le cabine telefoniche iniziano lentamente a svuotarsi.
    Oggetti da collezione
    Le schede non spariscono dall’oggi al domani, ma il loro ruolo da oggetto d’uso quotidiano si trasforma progressivamente in qualcos’altro. Chi colleziona schede telefoniche ha un nome preciso per la propria passione: telecartofilia. Non è un fenomeno di nicchia recente, accompagna le schede fin dagli anni Ottanta, ma oggi, complice la nostalgia per gli oggetti pre-digitali, sta vivendo una seconda giovinezza tra chi vuole rivendere le vecchie raccolte e chi le cerca per completare collezioni tematiche.
    A rendere preziosa una scheda concorrono diversi fattori
    La tiratura limitata, il collegamento a eventi storici o sportivi, la distribuzione regionale ristretta. Le edizioni commemorative, come quella dedicata al G7 di Napoli del 1994, sono tra le più ricercate, così come le serie distribuite solo in alcune aree del Paese, ad esempio in Sicilia o in Sardegna. Un capitolo a parte meritano gli errori di stampa. Come accade per francobolli e monete, un difetto di produzione può trasformare una scheda comune in un pezzo introvabile.
    I prezzi variano enormemente
    Le schede comuni, quelle che chiunque abbia vissuto gli anni Ottanta o Novanta probabilmente ha ancora in un cassetto, si aggirano tra 1 e 10 euro. Le versioni rare o commemorative possono arrivare a 50-200 euro. Gli esemplari unici, con errori di stampa o tirature bassissime, superano in alcuni casi i 500 euro, con punte che secondo gli operatori del settore toccano anche il migliaio di euro per i pezzi più introvabili. Conta molto anche lo stato di conservazione.

    Una scheda anche solo leggermente rovinata perde gran parte del suo valore agli occhi dei collezionisti, che privilegiano esemplari integri, mai utilizzati, conservati lontano da fonti di calore e umidità. Chi si ritrova tra le mani una vecchia raccolta di famiglia farebbe bene a non liquidarla frettolosamente. Un primo controllo va fatto sulla grafica: le schede con il vecchio logo SIP, quelle a tiratura regionale o quelle dedicate a eventi come Mondiali e Olimpiadi meritano un approfondimento prima di finire nel bidone della carta.
    Esistono cataloghi specializzati, aggiornati periodicamente, che permettono di verificare tiratura e valore di mercato di ogni singola emissione, uno strumento che i collezionisti più esperti considerano indispensabile prima di vendere o scambiare un pezzo. Cinquant’anni dopo quella prima sperimentazione brevettata a Montichiari, la scheda telefonica ha smesso di essere un oggetto d’uso e ha iniziato una seconda vita da testimone di un pezzo di storia italiana, quella fatta di cabine gialle, codici da grattare e attese al telefono pubblico.
     
     

  • Trump “Con il Venezuela il più grande accordo sul petrolio della storia”

    ROMA Ultima Ora / IPA – Stati Uniti e Venezuela hanno sottoscritto un accordo relativo al petrolio del Paese sudamericano, che prevede il controllo statunitense di “oltre 65 miliardi di barili” dalle riserve venezuelane, grazie a una partnership con imprese private.
    “Gli Stati Uniti hanno appena concluso un accordo con il Venezuela: il più grande affare petrolifero della storia mondiale! – scrive su Truth Social il presidente Usa, Donald Trump -. Su mia disposizione, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Guerra Pete Hegseth lavorando a stretto contatto con l’autorevole Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, e attraverso una partnership con il settore privato hanno garantito agli Stati Uniti il controllo maggioritario di oltre 65 miliardi di barili di riserve petrolifere certe in Venezuela, senza alcun costo per i contribuenti americani”. “Questa storica operazione – aggiunge Trump – raddoppia abbondantemente le riserve petrolifere americane, incrementa notevolmente la nostra disponibilità di petrolio e abbasserà in modo sostanziale i prezzi del carburante per tutti gli americani ancora a lungo, contribuendo al contempo a instradare il Venezuela verso un successo straordinario e una grande prosperità”. “Tale accordo rafforzerà enormemente il rapporto, già in crescita, tra Venezuela e Stati Uniti”, conclude.
    – foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • Palermo ricorda Libero Grassi ucciso 35 anni fa dalla mafia

    PALERMO Ultima Ora / IPA – La sua morte ha svegliato la società civile dal torpore e avviato una nuova stagione di contrasto alla mafia: 35 anni fa in via Alfieri veniva assassinato Libero Grassi, proprietario dell’azienda tessile Sigma. Cosa nostra lo uccise per la sua ribellione alle estorsioni, ma da lì in poi la risposta di Palermo fu netta e arrivò grazie sia al lavoro del mondo associativo sia all’attività incessante della moglie di Grassi, Pina, e dei figli Alice e Davide.
    A celebrarne la memoria dell’imprenditore nel luogo dell’eccidio sono l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta, l’assessore regionale alla Famiglia Nuccia Albano, il presidente della commissione Antimafia all’Ars Antonello Cracolici, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il presidente della Corte d’Appello del tribunale di Palermo Antonio Balsamo e l’ex presidente del Senato Pietro Grasso: con loro i figli di Grassi e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.
    La mattina del 29 agosto 1991 Grassi venne raggiunto da quattro colpi di pistola poco dopo essere uscito di casa: a sparare fu Salvino Madonia, killer di Cosa nostra poi condannato all’ergastolo. La ribellione e la conseguente denuncia del proprietario di Sigma, pagate con la vita, furono decisive per convincere tanti imprenditori a denunciare i tentativi di estorsione, dicendo basta al giogo del pizzo. Dopo l’affissione del manifesto commemorativo, i figli di Grassi e il nipote Alfredo Chiodi (figlio di Alice) hanno spruzzato della vernice rossa nel punto in cui il padre venne colpito, come simbolo del sangue versato: in seguito sopra la macchia sono state deposte una serie di piantine per rendere omaggio alla sua figura.
    Al centro delle riflessioni dei familiari c’è inevitabilmente il susseguirsi di episodi intimidatori che hanno colpito la città negli ultimi mesi, ma accanto alla preoccupazione c’è la convinzione che qualcosa a Palermo sia cambiato rispetto a 35 anni fa. “Vedo una città sicuramente più violenta, non so se anche più mafiosa – sottolinea Davide Grassi, – Alla mia età inizio a pormi il problema se riuscirò a vedere Palermo un pò migliore. Ci sono tanti atteggiamenti dei nostri concittadini che mi lasciano perplesso: questo tipo di intimidazioni, con ragazzi che per denaro sono disponibili a sparare e mettere bombe senza alcuna remora, è preoccupante perchè dà la dimensione di un serbatoio infinito; si può arrestare il capo estortore, ma se poi aveva nove smartphone in cella si resta perplessi. Sull’arretramento dei commercianti non ho un riscontro oggettivo, dopodichè sono tutti i cittadini a non dover arretrare e non solo i commercianti: la logica con cui è nata Addiopizzo era proprio questa”.
    Benchè i progressi sul piano legislativi ci siano stati, secondo il figlio dell’imprenditore “a stupire sono la sfrontatezza e l’impunità con cui si svolgono queste intimidazioni: mi preoccupa la coscienza sociale. Vale anche per la spiaggia di Mondello: ci è voluto Ismaele La Vardera per spiegarci qualcosa che sapevano tutti, cioè che le tubature dell’acqua sono gestite dalla mafia allo Zen; mia madre, facendo volontariato lì trent’anni fa, già lo sapeva”.
    Anche per Alice Grassi sul fronte delle intimidazioni si riscontra una situazione “molto pesante, soprattutto nella zona tra San Lorenzo e Sferracavallo dove stanno iniziando le denunce: è ovvio che sono sempre poche rispetto al fenomeno, che purtroppo si è diffuso nuovamente in modo significativo. Un pò l’insegnamento di mio padre è servito: c’è chi si rivolge alle associazioni anti racket e con il loro aiuto denuncia, ma dovrebbero essere molti di più a seguire l’esempio; servirebbe anche un controllo diverso sul territorio”.
    L’anniversario di via Alfieri è anche un’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori al parco Libero Grassi: questi, spiega la figlia dell’imprenditore, sono “in stand-by: si parla ancora di bonifica e si sta facendo l’ennesima revisione del progetto di questa, anche perchè il ciclone Harry ha eroso un grosso pezzo della costa per cui c’è un problema del terreno inquinato che va a a mare: queste misure non erano previste, mi sono aggiornata fino a ieri con il Rup del progetto ed è chiaro che di questo non è responsabile il Comune. Si spera che entro settembre possano riprendere i lavori di bonifica e solo allora potremo parlare del progetto del parco: questo è pronto, lo abbiamo anche presentato l’anno scorso, ma non ci sono i fondi e quelli per la bonifica sono pure pochi visto che i lavori necessari sono maggiori”.
    Sulla questione si è espresso anche Carta, il quale evidenzia come “il parco sta già avendo vita: sono iniziati i lavori di bonifica e stiamo lavorando, insieme alla famiglia e all’Università, per fare in modo che il progetto di bonifica possa già avere qualche primo elemento del futuro parco. Una volta completato il progetto troveremo le risorse, di questo ne sono sicuro: ritengo che l’apertura della prima porzione, quella attorno al teatro, possano essere conclusi entro un anno”.
    L’assessore poi si sofferma su quanto sia stato importante per la città l’esempio del proprietario di Sigma: “Essere qui è un dolore, un’emozione e una grande responsabilità di partecipazione civile di tutta la città: oggi si fa memoria e si compie il rito del rinnovare il sangue versato da Libero Grassi e da tutti gli altri martiri della guerra contro la mafia. Non è solo un segnale estetico o emotivo che riguarda solo la famiglia, ma ci ricorda il dolore che questa città ha attraversato e che, come ci ha insegnato Libero Grassi, dobbiamo tenere alte sia la testa che la guardia: è vero che la città è cambiata e che il lavoro di magistratura e forze dell’ordine è straordinario, ma questa modalità di infiltrazione nei gangli della società va sempre tenuta in grandissima attenzione”.
    Il lavoro fatto dopo la morte dell’imprenditore, secondo Grasso, è importante ma non del tutto sufficiente: “Questi 35 anni non sono trascorsi invano, perchè siamo andati avanti nella lotta al racket: non dobbiamo mai dimenticare che allora Libero Grassi fu lasciato solo. Oggi dobbiamo rimanere uniti, perchè i fenomeni estortivi non sono completamente scomparsi e si riaffacciano alla cronaca giudiziaria e criminale della città: dobbiamo continuare a seguire questi fenomeni con la massima attenzione e soprattutto rimanere uniti tra istituzioni, associazioni e cittadini. Purtroppo la mafia è un male che non si riesce a estirpare da questa città: le condizioni sociali ed economiche non sono migliorate al punto da poter rendere Palermo felice. Bisogna continuare a lottare con attenzione e impegno”.
    Anche il presidente di Addiopizzo Raffaele Genova si concentra sui progressi nella lotta al racket dal 29 agosto 1991 ai giorni nostri: “E’ stato un anno molto intenso e difficile, però grazie allo Stato e alla scelta di alcuni commercianti siamo riusciti ad andare avanti. 35 anni fa non ci sono state denunce tranne quella di Libero Grassi, oggi non è più così: ci sono sicuramente tanti imprenditori che devono denunciare in assoluta tranquillità e sicurezza. La Palermo del 2026 non è la stessa del 1991: rispetto al passato gli imprenditori ricevono risposte totalmente diverse dai cittadini e dallo Stato, quindi sono discretamente ottimista”.
    – foto xd8 Italpress –
    Ultima Ora / IPA.

  • Palermo ricorda Libero Grassi ucciso 35 anni fa dalla mafia

    PALERMO Ultima Ora / IPA – La sua morte ha svegliato la società civile dal torpore e avviato una nuova stagione di contrasto alla mafia: 35 anni fa in via Alfieri veniva assassinato Libero Grassi, proprietario dell’azienda tessile Sigma. Cosa nostra lo uccise per la sua ribellione alle estorsioni, ma da lì in poi la risposta di Palermo fu netta e arrivò grazie sia al lavoro del mondo associativo sia all’attività incessante della moglie di Grassi, Pina, e dei figli Alice e Davide.
    A celebrarne la memoria dell’imprenditore nel luogo dell’eccidio sono l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta, l’assessore regionale alla Famiglia Nuccia Albano, il presidente della commissione Antimafia all’Ars Antonello Cracolici, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il presidente della Corte d’Appello del tribunale di Palermo Antonio Balsamo e l’ex presidente del Senato Pietro Grasso: con loro i figli di Grassi e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.
    La mattina del 29 agosto 1991 Grassi venne raggiunto da quattro colpi di pistola poco dopo essere uscito di casa: a sparare fu Salvino Madonia, killer di Cosa nostra poi condannato all’ergastolo. La ribellione e la conseguente denuncia del proprietario di Sigma, pagate con la vita, furono decisive per convincere tanti imprenditori a denunciare i tentativi di estorsione, dicendo basta al giogo del pizzo. Dopo l’affissione del manifesto commemorativo, i figli di Grassi e il nipote Alfredo Chiodi (figlio di Alice) hanno spruzzato della vernice rossa nel punto in cui il padre venne colpito, come simbolo del sangue versato: in seguito sopra la macchia sono state deposte una serie di piantine per rendere omaggio alla sua figura.
    Al centro delle riflessioni dei familiari c’è inevitabilmente il susseguirsi di episodi intimidatori che hanno colpito la città negli ultimi mesi, ma accanto alla preoccupazione c’è la convinzione che qualcosa a Palermo sia cambiato rispetto a 35 anni fa. “Vedo una città sicuramente più violenta, non so se anche più mafiosa – sottolinea Davide Grassi, – Alla mia età inizio a pormi il problema se riuscirò a vedere Palermo un pò migliore. Ci sono tanti atteggiamenti dei nostri concittadini che mi lasciano perplesso: questo tipo di intimidazioni, con ragazzi che per denaro sono disponibili a sparare e mettere bombe senza alcuna remora, è preoccupante perchè dà la dimensione di un serbatoio infinito; si può arrestare il capo estortore, ma se poi aveva nove smartphone in cella si resta perplessi. Sull’arretramento dei commercianti non ho un riscontro oggettivo, dopodichè sono tutti i cittadini a non dover arretrare e non solo i commercianti: la logica con cui è nata Addiopizzo era proprio questa”.
    Benchè i progressi sul piano legislativi ci siano stati, secondo il figlio dell’imprenditore “a stupire sono la sfrontatezza e l’impunità con cui si svolgono queste intimidazioni: mi preoccupa la coscienza sociale. Vale anche per la spiaggia di Mondello: ci è voluto Ismaele La Vardera per spiegarci qualcosa che sapevano tutti, cioè che le tubature dell’acqua sono gestite dalla mafia allo Zen; mia madre, facendo volontariato lì trent’anni fa, già lo sapeva”.
    Anche per Alice Grassi sul fronte delle intimidazioni si riscontra una situazione “molto pesante, soprattutto nella zona tra San Lorenzo e Sferracavallo dove stanno iniziando le denunce: è ovvio che sono sempre poche rispetto al fenomeno, che purtroppo si è diffuso nuovamente in modo significativo. Un pò l’insegnamento di mio padre è servito: c’è chi si rivolge alle associazioni anti racket e con il loro aiuto denuncia, ma dovrebbero essere molti di più a seguire l’esempio; servirebbe anche un controllo diverso sul territorio”.
    L’anniversario di via Alfieri è anche un’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori al parco Libero Grassi: questi, spiega la figlia dell’imprenditore, sono “in stand-by: si parla ancora di bonifica e si sta facendo l’ennesima revisione del progetto di questa, anche perchè il ciclone Harry ha eroso un grosso pezzo della costa per cui c’è un problema del terreno inquinato che va a a mare: queste misure non erano previste, mi sono aggiornata fino a ieri con il Rup del progetto ed è chiaro che di questo non è responsabile il Comune. Si spera che entro settembre possano riprendere i lavori di bonifica e solo allora potremo parlare del progetto del parco: questo è pronto, lo abbiamo anche presentato l’anno scorso, ma non ci sono i fondi e quelli per la bonifica sono pure pochi visto che i lavori necessari sono maggiori”.
    Sulla questione si è espresso anche Carta, il quale evidenzia come “il parco sta già avendo vita: sono iniziati i lavori di bonifica e stiamo lavorando, insieme alla famiglia e all’Università, per fare in modo che il progetto di bonifica possa già avere qualche primo elemento del futuro parco. Una volta completato il progetto troveremo le risorse, di questo ne sono sicuro: ritengo che l’apertura della prima porzione, quella attorno al teatro, possano essere conclusi entro un anno”.
    L’assessore poi si sofferma su quanto sia stato importante per la città l’esempio del proprietario di Sigma: “Essere qui è un dolore, un’emozione e una grande responsabilità di partecipazione civile di tutta la città: oggi si fa memoria e si compie il rito del rinnovare il sangue versato da Libero Grassi e da tutti gli altri martiri della guerra contro la mafia. Non è solo un segnale estetico o emotivo che riguarda solo la famiglia, ma ci ricorda il dolore che questa città ha attraversato e che, come ci ha insegnato Libero Grassi, dobbiamo tenere alte sia la testa che la guardia: è vero che la città è cambiata e che il lavoro di magistratura e forze dell’ordine è straordinario, ma questa modalità di infiltrazione nei gangli della società va sempre tenuta in grandissima attenzione”.
    Il lavoro fatto dopo la morte dell’imprenditore, secondo Grasso, è importante ma non del tutto sufficiente: “Questi 35 anni non sono trascorsi invano, perchè siamo andati avanti nella lotta al racket: non dobbiamo mai dimenticare che allora Libero Grassi fu lasciato solo. Oggi dobbiamo rimanere uniti, perchè i fenomeni estortivi non sono completamente scomparsi e si riaffacciano alla cronaca giudiziaria e criminale della città: dobbiamo continuare a seguire questi fenomeni con la massima attenzione e soprattutto rimanere uniti tra istituzioni, associazioni e cittadini. Purtroppo la mafia è un male che non si riesce a estirpare da questa città: le condizioni sociali ed economiche non sono migliorate al punto da poter rendere Palermo felice. Bisogna continuare a lottare con attenzione e impegno”.
    Anche il presidente di Addiopizzo Raffaele Genova si concentra sui progressi nella lotta al racket dal 29 agosto 1991 ai giorni nostri: “E’ stato un anno molto intenso e difficile, però grazie allo Stato e alla scelta di alcuni commercianti siamo riusciti ad andare avanti. 35 anni fa non ci sono state denunce tranne quella di Libero Grassi, oggi non è più così: ci sono sicuramente tanti imprenditori che devono denunciare in assoluta tranquillità e sicurezza. La Palermo del 2026 non è la stessa del 1991: rispetto al passato gli imprenditori ricevono risposte totalmente diverse dai cittadini e dallo Stato, quindi sono discretamente ottimista”.
    – foto xd8 Italpress –
    Ultima Ora / IPA.

  • Esplosione Cassino, morto l’ustionato

    10.28
    E’ morto nella notte al Sant’Eugenio di Roma l’infermiere 54enne rimasto gravemente ustionato nell’esplosione avvenuta nei giorni scorsi in una palazzina a Cassino.
    L’uomo morto aveva riportato ustioni sul 90% del corpo. Nello stesso ospedale, con ustioni sul 70% del corpo, la compagna, una Oss 40enne anche lei dipendente della Asl di Frosinone.
    Si pensa a una fuga di gas come causa dell’esplosione, che ha fatto crollare il tetto e reso inagibile la palazzina.

  • Uomo trovato morto in lago in Toscana

    9.48
    E’ stato ritrovato morto in un laghetto artificiale a Pomonte, nel comune di Scansano, in Toscana, l’uomo che risultava scomparso da casa.
    In Maremma si cerca anche una donna di 86 anni, scomparsa durante una vacanza a Roccalbegna (Grosseto).
    I due casi sono distinti.
    In arrivo da Firenze il nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco per il recupero del corpo dell’uomo.

  • Usa-Venezuela, 65mld barili di petrolio

    9.00
    Dopo le indiscrezioni dei media, il presidente Usa conferma che è stato raggiunto un accordo con Caracas sul petrolio,”il più grande della storia”, come scrive sul suo social Truth.
    Garantito a Washington il controllo maggioritario di oltre 65 miliardi di barili di riserve petrolifere certe del Paese sudamericano.
    La presidente ad interim venezuelana Rodriguez: l’intesa “avrà un impatto significativo sul rinascimento della nazione”.

  • Eslposione a Cassino, è morto uno dei feriti

    Ultima Ora – E’ morto dopo cinque giorni di agonia Carmine Sirica, l’infermiere di 54 anni rimasto gravemente ustionato nell’esplosione dell’appartamento in cui viveva a Cassino. Il decesso è avvenuto al Sant’Eugenio di Roma, dove l’uomo era stato trasferito subito dopo la tragedia del 24 agosto.
    Sirica era arrivato nel centro specializzato per la cura dei grandi ustionati in condizioni disperate. Le ustioni riportate nell’esplosione erano estese a gran parte del corpo e, nonostante le cure dei medici, il suo quadro clinico non è migliorato fino al tragico epilogo.
    La morte dell’infermiere aggiunge un nuovo drammatico capitolo alla vicenda che ha sconvolto la palazzina di via Guado Santa Maria. Nell’esplosione era rimasta gravemente ferita anche la compagna di Sirica, Katia Adinolfi, tuttora ricoverata al Sant’Eugenio e ancora in lotta per la vita.
    Il boato e l’inferno nell’appartamento
    La tragedia si è consumata nella mattinata del 24 agosto. Un violento boato ha squarciato il silenzio nella zona di via Guado Santa Maria, a Cassino. L’esplosione ha interessato l’appartamento all’ultimo piano della palazzina, provocando un incendio e devastando parte dell’edificio.
    All’interno dell’abitazione si trovavano Carmine Sirica e la compagna. Entrambi sono stati investiti dalla deflagrazione e dalle fiamme, riportando ustioni gravissime.
    A dare l’allarme sono stati i residenti e le persone che si trovavano nelle vicinanze. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i soccorritori del 118 e le forze dell’ordine. Le operazioni di soccorso sono state rese particolarmente complesse dalle condizioni dell’edificio e dalla presenza di macerie.
    I due feriti sono stati estratti dall’abitazione e affidati alle cure dei sanitari. Vista la gravità delle ustioni, per entrambi è stato disposto il trasferimento al Centro Grandi Ustionati del Sant’Eugenio di Roma.
    Per Carmine, però, la situazione è rimasta critica fin dall’inizio. Per cinque giorni i medici hanno tentato di fronteggiare le conseguenze delle gravissime ustioni. Poi, il 29 agosto, il suo cuore ha smesso di battere.
    Le indagini sull’esplosione
    Resta ora da chiarire cosa abbia provocato la deflagrazione. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni momento precedente all’esplosione e di individuare l’eventuale origine della fuga che potrebbe aver determinato l’accumulo di gas nell’abitazione.
    L’ipotesi di una fuga di gas è infatti tra quelle al vaglio, ma saranno gli accertamenti tecnici a stabilire con certezza la causa dell’esplosione. La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica e verificare eventuali responsabilità.
    Il lavoro degli investigatori dovrà ora fare luce anche sulle condizioni dell’impianto e sull’abitazione, mentre proseguono gli accertamenti dei vigili del fuoco.
    Intanto, la tragedia ha lasciato una comunità sotto shock. La morte di Carmine Sirica trasforma in lutto una vicenda che, dal 24 agosto, aveva tenuto con il fiato sospeso familiari, amici e colleghi. E al Sant’Eugenio continua la battaglia per la vita di Katia Adinolfi, rimasta gravemente ferita nello stesso inferno di fuoco.

  • Urso “Una social card per la benzina? Allo studio misure selettive”

    ROMA Ultima Ora / IPA – In merito al caro carburanti, per superare il nodo accise e rendere gli aiuti strutturali, sono allo studio “misure selettive, innanzitutto a beneficio di chi si sposta per lavoro e dei ceti meno abbienti. Oltre alla filiera dell’autotrasporto che abbiamo preservato con il credito di imposta, limitando così l’impatto inflattivo. La crescita della fiducia di consumatori e imprese anche in agosto conferma che siamo sulla strada giusta”. Così, in una intervista a il Giornale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alla domanda se il governo stia pensando di utilizzare la social card.
    Restando sulla mobilità, nei primi sei mesi del 2026 le immatricolazioni auto sono salite di quasi l’11%, “il segnale più forte viene dalla produzione – spiega il Ministro -. Nei primi sei mesi è cresciuta del 13,4%, circa 302.000 unità, quella delle sole autovetture del 26,1% a 167.367 unità. Mentre in Germania e in altri Paesi annunciano la chiusura di stabilimenti e il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori. Ora dobbiamo completare la revisione delle regole europee, imponendo il principio della neutralità tecnologica e del Made in Europe. A livello nazionale è in funzione il piano automotive con contratti di sviluppo adeguati alla taglia delle PMI per sostenere il rilancio della componentistica”. E alla domanda se l’arrivo di un produttore cinese è tramontato per sempre, risponde: “Affatto, anzi. Siamo nella fase decisiva. Ovviamente per produrre e non per assemblare. Siamo sempre stati chiari, sin dai MOU siglati nel 2024: in Italia porte aperte a chi utilizza la nostra componentistica”.
    Sul Dossier Ilva, siamo alla vigilia del tavolo a Palazzo Chigi. Il governo ritiene prioritario l’interesse della cordata italiana? “La valutazione – commenta Urso – spetta ai commissari straordinari e i criteri sono noti: continuità produttiva, tenuta occupazionale, decarbonizzazione del sito. Allo stato attuale vi sono due proposte vincolanti, a cui si sono aggiunte due manifestazioni di interesse, tra cui quella presentata da Federacciai con 14 aziende: un altro segnale importante della rinnovata vitalità delle nostre imprese siderurgiche. Peraltro confermata dalla crescita produttiva: a giugno +6,1% su base annuale. E, sempre riguardo al comparto, spero si concludano positivamente anche l’acquisizione di Sanac e della piemontese CNL da parte di aziende italiane”.
    Sui data center, esiste un potenziale conflitto tra gli strumenti normativi straordinari pensati dal governo e le leggi regionali già varate, come quella della Lombardia? “Nessun conflitto – dichiara il Ministro -, piena e leale collaborazione con tutte le Regioni. Le procedure nazionali che hanno riguardato data center in Lombardia corrispondono appieno ai criteri della nuova legge regionale: riuso delle aree dismesse e contenimento del consumo di suolo, energia da fonti rinnovabili e tutela della risorsa idrica”.
    Confindustria preme per modificare il meccanismo europeo degli ETS. Cosa può fare il governo a livello Ue? Con quali Paesi siete in sintonia? “Abbiamo raggiunto una minoranza di blocco e non abbiamo alcuna intenzione di mollare – sottolinea Urso -, con noi ci sono Polonia, Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria. La revisione deve essere sostanziale, per recuperare competitività nella sfida globale: una revisione radicale dei parametri con cui si assegnano le quote gratuite, un orizzonte più realistico rispetto al 2039 e al 2034 per i settori coperti dal CBAM, una riflessione seria sull’ETS2 prima del 2028. Non ci accontenteremo di mezze misure”.
    E sulla vertenza Electrolux, dichiara: “In sei anni in Europa sono stati chiusi 25 stabilimenti del settore. Per questo abbiamo aperto il fronte europeo, con un ‘non paper’ sottoscritto anche da Germania, Francia e Polonia che chiede alla Commissione di riconoscere anche l’elettrodomestico come comparto. Mentre all’azienda abbiamo chiesto un piano di rilancio che salvaguardi gli stabilimenti e tuteli i lavoratori”.
    – foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • Ancora una notte di attacchi incrociati tra Russia e Ucraina

    ROMA Ultima Ora / IPA – Ancora una notte di attacchi incrociati tra
    Kiev e Mosca, al 1.648esimo giorno di guerra.
    Droni russi hanno provocato un grave incendio e diverse esplosioni in un deposito di esplosivi alla periferia di Kiev, costringendo all’evacuazione di oltre 200 persone, secondo quanto riferito dalle autorità locali. Nuovi raid russi nella notte anche sulla regione di Odessa, colpito con missili e droni il distretto di Izmail.
    Sul fronte opposto, un drone ucraino ha colpito nella regione di Rostov sul Don, in Russia, un magazzino della Dns, una delle principali catene di negozi di elettronica. La struttura ha preso fuoco in seguito all’attacco. Secondo quanto riportano i media russi, il magazzino è stato completamente avvolto dalle fiamme, ma i lavoratori sono stati evacuati. Le autorità locali hanno segnalato danni anche nel quartiere Proletarsky della città. I servizi di emergenza sono intervenuti sul posto. L’entità dei danni è in fase di accertamento. Il governatore dell’oblast di Rostov, Yuri Slyusar, ha confermato che la regione è sotto attacco. Sette persone sono rimaste ferite.
    – foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • Urso “Una social card per la benzina? Allo studio misure selettive”

    ROMA Ultima Ora / IPA – In merito al caro carburanti, per superare il nodo accise e rendere gli aiuti strutturali, sono allo studio “misure selettive, innanzitutto a beneficio di chi si sposta per lavoro e dei ceti meno abbienti. Oltre alla filiera dell’autotrasporto che abbiamo preservato con il credito di imposta, limitando così l’impatto inflattivo. La crescita della fiducia di consumatori e imprese anche in agosto conferma che siamo sulla strada giusta”. Così, in una intervista a il Giornale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alla domanda se il governo stia pensando di utilizzare la social card. Restando sulla mobilità, nei primi sei mesi del 2026 le immatricolazioni auto sono salite di quasi l’11%, “il segnale più forte viene dalla produzione – spiega il Ministro -. Nei primi sei mesi è cresciuta del 13,4%, circa 302.000 unità, quella delle sole autovetture del 26,1% a 167.367 unità. Mentre in Germania e in altri Paesi annunciano la chiusura di stabilimenti e il licenziamento di centinaia di migliaia di lavoratori. Ora dobbiamo completare la revisione delle regole europee, imponendo il principio della neutralità tecnologica e del Made in Europe. A livello nazionale è in funzione il piano automotive con contratti di sviluppo adeguati alla taglia delle PMI per sostenere il rilancio della componentistica”. E alla domanda se l’arrivo di un produttore cinese è tramontato per sempre, risponde: “Affatto, anzi. Siamo nella fase decisiva. Ovviamente per produrre e non per assemblare. Siamo sempre stati chiari, sin dai MOU siglati nel 2024: in Italia porte aperte a chi utilizza la nostra componentistica”.Sul Dossier Ilva, siamo alla vigilia del tavolo a Palazzo Chigi. Il governo ritiene prioritario l’interesse della cordata italiana? “La valutazione – commenta Urso – spetta ai commissari straordinari e i criteri sono noti: continuità produttiva, tenuta occupazionale, decarbonizzazione del sito. Allo stato attuale vi sono due proposte vincolanti, a cui si sono aggiunte due manifestazioni di interesse, tra cui quella presentata da Federacciai con 14 aziende: un altro segnale importante della rinnovata vitalità delle nostre imprese siderurgiche. Peraltro confermata dalla crescita produttiva: a giugno +6,1% su base annuale. E, sempre riguardo al comparto, spero si concludano positivamente anche l’acquisizione di Sanac e della piemontese CNL da parte di aziende italiane”.Sui data center, esiste un potenziale conflitto tra gli strumenti normativi straordinari pensati dal governo e le leggi regionali già varate, come quella della Lombardia? “Nessun conflitto – dichiara il Ministro -, piena e leale collaborazione con tutte le Regioni. Le procedure nazionali che hanno riguardato data center in Lombardia corrispondono appieno ai criteri della nuova legge regionale: riuso delle aree dismesse e contenimento del consumo di suolo, energia da fonti rinnovabili e tutela della risorsa idrica”.Confindustria preme per modificare il meccanismo europeo degli ETS. Cosa può fare il governo a livello Ue? Con quali Paesi siete in sintonia? “Abbiamo raggiunto una minoranza di blocco e non abbiamo alcuna intenzione di mollare – sottolinea Urso -, con noi ci sono Polonia, Bulgaria, Cipro, Estonia, Grecia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria. La revisione deve essere sostanziale, per recuperare competitività nella sfida globale: una revisione radicale dei parametri con cui si assegnano le quote gratuite, un orizzonte più realistico rispetto al 2039 e al 2034 per i settori coperti dal CBAM, una riflessione seria sull’ETS2 prima del 2028. Non ci accontenteremo di mezze misure”.E sulla vertenza Electrolux, dichiara: “In sei anni in Europa sono stati chiusi 25 stabilimenti del settore. Per questo abbiamo aperto il fronte europeo, con un ‘non paper’ sottoscritto anche da Germania, Francia e Polonia che chiede alla Commissione di riconoscere anche l’elettrodomestico come comparto. Mentre all’azienda abbiamo chiesto un piano di rilancio che salvaguardi gli stabilimenti e tuteli i lavoratori”.– foto Ipa Agency –Ultima Ora / IPA.

  • Incidenti stradali, nel 2025 sono stati coinvolti 205 animali

    Ultima Ora – Un pericolo per l’uomo e per la fauna locale, sempre più presente nella nostra quotidianità.
    Nel 2025 l’Osservatorio Asaps-Sapidata ha registrato 205 incidenti gravi sulle strade italiane con il coinvolgimento di animali, un dato in lieve aumento rispetto ai 199 del 2024.
    Il numero di incidenti stradali con animali
    Il report dell’Associazione amici e sostenitori della polizia stradale prende in esame esclusivamente i sinistri che hanno causato lesioni o decessi di persone. Il bilancio è di 14 vittime e 238 feriti (l’anno precedente si erano contati 14 morti e 254 feriti).
    Uno sguardo ai dati
    La stragrande maggioranza degli episodi ha visto il coinvolgimento di animali selvatici (187 casi, pari al 91,2%) e si è verificata sulla rete stradale ordinaria (200 casi). Sul fronte orario, 155 incidenti sono avvenuti di giorno e 50 durante la notte.
    Per quanto riguarda i veicoli interessati, in prima fila ci sono le autovetture (133 casi), seguite da motocicli e ciclomotori (74), biciclette e pedoni (10), oltre a un caso che ha visto coinvolto un autocarro o pullman.
    Le regioni più colpite
    A livello regionale, la Lombardia è la più colpita con 31 episodi, seguita da Campania (24), Toscana (20) e Lazio (18). Più staccate figurano invece Piemonte, Emilia-Romagna, Abruzzo e Sardegna (15 ciascuna), Marche e Liguria (14), Puglia (10) e Sicilia (9).
    “Il fenomeno – denuncia l’Asaps – richiede interventi strutturali e misure preventive più efficaci, soprattutto nelle aree ad alta presenza di fauna selvatica”. Per garantire maggiore sicurezza, l’associazione raccomanda “la progettazione di sottopassaggi, la segnalazione dei punti critici, l’installazione di reti ad alto impatto, una maggiore prudenza nelle ore serali e un’attenzione particolare ai mezzi impegnati nello sfalcio dell’erba”.

  • Il Milan batte 2-0 il Venezia nel ricordo di Franco Baresi

    MILANO Ultima Ora / IPA – Un San Siro unito nel commovente ricordo di Franco Baresi festeggia la vittoria del Milan sul Venezia per 2-0. Sono il tanto atteso Goncalo Ramos e un autogol di Halhal a mettere il sigillo sulla seconda vittoria in campionato dei rossoneri. Il fischio d’inizio è stato quindi anticipato dall’omaggio all’indimenticabile capitano, con una gigantografia della maglia numero 6 al centro del campo, gli striscioni e i cori della Curva Sud e di tutto lo stadio. La prima grande occasione del match capita sui piedi di Ramos al 12′, ma il portoghese spara addosso a Stankovic vanificando una precisa verticalizzazione di Chukwueze.
    Gli ospiti sfiorano il vantaggio al 24′, quando Pavlovic ferma in scivolata una conclusione a botta sicura di Yeboah a pochi passi da Maignan. Nove minuti dopo, Stankovic sbarra nuovamente la strada a Ramos con una parata in tuffo su un destro da buona posizione dell’avversario. L’ex attaccante del Psg sbaglia ancora al 36′, quando non sfrutta un cross a rientrare dalla destra di Chukwueze lisciando un pallone a pochi metri da Stankovic. Si va al riposo sullo 0-0.
    Nella ripresa partono forte i veneti, con Hainaut che riceve un cross dalla sinistra e ci prova con un esterno destro che esce di poco. Al 10′ sono invece i sette volte campioni d’Europa a sfiorare il vantaggio, quando Musah centra in pieno la traversa dopo una mischia nata da un piazzato di Modric. Al quarto d’ora, Ramos incorna alto un cross pennellato dal neo entrato Saelemaekers dalla fascia mancina. Dopo tante occasioni mancate, è proprio l’attaccante lusitano a sbloccare il risultato al 24′. Bella-Kotchap svirgola e libera sulla sinistra Saelemaekers, il quale si accentra e imbuca in area per Ramos, che infila Stankovic con un diagonale mancino. Per il numero 9 è il primo gol in carriera con la nuova maglia. Il raddoppio arriva all’89’. La squadra di Stroppa si getta in avanti e Saelemaekers trova un varco lanciando centralmente in campo aperto Jashari, che a tu per tu con Stankovic si fa ipnotizzare dal portiere ma il pallone, dopo un rocambolesco rimpallo su Halhal, termina in fondo al sacco. E’ il 2-0 che chiude definitivamente i conti. Il Milan festeggia così il momentaneo primo posto in classifica a punteggio pieno dopo due giornate.
    – foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • Il Milan batte 2-0 il Venezia nel ricordo di Franco Baresi

    MILANO Ultima Ora / IPA – Un San Siro unito nel commovente ricordo di Franco Baresi festeggia la vittoria del Milan sul Venezia per 2-0. Sono il tanto atteso Goncalo Ramos e un autogol di Halhal a mettere il sigillo sulla seconda vittoria in campionato dei rossoneri. Il fischio d’inizio è stato quindi anticipato dall’omaggio all’indimenticabile capitano, con una gigantografia della maglia numero 6 al centro del campo, gli striscioni e i cori della Curva Sud e di tutto lo stadio. La prima grande occasione del match capita sui piedi di Ramos al 12′, ma il portoghese spara addosso a Stankovic vanificando una precisa verticalizzazione di Chukwueze.
    Gli ospiti sfiorano il vantaggio al 24′, quando Pavlovic ferma in scivolata una conclusione a botta sicura di Yeboah a pochi passi da Maignan. Nove minuti dopo, Stankovic sbarra nuovamente la strada a Ramos con una parata in tuffo su un destro da buona posizione dell’avversario. L’ex attaccante del Psg sbaglia ancora al 36′, quando non sfrutta un cross a rientrare dalla destra di Chukwueze lisciando un pallone a pochi metri da Stankovic. Si va al riposo sullo 0-0.
    Nella ripresa partono forte i veneti, con Hainaut che riceve un cross dalla sinistra e ci prova con un esterno destro che esce di poco. Al 10′ sono invece i sette volte campioni d’Europa a sfiorare il vantaggio, quando Musah centra in pieno la traversa dopo una mischia nata da un piazzato di Modric. Al quarto d’ora, Ramos incorna alto un cross pennellato dal neo entrato Saelemaekers dalla fascia mancina. Dopo tante occasioni mancate, è proprio l’attaccante lusitano a sbloccare il risultato al 24′. Bella-Kotchap svirgola e libera sulla sinistra Saelemaekers, il quale si accentra e imbuca in area per Ramos, che infila Stankovic con un diagonale mancino. Per il numero 9 è il primo gol in carriera con la nuova maglia. Il raddoppio arriva all’89’. La squadra di Stroppa si getta in avanti e Saelemaekers trova un varco lanciando centralmente in campo aperto Jashari, che a tu per tu con Stankovic si fa ipnotizzare dal portiere ma il pallone, dopo un rocambolesco rimpallo su Halhal, termina in fondo al sacco. E’ il 2-0 che chiude definitivamente i conti. Il Milan festeggia così il momentaneo primo posto in classifica a punteggio pieno dopo due giornate.
    – foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • STROPPA: “TANTE OCCASIONI MANCATE”

    “Per il gioco e la capacità di controllare la partita abbiamo fatto bene, ma ci sono state tante occasioni mancate.
    Nelle chance per il gol avremmo potuto fare nettamente meglio”. A dirlo è Giovanni Stroppa in seguito alla sconfitta per 2-0 contro il Milan. “Quando capitano le occasioni, bisogna sfruttarle.
    Qui c’è un ordine, un’organizzazione e un’idea di tenere il campo in un certo modo”, sottolinea il tecnico.
    Sui nuovi innesti: “Sono calciatori di assoluto valore, però vanno rimessi in condizione per farli giocare insieme al resto della squadra”.
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  • AMORIM: “CONTINUIAMO A LAVORARE”

    “Ho detto che sarebbe stata una partita difficile per il modo in cui gli avversari l’avrebbero giocata. Abbiamo sofferto l’uno contro uno, ma abbiamo anche avuto tante occasioni per segnare.
    Alla fine è arrivata una vittoria ed è la cosa più importante. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorare”. Così Ruben Amorim in seguito al successo per 2-0 contro il Venezia.
    “Avevo bisogno di questo gol. Di solito se ho così tante occasioni ne realizzo più di uno. I miei compagni mi aiutano ogni giorno, bellissima sensazione”, è il commento di Goncalo Ramos.
    Ultima Ora Calcio

  • Musumeci “Non sono interessato a ricandidarmi alla presidenza della Regione Siciliana”

    RAGALNA (CATANIA) Ultima Ora / IPA – “Quando arrivi a 70 anni, cominci a programmare e a concludere. Io ho avuto qualche problema. Io, per avere fatto occasionalmente una Tac, mi sono accorto di avere un tumore e mi sono subito operato. Si diventa fragili. Non si fanno progetti a quest’età, ma ci si alza la mattina senza l’ansia di ricevere attacchi e si passa del tempo con i nipoti. C’è un tempo per ogni cosa”. Lo ha dichiarato il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, intervenendo alla terza giornata di Etna Forum.
    “Per questo – prosegue – quando leggo che sarò il candidato per il centrodestra, dico che non metterò mai più piede a Palazzo d’Orléans. Sono stato in quel palazzo lasciandolo incontaminato. I malfattori restavano fuori. E’ stata l’esperienza più bella della mia vita. Schifani è stato uno dei nomi che ho fatto. Se si ricandida, voterei Schifani. Io non sono più interessato alla politica regionale».
    -foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • Cina, la Banca centrale rafforza il sostegno alle aree colpite dalla frana

    PECHINO (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – La banca centrale cinese ha aumentato di 5 miliardi di yuan (circa 737 milioni di dollari) la propria quota di rifinanziamento destinata all’agricoltura e alle piccole imprese nella regione autonoma dello Xizang, nel sud-ovest della Cina, per sostenere le operazioni di soccorso e ricostruzione dopo il disastro, ha dichiarato ieri la Banca popolare cinese (PBOC).
    La misura mira a orientare e incoraggiare le istituzioni finanziarie a rafforzare il sostegno creditizio a favore delle entità di mercato nelle aree colpite, dopo che una colata di fango ha causato numerose vittime lungo il confine tra Cina e Nepal, secondo la banca centrale.
    Il rifinanziamento è uno strumento di politica monetaria attraverso il quale la banca centrale fornisce fondi a basso costo alle istituzioni finanziarie per incoraggiare l’erogazione di prestiti a settori specifici.
    Una colata di fango ha investito mercoledì mattina il valico di Gyirong, nell’omonima contea dello Xizang. Alle 8:00 di ieri mattina, tre persone risultavano decedute e altre 558 disperse.
    La banca centrale ha dichiarato che solleciterà la propria filiale regionale dello Xizang a utilizzare in modo efficace la quota aggiuntiva di rifinanziamento e a orientare le istituzioni finanziarie affinchè rispondano attivamente alle esigenze di finanziamento nelle aree colpite.
    Anche il settore assicurativo cinese si è attivato rapidamente per fornire servizi relativi alle richieste di risarcimento e sostegno finanziario in seguito al disastro. I principali assicuratori, tra cui PICC e Ping An P&C, hanno attivato meccanismi di risposta alle emergenze, inviando squadre nelle aree colpite e aprendo canali rapidi per la gestione delle richieste di risarcimento.
    Una prima squadra composta da 141 soccorritori è arrivata ieri mattina al valico di confine di Gyirong, colpito dalla colata di fango.Ultima Ora / IPA.-Foto Xinhua-

  • Cina: come vanno a “scuola” i robot a Xiong’an?

    Riuscite a immaginare robot che vanno a “scuola” ogni giorno, proprio come gli studenti? Nella Xiong’an New Area, nella provincia settentrionale cinese dello Hebei, sta già accadendo. In un centro di addestramento per l’intelligenza incarnata, gli istruttori insegnano ai robot a svolgere compiti in ambienti diversi, aiutandoli ad apprendere attraverso esercitazioni ripetute e l’analisi di enormi quantità di dati. (XINHUA/Ultima Ora) mec/(Fonte video: Xinhua)

  • Cina: da miniera di carbone a impianto solare galleggiante

    Un’area dell’Anhui, nella Cina orientale, un tempo soggetta a cedimenti del terreno causati dall’estrazione del carbone, è stata trasformata in un impianto solare galleggiante.
    Un tempo segnata dall’attività mineraria, l’area produce oggi energia pulita, con file di pannelli solari che galleggiano sull’acqua sotto un cielo azzurro. (XINHUA/Ultima Ora) mec/(Fonte video: Xinhua)

  • Rai, Musumeci “Decisione su Report va rispettata”

    RAGALNA (CATANIA) Ultima Ora / IPA – “Credo che meriti rispetto la decisione dell’azienda che opera in assoluta autonomia”. Lo ha detto il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, a margine di Etna Forum a Ragalna, a proposito della decisione dei vertici Rai su Report. “Credo che la decisione adottata – aggiunge – non mortifichi la professionalità di Ranucci, al quale viene riconosciuto ancora un ruolo di grande responsabilità. Voglio solo augurarmi che su Report possa prevalere l’equilibrio rispetto a una campagna di accanimento verso la destra, verso i rappresentanti della destra, come purtroppo è accaduto nel passato”.
    xn5/mgg/

  • Fedorov sarà consulente Difesa italiana

    21.00
    L’ex ministro ucraino della Difesa, Fedorov, sarà consulente del ministero della Difesa italiano.
    Fedorov ha incontrato il ministro Crosetto. “Sarà advisor per l’innovazione della Difesa, in particolare sul tema dei droni, della difesa aerea e dei sistemi tecnologici”, ha detto Crosetto.
    “Assisterò l’Italia nell’adozione di moderne tecnologie belliche”, ha spiegato Fedorov.

  • Nepal: no a squadre soccorso estere

    E’ in moto la macchina dei soccorsi, anche se per il momento il Nepal ha fatto sapere di non avere bisogno di squadre estere, ma di aiuti.
    L’Unione europea ha stanziato 2 milioni per aiuti umanitari. La Croce Rossa Internazionale: colpite dall’alluvione almeno 93mila persone. Un centinaio di lavoratori bloccati nel tunnel di una centrale elettrica.
    Ad ostacolare i già difficili soccorsi, il timore di una nuova, devastante piena del fiume, legata a due laghi che si sono formati ad alta quota.

  • Dati rubati scali UK, chiesto riscatto

    Gli hacker che hanno colpito lo scalo di Manchester, uno dei tre aeroporti britannici – con London Stansted e East Midlands – bersaglio di un attacco informatico, hanno chiesto un riscatto per restituire i dati che sono stati rubati.
    Lo riferisce la stampa britannica in merito al furto dei dati di circa 8,7 milioni di passeggeri.
    Tra i dati rubati ci sono email, numeri di telefono, targhe e indirizzi.

  • Ottavi e quarti in Repubblica Ceca

    Le azzurre di Velasco sono arrivate a Brno, dove lunedì affronteranno la Bulgaria negli ottavi di finale dell’Europeo. Dopo il successo netto nel Girone D, a Goteborg, ora le partite sono da dentro o fuori. L’eventuale quarto l’Italia lo gioca sempre in Re.Ceca. Semifinali e finali, invece, a Istanbul.
    Ottavi (Istanbul e Brno)
    Polonia-Portogallo
    Olanda-Slovenia
    Belgio-Germania
    Turchia-Azerbaijan
    Serbia-Croazia domenica
    Francia-Grecia domenica
    Italia-Bulgaria lunedì
    Rep.Ceca-Svezia lunedì

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